Narcos Tufello, la coca dell'ex Banda della Magliana per il socio di Diabolik: 20 arresti

A capo del sodalizo Roberto Fittirillo detto Robertino ed ex esponente della Banda della Magliana. Entrò a far parte della Banda come sicario e con compiti di controllo dello spaccio delle sostanze stupefacenti nelle zone del Tufello-Alberone

A Roma la droga c'è. I supermercati "stupefacenti" lavorano sempre. Lo testimonia anche l'ultima operazione 'Magliana Fenix' eseguita dalla Guardia di Finanza di Roma che, nella giornata del 4 novembre, ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 20 persone per traffico di sostanze stupefacenti, dopo una indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

Gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno smantellato un sodalizio capeggiato da Roberto Fittirillo detto Robertino noto per i suoi trascorsi con appartenenti alla Banda della Magliana, come sicario e appunto spacciatore di sostanze stupefacenti nelle zone del Tufello-Alberone.

Di Robertino, 66 anni, sembravano essersi perse le tracce ed invece le indagini hanno tratteggiato la figura di un personaggio che si è posto come parte ancora attiva nel settore degli stupefacenti. Le indagini hanno infatti consentito di ricostruire la compravendita, in pochi mesi, di circa 120 chili di cocaina per un valore stimato al dettaglio di oltre 5 milioni di euro. 

Al Tufello comanda Roberto Fittirillo

Dal suo quartiere di origine, il Tufello, dove già vari collaboratori di giustizia appartenenti alla Banda della Magliana avevano all'epoca dichiarato che lì operasse Robertino, Fittirillo ha diretto e gestito una strutturata organizzazione articolata in due rami (la logistica e la distribuzione), che riforniva altri diversi gruppi criminali attivi nella vendita all'ingrosso di droga nella Capitale.

Insomma, il 66enne aveva messo in piedi un supermarket della cocaina: droga di qualità indiscussa arrivata dal Sud America tramite trasporti su gomma dall'Olanda. L'aspetto logistico della banda era gestito dal figlio di Roberto Fittirillo e da altri due complici, tutti destinatari del provvedimento cautelare. Al ramo della distribuzione spettava, invece, il compito di individuare gli acquirenti e contrattare le forniture: questo fondamentale ruolo era demandato da cinque fedeli uomini, anche loro oggi arrestati. 

Gli intrecci con le altre piazze di spaccio

Ma non solo. Il gruppo del Tufello era diventato così tanto punto di riferimento anche per gli altri spacciatori di professione di Roma che, dopo l'operazone Grande Raccordo Criminale che smantellò il gruppo di pusher di Fabrizio Piscitelli chiudendo anche i canali di approvvigionamento della droga, il braccio destro di Diabolik ossia Fabrizio Fabietti decise di rifornirsi al Tufello, da Fittirillo.

Non solo la droga dell'ex Banda della Magliana arrivata anche ad Ostia attraverso due argentini ormai stabili sul mare di Roma. Connessioni con gli altri gruppi dimostrate anche da altri nomi finiti oggi in carcere tra i quali spicca quello di Kevin Di Napoli, pugile dilettantistico, e già finito nei guai sia durante l'operazione Grande Raccordo Criminale che durante l'operazione Maverick dove il pugile era a servizio di un altro ex della Banda, Salvatore Sibio.

Così avveniva il rifornimento della droga

Le indagini, some sottolineano gli inquirenti, "hanno restituito uno spaccato delittuoso di elevato livello, tecnologicamente al passo con i tempi e attrezzato per cercare di eludere le attività di prevenzione e repressione delle forze dell'ordine". 

Oltre all'utilizzo di utenze telefoniche riservate e munite di sistemi di criptaggio delle comunicazioni, la distribuzione della cocaina avveniva secondo un collaudato modus operandi finalizzato a frazionare le fasi della consegna e vanificare eventuali interventi repressivi: gli acquirenti, infatti, venivano invitati a parcheggiare l'auto nei pressi di un luogo convenuto, affinché i complici addetti alla logistica, una volta prelevate le chiavi del mezzo, potessero rifornirlo della partita di droga pattuita senza che i corrieri della droga, più esposti alle indagini, fossero direttamente coinvolti nello scambio.

Chi è Roberto Fittirillo detto Robertino della Banda della Magliana

Fittirillo, come detto, è un nome noto di cui sembrano essersi perse le tracce. Un vecchio leone criminale arrestato una prima volta nel 1992 con l'accusa di traffico di sostanze stupefacenti e poi, una seconda volta, nel 1993 a seguito dell'Operazione Colosseo che, grazie alle rivelazioni dei pentiti, decapitò l'intera Banda, Fittirillo rimase in carcere per un solo anno. Da allora non è più tornato tra le sbarre.

Nell'ultimo processo alla Banda, iniziato il 13 giugno 2007, venne chiamato a rispondere per cinque omicidi avvenuti fra l'81 e l'83. La sentenza della Corte di Assise di Roma del 12 ottobre 2007 decretò la sua assoluzione per prescrizione in ragione del "tempo trascorso dalla loro commissione" e per il "comportamento irreprensibile" tenuto dall'imputato. Oggi il nuovo arresto.

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