Cronaca

Ragazzo di 15 anni trovato morto in casa, si indaga su possibile giro di spaccio

Per la morte del giovane un uomo di 52 anni è stato iscritto nel registro degli indagati. La polizia indaga insieme alla Procura di Roma

Non è esclusa che dietro la morte del C.C., un ragazzo di 15 anni trovato privo di vita in un appartamento a Roma lo scorso 27 febbraio, ci sia un giro di spaccio. La Procura di Roma e la polizia di Stato stanno indagando sulla vicenda delicata che, secondo quando si apprende, racconta di uno scenario intricato che tocca diversi aspetti, non ultimo quello delle sostanze stupefacenti. 

Dai primi risultati dell'esame autoptico, nel corpo di C.C., sono state rilevate tracce di alcol, droghe e - soprattutto - dosi massicce di Rivotril, un comune benzodiazepina a basso costo, che si reperisce facilmente, spesso in modo fraudolento con la falsificazione di ricette e, associata all'alcol, produce effetti molto simili a quelli dell'eroina. 

La Procura di Roma, subito dopo il tragico rinvenimento del corpo senza vita del 15enne, ha aperto un fascicolo per "morte come conseguenza di altro reato" con le indagine svolte dagli agenti del Commissariato Colombo. L'inchiesta, iniziata contro ignoti, ha avuto sviluppi settimane fa quando ha iscritto nel registro degli indagati un uomo di 52 anni, il compagno della madre. 

Il 15enne è stato trovato morto in casa sua, aveva passato la notte lì, a poca distanza dall'appartamento della madre, sempre in zona Ostiense. Secondo l'ipotesi di reato, l'uomo potrebbe essere responsabile di aver causato la morte di C.C., cedendo al ragazzo della sostanza stupefacente. Le indagini però proseguono, anche in attesa di alcuni elementi tecnici che richiedono tempo.

Chi indaga, infatti, è in attesa da tempo di avere da parte di Facebook l'autorizzazione per esaminare i profili social della vittima. Così come sono al vaglio alcuni pezzi di un cellulare rotto (la batteria e parte della scheda), rinvenuti a poca distanza dall'appartamento in cui il 15enne è stato trovato morto. Da quei dati, forse, si potrebbero ricostruire le ultime ore, i contatti e le abitudini del ragazzo. Non è escluso, secondo quanto si apprende, che ci sia un giro di spaccio dietro la tragedia. Nel frattempo la famiglia e parenti del padre di C.C., cercano la verità e si sono affidati all'avvocato Francesco Codini. 

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