Cronaca Fiumicino

Fiumicino, fra tubature d'amianto e sabbia dai rubinetti: "Chiediamo un tavolo tecnico"

A denunciare criticità l'associazione Crescere Insieme, che torna a far presente problemi storici. "Che nella zona nord ci sia un problema d'acqua è palese, la questione però viene affrontata senza una capillare informazione"

Acqua all'arsenico, tubature in eternit, sabbia dai rubinetti. Il Comune di Fiumicino fa i conti con le sue acque inquinate. O meglio, i cittadini vorrebbero capire meglio lo stato dell'arte, alla luce delle ultime notizie diffuse su XIV e XV Municipio di Roma, dove l'acqua fornita dagli acquedotti Arsial è stata dichiarata ufficialmente non potabile e il suo utilizzo vietato con un'ordinanza del sindaco.

A farsi portavoce dei cittadini fiumicinesi è l'associazione Crescere Insieme, che torna a far presente problemi storici, e irrisolti. "Che nel nord del Comune di Fiumicino ci sia un problema acqua è ormai palese - si legge in nota - la questione però ogni volta viene affrontata senza una capillare informazione, affidando il più delle volte la comunicazione a qualche nota stampa che rimane spesso fredda o poco esaustiva". Subito il riferimento all'ordinanza di Marino.  

"Negli ultimi giorni, da quando è scoppiata la grana dell’ordinanza, sono arrivate all’associazione decine e decine di email, comunicazione. Tutte ci chiedevano informazioni. L’ordinanza del 2011 (invio di autobotti nel nord del Comune, ndr) di cui parla il sindaco Montino è stata prorogata? L’acqua di Tragliata continua a non essere potabile?". Da anni insomma nella zona nord del Comune di Fiumicino l'acqua crea problemi, con gli acquedotti Arsial che vanno a singhiozzo e i residenti costretti una tantum a rifornirsi alle autobotti. 

Poi c'è Testa di Lepre, dove dagli anni '50 le condutture in amianto creano allarme. "A che punto è la questione Testa di Lepre? E la ristrutturazione degli acquedotti Arsial?". Criticità interessano da anni anche la zona di Aranova, dove i rubinetti sputano sabbia ormai da tempo immemore. 

"Vogliamo sapere se il residuo che si continua a trovare nell'acqua è calcare come affermò tempo addietro la Asl. Abbiamo chiesto più volte al Comune di vedere i risultati delle analisi effettuate, ma non è stato mai possibile". Ma soprattutto, che fine ha fatto quel tavolo tecnico promesso dal sindaco Montino in campagna elettorale?". Un tavolo che l'associazione ha già chiesto lo scorso giugno, a dimostrazione che il problema persiste. E i cittadini vogliono un confronto, "che vada oltre i comunicati stampa".  

"Una riunione che possa finalmente far luce su tutti i problemi su una questione di primissimo ordine e alla quale far partecipare i vertici di Arpa Lazio, dell’Asl Roma D, Arsial e Acea in modo tale che la trasparenza non venga solo affidata a comunicati per la stampa, ma si sviluppi anche attraverso il contatto diretto con i cittadini e possa permettere loro di domandare e pretendere delle risposte non preconfezionate".  

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