Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Sanità: abortisce in ospedale ed espelle parti del feto a casa

La donna attraverso i suoi legali fa sapere di aver presentato un esposto alla procura. "Tanto sangue e il feto che doveva essere stato asportato il giorno prima nell'intervento"

Una donna ha denunciato l'ospedale San Camillo per complicazioni dopo un'interruzione di gravidanza avuta in ospedale: avrebbe espulso naturalmente il feto due giorni dopo l'intervento. La donna, riferiscono i legali, subì l'intervento lo scorso 24 gennaio.

Due giorni dopo, però, scoprì che negli slip "era presente molto sangue, e soprattutto il feto che in teoria - si legge nell'atto di querela - doveva essere stato asportato nell'intervento del giorno prima e che invece, evidentemente, era rimasto all'interno del mio corpo ed espulso 'naturalmente' durante la notte".

"Abbiamo presentato esposto alla Procura quindici giorni fa - spiegano i legali - chiedendo ed ottenendo il sequestro delle cartelle cliniche anche dei due ospedali dove la donna si è recata per i problemi successivi alla vicenda. Proprio ieri abbiamo consegnato gli ultimi documenti ai magistrati titolari dell'inchiesta". Immediata la replica dell'ospedale San Camillo. "Ho appreso della vicenda da una trasmissione di Radio Radio. La paziente aveva effettivamente avuto un'interruzione di gravidanza ed era stata sottoposta a un intervento, ma poi ha firmato contro il parere dei medici per essere dimessa - afferma il direttore generale del San Camillo, Aldo Morrone -. Valuteremo ciò che è stato dichiarato. Finora non è arrivata a noi alcuna protesta ufficiale, denuncia né tantomeno alcun sequestro di cartelle cliniche da parte dei carabinieri". "Inoltre le era stato chiesto il controllo a distanza di cinque o sette giorni e nelle ore successive all'intervento stesso", conclude Morrone, spiegando che i responsabili del reparto oggi sono assenti e si trovano in Albania.

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