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Cronaca Tor Bella Monaca / Via dell'Archeologia, 106

Tor Bella Monaca, maxi blitz nella "piazza di spaccio che non dorme mai": 51 arresti. Ricavi da 20000 euro al giorno

Chi sbagliava subiva punizioni gravissime: si è arrivati a registrare veri e propri sequestri di persona ai danni di associati "infedeli" ed addirittura di loro familiari

Roma est si è svegliata con il rumore delle pale degli elicotteri. E' il suono che ha preannunciato un maxi blitz a Tor Bella Monaca che, come spiegano gli inquirenti, ha "azzerato i vertici della più grande piazza di spaccio operante nella borgata romana": 51 persone sono state raggiunte da una misura cautelare.

All'alba di martedì 27 aprile più di trecento carabinieri, coadiuvati dalle unità cinofile e supportati da elicotteri del Nucleo Carabinieri di Pratica di Mare, hanno partecipato all'azione dando vita da una operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Nell'operazione sono stati sequestrati 12 chili di sostanze stupefacenti, 3 pistole, 16 orologi di lusso e gioielli per un valore di oltre 180.000 euro

Il blitz a Tor Bella Monaca di oggi

Le indagini svolte dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Frascati hanno permesso di ricostruire i ruoli dei vari sodali all'interno dell'organizzazione comandata da tre fratelli che gestivano l'attività della piazza di spaccio che si trova su via dell'Archeologia 106 per un giro d'affari di circa 600.000 euro mensili. 

Uno di loro, il più grande di età, è stato arrestato nel mese di febbraio per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso poiché ha sparato ad un altro soggetto per controversie legate al controllo del territorio tra piazze di spaccio. Come in una perfetta organizzazione aziendale i pusher che si rivelavano "capaci ed affidabili", spiegano gli investigatori, "venivano promossi a ruoli di supervisione", andando a formare un efficiente organigramma di tipo manageriale dove i compiti erano suddivisi rigidamente.

La piazza di spaccio che non dorme mai

Dalle indagini è emerso che la piazza non dormiva mai: pusher e vedette si alternavano in strada h24 con rigide turnazioni in attesa dei numerosi acquirenti; i collaboratori avevano invece il compito di rifornire e controllare pusher e vedette, facendo da anello di congiunzione con i vertici dell'associazione. Lo stupefacente veniva nascosto nei posti più disparati (come ad esempio nei serbatoi dei veicoli in sosta, cantine occupate abusivamente e munite di inferriate, sotto le piante delle aiuole e così via). L'organizzazione criminale, secondo gli inquirenti, "ha dato prova di una grande capacità di sopperire ai numerosi arresti effettuati dai Carabinieri del Gruppo di Frascati, sempre pronti a rimpiazzare i numerosi pusher che sono stati arrestati e che, in ogni caso, scontata la loro pena spesso tornavano a spacciare o venivano reimpiegati in altri ruoli".

Punizioni a chi sbagli

Chi sbagliava subiva punizioni gravissime: si è arrivati a registrare veri e propri sequestri di persona ai danni di associati "infedeli" ed addirittura di loro familiari, rapiti per essere brutalmente picchiati. Ecco perché, considerate questo tipo di aggressioni e vendette, è stata riconosciuta "l'aggravante di avere agito con il metodo mafioso".

Altissimi i ricavi dell'organizzazione, circa 20.000 euro al giorno, che hanno permesso agli associati sia di reimpiegare i proventi illeciti in varie attività commerciali sia di vivere una vita di lusso e sfarzi: orologi costosi, supercar, vacanze all'estero e gite in elicottero. Ricchezza che viene evidenziata anche nel testo dell'ordinanza: "...significativo sul punto anche quanto segnalato dal P.M. circa l'ostentazione evidente operata da L.D del suo potere e prestigio criminale nel quartiere di Tor Bella Monaca anche in considerazione delle sue elevate potenzialità economiche, attraverso l'utilizzo abituale di vetture, orologi, abbigliamento di lusso", ed ancora: "Le modalità della condotta complessivamente considerate alla luce del materiale probatorio in atti, avuto riguardo in particolare anche ai delitti di tentata estorsione, sequestro di persona, lesioni aggravate, e autoriciclaggio contestati all'indagato L. D., lasciano emergere la pericolosissima personalità degli indagati, che hanno agito con pervicacia criminale e assoluto spregio dinnanzi all'Autorità dello Stato".

Contestualmente alle misure cautelari personali i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati stanno procedendo anche al sequestro preventivo di un'immobile, sito nel quartiere romano di Castelverde, di due esercizi commerciali ubicati a Tor Bella Monaca e di otto veicoli, riconducibili ai vertici del sodalizio, per un valore complessivo di circa 350.000 euro.

L'operazione antidroga dei Carabinieri a Tor Bella Monaca (5)-2

"Il metodo mafioso"

Un aspetto fondamentale, emerso dalla lettura dell'ordinanza, è proprio la contestazione dell'"aggravante del metodo mafioso".. La violenza, infatti, è stato uno dei punti caratterizzanti dell'associazione, pericolosità ben espressa nelle parole del Gip: "Non è in proposito da trascurare la rilevantissima circostanza che le pretese estorsive così come i sequestri di persona sono stati avanzate secondo uno schema di azione ampiamente noto e collaudato. Questa situazione appare chiaramente sintomatica del fatto che gli indagati non hanno esitato ad utilizzare la forza intimidatrice tipica del metodo mafioso, con modalità eclatanti ed evocative dell'appartenenza da un gruppo criminale organizzato tale da incutere nelle vittime una condizione di assoggettamento. Trattasi di condotte che costituiscono diretta espressione del metodo mafioso, essendo connotate da un evidente utilizzo della forza di intimidazione propria degli appartenenti alle associazioni di cui all'art. 416 bis C.P. e che si inseriscono in un contesto del tutto peculiare ed estraneo alle logiche della criminalità comune, di assoluta omertà, in considerazione della pericolosità del gruppo riconducibile a L. D. ed ai suoi consociati".

Raggi: "Fuori la mafia da Roma"

In mattinata sono arrivati anche i primi commenti dei politici. "Grazie a Carabinieri per blitz a Tor Bella Monaca. Arrestate 51 persone e azzerati vertici piazza di spaccio. Stop a giro affari di 600mila euro al mese. Riconosciuta anche aggravante per metodo mafioso. Avanti a testa alta, fuori la mafia da Roma", ha scritto su Twitter Virginia Raggi. 

Il senatore Bruno Astorre, segretario del PD Lazio aggiunge: "Complimenti ai Carabinieri per l'indagine con cui, questa mattina, hanno fermato una delle piu' grandi piazze di spaccio del quartiere Tor Bella Monaca. Serve far rinascere i nostri quartieri sotto il segno della legalità", conclude.

"Una buona notizia per la rinascita del quartiere nel segno della legalità. - sottolinea il presidente della Regione Nicola Zingaretti - Il mio pensiero va alle associazioni e ai cittadini perbene che combattono la criminalità organizzata e alle tante famiglie che lottano ogni giorno con il dramma della droga e delle dipendenze. Noi come Regione Lazio vogliamo fare la nostra parte con investimenti concreti anche a Tor Bella Monaca, a partire dalle 4 torri Ater che stiamo completamente ristrutturando. Realizzeremo un'area verde e un playground per lo sport. Un investimento complessivo di 30 milioni di euro per quel Municipio".

"L'operazione di oggi testimonia ancora una volta che a Roma, anche in aree problematiche e tra molte difficoltà, le Istituzioni ci sono. - ha commentato il Prefetto Piantedosi - Chi confida nell'illusione  di approfittare di un territorio così vasto per vivere nell'illegalità, si sbaglia: prima o poi lo Stato arriva".

L'operazione antidroga dei Carabinieri a Tor Bella Monaca (8)-2

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