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Cronaca

L'Acli presenta le proposte per Roma, i candidati (tranne Michetti) promettono appoggio

Calenda, Gualtieri e Raggi firmano il documento presentato da Lidia Borzì e colgono l'occasione per sintetizzare i rispettivi programmi elettorali

Da una parte un quadro di Roma città dove la pulizia e il decoro sono scarsi, il lavoro non c'è, sempre più famiglie devono affidarsi ai sussidi o all'aiuto dei parenti per arrivare a fine mese, dove i bambini vorrebbero giocare in luoghi puliti e sicuri, le donne non si sentono sicure e nemmeno ben rappresentate e gli stranieri hanno difficoltà a interagire per la barriera linguistica. Dall'altra tre candidati sindaco (Michetti non si è presentato) che si mettono a disposizione per migliorare la Capitale, firmando il documento redatto dalle Acli di Roma e presentato in Aula Giulio Cesare mercoledì 15 settembre dalla presidente Lidia Borzì

Le proposte di Acli

Bambini, giovani, donne, stranieri, anziani e famiglie: sei categorie sociali prese in analisi dalle associazioni cristiane lavoratori da maggio a oggi, tramite sei "web talk" e questionari distribuiti a decine di migliaia di persone, per avere indietro un'immagine ben precisa della città, dei suoi problemi e delle sue potenzialità. Un "Cantiere Roma", come è stato chiamato da Acli, per fornire all'amministrazione che verrà idee precise per lavorare: da più efficaci politiche inclusiva al multilinguismo, dallo ius soli e ius culturae, passando per un'implementazione del servizio civile aperto anche agli anziani, ma anche iniziative per aiutare le famiglie a conciliare meglio il tempo libero e il lavoro. 

Calenda: "Basta bandi ridicoli, il Comune finanzi le associazioni"

In ordine rigorosamente alfabetico, i tre competitor per la poltrona di primo cittadino hanno dato il loro contributo al dibattito: "Il mio programma elettorale dice come si vuole raggiungere un obiettivo - esordisce Carlo Calenda - non solo quale sia l'obiettivo. E' questo il difficile. Roma non è una città decorosa e così non può essere vissuta, quando sento che il 77% dei bambini intervistati vorrebbe veder sparire i rifiuti, allora penso che questo non potrà accadere senza un termovalorizzatore, senza l'istituzione dello spazzino di quartiere. Mancano 13.500 cestini. Le donne non si sentono sicure, lo credo, perché nonostante i crimini siano in flessione la città è buia: abbiamo 40.000 lampioni in meno rispetto a quello che necessiteremmo. Ci vorrebbero 168 centri antiviolenza in base al numero di abitanti, ne abbiamo 19, direi che non ci siamo. Mancano 500 aree gioco. Tutto questo però il Comune non lo fa da solo, ci vuole l'aiuto dei cittadini e bisogna anche superare il sistema, spesso ridicolo, dei bandi. Le associazioni devono essere finanziate costantemente". 

Gualtieri: "Roma città di cura e prossimità"

Roberto Gualtieri coglie l'occasione per fare del suo cavallo di battaglia, ovvero la Città dei 15 minuti, il tema centrale del suo intervento: "Roma sia la città della cura e della prossimità - spiega - dove integrazione, avvicinamento e collaborazione siano le tre parole chiave. Roma è città dai tanti problemi ma anche dalle tante possibilità, grazie al suo essere multiculturale e cosmopolita". 

Raggi: "Abbiamo risanato i conti, per il decoro 108 milioni"

Chiude la padrona di casa, almeno fino al 4 ottobre, Virginia Raggi: "Il metodo di studio di Acli - esordisce - è lo stesso applicato dalla nostra amministrazione in questi anni. Abbiamo messo a posto i conti disastrati, salvato Ama e Atac, ricominciato ad assumere autisti e acquistato 900 autobus nuovi e 50 tram. A Roma abbiamo iniziato a riqualificare le case popolari. Per quanto riguarda la cura del verde e il decoro, il Comune sta assumendo spazzini, ne erano usciti 900 e non si integrava personale dal 2009, adesso anche nuovi giardinieri ai quali abbiamo comprato la strumentazione che non c'erano. Per sfalci d'erba e potature abbiamo messo a bilancio 108 milioni di euro". 

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