Cronaca Monte Mario / Via Teulada

"E' lui lo riconosco": dopo lo stupro di Prati guai da Torino per Giuseppe Franco

Il militare della Marina arrestato con l'accusa di aver violentato una 15enne in piazzale Clodio è stato indicato da un'altra giovane come possibile autore di una precedente aggressione a scopo sessuale

La sua foto è stata ben visibile sulle prime pagine dei giornali cartacei ed online nazionali e locali. Al centro dell'obbiettivo delle macchine fotografiche dei cronisti Giuseppe Franco, immortalato all'uscita della Questura di Roma dopo essere stato arrestato per una violenza sessuale subita lo scorso 29 giugno da una 15enne di Bari che si trovava con le amiche ed una adulta nella zona di Prati. Convalidato l'arresto dal Gip per il reato di "violenza sessuale" a danno di una minorenne il militare della Marina calabrese è ora accusato di un'altra violenza, denunciata  a Torino da una minorenne.

TENTATO STUPRO A TORINO - La vittima ha infatti riconosciuto Giuseppe Franco dalle immagini del suo arresto indicandolo alle forze dell'ordine come colui che tentò di violentarla  nel capoluogo piemontese. Denunciata la violenza le indagini non avevano però avuto esito. Poi l'arresto del militare calabrese e la nuova denuncia della vittima: "E' stato lui, lo riconosco".

GLI AVVOCATI DI FRANCO- La notizia riportata da organi nazionali e agenzie di stampa ha poi trovato la smentita degli avvocati difensori del militare calabrese: "Non solo le caratteristiche fisiche dell'aggressore rilasciate al momento del fatto (2009) non corrispondono obiettivamente a quelle di Giuseppe Franco, ma soprattutto, nei giorni 6 e 7 luglio 2009 Franco, come da informazioni acquisite, si trovava in servizio sulla nave militare Sapri all'epoca di stanza al porto di La Spezia e dunque non poteva essere l'autore dell'aggressione avvenuta alle 5.30 a Torino". Le parole degli avvocati Cesare Piraino e Gaetano Parise riportate dall'agenzia Adnkronos

LA SMENTITA DEI LEGALI - "La vicenda relativa a una precedente presunta aggressione - spiegano i difensori - è stata riportata in modo totalmente errato, atteso che la ragazza brasiliana in questione, sporse denuncia il 7 luglio per un'aggressione patita la mattina dello stesso giorno e non, quindi, nel 2011". "Anche se sono ancora in corso le indagini - sottolineano gli avvocati Cesare Piraino e Gaetano Parise - la difesa, che aveva appreso dal fascicolo pendente presso il gip di Roma dell'esistenza di tale ulteriore vicenda, ritiene di poter smentire categoricamente l'attendibilità del presunto riconoscimento effettuato dalla ragazza aggredita nel 2009".

AGGRESSIONE REPENTINA - Peraltro, proseguono i difensori di Franco, "per mera completezza di informazione, nella denuncia presentata all'epoca dalla ragazza in oggetto non si faceva riferimento a una tentata violenza sessuale, atteso che si parlava genericamente di un'aggressione repentina, culminata con un morso sullo zigomo destro. Pur non avendo elementi per mettere in dubbio la veridicità del racconto della giovane (quanto alle modalità dell'aggressione patita) è chiaro che l'individuazione di Franco come autore della stessa non può che essere il frutto di una mera suggestione, dovuta alla risonanza data alla notizia del suo arresto la scorsa estate, caratterizzata da toni frettolosamente colpevolisti". Riteniamo, in conclusione, sottolineano gli avvocati, che "questo atteggiamento, sempre censurabile in linea di principio, debba essere stigmatizzato ancora di più in un caso, come quello in esame, nel quale l'effettivo svolgimento dei fatti appare tutt'altro che chiaro e dimostrato".
 

LO STUPRO DI PRATI - Lo stupro di Prati si consumò poco prima della mezzanotte dello scorso 29 giugno, dopo che alcune ragazze in compagnia della vittima, una 15enne di Bari in vacanza nella Capitale, stavano tornando a casa una volta assistito allo spettacolo pirotecnico della Girandola di Castel Sant'Angelo. Poi la violenza, con il 31enne che si avvicinò al gruppo di teen ager, qualificandosi, secondo il loro racconto, per un agente di polizia. Al riguardo Giuseppe Franco ha però affermato davanti al giudice di non essersi fatto passare per poliziotto ammettendo di aver mostrato il suo tesserino militare. 

LA VIOLENZA - A quel punto però, il 31enne calabrese, dopo aver assicurato a un palo la bicicletta con cui era arrivato sul posto, accompagnò la vittima a piedi in via Teulada e, all’altezza del parcheggio di via Casale Strozzi,  la prese con la forza nel parchetto sito nelle vicinanze abusando di lei. 

FUGA E ARRESTO - Fuggito a piedi, inseguito dalle ragazze e dalla madre di una di loro, arrivata nel frattempo nei pressi della Cittadella Giudiziaria di piazzale Clodio, la latitanza di Giuseppe Franco durò poco più di 24 ore. Gli agenti della Squadra Mobile diretti dal dottor Luigi Silipo lo rintracciarono poco dopo in casa del fratello. Il Giudice per le Indagini Preliminari, Giacomo Ebner, dopo l'interrogatorio di garanzia convalidò il fermo eseguito dalla polizia ed emise una ordinanza di custodia cautelare in carcere.
 

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