"Biglietti prego": pendolare aggredisce verificatrice Atac su bus 719

L'aggressione è avvenuta questa mattina all'altezza di via Portuense. La dipendente Atac, di 43 anni, è stata portata all'ospedale Sant'Eugenio per le ferite riportate

Immagine di repertorio

Ancora un'aggressione su un bus Atac. Questa volta è successo sulla linea 719. La vittima una verificatrice dell'azienda dei trasporti della Capitale colpita da "un energumeno" all'altezza di via Portuense questa mattina alla 9:30. La donna di 43 anni è stata immediatamente soccorsa e portata all'ospedale Sant'Eugenio per le cure del caso. Se la caverà con qualche giorno di prognosi. 

Tutto è successo durante le ore dello sciopero dei dipendenti Tpl, in un clima teso per gli utenti che tutte le mattine prendono i mezzi pubblici a Roma. Mentre la vettura era alla fermata, la 43enne è salita sul 719 chiedendo ai presenti di mostrare i biglietti obliterati. Di tutta risposta un passeggero ha aggredito la dipendente Atac colpendola alle costole per poi fuggire via a piedi.

A denunciare i fatti Claudio De Francesco, segretario Faisa Confail Lazio: "Ci domandiamo perché non si pensa alla sicurezza di tutto il personale che sta in frontline? In più una domanda semplice semplice: come si può comandare tutto il personale di verifica a esplicitare il proprio lavoro in un giorno di sciopero, quando i cittadini giustamente sono arrabbiati, anche perchè stiamo offrendo un servizio di trasporto pubblico da terzo mondo, anche se questo non giustifica aggressioni".

La colpa, secondo De Fracnesco "è dei vertici aziendali, i quali mettono a comandare gente incapace, e sempre e solo pronti ad obbedire al sistema del consociativismo politico-sindacale". "Adesso, dopo gli spot propagandistici sui social, sia dai vertici aziendali nonchè di tutta la giunta Di Roma Capitale, sarebbe ora che si procedesse con i fatti e non più con gli spot pubblicitari, perchè la sicurezza di tutto il personale di frontline deve essere la prima cosa a cui un'azienda seria deve ottemperare. - conclude il sindacalista - Ma se non ne sono capaci, noi ci rivolgeremo al Prefetto di Roma per tutelare tutti i lavoratori che ogni giorno rischiano la vita e non sanno se ritorneranno a casa dai propri famigliari".

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