Cronaca Collatino / Via Salviati

Case ai rom dopo gli sgomberi? La smentita: "In via Salviati nessun accordo"

Il comandante dei vigili urbani del gruppo Spe, Lorenzo Botta, nega quanto riportato dal Corriere della Sera: "E' stata presentata un'istanza da due associazioni. Niente di più"

"E' un foglio scritto a penna che mi sono limitato a consegnare al Comando centrale. Una richiesta di ascolto che le associazioni hanno già presentato anche al Comune". Nessun accordo choc, nessun impegno a consegnare case ai rom dei campi prima di eventuali sgomberi. Il comandante dei vigili urbani del gruppo Spe (Sicurezza Pubblico Emergenziale), Lorenzo Botta, smentisce la ricostruzione del Corriere della Sera in merito a un presunto documento da lui firmato come delegato di Virginia Raggi. Una sorta di recepimento della direttiva europea (173/2011) che impone l'accesso all'alloggio per la comunità rom. "Non ho firmato niente che abbia valore legale. Non mi ha delegato nessuno, si tratta di una semplice istanza". Andiamo con ordine. 

La notizia è uscita ieri sulle colonne del Corsera. Secondo quanto riportato dal quotidiano, durante un controllo all'interno del campo di via Salviati, il neo comandante Botta, da poco subentrato all'ex Antonio Di Maggio, avrebbe controfirmato un documento presentato dall'associazione Nazione Rom, per siglare la nascita di un Tavolo di inclusione volto al superamento delle baraccopoli e la completa applicazione delle strategie europee sull'inclusione di rom e sinti. Tra queste un'alternativa alloggiativa prima di sgomberare gli insediamenti. 

Si fa riferimento a un atto scritto a penna, non viene citato testualmente il contenuto, lo si descrive solo come "una carta nella quale si chiede l'applicazione della direttiva europea sull'inclusione dei rom:  una casa prima di ogni sgombero". Lo stesso dichiara il legale rappresentante di Nazione Rom, Marcello Zuinisi. "Adesso, con questa firma ufficiale, qualsiasi sgombero dovrà essere preceduto dal riconoscimento ai rom del diritto alla casa, e degli altri diritti". Insieme a Zuinisi anche Gianni Carbotti di Amnistia Giustizia e Libertà e Naho Adzovic, sedicente rappresentante dei rom di via Salviati. 

Il diritto alla casa per tutti i rom della Capitale stabilito con un documento scritto su un foglio a penna e firmato da un vigile urbano? La notizia solleva più di un dubbio, ma è sufficiente per scatenare polemiche immediate con comunicati stampa dall'area di centrodestra. Il consigliere Santori di Fratelli d'Italia: "Se fosse vero lo sconsiderato accordo siglato ieri con i rom del campo di via Salviati, quel pezzo di carta andrebbe stracciato immediatamente". Stessi toni per il capogruppo della lista Marchini Onorato: "Raggi smentisca l'accordo, sarebbe uno schiaffo a migliaia di poveri cittadini che aspettano da anni l'affidamento di un alloggio attraverso una graduatoria pubblica". Senza scomodare la sindaca, a smentire l'accordo ci pensa direttamente Botta.

A RomaToday spiega la natura di quanto avvenuto ieri in via Salviati. "Le associazioni in questione si sono presentate al campo durante un'operazione di controllo dello Spe e hanno presentato un'istanza scritta con richiesta di veder riconosciuta questa direttiva europea. Io non ho nessun potere di fare accordi. Non ho firmato niente che abbia un valore legale, gli accordi li fanno in Campidoglio o a Bruxelles, mi sono limitato a portare questo foglio al Comando generale, ed è una richiesta che hanno già fatto in tutte le sedi istituzionali possibili, dal Comune alla Presidenza del Consiglio". Una mera formalità, priva di qualunque valore amministrativo e operativo. Per quello c'è una mozione di giunta di novembre, dove vengono fissati i primi passaggi che porteranno, questo è l'auspicio, alla chiusura dei campi rom e alla messa in atto di strumenti concreti volti all'integrazione della comunità.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Case ai rom dopo gli sgomberi? La smentita: "In via Salviati nessun accordo"

RomaToday è in caricamento