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Roma nord, vietato usare acqua degli acquedotti Arsial: "Il Campidoglio non ha avvisato in tempo"

Il Campidoglio è sotto accusa per la comunicazione che, a detta di residenti e politici di opposizione, non è stata nè tempestiva nè capillare. Secondo l'ordinanza del sindaco i cittadini non possono utilizzare l'acqua per 10 mesi

Primavalle, Labaro, Giustiniana, più di 4mila abitanti del quadrante nord della città non potranno usare l'acqua dei rubinetti per 10 mesi perché contiene agenti chimici novici per la salute. Lo ha stabilito un'ordinanza del sindaco valida fino al 31 dicembre 2014. 

Gli acquedotti interessati dall'ordinanza - Malborghetto, Brando-sa, Camuccini (che parte da Sacrofano), Piansaccoccia, Monte Oliviero, Casal di Galena, Casaccia-S.Brigida - sono gestiti dall'Arsial, l'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura. 

Nel testo, del 21 febbraio, si legge che le strutture coinvolte saranno oggetto di trasferimento a Roma Capitale e poi ad Acea. Acea però, prima di qualunque acquisizione, dovrà provvedere al risanamento degli acquedotti non a norma. 

E mentre Acea procede alla bonifica, l'Arsial dovrà assicurare la fornitura di acqua mediante punti di rifornimento dislocati sul territorio. Le vie interessate sono più di trecento. Il divieto dell'uso dell'acqua non si limita all'uso alimentare ma anche all'igiene personale. 

Il Campidoglio è sotto accusa per la comunicazione che, a detta di residenti e politici di opposizione, non è stata nè tempestiva nè capillare, nonostante nell'atto si preveda tra l'altro di comunicare ai cittadini l'emergenza anche con manifesti affissi ai muri. L'ordinanza è solo sul sito del Comune. 

LE STRADE INTERESSATE

LEGGI L'ORDINANZA

POLEMICHE - "La segreteria del nostro club nel XV Municipio è stata letteralmente presa d'assalto dalle telefonate di persone in cerca di informazioni sulla potabilità dell'acqua, dal momento che, a parte una piccola nota apparsa in fondo al sito del Comune di Roma, c'è stata solo 'acqua in bocca' da parte di chi governa Roma e i Municipi XV e XV, trattando un problema così grave per la salute pubblica dei cittadini con una leggerezza che ha dell'incredibile". Così i consiglieri di FI, Gramazio, Quarzo e Leli. 

"E' passata quasi una settimana tra il momento in cui è stata notificata l'emergenza (21 febbraio) e il giorno in cui è stata divulgata (27 febbraio), peraltro con modalità ed efficacia discutibili. I problemi di Marino con il Governo Renzi non possono e non devono offuscare le esigenze e la salute dei cittadini" precisa la nota.

"Auspichiamo - hanno concluso - un immediato intervento del Presidente Zingaretti, del sindaco Marino e dei Presidenti dei Municipi Torquati e Barletta, da una parte per divulgare il più presto possibile in maniera adeguata la reale situazione sanitaria e dall'altra a mettere in moto l'agenzia regionale Arsial per un sollecito approvvigionamento di acqua non avvelenata, pensando che in questo preciso momento ci sono migliaia di famiglie con bambini e anziani in serio pericolo. Molto probabilmente ignari di tutto". 

IL PRESIDENTE DEL XV - "A seguito dell’effettuazione di apposite analisi è stata riscontrata acqua con caratteristiche chimiche e batteriologiche ovvero solo batteriologiche non adatta al consumo umano. Per questo seguendo i principi di massima precauzione – informa il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati – è stato predisposto, a tutela e salvaguardia della salute pubblica, il divieto dell’utilizzo dell’acqua per il consumo umano". 

Ma, ci tiene a precisare il minisindaco, "per evitare allarmismi e fraintendimenti, molti dei residenti delle vie coinvolte da tale disservizio si servono da sempre di pozzi e non degli acquedotti dell’Arsial, pertanto – ha proseguito il minisindaco - i disagi per tali famiglie si prospettano limitati e ben gestibili. Tuttavia, pur non essendo di diretta competenza dell’Amministrazione municipale, – ha sottolineato Torquati – ci faremo promotori presso l’Arsial, che ha il compito di assicurare il rifornimento di acqua per consumo umano, affinché questa venga fornita dove sarà eventualmente necessario”. 

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