Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Roma invasa da fiumi di droga, il procuratore capo: "Qui operano una serie di mafie"

Il procuratore Lo Voi disegna un quadro sempre più cristallizzato e lancia qualche allarme: "Abbiamo una robusta presenza di criminalità organizzata di origine albanese e nigeriana. Sul Pnrr bisogna stare molto attenti"

A Roma, per chi vuole fare affari con la droga, c'è sempre spazio. Lo avevamo denunciato disegnando la narco mappa della città che si basava sui rapporti delle mafie nel Lazio e sul lavoro della Dia. Ieri il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi in audizione alla commissione parlamentare antimafia lo ha ribadito sottolineando come il traffico di stupefacenti nella Capitale è "quasi fuori controllo perché la domanda, a qualsiasi livello, è enorme".

Un passaggio importante, questo, che racconta come Roma sia differente da Palermo. Nel capoluogo siciliano, dove Lo Voi ha lavorato per 7 anni "la situazione era relativamente schematica, un 80% dell'attività era relativo a 'Cosa nostra', e poi un 20% di altre. Qui a Roma no. - ha sottolineato - Abbiamo una serie di mafie, e infatti il dibattito si è articolato tra mafie autoctone e mafie trasferitesi da luoghi di origine, mafie straniere, connessioni tra le une e le altre''.

La Narco mappa dello spaccio di Roma, le famiglie che comandano nei 20 quartieri della droga

Le mafie a Roma

Il traffico di stupefacenti, dunque, resta uno dei comparti più prosperi del commercio illegale nella Capitale e garantisce profitti a una molteplicità di organizzazioni criminali, come dimostra la piazza di Tor Bella Monaca. La 'Ndrangheta, in questo campo, è maestra e in 'Cosca Capitale' lo abbiamo raccontato. Ma anche la Camorra sa il fatto suo con personaggi di spicco come Michele Senese e i membri della famiglia Moccia, così come la mafia siciliana, sempre attiva in città. Tra i clan autoctoni c'è il clan Spada a Ostia che sembra testimoniare come il fenomeno mafioso non si possa sradicare solo con gli arresti: "È un altro di quei capitoli che non si chiudono solo perché vengono arrestati alcuni soggetti proprio perché il rischio di collegamento con ambienti mafiosi più qualificati rimane". E a Ostia abbiamo raccontato qui come lo scenario sia in continua evoluzione.

"Poi ci sono la mafia albanese, quella nigeriana e le altre di origine internazionale", ha spiegato Lo Voi. E qui il richiamo a figure importanti come Elvis Demce, protagonista della Gomorra albanese, o come 'Titi''Rindi' e 'Qorri' "La mafia sudamericana non ha ancora caratteristiche di presenza paragonabili alle altre, ma comincia a essere presente in modo significativo e per qualche aspetto preoccupante. Ci sono anche gruppi paramafiosi come i georgiani e altri - ha spiegato Lo Voi -, e questo perché Roma ha un territorio molto vasto e offre una disponibilità di denaro che fa gola".

"A Roma - ha ribadito Lo Voi - abbiamo in sostanza una serie di organizzazioni criminali di tipo mafioso. C'è una compresenza di organizzazioni di vario genere su un territorio che è sì vasto ma che ha dei limiti e quindi questo territorio deve essere occupato, e allora ci si allea o si apre qualche forma di conflitto". E per convivere si collabora, ci si spartisce le piazze, finché non sorgono contenziosi che si risolvono con altri crimini: sequestri di persona e gambizzazioni, come successo a Casalotti con la banda di Leandro Bennato, e in casi più estremi con omicidi.

Il riciclaggio

I flussi di denaro della droga chiamano poi a un altro tipo di reato, il riciclaggio. "Non è solo ripulitura dei capitali illeciti ma il reinvestimento, ossia inserimento della criminalità organizzata nei  settori economici legali, primo tra tutti quello della ristorazione, con disponibilità di denaro ben superiore a quella degli operatori  ordinari - ha spiegato - tutto ciò inevitabilmente determina  l'alterazione del mercato e della concorrenza".

"Il riciclaggio è un fenomeno in preoccupante aumento sul territorio regionale e romano, che non ha aspetti di violenza ma che sta conoscendo uno sviluppo multiforme ed estremamente pericoloso. La pericolosità del riciclaggio - ha proseguito il procuratore Lo Voi - sta anche nel fatto che non è più un fenomeno nazionale ma internazionale, che si avvale sempre più spesso di professionisti che collaborano nelle frodi, nei movimenti finanziari, nell'apertura e nella chiusura di società in Italia e all'estero, da Dubai al Delaware. Un fenomeno che non fa rumore e che per questo resta sottovalutato. Stiamo indagando su organizzazioni specializzate solo nel riciclaggio, come agenzie di servizio" ha spiegato.

I fondi del Pnrr

Per capire dove operano le organizzazioni criminali bisogne sempre seguire la traccia dei soldi. Come quelli in arrivo dal Pnrr, su cui bisogna stare molto attenti. Un allarme, quest'ultimo, che era arrivato anche dall'ultima relazione semestrale della Dia, che evidenziava come "l'impegno sul piano della prevenzione antimafia è volto a evitare che i clan attingano ai fondi" del piano nazionale di ripresa e resilienza. Lo Voi ha poi concesso una battuta sull'abuso d'ufficio. Secondo il procuratore capo quello non può essere considerato solo un "reato-spia", ma un reato che permette di ottenere una serie di risultati: ad esempio gli appalti per le mense, la gestione rifiuti, la riparazione di strade. Affari che i gruppi criminali annusano sempre.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Roma invasa da fiumi di droga, il procuratore capo: "Qui operano una serie di mafie"
RomaToday è in caricamento