Rubano city car per poi rivenderle: 18 arresti, c'è anche carabiniere

La banda colpiva nelle zone di Axa, Casal Palocco, Dragona, Acilia, Casal Bernocchi, Vitinia e Ostia. Obiettivi appetibili erano i parcheggi della Roma-Lido e della stazione Magliana

Un sodalizio criminale ben strutturato. Qualcuno rubava auto, altri si dedicavano al riciclaggio tramite vendita online. Un gruppo, di 18 persone, tutte arrestate nelle provincie di Roma e Napoli, dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma al termine dell'operazione Car2Go.

LA BANDA - La banda era specializzata nei furti totali o parziali di City car. In particolare, di Smart Fortwo e di altre utilitarie prodotte da altre case automobilistiche, tra cui Toyota Aygo e Citroen C1.

Nell'ambito di tale sodalizio investigato, i Carabinieri hanno inoltre individuato una fitta rete di soggetti interessati ad acquistare tali beni di provenienza illecita, allo scopo di reimmetterli nel fiorente mercato dei pezzi di ricambio presente nella Capitale o, tramite un sodale, in quello napoletano, anche tramite siti online

LA ZONA DI OSTIA - Alla merce di cui sopra, il sodalizio applicava una sorta di tariffario, che subiva notevoli oscillazioni in relazione alla tipologia e alla quantità acquistata dagli indagati addetti alla ricettazione e riciclaggio. 

Le investigazioni si sono protratte per circa 3 mesi e hanno lasciato emergere, nonostante il breve lasso di tempo, l'operatività dell'organizzazione criminale attiva, in particolare nei quartieri Axa, Casal Palocco, Dragona, Acilia, Casal Bernocchi, Vitinia e Ostia e dedita al furto e alla ricettazione di Smart e parti di esse. Ciò ha permesso, in molti casi, di assistere al furto di componenti meccaniche, sempre di autovetture Smart Fortwo, sia delle serie W140 sia della serie W451

LA PARTI DI SMART RICERCATE - Tra le componenti maggiormente tratte dal sodalizio, proveniente da autovetture Smart, sono emerse "attuatori della frizione, del valore approssimativo [prodotto nuovo] di circa 700,00 euro, venduti al prezzo medio di 50/60 euro", "volanti, del valore approssimativo [prodotto nuovo] di circa 820,00 euro [comprensivo di airbag e sensore dell’angolo], asportati, in particolare, dalle versioni sportive denominate Brabus, "mascherine anteriori dotate di luce diurne a Led, in particolare, provenienti dalle versioni Brabus".

Ma anche "estrattori per paraurti posteriori [parte inferiore] asportati dalle versioni Brabus, rivenduti al prezzo medio di 100 euro". "Stereo/navigatori con touch screen di varie marche [tra questi Pioneer e “Bosch”], installate a bordo delle micro car, del valore approssimativo [prodotto nuovo] di circa 600/800 euro, venduti al prezzo medio di 80/100 euro". Alla merce di cui sopra, il sodalizio applicava una sorta di tariffario, che subiva notevoli oscillazioni in relazione alla tipologia e alla quantità acquistata dagli indagati addetti alla ricettazione e riciclaggio.

PARCHEGGI DELLE STAZIONI - Gli indagati, infatti, hanno dimostrato di possedere una eccezionale cognizione dei luoghi e delle fasce orarie in cui operare, in relazione alle maggiori probabilità di individuare obiettivi appetibili come i parcheggi antistanti le stazioni della  Roma-Lido [Acilia, Casal Bernocchi] e la fermata della metropolitana Linea B Eur-Magliana, a qualsiasi ora del giorno o nel corso della serata.

LA CLIENTELA - Tra l'altro, la maggioranza degli acquirenti dei ricambi di provenienza illecita sono titolari o sono impiegati in officine meccaniche o elettrauto formalmente regolari, dotate di regolare registrazione presso la Camera di Commercio di Roma e del relativo locale commerciale ove viene svolta l’attività di assistenza ai clienti. In alcuni casi, le richieste di parti meccaniche avanzate non si limitavano soltanto a soddisfare le esigenze delle proprie officine meccaniche/elettrauto, ma risultavano necessarie a evadere gli ordini ricevuti tramite alcuni siti di compravendita online.

>>> IL VIDEO <<<

ANCHE UN CARABINIERE NEI GUAI - Tra gli odierni arrestati, anche un Appuntato dell'Arma, all'epoca dei fatti in servizio alla Stazione di Casal Palocco, già trasferito ad altra sede e sospeso precauzionalmente dall'impiego. Al militare, sono stati contestati i reati di "rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio".

Il corposo quadro probatorio acquisito a carico degli indagati si basa su attività tecniche e dinamiche, analisi documentale e rilevanti riscontri acquisiti sul campo che hanno consentito, nel tempo, di arrestare 2 persone e denunciarne altre 2, procedendo al sequestro di ingenti quantitativi di parti meccaniche oggetto di refurtiva. 

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