rotate-mobile
Cronaca

A Ostia si muore nelle spiagge libere senza bagnini

Da anni ormai i cittadini denunciano la mancanza di bagnini nei tratti di spiaggia di competenza del Comune

Fare il bagno nelle spiagge libere di Ostia è pericoloso. Si rischia la vita e, nei casi più drammatici, si muore. Questo perché i controlli mancano e i cartelli non considerati come deterrenti. Riszard Galaszka, 67 anni, è stata l'ultima vittima. L'uomo era andato al mare con la famiglia. Aveva deciso di farsi un bagno nel tratto di mare antistante il canale dei Pescatori.

Era nella spiaggia libera dell'ex Med. Voleva passare una giornata al mare, quella di ieri. In quel tratto di arenile vige il divieto di balneazione proprio per la vicinanza al canale. Poche bracciate e l'uomo, forse a cause di un malore, è finito giù in acqua. A notare la drammatica scena anche il figlio. L'allarme di amici e parenti non è servito. Per Riszard Galaszka non c'è stato nulla da fare. Un eccesso di imprudenza che gli è costato la vita. 

Fare il bagno è pericoloso

Ma la polemica resta. I cartelloni, seppur indicativi, non sono un deterrente. Da anni ormai i cittadini denunciano la mancanza di bagnini nei tratti di spiaggia di competenza del Comune. Anche l'estate scorsa il X municipio aveva messo a bando i vari lotti per affidare la pulizia e il servizio di salvamento ai privati, ma alcuni tratti rimasero scoperti. Quest'anno il tema si ripete e lo scenario è drammatico come testimonia la storia di Arnaldo Talevi, 82 anni, morto nel mare di Ostia, mentre stava facendo il bagno nello specchio d'acqua antistante la spiaggia libera sul lungomare Duca degli Abruzzi.

Per la vittima, un 82enne nato a Roma ma residente in Germania, sono stati inutili i tentativi di rianimazione. Quel tratto, quello della spiaggia 'Senape' è senza servizio di salvamento. Così come lo è quello nel quale un ragazzo di 14 anni è stato salvato da un bagnante che ha nuotato per evitare che annegasse. La vicenda ricorda quanto successo lo scorso giugno quando un bagnino salvò un 13enne in un tratto di spiaggia che lui non avrebbe dovuto coprire. E di esempi ce ne sono diversi.

L'assenza dei bagnini

Perché nelle spiagge libere di Ostia non ci sono i bagnini? Il municipio X aveva pubblicato un bando per l'individuazione di soggetti privati a cui affidare la gestione delle sei spiagge del Comune. Le offerte si sono concentrate solo su due arenili, SPQR (ex l'Arca) e la spiaggia Grigia (ex Spiaggetta) che, di conseguenza, dal 10 maggio hanno sul posto il personale addetto al salvamento. Si tratta di un onere che i privati garantiscono ottenendo in cambio la possibilità di noleggiare, a prezzi calmierati, lettini e ombrelloni. Per il resto delle spiagge, però, ci si affida al fato. Da circa due mesi in quattro spiagge libere di Ostia non ci sono bagnini.

"Il servizio di salvataggio deve essere presente dal primo maggio al 30 settembre su tutte le spiagge, senza differenze tra libere o in concessione. - tuona Anab, l'associazione nazionale assistenti bagnanti - Il sistema adottato negli ultimi anni per gestire il salvataggio sulle libere, ha fallito sempre. Riteniamo che il servizio debba essere gestito direttamente dal Comune o dalla Regione, senza ricorrere a bandi economici al ribasso, lasciando fuori un servizio di pubblica utilità, indispensabile alla tutela della salvaguardia altrui, dalle dinamiche del profitto. Solo così si potrà tornare a vedere le spiagge tutte sorvegliate". Una richiesta inascoltata che Anab porta avanti da un anno.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

A Ostia si muore nelle spiagge libere senza bagnini

RomaToday è in caricamento