Apri su Maps @ninu_roma

Aperto a fine luglio 2023 a due passi dal Mausoleo di Agosto e dall’Ara Pacis, Ninù è un ristorante che vive da mattina a sera inoltrata, incentrando la sua proposta principalmente sul pesce. Un dehors da molti posti sulla graziosa strada pedonale per fare il brunch, e un’articolazione di sale interne arredate con gusto dalla proprietaria Alessandra Marino. In partenza l’attività di b&b con tre stanze di design al piano superiore e la possibilità di affittare una cucina con tavolo sociale per eventi privati. Ma veniamo alla carta, firmata dallo chef romano di grande esperienza Marco Gallotta: arrivi freschi dal litorale laziale maneggiati con cura ma senza stravolgimenti e ricette che tengono al centro l’ingrediente senza però risultare noiose. I prezzi sono davvero competitivi per la qualità della proposta e la posizione in centro: gli antipasti viaggiano tra i 12 e i 18€ (un po’ di più per i crudi); i primi tra i 14 e i 18€ (a eccezione delle linguine all’astice, 30€) e i secondi tra i 18 e i 28€. Non manca una selezione di piatti “della tradizione” anche di carne, con fettuccine al ragù (14€) e saltimbocca alla romana (18€). Da non perdere? Il cannellone con brandade (baccalà stufato e patate), leggermente fritto e servito con gel di pomodoro (12€) e gli gnocchi a base di ricotta di bufala fatta riposare nella semola per concentrare la consistenza, serviti con crudo di mazzancolle, riduzione di crostacei e salicornia (18€).


La tavola del ristorante Ninù
Apri su Maps 066939 8505 @borgodellamistica

Apertura molto apprezzata dell’estate del 2022, il Borgo della Mistica si trova all’interno di una porzione di campagna romana nel quadrante est della città. Una vecchia cascina è stata ristrutturata mantenendo la struttura esistente e aggiungendo la splendida piscina che si affaccia su una distesa di olivi da cui si godono magnifici tramonti. Nel ristornate si possono gustare i piatti da un menu da cui scegliere antipasti, fritti, burger, pasta fatta in casa, verdure e dessert, accompagnati da una carta delle pizze e da un menu di vini e drink pensati per godersi l’estate. Per la piscina c’è anche una parte pensata appositamente per i più piccoli.

Borgo della Mistica -2

Una delle ultime passioni degli attori italiani pare essere quella di aprire un ristorante. Lo abbiamo raccontato anche a proposito di Cristiano Caccamo, che lo scorso 7 gennaio ha scelto San Lorenzo per aprire le porte della sua Nena. Un’osteria accogliente e arredata con gusto, familiare ma curata, alla quale il reggino classe ’89 ha pensato insieme alla Zia Carmela, un asso in cucina. Tra spunti domestici e ricette di casa, qui però lavora uno chef di professione, Salvatore Greco, forte di esperienze - anche stellate - in Inghilterra. Classici e golosi, con qualche trovata innovativa, i piatti comprendono cacio e pepe con carciofi e bergamotto, maltagliati ceci e castagne, frittatina di pasta. Ma anche cavolfiore in pastella al caramello salato e, per dessert, sontuose coppe di tiramisù.


Nena mercato&cucina (1)
 
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A maggio 2023 lo chef Davide Del Duca e il maître Andrea Marini, insieme a Manuela Menegoni e Luca Carucci — già squadra del fine dining Osteria Fernanda — hanno aperto un secondo locale in Prati (qui il racconto esteso). Bianca ha una sala informale e un servizio amichevole, e una cucina del tutto dedicata a ricette semplici e domestiche. Romane, ma non solo. La quota laziale è infatti ben rappresentata da polpette di bollito (12€), trippa alla romana (10€) e uno dei bucatini all’amatriciana più apprezzati della Capitale (14€). Ma ci sono anche i pici al burro d’Isigny e alici (13€), il baccalà con cavolfiore e limone (15€) e l’uovo in camicia con salsa al Parmigiano (13€). Buoni, e generosi, anche i dessert, tra ‘pane, burro e marmellata’ (7€), la torta di mele con gelato alla crema (9€) nonché la pannacotta al caramello salato (8€). Menu degustazione in 4 portate a 45€.

Bianca Trattoria-2

Aperto a Roma all’inizio del 2023, questo ristorante è stato il primo in Italia della più grande catena di ristoranti di cucina indiana e vegetariana del mondo (ne abbiamo parlato qui). Il locale è semplice e spartano, condito da un buon servizio e da un menu kilometrico dove poter assaggiare piatti della cucina indiana corredati da salse, a scelta tra diversi tipi di pani, risi, curry e condimenti. Ce n’è davvero per tutti i gusti e il conto si mantiene sotto controllo.

Saravanaa Bhavan

Per mangiare il miglior pesce a Montesacro l’indirizzo da segnarsi è quello di Fish, in via Valsugana. Il titolare Francesco è originario di Vibo Valentia e lo cucina spesso alla maniera calabrese, con parecchie incursioni nel ricettario siciliano. Un locale non ampio ma curato e arredato con gusto moderno, che punta sulle proposte di crudi (il plateau misto costa 25€), su primi gustosi e veraci (come i tagliolini con gambero rosa di Mazara del Vallo e asparagi) e su secondi alla griglia, sempre freschissimi (21-23€). A dire il vero, però, tra i piatti più ordinati c’è l’immancabile frittura mista (20€).

Spaghettone con battuta di gamberi di Fish Da Francesco
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Il Dopo Lavoro Ricreativo (DLR è l’acronimo) è la destinazione dello chef Jacopo Ricci che, abbandonata la città e i suoi ristoranti (La Tradizione, Il Pagliaccio, Jacopa) è ritornato nella sua zona d’origine, i Castelli. L’ambiente è quello di una trattoria degli anni ’70, semplice e informale, la cucina invece è ben più elaborata. Alla base ci sono prodotti stagionali, ingredienti laziali o più spesso castellani, ricette della cucina italiana ma anche cose che non sono nulla di tutto questo, tecniche e modalità di preparazione che si incontrano spesso nei ristoranti gourmet in cui Ricci ha lavorato. Gli antipasti stanno tra i 12 e i 15€, i primi a 17€, i secondi tra i 20 e i 26€. Di solito la domenica c’è il pranzo con menu fisso.

DLR Dopo Lavoro Ricreativo a Frascati
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Mattia MolicaFrancesco Matteucci e Marco Tosti hanno inaugurato a Fiumicino nei primi mesi del 2023 un ristorante che contiene, in 600 metri quadri, un’anima doppia. Anzi tripla. Da un lato c’è “Living”, la parte dedicata a una linea di cucina semplice e accessibile, con crudi di mare (16-28€), sauté di cozze (12€), fritture (18€) e grigliate del giorno (26€). Dall’altro “Slowly”, una zona dal design raffinato dove si servono menù degustazione più elaborati, firmati dallo chef Daniel Celso (allievo di Lele Usai, anche lui a Fiumicino con due insegne): le selezioni di mare e di terra (entrambe 70€), e quella più completa da dieci portate (100€). Cosa aspettarvi? Risotto al nero di seppia con ricotta e limone nero e polpo alle arance ed erbe amare, ma anche maialino arrosto con mele e cardi selvatici. A completare il profilo eclettico di Folllis provvede il comparto mixology, con il bancone presidiato da Samantha Parente.

La sala di Follis

Vini naturali e biologici, buoni ingredienti del territorio e piatti con un guizzo attento anche all’estetica fanno di questo indirizzo una meta interessante per chi vuole pranzare o cenare lontano da Roma. Troviamo in menu un po’ di tutto: dal Maritozzo al cacao con cinghiale, emulsione di pecorino, cipollina borettana balsamica Agnoni e timo, oppure la selezione di salumi e formaggi e la lattuga arrostita, la cacio e pepe con il peperone crusco, ma anche i tuffoli al mascarpone con nero di seppia e carciofo croccante, il pannicolo con salsa al kiwi, lardo di Patanegra e patate al forno alle erbe ma anche l’ombrina lardellata con crema di peperoni, salsa yogurt, polvere di olive leccine e olio all’erba cipollina. Carino anche l’ambiente, non la solita trattoria, vera o presunta.

La Palazzina San Cesareo-2

Il pizzaiolo Stefano Callegari non ha mai fatto mistero della sua passione per la cucina a tutto tondo. Dopo Romané, una popolare trattoria romana, ha infatti aggiunto al novero dei suoi locali anche uno di pesce. Dimenticatevi le code nel traffico per andare “ar mare” e recatevi nel Rione Prati, per una proposta genuina e senza fronzoli. A crudi e interpretazioni gourmet Callegari preferisce la sostanza e quindi via con un menu riconoscibile e goloso, fatto di seppie e piselli (8€), supplì di palamita (7€), pasta mista ceci e baccalà (13€) e polpette di merluzzo (7€). La fine? Familiare — con tiramisù, tenerina al cioccolato e torta di cacio al forno (5€) — o più avventurosa: da assaggiare la “pectina panata”, una curiosa macedonia con uvetta e pinoli avvolta in pasta fillo, panata in uovo e granella di biscotti e infine fritta, servita con crema diplomatica (7€). Wow.


Armare

Al confine con il parco della Caffarella, Marta Maffucci ha portato la sua idea di cucina vegetariana di qualità. Misticanza è un bel locale, con un grazioso esterno, dove anche chi non ama la cucina vegetale, o meglio, chi non è venuto qui di proposito, potrà trovare una soluzione estremamente valida. Tutto si basa su un menu stagionale con piatti pensati per piacere in modo trasversale a partire da produttori selezionati oppure anche da preparazioni fatte in casa, come la pasta fresca o il seitan, di produzione propria. Da non trascurare nemmeno i dolci e le etichette proposte. Prezzi tra i 6,50 e i 14€.

Misticanza Roma-2

Apri su Maps 065812260 @daenzoal29

Storico indirizzo di riferimento per la cucina romana a Trastevere, Da Enzo al 29 è famoso almeno per due cose: i piatti e la fila. Qui infatti non si può prenotare e i coperti sono pochi tra interno ed esterno. La carbonara regna nel menu dei primi insieme ad altri piatti romanissimi. È realizzata solamente con i rigatoni selezione “Da Enzo”, una piccola bottega di prodotti a marchio del locale, poi guanciale di Amatrice IGP, pecorino DOP dell’Agro Romano, uova e pepe nero del Sarawak macinato al momento. Prezzo: 14€. 

Da Enzo al 29

In Via dell’Almone, vicino alla fonte dell’acqua Egeria ormai da diversi anni Parco Appio anima l’estate romana. Durante la stagione estiva qui spunta anche una sede completamente all’aperto della Pizzeria l’Elementare, dove poter assaggiare fritti e pizze romane, basse e croccanti del pizzaiolo Mirko Rizzo e della sua squadra collaudata con Federico Feliziani. A ogni estate arrivano anche delle novità: di solito, oltre al cibo, c’è spazio anche per bambini, eventi, dj-set, ma a tenere banco sono le birre artigianali, la pizza, la brace e le tavolate sotto il cielo. Consigliatissima la prenotazione.

Parco Appio-2
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A 25 chilometri da Roma, nella zona dei Castelli, Casa Maggiolina è il ristorante di Villa di Maggio, un grande casale immerso nel verde. Dispone di un bel giardino arredato con accenti vintage e, all’interno, di un’accogliente sala con camino. Si pranza in pace, anche nel caso di gruppi numerosi, che possono essere accomodati facilmente. In menu si trovano opzioni per tutti, dai primi romani (11-12€) agli gnocchi gratinati ai datterini (14€). Poi involtini in umido (15€), grigliate (da 11€) e anche la pizza.


Casa Maggiolina-2

Apri su Maps 3490602640 @gregorio_restaurant

Novità di settembre 2023, Gregorio è un ristorante con formula “all day long” attivo da colazione al dopo cena. La pizza però è centrale, e per la stesura del menu è stato coinvolto con una consulenza Luca Pezzetta della Pizzeria Clementina di Fiumicino. Si parte con il repertorio di fritti classici — supplì al telefono, 3€; alla carbonara, 4€; di coda, 9€ — e si prosegue con la pizza bassa tanto amata nella Capitale. Stuzzicante la proposta vegana, con caponata di melanzane, capperi, pomodori, olive, cacao crudo e basilico (16€). Ma non mancano ozpioni ancora più sostanziose, come l’omaggio alle fraschette: porchetta fatta in casa, provola dolce, sedano riccio e maionese al finocchietto (15€). Da bere ci sono i drink del manager Jacopo Salvati


Gregorio

Tra Villa Borghese e via Vittorio Veneto, in uno degli angoli più raffinati della città eterna, si trova la terrazza di Settimo, un altro scorcio mozzafiato da scoprire in città. Siamo all’interno dell’hotel Sofitel, nel ristorante che regala una vista davvero particolare su Villa Borghese e su tutta la città. A dirigere la cucina è lo chef Giuseppe D’Alessio che propone un menu a base di piatti della cucina romana e del Lazio, con ricette che strizzano l’occhio a tutta la tradizione italiana. Ma l’offerta è davvero variegata che si può sostare anche per una colazione continentale o a buffet (45€), per un pranzo romano con proposte dello chef, oppure per cena e aperitivo. 

Settimo Restaurant
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L’abbacchio al tegame con i carciofi, la pasta cacio e pepe, lo spiedino con i saltimbocca alla romana, l’involtino al sugo di nonna oppure le mezzemaniche alla norcina, con panna, salsiccia, parmigiano, pecorino e pepe: sono solo alcuni dei piatti, le specialità della casa, che si possono assaggiare da Trattoria Zarazà, attività a gestione famigliare aperto verso la fine degli anni ’50 che è anche un’evoluzione di qualità delle tradizionali fraschette. I piatti sono quelli della tradizione romanesca ma in un contesto più accogliente. C’è anche una terrazza esterna da godersi in estate.

Trattoria Zarazà
 

“Trattoria” di nome, ma non esattamente di fatto. Aspettatevi infatti di pagare il giusto, in questa insegna di Monteverde che fa una cucina comunque raffinata in un contesto all’altezza. L’ha aperta nel 2011 Federico Circiello per proporre una materia prima che arriva direttamente dall’Argentario. Gli antipasti sono sia crudi che cucinati, con, ad esempio, parmigiana di pesce bandiera (10€) e trippa di rana pescatrice alla romana (10€). Volendo, si può optare per il misto, con sei assaggi a 18€. Tra i primi segnaliamo gli scialatielli trafilati al bronzo allo scoglio (13€), e poi si può proseguire con pesce bianco di paranza alla brace o all’acqua pazza. Saranno loro a consigliarvi i migliori arrivi di giornata. Anche il cannolo siciliano, tra i dessert, è fatto in casa.


Trattoria del Pesce

Voia ha preso il posto di un grande casale, ormai dismesso e abbandonato, e ne ha valorizzato il parco di due ettari, collocando lì un grande spazio vetrato, immerso nel verde e luminoso. Una sede davvero unica, perfetta per sentirsi in campagna anche in un quartiere di Roma. Qui si servono tutti i giorni pranzi, aperitivi e cene, ma si ospitano anche mostre ed eventi culturali, che sfruttano a pieno le possibilità dell’ambiente. Dalla cucina arrivano antipasti semplici e buoni, come la panzanella con basilico e burrata (8€), primi genuini, come il tortello ripieno di patate, cozze e bufala affumicata (13€) e carni alla brace di qualità dalla macelleria Angelo Feroci. La carta dei cocktail enuncia tutti i classici, ma date un’occhiata anche ai particolari Voia Drink, che comprendono ricette intriganti. Ad esempio il Poires-Parler, una miscela di vodka, cognac alle pere, aceto di lamponi e sciroppo di vino rosso (10€)

Voia, la location

Parliamo di un ristorante abbastanza unico nel suo genere. Qui lo chef Davide Leo ha preso il menu della trattoria romana tradizionale di famiglia e l’ha trasformato in una versione totalmente a base vegetale. Dopo anni di convivenza, dal 2023 la proposta è diventata completamente vegana, permettendo quindi di assaggiare tutti i piatti della cucina romana “tipica” in chiave veg. Non a caso qui si possono ordinare carbonare con il seitan, supplì e pizza vegane, scaloppine e tagliata di seitan, grigliata di carne realizzata con l’alternativa vegetale alla carne e tiramisù completamente plant-based.

Rifugio Romano
Apri su Maps 0694341163 @hosteria_amedeo

Ancora ai Castelli Romani, tra Monte Porzio Catone e Monte Compatri, lavora da oltre 60 anni l’Hostaria Amedeo (qui il racconto completo). Una famiglia oggi alla quarta generazione, partita con una fraschetta per lo smercio di solo vino, che col tempo si è trasformata in un’accogliente trattoria. Il locale affaccia sul Parco Archeologico di Tuscolo, con una bella vista sui boschi circostanti. All’interno ha una sala con camino ed è adatto alle famiglie in particolar modo nella bella stagione, quando si pranza sotto al pergolato di uva pizzutella. C’è anche un piccolo prato con sedute o coperte per prendere il caffè in comodità. La cucina, stagionale e da fornitori locali selezionati, ha solide basi laziali: paccheri all’amatriciana con guanciale affumicato (10€), gnocchi al ragù di pecora (12€) e spiedo di quaglie arrosto (18€). Adatte a tutti i palati le paste ripiene fatte in casa, i risotti e il tiramisù della casa.


Hosteria Amedeo-6

Nel locale degli accoglienti Pignotta, il menu celebra il pescato, sempre fresco e di provenienza tirrenica. La lavagna con l’offerta del giorno cambia in base a ciò che c’è di meglio e nel rispetto della stagionalità. In cucina chef Andrea prepara antipasti crudi e cotti — ottime le alici fritte servite con puntarelle e pecorino o l’insalata di mare con lime e olio al basilico —, primi classici, come gli spaghetti con vongole veraci e verza croccante, o più creativi, come le mezze maniche alla gricia di polpo. I secondi puntano sulla materia prima in tutta semplicità, maneggiata appena e servita con contorni vegetali. Un esempio? Il tataki di tonno con salsa di frutto della passione e broccoli siciliani. I dolci sono il campo di mamma Luisa, tra un profiterole espresso al piatto e un crème caramel agli agrumi, mentre in sala Marco racconta una carta dei vini da intenditori, che scova viaggiando di cantina in cantina. Scontrino medio, compreso di ottimi vini, di 55€.


Ristorante Da Michele
Apri su Maps 069391119 @angolettovinoecucina

Nomen omen per questo localino di Genzano con grazioso spazio esterno. Nel menu troviamo la cucina laziale e romana, con ingredienti del territorio espressi per esempio nel coniglio di campo al vino bianco e olive, oppure nelle pappardelle strette al ragù bianco di cinghiale. Imperdibile l’antipasto, “la coccola dell’angoletto” pensata per 2 persone, con affettati, formaggi, legumi, sott’olio e tanti prodotti preparati dalla casa (20€). In cucina e al comando l’oste Mauro Pistelli, che con la sua squadra accoglie direttamente come a casa sua.

L'angoletto Vino e Cucina-2-2

La chef Silvia di Giulio Moran Pucciarini che si occupa della sala e dei vini hanno aperto nel 2022 Indigeno, un indirizzo dedicato alla cucina vegana di qualità. Il locale è piccolo, semplice ma accogliente, con un piccolo spazio esterno da sfruttare durante la bella stagione. Il menu studiato dalla chef è completamente vegano e quasi integralmente (fa eccezione per esempio il pane) autoprodotto. I piatti cambiano spesso, con alcune chicche, come il tagliere di alternative vegetali al formaggio, il tofu e tempeh fatto in casa, o le paste fresche e ripiene, per finire con i dessert. C’è una carta dei vini con riferimenti naturali, e qualche kombucha per chi beve senza alcol.

Indigeno Roma
Apri su Maps 069041746 @osteria.iotto

Altro giro, altro ristorante particolarmente caro agli amanti della buona cucina (e del buon bere, perché qui, tra le strade di Campagnano, si entra direttamente in enoteca per prendersi una bottiglia da una selezione invidiabile). Le premesse ci sono: il comune si trova a una distanza fattibile da Roma (fattibilissima da Roma Nord), il ristorante dà direttamente sulla strada principale di Campagnano e ha diversi tavolini esterni. Alla guida c’è Marco Pasquali che prende la tradizione dell’osteria con un'abbondante dose di curiosità (potrebbe capitarvi di vederlo preparare al tavolo un tacos, chissà). E poi involtini di melanzane, il fritto di verdure per partire, le polpette, i porcini freschi (quando ci sono), l’abbacchio piccante con guanciale affumicato o magari le fettuccine con le rigaje.

Osteria Iotto Lasagna

Evolutosi nel tempo, questo indirizzo di Trastevere offre un ritrovo confortevole per gli amanti della cucina di pancia. In cucina Elisabetta Guaglianone porta la sua versione della gastronomia romana e laziale, usando prodotti a filiera controllata, che danno il massimo della loro espressione nei taglieri di salumi e formaggi di DOL (Di Origine Laziale, il progetto di Vincenzo Mancino). Carciofo alla giudia, baccalà mantecato, e le immancabili amatriciana, gricia e cacio e pepe popolano il folto menu, dove tutti troveranno qualcosa di intrigante da assaggiare. 


Proloco Trastevere-3

Progetto dello chef Giovanni Ciaravola, l’Officina Culinaria si trova in una traversa del lungomare di Ostia, comunque molto vicina alla spiaggia. Una trattoria di mare, sì, ma per intenditori che non disdegnano qualche proposta un po’ più creativa. Aperto a pranzo e a cena, e con un piccolo dehors che ospita alcuni tavoli nella veranda all’aperto, propone un menù degustazione molto conveniente: primo a scelta tra spaghettoni aglio, olio e vongole e strozzapreti (rigorosamente fatti in casa) con baccalà confit, crema di spinaci e limone candito, poi frittura di calamari e un dessert tra bavarese al lampone con yuzu e lavanda, biscuit alla vaniglia con crema al limone o mousse alla mora e grano saraceno. Il tutto per 50€.

La frittura mista di Officina Culinaria

Aperto nel 2018 dai fratelli Paolo e Daniele Camponeschi — l’uno chef e l’altro oste — Menabò è tra le insegne che ha più energicamente contribuito alla rinascita gastronomica di Centocelle. Da non molto ha aggiunto una seconda sala, giusto adiacente, all’unica di cui disponeva all’inizio, allestendole entrambe con un’atmosfera informale da osteria contemporanea. Il vino naturale è ben rappresentato, in una cantina invidiabile, mentre dalla cucina arrivano piatti che mischiano materie prime del centro Italia e qualche spunto mediterraneo. Sempre disponibile, su richiesta, la Carbonara, insieme a piatti meno prevedibili come lo sgombro arrosto con gazpacho di mandorle e crumble a beccafico (10€). Interessanti gli gnocchi di pane con funghi cardoncelli, animelle e carciofi fritti (12€) così come il roast beef d’anatra, proposto con cipollotti e patate all’olio (13€). Per finire c’è il confortevole tiramisù (6€), oppure, per chi predilige il salato, la selezione di formaggi freschi e semi stagionati (10€)


Menabò Vino & Cucina

Mangiare una cucina di pesce semplice ma che non tradisce mai, spendendo il giusto e sentendosi come a casa. Da Mamma Angelina si può. Ci troviamo nel quartiere Africano, una zona residenziale dove il locale della signora Angelina Dell’Amo lavora senza sosta dal lontano 1963. Il menu prevede anche terra, ma vince soprattutto sul pescato, freschissimo e preparato secondo tradizione. D’altronde non serve strizzare l’occhio alle mode, quando c’è così tanta esperienza e amore per il mestiere. La sala ha lo stile tipico delle trattorie degli anni andati e così anche le ricette, solidissime: calamari ripieni, zuppa di pesce, tagliolini al ragù bianco di polpo e bottarga e tagliolini allo scoglio. Prezzi accessibili, con uno scontrino medio di 45€.


Mamma Angelina

Servizio veloce e accoglienza familiare, in questo locale con mattoni a vista vicinissimo al Colosseo. Il Tempio di Iside punta sulle consegne quotidiane di pesce fresco e può contare su una cantina ben fornita. La specialità della casa è la sequenza di antipasti caldi e freddi — campioni dei pranzi della domenica “di una volta” — come anche l’intramontabile risotto alla pescatora e gli spaghetti alle vongole. Il dessert più ordinato? I “fruttini gelato”. Scontrino medio di 50€.


Il Tempio di Iside
Apri su Maps 069417511 @lacameradapranzo

Prima solo location per eventi, dal 2021 anche ristorante aperto agli ospiti all’interno delle vigne e della tenuta delle Cantine Santa Benedetta, la Camera da Pranzo prende il nome proprio dalla sala interna per l’ospitalità, un salotto arredato con gusto classico ma anche eccentrico, ricco di tovaglie e porcellane della nonna. In tavola arriva un menu che non nega la sua romanità o lazialità, con piatti semplici ma ben presentati (antipasti 8€, primi 12€, secondi 16€). C’è la possibilità di scegliere quattro piatti del menu in abbinamento a 4 calici per un prezzo di 65€. Non si possono perdere i dolci (8€), una delle fisse di questa cucina. All’esterno d’estate il ristorante si allarga sull’ampio patio che guarda le vigne, tra gatti che passeggiano, cespugli e un piccolo orto.

La Camera da Pranzo
 

Ci spostiamo alla Garbatella, dove il Ristoro degli Angeli è la tipica osteria di una volta, ma con un tocco di eleganza tutta moderna. Il pavimento di mattonelle, i tavoli in legno, le tovagliette di carta e nel menu i piatti confortevoli che ci ricordano le domeniche a casa della nonna. Dai calamari ‘mbuttunati ad un bel piatto di amatriciana, dalle costine di agnello con le patate, all’uovo in trippa alla romana e alla caponata di verdure. Un’atmosfera informale, familiare, un ristorante dove l’accoglienza e di casa e dove difficilmente si esce senza il sorriso.

Ristoro degli angeli

Proprio nel cuore di Testaccio, territorio di mattatoi e di carne, c’è un locale aperto nel 2019 dove sembra di stare ad Anzio. Da lì vengono i giovani fondatori che hanno puntato su una cucina che attinge direttamente dai prodotti ittici che arrivano sul litorale tirrenico. Ampie vetrine su strada e stile contemporaneo, con una grande attenzione per l’impiattamento condiscono la proposta. La sostanza dei piatti non viene tradita dalla forma, tra ispirazioni internazionali e memorie più personali create dallo chef Pierre Abou Zeid. Si può mangiare alla carta, oppure ordinare il menu degustazione in 5 portate (a 80€).

Acquasanta Roma

Aperto nel 1979 nel centro di Roma, il Margutta è da anni un riferimento solido per la cucina vegetariana e vegana della capitale. Il menu è fornitissimo e concentrato su ingredienti di stagione: troviamo antipasti (tra i 13 e i 16€), taglieri, primi (tra i 15 e i 18) e secondi (tra i 15 e i 22€), nonché pane e dolci fatti in casa. Le proposte vegetali si possono combinare in tre diversi percorsi degustativi per cena. Ci sono tutti i classici vegetariani della tradizione italiana e qualche ricetta più creativa. All’interno del locale vengono allestite periodicamente esposizioni artistiche, da cui il nome del locale.

Il Margutta Vegetariana Food&Art
Apri su Maps 064819005 @chinappi_roma

Dagli inizi a Formia nel lontano 1957, uno dei migliori ristoranti di pesce della regione è presente oggi anche a Roma, poco lontano da Porta Pia. Stefano Chinappi riceve ogni giorno il pesce da casa, con il supporto della pescheria di famiglia. Il segreto del successo pluridecennale? Trattare la materia prima con delicatezza, per lasciarla esprimere senza troppe interferenze. Decor super classico da ristorantone Anni Ottanta e tovagliati bianchi incorniciano un menu tradizionale, adatto per ogni occasione. Menzione speciale per i crudi — con interessanti selezioni di ostriche — ma nemmeno le paste e gli antipasti caldi sono da meno. Si può scegliere comunque tra vari menu degustazione, che variano dai 50 ai 100€, e dare un’occhiata a una carta degli Champagne di tutto rispetto.


Chinappi
Apri su Maps 069985131 @ristoranteacquarella

Prenotate con qualche giorno di preavviso, ché i tavolini a due passi dal lago del ristorante Acquarella sono ambitissimi, specie nella bella stagione. Tutto l’anno, comunque, la vista non è da meno pure nella veranda vetrata, dalla quale — in qualsiasi posizione si troverà il vostro tavolo — avrete una bellissima visuale. Un’insegna longeva e affidabile, attiva dal 1951 a Trevignano e ancora in mano, oggi, alla famiglia Stefanelli. Una location ideale sia per un pranzo di festa che per un tête à tête romantico, con il giardino illuminato di sera a fare da cornice. La cucina è classica e comprende proposte di terra, mare e, naturalmente, acqua dolce: provate la trota salmonata in carpione, il luccio alla piastra in salsa verde e il coregone “all’acquarella”. Un plus extraterritoriale riguarda i dessert, tra i quali ci sono le mitiche Delizia al limone e la Torta ricotta e pera del pasticcere campano Sal De Riso. Ma anche i tartufi originali di Pizzo Calabro. Scontrino medio 50€.


Acquarella

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Lo chef romano Marco Claroni, classe 1984, ha aperto questa insegna nel centro storico di Fiumicino nel 2009. La sua sede, davvero affascinante, si trova al piano terra di un edificio neoclassico progettato da Giuseppe Valadier a inizio Ottocento. In cucina Claroni lavora materie prime selezionate meticolosamente, come il pescato dei pescherecci che attraccano sul canale proprio di fronte. Per provare la sua personalissima proposta, dai sapori concentrati e con interessanti sperimentazioni sugli stagionati di pesce, si possono scegliere due menù degustazione: da sei portate a 65€ — con, ad esempio, carciofo ripieno di crudo e cotto di tonno, spiedini di polpo laccato, tagliolini al finocchio di mare, ricciola in salsa marinara e zuppetta di frutta e verdura — o da undici, a 90€.

La ricciola marinata dell'Osteria dell'Orologio
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A questo indirizzo il compito, non scontato, di portare la cucina di pesce ad Albano Laziale con i prodotti del porto di Anzio. Ma c’è anche carne in un menu che punta a presentazioni e pietanze raffinate. Per chi si siede a tavola, c’è anche la possibilità di scegliere tra tre percorsi: quello da 3 portate a 37€, quello da 5 portate a 50€, quello da 7 portate a 63€. La lista dei vini, piuttosto ampia, segue questo filone permettendo di stappare anche bottiglie importanti.

La Galleria di Sopra
Apri su Maps 066581179 @4112ristorante

Al piano terra del Nautilus Marina, lo chef Lele Usai ha aperto la versione pop del suo ristorante stellato Il Tino, che si trova giusto al livello superiore. D’estate i tavolini all’aperto affacciano sul fiume Tevere, e si può venire dalla mattina fino all’ora di cena per una colazione di piacere o lavoro, un pranzo in famiglia o una cena romantica. La giovane brigata consegna piatti freschi, poco complicati ma sempre d’effetto, come la bruschetta di pane cafone con misticanza, provola affumicata e alici (12€), gli gnocchi di patate con seppie e zucchine (16€) o il pescato del giorno con asparagi e maionese al limone (21€). L’ambiente informale è l’ideale per chi vuole avvicinarsi a piccoli passi alla cucina gourmet.

La sala di QuarantunoDodici
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Situato in piazza dei Ponziani questo ristorante a conduzione familiare è un valido indirizzo per mangiare abbondanti porzioni di piatti romani. Filetto di baccalà in pastella, amatriciana, abbacchio allo scottadito e gli immancabili carciofi, per uno scontrino medio che si aggira intorno ai 50€ a persona. Il ristorante è anche attrezzato per la preparazione di piatti senza glutine. L’ambiente è informale e casereccio e con la bella stagione è possibile mangiare anche all’esterno, in piazza dei Ponziani.

A questo localetto di cibo cinese su Via Tuscolana dall’esterno è difficile offrire particolare credibilità. All’interno però si scopre una cucina vivace, abbondante e ricca di sapori, proposta da un giovane chef di Chengdu, città principale della provincia del Sichuan. Non manca quindi il piccante a condire i piatti: in menu troviamo il “Marito e Moglie” un piatto tradizionale con manzo, sesamo e olio piccante, l’insalata di pollo con fagioli di soia, il cavolo all’agropiccante, le patate a fiammifero con il peperoncino, ma anche ravioli, vermicelli e cetrioli pestati (antipasti tra i 3,50 e i 7,50€, primi piatti tra i 7,50 e i 15€, verdure tra i 5 e i 7,50€). C’è anche un piccolo spazio esterno al coperto per mangiare.

One Restaurant

Tra tutti i locali Vivi (ce ne sono diversi in città, inclusi quelli nei musei a Piazza Venezia e a Piazza Navona) probabilmente quello che gode del verde di Villa Pamphili è tra i più fortunati. Oltre questo casale si estende infatti uno dei parchi più amati di Roma. Si sta soprattutto all’esterno, quando vengono organizzate attività specifiche, come i picnic, si finisce anche sul prato. Il menu va dalla colazione a poco prima di cena, passando quindi per mattina, pranzo e spuntini. Largo spazio a piatti vegetariani e vegani, mentre i dolci si possono scegliere anche direttamente dal banco. C’è anche il brunch e alcune proposte solo per i bambini.

Vivi Bistrot Villa Pamhili

La domenica è amatriciana a Monteverde. Osteria Palmira è infatti un angolo di Amatrice a Roma, un'osteria che ha deciso di non far entrare rivisitazioni, per celebrare solo la cucina tradizionale. È qui che si mangia la vera Amatriciana, è qui che si può ancora trovare lo gnocco riccio, un'antica ricetta di Amatrice. Il menu narra le origini amatriciane della famiglia Rocchi, partendo dai salumi, dai formaggi e dagli altri assaggi che vengono portati in tavola come antipasto, fino ai primi e ai secondi: amatriciana, ovviamente, ma anche involtino, polpette di bollito, picchiapò, polpette di pane e cicoria, trippa, coratella e tanto altro.

Osteria Palmira

Il Molo Diciassette ha preso il posto della prima sede de Il Tino (il ristorante di Lele Usai oggi a Fiumicino), un localino raccolto incastonato in una strada tranquilla del Lido di Ostia. L’interno è tutto nei toni del bianco, con dettagli marinareschi che dichiarano da subito gli intenti della cucina dello chef Simone Curti: ottimi prodotti ittici, proposti in modo semplice ma mai banale, eseguiti e presentati con cura. Oltre a variare in ogni stagione, il menù può riservare proposte quotidiane che vanno dalla tartare di tonno con maionese al vitello e asparagi, alle fettuccine al ragù bianco di polpo e broccoletti. Ad accogliere i clienti la cordialità del maître Fabrizio Moscara (anche lui, come lo chef, esperto pescatore). Antipasti tra i 13 e i 15€, primi 13-20€, secondi 18-20€.

Un primo di pesce del Molo Diciassette
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Un indirizzo ampio, luminoso e ben arredato: questo è Vitaminas24 che prima si trovava sempre al Pigneto ma in un altro indirizzo. Si può venire qui in qualsiasi momento della giornata, dalla colazione alla cena, anche per lavorare nei momenti che esulano dai pasti principali. Il menu è particolarmente ricco, con piatti che spaziano dalle insalate e gli estratti stagionali, ai panini e ricette della tradizione mediterranea o medio-orientale (antipasti tra i 6 e i 14€, insalate 9€, primi tra i 7,50 e gli 8,50, secondi tra gli 8,50 e i 10€). Ha anche qualche tavolino esterno.

Vitaminas 24
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Nella sala a pietre e tavoli in legno domina va in scena una cucina di territorio, frascatana ma pulita, come dicono i proprietari “senza effetti speciali e ostentazioni superficiali”. Qui si viene per le polpette di lesso, i tortelloni con i carciofi e la porchetta di agnello, in un menu veramente stagionale dove i piatti cambiano spesso. Nella carta, gli antipasti stanno tra gli 8 e i 13€, i primi sui 13€, i secondi tra i 13 e i 16€. Dalla cantina, tante bottiglie dei castelli romani per completare l’esaltazione della zona.

Il torchio Frascati
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Siamo a Campo de’ Fiori, a due passi dalla piazza cuore del quartiere romano, in un locale dove i piatti della tradizione romana e laziale sono un must. Un’osteria, aperta anche la domenica, pronta ad accogliere le famiglie con piatti a base di prodotti stagionali e locali, di piccoli produttori del territorio e Presidi Slow Food. Si può scegliere tra il menu alla carta e il Percorso Romano, una dichiarazione d’amore alla storia gastronomica della Città Eterna con grandi e intramontabili classici. Tra i piatti in menu che richiamano le domeniche in famiglia, sono degni di nota le polpette di bollito con salsa verde, i ravioli del giorno, gli spaghetti alla carbonara, i rigatoni all'amatriciana, i tonnarelli cacio e pepe e tanti altri ancora. Per chiudere all’insegna della romanità, il maritozzo fatto in casa e il tiramisù sono i cavalli di battaglia “dolci” di Hosteria Grappolo d’oro

Hosteria Grappolo d'oro

Con il suo spazio diviso tra interno e veranda esterna, Santeria di Mare non è solo un ristorante di pesce, sebbene la proposta dei piatti sia incentrata proprio su questo. Ma è anche un bistrot con vineria, dove assaggiare diverse proposte da una carta dei crudi ben fornita da accompagnare a una bottiglia di vino naturale. Tra i crudi troviamo ostriche, gamberi bianchi e rossi, fasolari, tonno rosso e tartufi di mare, oppure diverse opzioni racchiuse nel misto crudi della Santeria (35€). Si prosegue con i piatti caldi, come gli antipasti (dai 10 ai 16€), primi (tra i 16 e i 18€), secondi (tra cui piatti, burger e fritti) e dolci che completano l’offerta.

La Santeria di Mare
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Lele Usai, classe ’77, ha trasferito il suo Tino all’interno del Cantiere Nautico Nautilus nel 2016, spostando il progetto dalla sede iniziale di Ostia. Le radici della sua linea affondano nella tradizione del litorale laziale, rivista e corretta alla luce di tecniche moderne e sapori internazionali. Premiato con una stella Michelin dal 2015, il ristorante ha un’unica sala dall’ampia vetrata, arredata con gusto moderno e gestita con passione per l’accoglienza. In un locale di questo livello è una buona idea provare un menù degustazione. Qui ce ne sono due: il “Prima Boa”, con sette portate a 120€, e il “Regata Daniele Usai”, con nove portate a 150€. Ci troverete antipasti esotici che ricordano un “Viaggio a Seoul”, come anche gnocchi di carote di Maccarese con calamaretti e aceto balsamico stravecchio.

Un piatto del Ristorante Il Tino
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Il secondo ristorante mai aperto a Fiumicino è attivo dal lontano 1930. Incannucciata è dunque un’insegna di lungo corso, che porta avanti un’eredità di piatti classici senza la paura, di tanto in tanto, di proporli con qualche aggiornamento. Tenetela presente anche per una festa, una tavolata o un ritrovo tra amici: gli spazi lo consentono. Cosa si mangia di buono? Crudi misti ma anche antipasti caldi, come sauté di cozze o vongole e moscardini fritti; oppure un po’ e un po’. Poi zuppe di pesce, pescato del giorno alla piastra e fritture, insieme ad altri baluardi marinari come il risotto alla pescatora e gli gnocchi alla crema di scampi. Prezzi alla portata (45€, in media, per un buon pranzo).

Crudo di mare del Ristorante Incannucciata

Anche in questo caso (come per Le Bistrot che abbiamo nominato sopra) la proposta si è completamente veganizzata in corso d’opera. Look fresco, proposte golose a base vegetale e proposte enologiche vivaci hanno decretato il successo di questo ristorante, che in poco tempo ha attratto gli appassionati di cucina vegana. In menu troviamo antipasti (tra i 4 e i 6€), primi (tra i 12 e i 14€) burger e secondi (tra i 13 e i 14€), ma anche poke solo a pranzo e la lista dei vini alla mescita o in bottiglia, con tantissime referenze naturali.

Nativa Ristorante

Da Roberto e Loretta, la domenica (ma anche tutto il resto della settimana) è all’insegna della tradizione romana con la “t” maiuscola. Siamo in un ristorante, in zona Appio-Latino, con una storia lunga e intrisa di romanità. Una tradizione di famiglia che, da tre generazioni, porta in tavola i piatti di una volta, proprio quelli della domenica in famiglia. Qualche esempio? Polpettine di bollito con cicoria ripassata in padella (13€), melanzane alla parmigiana (15€), maialino al forno con patate (19€), trippa alla romana (17€).

Da Roberto e Loretta
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Non sono solo i turisti ad animare le sale di questa sala da tè con 125 anni di storia, in una pausa durante la passeggiata tra Piazza di Spagna e Trinità dei Monti, ma anche i romani che vogliono iniziare la giornata con una proposta anglosassone. Per una colazione tarda (si apre alle 12), o per sentirsi a colazione tutto il giorno. Dalla cucina arriva il più classico dei Full English Breakfast (uova e bacon serviti con pomodori, funghi alla griglia e pane tostato) come anche l’uovo in camicia su pane e avocado oppure alla Benedict, insieme a English muffin (focaccine rotonde soffici e burrose), salmone affumicato e spinaci. La carta dei tè è una delle più ricercate della città.

La colazione di Babington's

A pochi passi dal mercato coperto di Piazza Alessandria c’è Alfredo Cous Cous. La data di fondazione, riportata anche sull’insegna, recita “1967”, e fa di questo ristorante di ispirazione libico-ebraica uno dei primi a proporre cucina nordafricana (e internazionale, in generale) a Roma. Naturalmente il piatto forte è il cous cous, preparato da materie prime fresche e con la canonica cottura lunghissima: almeno quattro ore. Assaggiatelo in versione vegetale (14€) oppure con carne di manzo (16€), dopo un antipasto a base di falafel di ceci (7€) oppure un po’ di hummus (5€) e babaganoush (una crema di melanzane, 5€). Tutto si può chiedere confezionato per il take away. In alternativa ci si accomoda ai tavolini, in un’atmosfera sobriamente mediorientale.


Cous cous
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Tra il caos dei ristoranti turistici di Frascati, si distingue questo indirizzo con vista verace per cucina e cantina. In menu largo spazio ai classici, ben eseguiti, come il tris di rigatoni con amatriciana, gricia o carbonara, i tonnarelli cacio e pepe, l’abbacchio alla cacciatora, le polpette al sugo e lo stinco di maiale tra i secondi. Vini naturali del territorio a innaffiare pranzi e cene, oltre alla possibilità di mangiare all’esterno nelle sere estive.

Cantina Bucciarelli

Il pesce de ilSanlorenzo è quello fresco di Ponza o delle aste di Civitavecchia. Ottime premesse per questo locale nel rione Regola, dalla sede piuttosto unica: è costruito addirittura sulle vestigia del Teatro di Pompeo (fate un giro intorno al palazzo e noterete la forma semicircolare). Da ordinare i crudi, poi gli spaghetti di farro con acciughe di Ponza, da accompagnare a qualche etichetta pregiata dalla cantina. Lo scontrino medio — tenendo conto della location e della qualità — è in linea: intorno agli 80€ a testa.


ilSanlorenzo
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La terrazza di Jacopa, nel cuore di Trastevere, riapre le porte con l’arrivo dell’estate, sia per l'aperitivo che per cena. Meno formale di altre, è l’ideale per spezzare la routine nelle sere d’estate a Roma. In menu troviamo sia piccoli assaggi da condividere che una carta dei piatti che mischiano romanità con spunti dalla cucina internazionale. La drink list propone i grandi classici, una buona selezione di gin & tonic e birre artigianali.

Jacopa Terrazza-2

Considerando il fioccare di nuove aperture in giro per lo stivale, pare che la cucina georgiana sia destinata a essere uno dei prossimi food trend. E il primo locale della capitale è spuntato proprio qui, in uno spazio estroso che, pur avendo ospitato in precedenza un ristorante italiano a tendenza gourmet, aveva già un nonsoché di esotico. Riuscirà il khachapuri (10-18€) — la focaccia allungata farcita con formaggio e uovo — a ritagliarsi uno spazio tra rigatoni e pizze scrocchiarelle? Qui lo fanno molto bene, quindi probabilmente sì. I vini georgiani, inoltre, vantano una delle storie più antiche del mondo, e la carta di Aisi fa loro onore.

Il khachapuri di Aisi
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Come recita anche il nome, questo ristorante è storico, gestito da 6 generazioni dalla stessa famiglia che rivendica la paternità della ricetta della coda alla vaccinara (l’abbiamo raccontato qui). Vista la posizione, le sue attività negli anni si sono andate concentrando proprio sui prodotti che uscivano dall’ormai ex mattatoio romano, dando il massimo valore a tutti i prodotti di scarto della macellazione. La cosa bella è che si possono assaggiare anche piatti della tradizione romana ormai scomparsi da trattorie e ristoranti, come la testina di vitella o i fagioli con le cotiche.

Gli spaghetti con sugo di cosa da Checchino
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Arrivato nel quartiere e posizionatosi velocemente come uno dei migliori ristoranti cinesi di Roma, da Er Yue potete ordinare direttamente online stando seduti in un ambiente moderno ma essenziale. I piatti del menu sono infiniti, e comprendono ravioli, carne, pesce, piatti freddi e piatti caldi, di base estremamente abbondanti e ben presentati. Segnaliamo, tra le varie opzioni, il Cavolo alla Qian Long, con insalata di foglie di cavolo, salsa di sesamo, salsa di soia, aceto e miele; le “Formiche sull’albero”, ovvero spaghetti di soia con macinato di maiale e peperoni; il “pollo alle tre tazze”, pollo brasato con salsa di soia, sake, olio di sesamo e cristalli di zucchero bruno; le melanzane fritte con salsa caramellata, salsa di soia e pepe di Sichuan. Ha anche una piccola selezione di tè e fa consegne a domicilio. Discorso prezzi: per gli antipasti ci muoviamo tra i 3,50 e i 6€, primi tra i 6 e i 12€; secondi di carne e pesce tra gli 8 e i 16€.

Er Yue Ristorante Cinese

Meta super gettonata dai locals e dai romani in adorazione gastronomica, Sora Maria e Arcangelo è il ristorante che non ti aspetti tra le vie di Olevano Romano. Bella anche la vista per una cucina di territorio, senza stanchezze e manierismi, guidata dal cuoco e oste Giovanni Milana. Il nome fa riferimento ai due proprietari che, all’inizio del ‘900, aprirono un’insegna nel quartiere Pigneto di Roma per poi trasferirsi a Olevano in una zona dove prima erano ospitati dei vecchi granai. Tra i piatti irrinunciabili, ci sono i cannelloni al forno, la trilogia dell’abbacchio romano IGP con l’abbacchio in tre versioni, e poi i piatti del giorno, dove spesso spiccano erbe selvatiche (primi, all’incirca, tra i 10 e 12€, secondi tra i 18 e i 20€). Da prenotare con largo, larghissimo anticipo.

Sora Maria e Arcangelo-2

Questa enoteca storica ha riaperto nel 2022 dopo un prolungato stop e si è riproposta con una cucina semplice, fatta di prodotto, e una bella selezione di vini. Ci sono molte etichette dai Catelli, parecchi riferimenti naturali e bottiglie che riescono ad accontentare un po’ tutti gli amanti del buon bere. Ampia la selezione di salumi e formaggi, sia freschi che stagionati, dal menu (tra i 12 e i 16€), mentre dalla cucina arrivano piatti essenziali come il coccio con la zuppa di legumi o i crostoni con combinazioni di verdure, formaggi e affettati.

Le Vie dei Canti

Tra le rovine della Roma Antica, per ritagliarsi una parentesi romantica, suggestiva, saliamo all’ultimo piano del Boutique Hotel FortySeven di via Petroselli per accedere a 47 Circus Roof Garden. Qui si trova una terrazza che offre una bellissima vista sulla Bocca della Verità con la basilica romanica di Santa Maria in Cosmedin, sul Foro Boario e sullo sfondo il Circo Massimo. In cucina c’è lo chef Maurizio Lustrati che mette al centro la genuinità delle materie prime esaltando le tradizioni romane e del Mediterraneo. A cena, tutti i giorni e anche nei festivi, si può optare per il menu degustazione di 6 portate a 95€, oppure ci si può affidare all’estro e all’esperienza dello chef scegliendo il menu ispirazione (70€). La terrazza 47 Circus è pensata però anche per aperitivi a base di taglieri di salumi e formaggi o vegetariani, accompagnati da una variegata cocktail list.

47 circus Roof Garden-3

Un piatto di pennoni con sugo di cappello del prete alla pizzaiola, una porzione di polpette preparate come i saltimbocca, della cicoria ripassata, delle taccole con pomodoro e basilico: sono solo alcuni dei piatti presenti nel menu dell’Osteria La Quercia, un ristorantino accogliente, in una cornice pittoresca e tranquilla, proprio nel cuore della città, con il Tevere da una parte e piazza Campo de’ Fiori dall’altra. Alle spalle ci sono Andrea e Manuela Monteforte, già proprietari del famoso forno Monteforte e della recentissima Pellegrino Gelateria Monteforte, mentre in cucina è arrivato da pochissimo chef Luigi Ubertini. Il menu incontra la tradizione, propone piatti confortevoli che sanno di casa, con gli antipasti che non superano i 14€, i primi e i secondi che non oltrepassano i 20, contorni e dolci che stanno tutti tra i 6 e i 10€.

Osteria La Quercia
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Il ristorante di Emilia Branciani e Claudio Montingelli è tra quelli da tenere presente per un’ottima cucina di pesce. A disposizione c’è anche un bancone con pescato fresco da portare a casa — la chiamano ‘pescatoria’— nonché una sala luminosa arredata nei toni del bianco, per un’atmosfera un po’ marinara anche in città. Inoltre, d’estate c’è una veranda all’aperto dove fare una sosta per un aperitivo con calici e tapas di mare. I percorsi degustazione immaginati da chef Mirko Di Mattia sono tre, vanno dai 50 ai 90€ e propongono piatti come il risotto alla crema di gamberi bianchi di Anzio e limone bruciato, ombrina all’acqua pazza oppure catalana di astice, da scegliere anche sul tradizionale menu alla carta.


Livello 1-3
 
Apri su Maps 0668803140 @piroosteriadipesce

Il palazzo storico che ospita Pirò ha svariati secoli, ma gli interni di questa osteria di pesce in pieno centro storico, nei prezzi di Piazza Navona, sono del tutto contemporanei. Proprio come la proposta di mare della famiglia Pirola, proprietaria anche della Taverna Trilussa di Trastevere, che qui lavora solo pesce del Tirreno. Ottimo assortimento di crudi, tra tartare e carpacci, come anche di antipasti caldi — insalata di polpo (20€) e sauté di cozze e vongole selvagge (18€). Una sezione del menu è del tutto dedicata alla classica frittura, con alici (14€), calamaretti (16€) ma anche gamberi rossi in tempura (24€).


Pirò

Gianfranco Pascucci è uno dei migliori cuochi della regione, per non dire dell’intero paese. Uno dei primi fautori della rinascita gastronomica di Fiumicino, ha attirato l’attenzione sulle enormi potenzialità di questo tratto di costa, da lui ribattezzato “Periferia Iodata” (nome che ha dato anche all’associazione no-profit che riunisce ristoratori e produttori locali). Il suo ristorante sul porticciolo turistico — con la sala e la cantina gestita dalla moglie Vanessa Melis — conferma una stella Michelin dal 2012, valorizzando pescato di prima scelta ma anche varietà meno nobili, trattate nella loro interezza e nel rispetto delle stagionalità. Il mare, inoltre, è considerato come un ecosistema più ampio: non solo pesci e crostacei, ma anche erbe salmastre, alghe e plancton, per concentrare in un boccone l’essenza del territorio. Menù degustazione da 130 e 150€.

Un primo di Pascucci al Porticciolo

In una strada un po’ dimenticata di Monteverde, dal 2010 e senza grandi scossoni si trova questa osteria che ha fatto della sua appartenenza al quartiere un marchio di fabbrica. Questo non dovrebbe trarre in inganno: in realtà qui si viene da tutta Roma per assaggiare i piatti preparati dalla cucina e serviti nell’ambiente, piccolo e informale, sul momento. Alla regia troviamo Roberto Campitelli e Fabio Tenderini che da più di 20 anni hanno messo a fuoco l’idea di un’osteria rifinita nei dettagli e nei gusti, arrivando a proporre una serie di piatti che spaziano anche oltre la cucina romana e laziale. Buona anche la selezione dei vini. 


Osteria di Monteverde

Nel cuore di Testaccio, Conciabocca è l’osteria contemporanea con cucina e bottiglieria, il cui nome è ispirato ad una poesia di Aldo Fabrizi e vuole indicare qualcosa in grado di appagare la fame. La romanità, neanche a dirlo, è di casa ma non è un dogma in cucina. La carta cambia rapidamente seguendo il variare costante delle stagioni, ma se c’è una certezza quella è la carbonara dello chef Burtone, che non viene mai tolta dal menu (13€) con crema spumosa, guanciale croccante e pasta Felicetti scolata al dente e ben amalgamata.

Conciabocca-2

Su un lato di Piazza Zama, prima del ponte della ferrovia, si trova questo ristorante di pesce alla brace aperto dalla coppia formata da Gabriele Di Lecce e Alessandra Serramondi. Il primo in cucina, la seconda in sala, hanno entrambi diverse esperienze di cucina alle spalle, e per alcuni prodotti orticoli possono contare sull’orto di famiglia a Maccarese. Da Dogma si possono provare sia i piatti alla carta che il menu a degustazione, con 5 portate a scelta dello chef a 48€, con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Per il bere invece bisogna affidarsi ad Alessandra, che saprà consigliare al tavolo la migliore etichetta da abbinare all’occasione. Tutte le portate passano dal fumo o dalla brace: il racconto.

Dogma Ristorante-2

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La trattoria Trecca si trova dal 2017 nel quartiere San Paolo. L’hanno aperta i fratelli Manuel e Nicolò Trecastelli, che da poco si sono buttati anche sulla pizza al taglio (con Pantera, nell’adiacente quartiere Garbatella). Tanta romanità e passione della tradizione, con una certa predilezione per il quinto quarto e una scelta rigorosa delle materie prime. Tra gli antipasti si trova la lingua di fassona con salsa verde (13€) e lo spiedino di pajata ai ferri (14€). Ma anche tanti vegetali, tra broccoli ‘incappati’ (7€) e carciofi alla romana arrosto (7€). Si prosegue con le pastasciutte e le minestre — c’è sempre una zuppa e una sfoglia tirata a mano del giorno (16€) — per passare al pollo alla cacciatora (18€), all’agnello stufato (20€) oppure alla coda di manzo alla vaccinara (20€). Il loro miglior dessert? Il mitico zabaione al Marsala, servito con panna e biscottini (8€).


Trecca-2
Apri su Maps 3277073130 @erbacce_lab

A marzo 2023 Sarah Bugiada — chef per passione — ha aperto un localino che sta facendo parlare di sé ben oltre le sponde del lago. Il nome la dice lunga: sono le erbe, quelle selvatiche e spontanee, insomma “povere” (dall’azienda agricola di proprietà) le grandi protagoniste di una carta che cambia praticamente ogni giorno, elaborando il meglio del mercato. A volte anche dal pranzo alla cena! Si possono trovare la trippa centopelli con erbette, pecorino e menta oppure i fegatelli di pollo alle ciliegie fresche; l’hamburger con carne di “vacche vecchie” cresciute allo stato brado oppure il macco di fave con finocchietto selvatico e le polpette di pane affumicato (per recuperare tutti gli esuberi delle pagnotte fatte in casa), servite con emulsione di aglio selvatico. I produttori sono soprattutto locali e citati con tanto di nomi e cognomi, come ad esempio la Macelleria Vecchiarelli di Manziana, che procura ottime carni e molto quinto quarto, in linea con una filosofia di cucina concretamente sostenibile. Ammirevoli anche le collaborazioni con bravi colleghi, come la gelateria Picchio, che per Erbacce Lab manteca ad hoc gelati alla robiola e pimpinella mantecati. Scontrino medio 35€.


Erbacce Lab

È tra i migliori ristoranti di cucina romana nella Capitale e vanta oltre un secolo di storia all’interno di un ex deposito del grano dello Stato Pontificio. Il suo nome è conosciuto ben oltre i confini della città e, anche per questo, ogni romano dovrebbe scoprire almeno una volta nella vita questa raffinata realtà nel cuore di Trastevere. Crudo di Amatrice, salsiccia di Monte S. Biagio, caviale al tartufo nero sono solo alcuni degli ingredienti degni di nota che occupano uno spazio rilevante nel menu dell’Antica Pesa.

Antica Pesa

Un locale raffinato che nasce a Corso Trieste, a ridosso della Nomentana, nel 1997. La cucina si attiene alle migliori tradizioni sarde, con piatti curati nel dettaglio, dalle materie prime al gusto per l’impiattamento. Tra tovagliati bianchi e sedute imbottite, si pranza o cena tutti i giorni, salvo il lunedì, scegliendo tra antipasti caldi e freddi di mare (ottimo il tortino di pesce spada e Pecorino Sardo, 16€), grandi primi sia di pesce che di terra (10-20€) e secondi, che ancora una volta spaziano dalla costa all’entroterra. Per dessert non possono mancare le seadas, i deliziosi dolcetti fritti con ripieno di formaggio e guarnitura generosa di miele (8€). Si termina in bellezza con dolcetti della tradizione e mirto.


Eleonora d'Arborea

L’insegna della chef Sarah Cicolini e del sous chef Mattia Bazzurri tiene banco nel panorama delle osterie romane dal 2017. Nel tempo l’indirizzo si è evoluto, perfezionando sempre di più la qualità dei piatti, la cura degli impiattamenti e l’equilibrio dei gusti. C’è sia la carta che la lavagna con i piatti del giorno da cui attingere. Ottime le paste (andate oltre la carbonara, è imperativo), così come i secondi di carne e le verdure. La carta dei vini non va trascurata: contiene interessanti referenze dall’Italia e dal resto d’Europa. Bisogna prepararsi però, perché fra non molto l’indirizzo traslocherà in nuova sede, pur rimanendo sempre in zona. Curiosi di sapere quali sono i loro piatti best-seller? Eccoli.

La trippa alla romana di SantoPalato, ph. Andrea Di Lorenzo

Apri su Maps 069968830 @lacalettasullago

Cene di coppia o ritrovi tra amici, gite in famiglia e grandi cerimonie: La Caletta sul Lago di Anguillara si presta bene a un ventaglio di occasioni. Suggestivi il giardino e la terrazza sulla spiaggia (privata) e affidabile la fornitura delle materie prime, che sono prevalentemente di mare e in arrivo dai pescherecci di Formia e Gaeta. Si parte con crudo di spigola con rucola e ananas (18€) o polpette di orata su crema di melanzane (15€) e si prosegue con tonnarelli con cozze, pachino e pecorino; poi frittura mista (22€) e infine bavarese al pistacchio o, in alternativa, il più classico dei tiramisù (8€). Di buon livello anche la carta dei vini, con una giusta selezione di Champagne e bollicine italiane.


La Caletta sul Lago (1)

Questo storico ristorante affacciato su Piazza Nicosia ha un lungo passato come punto di passaggio nel centro di Roma. Dagli anni ’80 la gestione passa alla famiglia Di Maria, prima al papà Salvatore, dalla sua scomparsa ufficialmente ai figli Michela e Daniele. Il locale ha un’atmosfera d’altri tempi, ma senza lo squallore che ammanta certe trattorie fin troppo nostalgiche. Questa cura si riflette nello splendido dehors, aperto ma sempre appartato, che si affaccia sulla piazzetta con la piccola Fontana del Trullo. In menu si trovano piatti romani e più in generale della tradizione gastronomica italiana, come i tonnarelli alla Nerano, il riso al salto con sugo d’arrosto, la gricia con il tartufo e la frittura di pesce.

ristorante Due Ladroni-2
Apri su Maps 069968229 @chaletdellago

Il menu dello Chalet è tutto dedicato al pesce di mare, da provare per un pranzo o una cena nella bella, e amplissima, terrazza panoramica. Comodo, per assaggiare un po’ di tutto, il menu degustazione da cinque portate (44€), con tataki di tonno rosso del Mediterraneo, “aperipolpo” (polpo con panatura di arachidi e riduzione di Aperol), risotto con crudo di crostacei e lemongrass, filetto di cernia glassato alla salsa teriyaki e gelato allo zabaione fatto in casa. Per sette piatti a scelta dello chef, invece, si spendono 54€. Si tratta di un ristorante particolarmente kid friendly, e propone inoltre un menu bambini dedicato, con pasta al pomodoro e panatina di pollo con patate. Ideale per una gita fuori porta in famiglia.
 

Chalet del Lago
Apri su Maps 063332961 @qvinto_restaurant

Che l’ambientazione piaccia o meno, c’è da sottolineare che da Qvinto ogni dettaglio è curato con attenzione quasi maniacale. Il grande locale si trova nella zona del laghetto di Tor di Quinto (da cui il nome) e può ospitare tantissimi coperti. Ad attendere i commensali ci sono più ambienti, tra cui diversi giardini esterni, uno spazio ospita addirittura un modulo lunare, insomma per gli amanti del minimalismo non è l’indirizzo raccomandato, ma per i curiosi e gli eccentrici probabilmente sì. Ogni giorno si può scegliere se prenotare per colazione, pranzo, aperitivo, cena e after dinner. Tra cocktail, pizze e piatti, l’offerta è molto ampia. Non resta dunque che scegliere dove piazzarsi. Si organizzano anche eventi, cerimonie e appuntamenti di vario genere. Di certo, lo spazio non manca.

Qvinto giardino-2
Apri su Maps 065743754 @tavernacestia

Cucina tradizionale romana dal 1967 attende i clienti in questo ristorante. È stato Gioacchino Salvi, originario di Amatrice, ad aprire Taverna Cestia in quell’anno giusto a pochi passi dalla Piramide Cestia, lavorando sodo e allargandone via via gli spazi e il menu. Oggi alla sua guida c’è la terza generazione, Valerio Salvi, che continua a trattare materie prime selezionate e a comunicarle ai clienti in modo trasparente. In menu troviamo una proposta molto ampia, tra piatti di mare e di terra, fritti, paste e secondi preparati spaziando dalla cucina romana a quella più in generale italiana.

Taverna Cestia
Apri su Maps 066832930 @laciambellabaravin

La chef Francesca Ciucci e la sommelier Mirka Guberti hanno unito le forze nel 2016 per portare la cucina romana di alto livello in centro storico, con una veste più tecnica e raffinata. Con loro oggi c’è anche Radion Girleanu, che garantisce un servizio attento ma caloroso. Il menu cambia ogni stagione, ispirandosi alla genuinità delle fraschette senza tralasciare qualche spunto internazionale. Ciucci, però, è cresciuta tra i ricordi della cucina di casa, e tra i primi inserisce tutti i classici. La carbonara della Ciambella, ad esempio, si prepara con spaghettoni e guanciale croccante. Prezzo:18€. Ottima cantina e una sala luminosa dove ci si sente sempre a proprio agio.


La Ciambella Bar à Vin con Cucina

Sono oltre 150 le etichette di bottiglie di vino, dichiaratamente naturale, che Enoteca Primo offre ai suoi clienti, organizzate per bollicine, bianchi, macerati, rosati, rossi e dolci, non solo Italia ma anche Francia, Germania e Spagna, in una fascia di prezzo che va da poco più di 20€ a poco meno di 100. Il menu è quello che ci aspettiamo in un’enoteca: taglieri di formaggi e salumi sì, ma anche piatti golosi per accompagnare le bevute, come la tartare, il tris ti tacos e il toast al formaggio con burro al tartufo.

Enoteca Primo Frascati

Aperta nel 2019 da Alessandra Ruggeri, che oggi è accompagnata in cucina dalla chef Anastasia Paris, questa insegna si concentra sulla preparazione della trippa in varie salse, ma sa anche offrire un viaggio più ampio che spazia tra le regioni, affiancando alla cucina romana anche il crostino con i fegatini di pollo oppure il roast beef. La trippa viene servita in tante varianti diverse, tra cui fritta, in zuppa, alla romana con il pecorino. 
 

Osteria della Trippa

Uno degli indirizzi più apprezzati dell'estate 2022 in poi, è stato sicuramente Borgo Pigneto. Nato dalla riqualificazione di Villa Lauricella sulla Prenestina, è un progetto dell’agenzia di comunicazione The Cover e del gruppo B.Zar Hotel&Co. L’esterno è particolarmente curato e apprezzato durante l’estate, dove si trasforma in un giardino a cielo aperto con luminarie ispirate alle tradizioni pugliesi, altane dove mangiare, cocktail bar, brace e postazioni direttamente sul prato dove trascorrere le notti afose dell’estate romana. All’interno invece c’è la villa, con altrettante destinazioni, come la mansarda e il salotto. A tutte queste aree corrispondono, come è intuibile, altrettanti menu per un’offerta trasversale che tocca cibo, vino e alcolici a tutto tondo. In particolare, è possibile fare aperitivo o cominciare una cena con la “sfizieria” tra fritti e taglieri, poi ci sono le paste, i piatti dall’orto, le carni e il pescato. Importante la prenotazione, soprattutto in estate.

Borgo Pigneto-2