Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca Via Caputo

Colle degli Abeti, abusivismo borderline in provincia

Segnalazione di un lettore: un pastore, residente in un accampamento abusivo in Via Mejo de Gnente, a Colle degli Abeti, taglia, inquina, cucina e disturba; ma lui può farlo, perché "ha il permesso del Comune"

Due 'dipendenti' del pastore raccolgono la legna, fatta seccare con prodotti chimici.

“Ieri pomeriggio, in pieno giorno, è arrivato un enorme camion bianco, che si è fermato all'interno dell'accampamento abusivo di un pastore - in Via Mejo de Gnente, zona Colle degli Abeti - e 4 persone hanno iniziato a scaricare a terra travi di legno. Una volta finito lo scarico il camion, che aveva la targa coperta a testimoniare il fatto che quello che stavano facendo non è del tutto legale, ha fatto manovra ed è ripartito”. Questo è il racconto di un residente della zona, testimone di questa ed altre situazioni borderline. Infatti “il camion, per entrare nell'accampamento, ha anche divelto i pali dei segnali stradali, che io farei pagare, a questo punto, al pecoraro. Anche se lui può, dato che ha il permesso del Comune”. Questa ultima frase viene ripetuta, infatti, dal pastore a tutti i residenti che si recano da lui per protestare contro le sue attività.

A pranzo – continua il lettore nella sua testimonianza - presso l'accampamento abusivo, si è tenuta anche un’allegra braciolata a base di carne e vino, che ha affumicato mezzo quartiere! Ma lui può, ha il permesso del Comune. Poi ieri sera si sentiva, come al solito, puzza di plastica bruciata, ma ormai è una consuetudine per noi respirare tossine”. Ma le attività del pastore non si limitano ai trasporti e alla cucina ‘poco ecologica’: “Come se non bastasse, questa mattina, mentre uscivo per andare al lavoro ho udito un rumore di sega elettrica provenire dal lato di Via Caputo”. Dalle foto allegate alla segnalazione del lettore “si evince che in quella zona, gli abeti, vengono prima fatti seccare versando alla base delle radici delle sostanze tossiche, e una volta secchi vengono abbattuti e il legname viene portato via, lavorato, e infine riconsegnato al pecoraro sotto forma di tavole, utilizzate in seguito per edificare altre baracche abusive. Ma lui può, perché ha il permesso del Comune”.

Il lettore conclude il suo sfogo prendendosela con il Comune: “il Comune che cosa propone per risolvere il problema? Solo nuovi palazzi! Che non faranno andare via l'insediamento abusivo e che, anzi, è stato di proposito fatto spostare e allargare. E' una vergogna il modo in cui il Comune gestisce la città, in questo modo gente come questo pastore continuerà sempre a fare quello che vuole”. Ma lui può, perché ha il permesso del Comune.
 

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