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Martedì, 25 Giugno 2024
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Roma: i 18 migliori ristoranti di pesce

Locali raffinati e trattorie marinare, osterie con piatti della tradizione e bistrot creativi. La mappa delle tavole di mare più affidabili, dal centro storico alla periferia

Per mangiare una buona cucina di mare a Roma, considerando che il litorale è solo a pochi chilometri, non mancano le insegne di qualità. Abbiamo raccolto una serie di locali che si riforniscono dalle vicine aste del pesce e propongono, ognuno a modo suo, menu tradizionali oppure piatti più creativi, lavorando sempre su materie prime selezionate. Dal ristorante nel cuore del centro storico all’osteria romanesca, passando per trattorie a conduzione familiare e tavole chic; la nostra mappa per scegliere i migliori ristoranti di pesce della Capitale.

Acciuga
Acquasanta
Armare
Chinappi Roma
Dogma
ilSanlorenzo
Il Convivio Troiani
Il Tempio di Iside
La Rosetta
Livello 1
Mamma Angelina
Pirò
Per Me - Giulio Terrinoni
Ristorante Da Michele
Santeria di Mare
Sughero
Trattoria del Pesce
Ninù
Ristorante

Acciuga

Lo chef e patron Federico Delmonte ha aperto nel 2018 il suo Acciuga — un ristorante dagli interni minimali ed eleganti, provvisto di dehors con luci soffuse — nel Rione Prati. Marchigiano di origine, esprime dimestichezza con il pesce anche meno nobile, con piccole pezzature e arrivi che rispettano la stagionalità. Le varietà sono spesso quelle meno note, tassativamente pescate a lenza, senza concessioni all’allevamento. Il rotolo di piada con l’acciuga è un omaggio alle sue origini è (20€), come anche le linguine rotte al sugo di brodetto alla fanese. Per provare un po’ di tutto c’è il menu degustazione, con 4 portate a 70€ (oppure 7 a 90€). 


Acciuga

Ristorante

Acquasanta

Nel cuore di Testaccio, territorio di osterie e quinto quarto (tradizionalmente dal locale Mattatoio), c’è un locale aperto nel 2019 dove sembra proprio di stare ad Anzio. Da lì vengono i giovani fondatori, oggi affiancati da chef Pierre Abou Zeid (che ha preso il posto di Enrico Camponeschi), che fa la spesa direttamente all’asta sul litorale. Ampie vetrine su strada e stile contemporaneo, con una grande attenzione per l’impiattamento. La sostanza dei piatti, però, non tradisce, tra ispirazioni internazionali della ceviche di tonno con coriandolo, estratto di cocomero e aceto alla senape (26€) e memorie personali dello chef. “Te li ricordi i ricordi?” È il menu che mette insieme le sue pietanze preferite: dal crudo di tonno con albicocche e miso al dessert a base di ricotta, pomodoro e basilico. Cinque portate a 75€.


Acquasanta

Ristorante

Armare

Il pizzaiolo Stefano Callegari non ha mai fatto mistero della sua passione per la cucina a tutto tondo. Dopo Romané, una popolare trattoria romana, ha infatti aggiunto al novero dei suoi locali anche uno di pesce. Dimenticatevi le code nel traffico per andare “ar mare” e recatevi nel Rione Prati, per una proposta genuina e senza fronzoli. A crudi e interpretazioni gourmet Callegari preferisce la sostanza e quindi via con un menu riconoscibile e goloso, fatto di seppie e piselli (8€), supplì di palamita (7€), pasta mista ceci e baccalà (13€) e polpette di merluzzo (7€). La fine? Familiare — con tiramisù, tenerina al cioccolato e torta di cacio al forno (5€) — o più avventurosa: da assaggiare la “pectina panata”, una curiosa macedonia con uvetta e pinoli avvolta in pasta fillo, panata in uovo e granella di biscotti e infine fritta, servita con crema diplomatica (7€). Wow.


Armare

Ristorante

Chinappi Roma

Dagli inizi a Formia nel lontano 1957, uno dei migliori ristoranti di pesce della regione è presente oggi anche a Roma, poco lontano da Porta Pia. Stefano Chinappi riceve ogni giorno il pesce da casa, con il supporto della pescheria di famiglia. Il segreto del successo pluridecennale? Trattare la materia prima con delicatezza, per lasciarla esprimere senza troppe interferenze. Decor super classico da ristorantone Anni Ottanta e tovagliati bianchi incorniciano un menu tradizionale, adatto per ogni occasione. Menzione speciale per i crudi — con interessanti selezioni di ostriche — ma nemmeno le paste e gli antipasti caldi sono da meno. Si può scegliere comunque tra vari menu degustazione, che variano dai 50 ai 100€, e dare un’occhiata a una carta degli Champagne di tutto rispetto.


Chinappi

Ristorante

Dogma

I giovani Alessandra Serramonti e Gabriele Di Lecce, marito e moglie, hanno aperto a febbraio 2022 il loro ristorante in zona San Giovanni in un momento non facile per la ristorazione. Forti dalle esperienze con chef Lele Usai, sono riusciti comunque a imporsi all’attenzione con una proposta interamente giocata sulla brace. Il pesce — insieme agli ortaggi che arrivano dall’orto di famiglia a Maccarese — è il protagonista principale. Lui sta in cucina e lei cura la sala, e insieme consegnano piatti centrati nonostante la grande quota tecnica che richiedono. Come il pesce affumicato (a seconda della disponibilità del giorno) con radicchio e frutta di stagione (17€), la pasta alla brace con stracchino, scampi e zucchine (18€) e il pesce di fondale con ristretto di conchiglie e verdura di stagione (25€). Menu degustazione a 48€, comprensivo di 5 portate a scelta dello chef.


Dogma

Ristorante

ilSanlorenzo

Il pesce de ilSanlorenzo è quello fresco di Ponza o delle aste di Civitavecchia. Ottime premesse per questo locale nel rione Regola, dalla sede piuttosto unica: è costruito addirittura sulle vestigia del Teatro di Pompeo (fate un giro intorno al palazzo e noterete la forma semicircolare). Da ordinare i crudi, poi gli spaghetti di farro con acciughe di Ponza, da accompagnare a qualche etichetta pregiata dalla cantina. Lo scontrino medio — tenendo conto della location e della qualità — è in linea: intorno agli 80€ a testa.


ilSanlorenzo

Ristorante

Il Convivio Troiani

Uno dei ristoranti di pesce più chic della Capitale è aperto in centro dal 1990. Inizialmente in Via dell’Orso, poi nella sede attuale a due passi da Piazza Navona, dove Angelo, Massimo e Giuseppe Troiani si sono stabiliti dalle Marche per dedicarsi alla gastronomia di qualità. Una stella Michelin conservata da anni e un menu che seleziona materie prime da fornitori fidati. La carta ruota a ogni stagione e comprende, ad esempio, polpo arrosto con maionese “sbagliata” e mela verde (34€), ravioli di pesce bianco con limone fermentato e zafferano (49€) e la “zuppasciutta” con pescato del Mediterraneo (49€). C’è anche un menu vegetariano con 5 portate a 120€ e la particolare “Carbonara Ah Ah Ah”: un’interpretazione addirittura dolce, con rigatoni mantecati alla crema di robiola, arancia candita, cocco e fave di cacao (17€).


Il Convivio

Ristorante

Il Tempio di Iside

Servizio veloce e accoglienza familiare, in questo locale con mattoni a vista vicinissimo al Colosseo. Il Tempio di Iside punta sulle consegne quotidiane di pesce fresco e può contare su una cantina ben fornita. La specialità della casa è la sequenza di antipasti caldi e freddi — campioni dei pranzi della domenica “di una volta” — come anche l’intramontabile risotto alla pescatora e gli spaghetti alle vongole. Il dessert più ordinato? I “fruttini gelato”. Scontrino medio di 50€.


Il Tempio di Iside

Ristorante

La Rosetta

Dall’ingresso di questo ristorante situato nella via omonima si vedono, a pochi metri, le colonne del Pantheon. Di tale affacciano godono dal 1966 i clienti della Rosetta (italiani e stranieri, moltissimi), che vengono a cercare una tavola sicura per quanto riguarda la cucina di mare. Se ne occupa lo chef Massimo Riccioli, apprezzato per la mano delicata sui crudi e molto altro. Qualche esempio? Il riso nero con gamberi rossi “alla romana” (38€) e il pesce in guazzetto con frutti di mare e patate (45€). Interni classici, sicuramente eleganti, e cantina di grande livello.


La Rosetta

Ristorante

Livello 1

Mirko Di Mattia, in cucina, ha fatto tesoro della consulenza iniziale dello chef Felix Lo Basso per camminare poi con sicurezza sulle sue gambe. Il ristorante di Emilia Branciani e Claudio Montingelli non si trova in centro, ma in zona sud, nella prima parte del quartiere Eur. Il pesce è protagonista non solo in cucina ma anche sul bancone, poiché qui si trova anche una “pescatoria” dove fare la spesa (graditissima aggiunta). L’interno luminoso nei toni del bianco e del legno si completa con un dehors per cenare all’aperto nella bella stagione, oppure per fare aperitivo, con una carta dedicata agli abbinamenti tra tapas di pesce e cocktail. Ci sono poi tre menu degustazione da 3, 4 e 6 portate (45, 70, 85€), con, ad esempio, calamari alla parmigiana, tubetti in brodetto, spaghettoni all’astice blu e pescato del giorno al sale.


Livello 1

Ristorante

Mamma Angelina

Mangiare una cucina di pesce semplice ma che non tradisce mai, spendendo il giusto e sentendosi come a casa. Da Mamma Angelina si può. Ci troviamo nel quartiere Africano, una zona residenziale dove il locale della signora Angelina Dell’Amo lavora senza sosta dal lontano 1963. Il menu prevede anche terra, ma vince soprattutto sul pescato, freschissimo e preparato secondo tradizione. D’altronde non serve strizzare l’occhio alle mode, quando c’è così tanta esperienza e amore per il mestiere. La sala ha lo stile tipico delle trattorie degli anni andati e così anche le ricette, solidissime: calamari ripieni, zuppa di pesce, tagliolini al ragù bianco di polpo e bottarga e tagliolini allo scoglio. Prezzi accessibili, con uno scontrino medio di 45€.


Mamma Angelina

Ristorante

Pirò

Il palazzo storico che ospita Pirò ha svariati secoli, ma gli interni di questa osteria di pesce in pieno centro storico, nei prezzi di Piazza Navona, sono del tutto contemporanei. Proprio come la proposta di mare della famiglia Pirola, proprietaria anche della Taverna Trilussa di Trastevere, che qui lavora solo pesce del Tirreno. Ottimo assortimento di crudi, tra tartare e carpacci, come anche di antipasti caldi — insalata di polpo (20€) e sauté di cozze e vongole selvagge (18€). Una sezione del menu è del tutto dedicata alla classica frittura, con alici (14€), calamaretti (16€) ma anche gamberi rossi in tempura (24€).


Pirò

Ristorante

Per Me - Giulio Terrinoni

Dal 2015, in un vicolo bordato di rampicanti che collega Via Giulia a Via dei Banchi Vecchi — tra le più suggestive del centro storico — è aperto il ristorante di chef Giulio Terrinoni. Alcune salette raccolte, atmosfera rilassata e una bella cucina vetrata dalla quale arriva un menu quasi esclusivamente di mare. D’estate si aggiunge anche qualche tavolino all’esterno, al quale è piacevole sedersi per una cena a base di pescato, solo e soltanto selvaggio. Terrinoni è stato tra i primi ad alzare il livello di tecnica e raffinatezza nella cucina di pesce a Roma, restando però diretto e concreto. Per capire cosa intendiamo varrebbe la pena provare il menu degustazione “Primi Passi”, con cinque portate che spaziano dal sandwich di triglia e il risotto con crostacei e aglio nero alla tracina con pil pil alle alghe (120€, che diventano 160€ per 10 portate).


Per Me - Giulio Terrinoni

Ristorante

Ristorante Da Michele

Nel locale degli accoglienti Pignotta, il menu celebra il pescato, sempre fresco e di provenienza tirrenica. La lavagna con l’offerta del giorno cambia in base a ciò che c’è di meglio e nel rispetto della stagionalità. In cucina chef Andrea prepara antipasti crudi e cotti — ottime le alici fritte servite con puntarelle e pecorino o l’insalata di mare con lime e olio al basilico —, primi classici, come gli spaghetti con vongole veraci e verza croccante, o più creativi, come le mezze maniche alla gricia di polpo. I secondi puntano sulla materia prima in tutta semplicità, maneggiata appena e servita con contorni vegetali. Un esempio? Il tataki di tonno con salsa di frutto della passione e broccoli siciliani. I dolci sono il campo di mamma Luisa, tra un profiterole espresso al piatto e un crème caramel agli agrumi, mentre in sala Marco racconta una carta dei vini da intenditori, che scova viaggiando di cantina in cantina. Scontrino medio, compreso di ottimi vini, di 55€.


Ristorante Da Michele

Ristorante

Santeria di Mare

Da quando il Pigneto è diventato meta di creativi, musicisti, nonché residenti un po’ “bohémien”, il quartiere ha visto crescere anche il livello della sua offerta gastronomica. Tra i responsabili ci sono anche Gioia Di Paolo e Alessandro Cignetti, che hanno aperto nel 2013 una vineria con pizzicheria e bistrot e 4 anni dopo, a pochi passi, anche un ristorante di mare. Diviso tra la sala interna e il piacevole spazio verandato, la passione originale per il vino accompagna una carta piuttosto variegata: si apre con selezioni di crudi (3 scelte a 23€; ci sono anche le ostriche), prosegue con antipasti cotti o salumeria di mare, poi primi che parlano del litorale romano — ad esempio l’amatriciana di mare con mezze maniche (15€) — e secondi che mettono insieme fritture (16€), zuppa di mare (33€) e pescato del giorno al forno o al guazzetto. Tra i dessert, buona la New York Cheesecake infornata (6€).


Santeria di Mare-2

Ristorante

Sughero

Sughero nasce nel quartiere Parioli nel 2015 per mano di Lavinia De Santis e Daniele Mangiaracina. Alla sala — piccola ma confortevole — provvede lei, mentre lo chef gestisce un menu che propone rielaborazioni creative e piatti poco scontati. Dall’antipasto di lamelle di calamaro crudo con spaghetti di zucchine (20€) alle seppioline con scarola alla napoletana e salsa di peperoni (26€), passando per i cavatelli fatti in casa con polpo, crema di cipolle bianche e pomodorini (19€). Il tutto si può assaggiare in una combinazione di 4 portate secondo fantasia dello chef a 40€ (oppure da 6, a 55€).


Sughero

Ristorante

Trattoria del Pesce

“Trattoria” di nome, ma non esattamente di fatto. Aspettatevi infatti di pagare il giusto, in questa insegna di Monteverde che fa una cucina comunque raffinata in un contesto all’altezza. L’ha aperta nel 2011 Federico Circiello per proporre una materia prima che arriva direttamente dall’Argentario. Gli antipasti sono sia crudi che cucinati, con, ad esempio, parmigiana di pesce bandiera (10€) e trippa di rana pescatrice alla romana (10€). Volendo, si può optare per il misto, con sei assaggi a 18€. Tra i primi segnaliamo gli scialatielli trafilati al bronzo allo scoglio (13€), e poi si può proseguire con pesce bianco di paranza alla brace o all’acqua pazza. Saranno loro a consigliarvi i migliori arrivi di giornata. Anche il cannolo siciliano, tra i dessert, è fatto in casa.


Trattoria del Pesce

Ristorante

Ninù

Aperto a fine luglio 2023 a due passi dal Mausoleo di Agosto e dall’Ara Pacis, Ninù è un ristorante che vive da mattina a sera inoltrata, incentrando la sua proposta principalmente sul pesce. Un dehors da molti posti sulla graziosa strada pedonale per fare il brunch, e un’articolazione di sale interne arredate con gusto dalla proprietaria Alessandra Marino. In partenza l’attività di b&b con tre stanze di design al piano superiore e la possibilità di affittare una cucina con tavolo sociale per eventi privati. Ma veniamo alla carta, firmata dallo chef romano di grande esperienza Marco Gallotta: arrivi freschi dal litorale laziale maneggiati con cura ma senza stravolgimenti e ricette che tengono al centro l’ingrediente senza però risultare noiose. I prezzi sono davvero competitivi per la qualità della proposta e la posizione in centro: gli antipasti viaggiano tra i 12 e i 18€ (un po’ di più per i crudi); i primi tra i 14 e i 18€ (a eccezione delle linguine all’astice, 30€) e i secondi tra i 18 e i 28€. Non manca una selezione di piatti “della tradizione” anche di carne, con fettuccine al ragù (14€) e saltimbocca alla romana (18€). Da non perdere? Il cannellone con brandade (baccalà stufato e patate), leggermente fritto e servito con gel di pomodoro (12€) e gli gnocchi a base di ricotta di bufala fatta riposare nella semola per concentrare la consistenza, serviti con crudo di mazzancolle, riduzione di crostacei e salicornia (18€).


La tavola del ristorante Ninù

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