Narcos La Rustica, sgominata banda di 21 persone: così la droga a Roma arrivava dal Perù

Le indagine partite dall'arresto di una donna arrivata dal Lima all'aeroporto di Fiumicino. Due persone avevano continuato gestire i rifornimenti di stupefacente nonostante fossero in carcere

Droga nei flaconi e spedita a Roma. Oppure fatta arrivare nella Capitale grazie a corrieri che, incuranti delle conseguente, prendevano voli partiti da Lima (in Perù) per atterrare all'aeroporto Leonardo Da Vinci.

A gestire il narcotraffico un gruppo composto da 21 persone, capeggiato da due calabresi, di cui uno contiguo alla 'ndrina 'Giorgi' operante nel comune di Locri. Mentre ad occuparsi del finanziamento di ingenti quantitativi di cocaina e lavorare di fino, come intermediario, tra Roma e il Perù c'era un uomo della Repubblica Dominicana.

Non è la trama di un film, ma il sunto dell'operazione Domingo che ha permesso ai carabinieri di sgominare la banda dei Narcos di La Rustica che avevano, in via Delia 20 la loro base, un luogo monitorato a lungo dagli uomini del Nucleo Investigativo di via in Selci che hanno scoperto come sia stato utilizzato dalla banda sia per nascondere e custodire lo stupefacente, che per lo svolgimento di summit tra gli indagati.

Com'era composta la banda dei Narcos di La Rustica 


E così nelle prime ore di martedì 20 ottobre, nelle province di Roma e Reggio Calabria, i carabinieri hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 21 persone (di cui 14 in carcere, 6 ai domiciliari ed 1 all'obbligo di dimora nel comune di Roma) emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia. 

Gli indagati, a vario titolo, sono "ritenuti appartenenti a un sodalizio criminale composto da romani, calabresi e stranieri, contiguo alla 'Ndrangheta, attivo nel settore del narcotraffico". Il tutto scoperto grazie ad una indagine sviluppata tra gennaio e ottobre 2019.

Le investigazioni hanno consentito di ricostruire come il gruppo capeggiato da due calabresi, di cui uno contiguo alla 'ndrina 'Giorgi', spacciasse cocaina, hashish e marijuana operativa a Roma e provincia.

Ai due capi, va aggiunto appunto il ruolo di un dominicano: era lui l'intermediario per l'acquisto ed il finanziamento di ingenti quantitativi di cocaina. Mentre l'approvvigionamento della droga avveniva grazie alla collaborazione di peruviani residenti a Roma i quali si avvalevano di fornitori connazionali che spedivano il narcotico in Italia nascondendolo all'interno di flaconi di prodotti fitoterapici.

Gli ordini dal carcere per gestire lo spaccio 

Ruoli chiari con ordini e gestione dello spaccio anche dal carcere: due persone detenute presso le Case Circondariali di Frosinone e Terni, attraverso mini telefoni cellulari rinvenuti poi nelle loro celle, gestivano infatti i rifornimenti di stupefacente a favore di alcuni sodali per la successiva distribuzione ai clienti.

Secondo gli inquirenti, il sodalizio era infatti dotato di una "stabile organizzazione, importanti risorse finanziarie, veicoli e locali utili al trasporto e alla custodia di ingenti quantitativi". 

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L'inizio delle indagini e l'arresto di una donna a Fiumicino 

L'indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci, ha tratto origine dall'arresto di un corriere nell'aeroporto di Fiumicino il 16 novembre del 2018. Qui una donna, a bordo del volo proveniente da Lima, era stata trovata in possesso di oltre 6 chili di cocaina in stato liquido, nascosta all'interno di provette custodite nel bagaglio spedito. 

In riferimento alla perdita del grosso quantitativo di stupefacente, uno dei capi del sodalizio aveva commentato con gli altri componenti del gruppo che l'imprevisto aveva fatto perdere un guadagno di circa 200.000 euro a testa e così, per le future operazioni di trasporto, aveva pianificato di inviare una persona in Perù e fargli ingerire una serie di ovuli per eludere i controlli alla dogana.

La base in via Delia a La Rustica

Dalle indagini è emerso anche come un appartamento in via Delia 20 era la base de Narcos di La Rustica. Un luogo apparentemente sicuro dove avvenivano anche summit tra sodali e clienti. Lo spaccio al dettaglio veniva fatto prevalentemente nel tratto tra via Nicandro e proprio via Delia, attraverso i pusher reperibili dai vari clienti direttamente in strada oppure arruolati attraverso contatti telefonici.

Nel corso delle indagini, sottolineano gli inquirenti, sono state arrestate, in flagranza di reato, altre 12 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sono stati sequestrati complessivamente circa 8 chili di cocaina, 1,400 chili di marijuana, 15 chili di hashish, una pistola revolver marca Colt Cobra calibro 38 (oggetto di furto) e 50 cartucce calibro 38 special.

"È opportuno precisare come l'attività illecita non sia mai cessata, neanche nell'immediatezza di interventi delle Forze dell'Ordine e di sequestri di partite di sostanze. Infatti, gli arresti in flagranza eseguiti nel tempo sono stati considerati come un 'rischio di impresa' calcolato e non hanno in alcun modo rallentato le attività dell'associazione", hanno spiegato gli inquirenti a conclusione dell'indagine.

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