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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

"Sei una spia, ci hai fatto arrestare e sequestrare la droga. Ora ci paghi"

Le indagini, condotte anche con modalità tecniche avanzate dalla polizia di Stato, hanno permesso di ricostruire l'intera vicenda

Lo hanno accusato di essere una spia. Di averli fatti arrestare nonostante le indagini non dicessero questo. Eppure questa convinzione è stata la stella polare per due uomini decisi a farla pagare al presunto autore della soffiata, che volevano farsi risarcire dei soldi persi dopo la mancata vendita della droga sequestrata.

A ricostruire la vicenda è stata la polizia di Stato, che al termine di un'articolata indagine coordinata dalla procura di Roma, ha identificato un 38enne e un 34enne dando esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico degli stessi per il reato di estorsione.

Le indagini

I due erano stati arrestati già dagli investigatori del commissariato Flaminio, nel mese di giugno scorso. Durante un controllo sulla via Cassia erano stati trovati in possesso di circa 100 grammi di cocaina. Come verrà poi accertato durante le successive indagini, i due complici erano convinti che a portare la polizia sulle loro tracce fosse stato un loro conoscente.

Le accuse infondate

È così che i due, anche attraverso degli intermediari, hanno iniziato a minacciare il presunto spione chiedendogli il denaro perso a causa della mancata vendita della cocaina paventandogli anche la possibilità di raccontare al giudice che fosse anche lui coinvolto nell'attività di spaccio di sostanze stupefacenti quale principale spacciatore.

La vittima, dopo un iniziale tentennamento e dopo aver cercato la conferma di non essere nelle carte del processo ha pagato i due aguzzini poco meno di mille euro. I due, non contenti, hanno però continuato a minacciarlo.

La denuncia e gli arresti

La vittima, temendo per la sua vita dopo aver saputo che i due si stavano organizzando con una pistola per gambizzarlo, si è rivolto alla polizia. Le indagini hanno permesso di ricostruire l'intera vicenda permettendo di identificare il 38enne e il 43enne, i presunti estorsori, che vivono in uno dei campi nomadi della capitale. Con gli elementi acquisiti, la procura ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma l'emissione di una misura cautelare. I poliziotti del commissariato Flaminio non hanno potuto fare altri che accompagnare il 38enne e il 34enne nel carcere di Regina Coeli.

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