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A Roma lo chef “re della carbonara” adesso rilancia una storica pizzeria popolare

Il Maratoneta è pronto a riaprire dopo 8 anni di vuoto con una proposta che si pone in continuità con la storia del locale. Però migliorando tutto quello che si poteva migliorare

L’atteso – anche un po’ sperato – via vai di persone, di commercianti, trasportatori che ultimano le consegne, vicini di casa, i primi amici, non si fa aspettare per vedere come sarà il redivivo Maratoneta, la pizzeria di San Lorenzo in Via dei Volsci 99 che ha sfamato generazioni di studenti e frequentatori del quartiere con i suoi dischi di pizza bassa e croccante a buon mercato. Oggi quel forno a legna storico torna a lavorare dopo 8 anni di chiusura, con uno chef che ha avuto a cuore la necessità di raccogliere un’eredità vacante e farla sua.

Il banco del Maratoneta con le pizze in preparazione

La riapertura della pizzeria Il Maratoneta a San Lorenzo

Parliamo di Luciano Monosilio. Personalità istrionica, a tratti irriverente, senza troppi strepiti Monosilio si è dimostrato lo chef più versatile della città. Ha lavorato nella ristorazione di alto livello, come consulente in ristoranti d’albergo (operazione ormai conclusa), ha fatto il pastificio, segue ristoranti all’estero, ha il suo cocktail bar, ha riqualificato la piazza del suo ristorante, sempre fraseggiando su vari registri e oggi completamente senza soci. E poi è conosciuto in tutto il mondo come il “re della carbonara”. Quello della pizza è una sorta di ritorno in due stili: da una parte la pizzeria era già presente all’inizio dell’apertura di Luciano Cucina Italiana, ma in modo completamente diverso. In secondo luogo anche Il Maratoneta era un luogo frequentato per la pizzata senza impegno da Luciano e dai suoi amici. Come un po’ da tutti i romani. “È tutto pronto, mai stati così pronti” ci raccontano Luciano e sua moglie Ilaria Mazzarella alla vigilia dell’apertura, mercoledì 12 giugno 2024.

Come sarà la nuova pizza de Il Maratoneta

Chef Luciano Monosilio nella sua nuova pizzeria

Complice una passeggiata, la vista del cartello “affittasi” e nel giro di qualche mese la pizzeria è pronta a ripartire. Ma non vi aspettate che Monosilio si trasformi in un pizzaiolo. “Qui faremo pizza romana classica. Saranno in carta dieci pizze, di cui sei classiche che più classiche non si può. Abbiamo anche reclutato un pizzaiolo che è stato l’anima di questo posto. Ha lavorato qui per 20 anni, un colpo di fortuna”. L’impasto oggi è figlio del lavoro di Matteo Carducci, che ha preparato una ricetta con una miscela di due farine, Mulino Grassi e Mulino Marino. “Facciamo preimpasto con autolisi, lievitazione di 24 ore, cominciamo al mattarello e poi vedremo. La pagnotta è di circa 160 grammi, condimento fino al bordo” ci spiega Carducci.

I fritti del Maratoneta

Antipasti vegetali, fritti e alcune ricette della storia di Luciano Cucina Italiana

70 coperti in tutto, tra cui anche quelli dell’esterno, che si preparano a lavorare anche su più turni. Mentre per gli antipasti ci sono piatti vegetali al piatto, poi i fritti che anticipano la pizza (“qui non abbiamo fatto cose stravaganti. Fiori di zucca, alici ripiene fritte, il supplì, la crocchetta di patate, la polpetta di bollito, le patatine fritte. Basta” dice Monosilio). Tutta una serie di ricette, proposte e combinazioni sono state prese dalle precedenti esperienze di Luciano Cucina Italiana e portate qui. Lo studio di architettura che ha curato i lavori è Frame Studio, con l’architetta Francesca Contuzzi e l’interior designer Melissa Fabiano. La comunicazione e la brand identity sono state affidate all’agenzia Cultivar.

Fette di pizza del nuovo Maratoneta

Una pizzeria dove fare anche aperitivo, studiare e lavorare

L’idea era che il locale rimanesse in parte com’era, in modo che chi verrà qui del quartiere lo possa riconoscere. Abbiamo lavorato con l’idea della continuità e della riqualificazione. San Lorenzo c’è, stando qui tutti i giorni vedo che la gente è contenta che riapriamo il Maratoneta. La pizzeria nella mia testa è stata sempre un completamento, ma doveva essere una pizza che piace a me, romana, popolare. Le pizze vanno da 7 euro a un massimo di 12. Oggi le pizzerie vogliono assomigliare sempre di più ai ristoranti. Mentre questo deve essere un modo per riavvicinare le persone al quartiere, che magari frequentavano la pizzeria tanto tempo fa, da piccoli con i genitori”. Completano l’offerta la carta dei vini, “una carta in collaborazione esclusiva con Meteri” dice Ilaria. Poi i cocktail pensati dal bartender Luca Fanari di Veleno, il cocktail bar di Luciano Cucina Italiana, che potrà animare un orario dedicato agli aperitivi. “Apriremo alla 5, per entrare nel mood di San Lorenzo. Così qualcuno può venire qui, lavorare al computer, prendersi una birra”.

Una pizza stesa al mattarello prima della cottura

Il Maratoneta
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