Un tempo questo era considerato, a buon ragione, uno dei migliori quartieri di Roma per mangiare la pizza. Oggi sembra che le cose stiano tornando ad essere così. L'ultimo acquisto (fine estate 2023) in termini di impasti è l'arrivo de L'Elementare in zona, frutto dela lavoro di Federico Feliziani e Mirko Rizzo. Fritti, un po' di cucina, pizza bassa e croccante sono gli elementi base di questa pizzeria che per tutta l'estate gli abitanti del quartiere hanno potuto trovare anche a Parco Appio. Due classici intramontabili sono il supplì con i tonnarelli cacio e pepe e la pizza tonda con pomodoro, mozzarella di bufala a crudo e parmigiano reggiano. 

L'Elementare -4
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Il 2023 è l’anno del cambiamento per questo locale, nato come seconda sede di Sant’Isidoro Pizza e Bolle (in Prati) ed evolutosi in San Martino. La famiglia dei proprietari rimane la stessa, cambia in parte la formula con l’ingresso in cucina di Alessio Muscas che si mette qui alla prova con la pizza romana, in accompagnamento con vini e bollicine. Si parte con i supplì (tra i 3 e i 4,5€), poi si prosegue con fritti e maritozzi (tra i 3 e i 6,50€). Le pizze, che siano classiche o “eccentriche”, stanno tra gli 8 e i 17,50€. In zona Ostiense il locale si presta bene ad accogliere all’esterno, grazie ai coperti che affacciano direttamente su strada.

San Martino Pizzeria

La pizzeria di Jacopo Mercuro conta questo locale tra Villa Gordiani e Centocelle, una sede per il solo asporto e una terza sul punto di partire a San Paolo (qui la notizia in anteprima), sempre per il delivery e take away. L’ex avvocato con il pallino per la pizza è tra i fautori del cosiddetto Rinascimento della Romana — di che si tratta? Ne abbiamo parlato —, lavorando sulla qualità dell’impasto e ragiona senza sosta su farciture creative. Iniziate con uno dei suoi fritti particolari, magari la sfera di carciofo ripieno di coratella (8€), poi proseguite con un trancio di pizza bianca ‘co n‘botto de mortazza’ e assaggiate una tonda estrosa. Suggeriamo la Zuppa Thaiscana, a base di cavolo nero ripassato, fior di latte, crema di patate al latte di cocco e curry verde, poi cozze, coriandolo e senape fresca.


La pizza di Jacopo Mercuro da 180grammi
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Aperta nel 2022, questa pizzeria che combina pizza romana e cocktail si trova nel quartiere Talenti. A volerla sono i tre soci Alessandro Leone, Federico Coniglio e Federico Del Moro, che possono contare su un locale molto ampio, disseminato di neon secondo un trend che non accenna a perdere colpi. Lo spazio esterno è piuttosto ampio, con la possibilità di ospitare gli avventori che arrivino per assaggiare le pizze basse e croccanti (ma non iper sottili) e i drink del bar, oppure anche i fritti e i dessert al piatto. Fritti tra i 2,50 e 8€, pizze tra i 7,50 e i 14€.

Crunch Roma Dehors-2

Tra le insegne storiche per la pizza romana c’è sicuramente Il Grottino a Testaccio dal 1936. Anche il forno a legna, qui, è lo stesso di allora, e consegna pizze stese alla romana oppure, volendo, anche quelle dal cornicione soffice di stampo partenopeo. Dopo il classico repertorio di fritti e bruschette, si può optare per la rassicurante funghi e salsiccia (8€), la fiori e alici (8€) oppure la Grottino, con pomodoro, mozzarella, funghi, salsiccia, uovo alla Bismark e rucola (8,50€). Volendo, però, ogni pizza si può personalizzare a scelta dal repertorio di condimenti. I dessert sono quelli che ti aspetti da un locale tanto classico: tiramisù, sorbetto al limoncello, tartufo bianco e nero e semifreddo al torroncino.

Il Grottino

Lo abbiamo raccontato qui: Massimo e Gianluca Nucilli sono stati tra i primi a scommettere a Roma sulla pizza a portafoglio. Quella un po’ più piccola, da mangiare piegata in quattro ancora calda, come si fa a Napoli. Sono partiti a inizio 2023 in un localino a Montagnola, spazioso quel che basta per far entrare il forno e il piccolo banco dove si stende e farcisce l’impasto. La margherita viene via a 2,50€, ma ci sono anche combinazioni più complesse come la Saporita, con mozzarella, melanzane, pecorino, alici e battuto di olio e prezzemolo… a 3,50€. Volendo, si possono anche ordinare nella versione normalmente ‘tonda’ e, di sera, anche con impasto steso fino fino alla romana.


La pizza a portafoglio della Pizzeria F.lli Nucilli
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Il 10 maggio 2023, Peppo ha aperto un nuovo locale a Cinecittà, che rappresenta il secondo indirizzo di Peppo al Cosimato. Dal 2018, il ristorante Peppo al Cosimato è noto per le sue pizze e piatti a base di pesce, che hanno animato le strade di Trastevere. Il nuovo locale a Cinecittà ha preso il posto del primo Sforno, situato in Via Statilio Ottato. Il nuovo locale di Peppo a Cinecittà offre lo stesso mix di specialità che si possono trovare a Trastevere, dalla pizza ai piatti della cucina (in particolare quelli a base di pesce povero). Le sale interne sono state ristrutturate e lo spazio esterno è particolarmente piacevole durante la stagione estiva.

Peppo Cinecittà_ Ph Giulia Blasi1

Ancora a Roma Nord, per l’esattezza a Montesacro, e ancora una recente apertura datata 2022. Ci hanno pensato i giovani Dario Gioco, Alessio Valloni, Irene Onofri e Gabriele Tomassetti, con un “pizza bar” dedicato alla tonda romana da accompagnare a ottimi drink. Prima di approcciare le pizze si comincia con un repertorio di fritti (c’è pure il cannellone, 6€) o qualche “conchetta”, il pezzo forte di Svario: un taco con base pizza farcito secondo fantasia. Qualche esempio? Con crudo e bufala (5€), maiale chashu sfilacciato (6€) oppure ragù di baccalà e terra di olive nere (5€). Si passa poi alle portate principali, che si dividono tra rosse (margherita, 8€, marinara, 7€ e rossa ai funghi, 8€), bianche (patate e cotto alla brace, 10€ e boscaiola, 9€) e speciali, con combinazioni gastronomiche invitanti. La Baccalà — con ragù di baccalà, patate schiacciate alle erbe, porro fritto e germogli, 13€ — vi verrà servita insieme a un Curtain Call a base di Martini — mentre la Manzo — una focaccia con battuta al coltello, stracciatella di bufala, cipolla caramellata e pesto di rughetta, 14€ — starebbe benissimo con una variazione di Americano. La conchetta di cui sopra diventa anche dessert. Come? Basta una generosa spalmata di Nutella (5€).
 

Svario

Il Buchetto è aperto in Via Flaminia, a pochi passi dall’omonimo piazzale, senza soluzione di continuità dal 1929. Qui si comincia con un antipasto d’altri tempi (e non ci sono fritti in carta): la ciriola divisa in due e condita con aglio e salsa di pomodoro, con alici o ancora con prosciutto. Come dice il nome, il locale è tutto fuori che spazioso, quindi mettete in conto di prendere il numerino e attendere il vostro turno — ovviamente non è possibile prenotare — prima di sedervi ai tavolini in graniglia apparecchiati solo con tovagliolo e bicchiere. Proprio come una volta. Riceverete poi la pizza di Antonio Spanò, lievitata 24 ore, rigorosamente cotta a legna e che arriva a tavola sottile e scrocchiarella. Potete scegliere eventualmente anche un buon calzone. Prezzi popolari e accoglienza anche.
 

Il buchetto
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Perché la pizza a Roma si chiama scrocchiarella? Perché deve fare "croc". Lo sapeva bene il signor Ivo, che aprì insieme alla moglie Romana il suo locale in pieno Trastevere quando ancora il rione era del tutto popolare. Correva l’anno 1960 e i due si occupavano soltanto di dolci da forno. Le pizze arrivarono poco dopo, costringendoli ad allargare il locale dove la terza generazione degli Stefanelli è ancora oggi al lavoro. Si comincia, volendo, con l’antipasto all’italiana, fritti e crostini, oppure si va dritti sulle pizze. Che sono divise tra rosse (Napoli, 8,30€, ai wurstel 9,50€, col salame piccante 9,20€) e bianche (la King, con mozzarella, porcini, guanciale, provola e speck, 9,50€; e la gricia, con guanciale, pepe, grana e pecorino, 9,50€). Non si prevedono sperimentazioni gourmet, ma “solo” tanta sostanza.
 

Ivo
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Nel pieno del quartiere popolare di Tor Pignattara, A Rota è una pizzeria che ammette poche deroghe alla tradizione. L’ha aperta nel 2020 Marco Pucciotti, il quale ai suoi forni ha voluto il bravo Sami El Sabawy. Che abbiate voglia di una rossa coi funghi (7€) proprio come la mangiavate da bambini, o invece preferiate qualcosa di più robusto — come quella ripiena con provola affumicata, Parmigiano Reggiano, ragù bianco e cipolla fritta — qui vi sarà servita una pizza fina e ben cotta, tirata rigorosamente al mattarello. Tra gli antipasti, oltre ai romanissimi supplì (2-2,50€) e filetto di baccalà (4€), ci sono la mozzarella in carrozza (5,50€) e la frittatina di bucatini all’amatriciana (4€). E siccome la romana, si sa, è leggerissima, via libera anche al dessert, sempre a base di pizza: avete mai provato il tiramisù sulla tonda?
 

Pizza tiramisù di A Rota

Poco lontano da Piazza Re di Roma, il giovane chef Alessandro Santilli ha aperto a settembre 2023 il suo Frumentario. Dopo esperienze di livello nelle cucine di grandi chef, ha deciso di puntare tutto sulla pizza romana in teglia, con una particolarità. Sono tutte farcite al momento davanti agli occhi dei clienti con topping 'gourmet'. Ovvero cucinati con tecnica e ricette gastronomiche. C'è ad esempio quella con il maialino cotto a bassa temperatura servito al bancone con una crema di cipolle stufate, glassa di aceto balsamico, ricotta di Manduria ai tre latti, demi-glace e aneto. Oppure quella con stracotto di pecora marinato con erbe aromatiche e vino rosso, su base di fior di latte e chiusa al bancone con mosto d’uva e pesto di pistacchio. In un locale di dimensioni contenute che lavora tanto con l'asporto, i prezzi variano tra i 12 e i 24€ al kg. Disponibili anche tonde alla romana e pezzi di friggitoria.

A Roma ha aperto la pizzeria Frumentario del giovane chef Alessandro Santilli
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Di Luca Pezzetta, pizzaiolo classe ’89 cresciuto tra i Castelli Romani e Fiumicino, abbiamo già raccontato la tecnica magistrale con il pescato e la storia della pizzeria sul litorale romano. L’ha aperta sul Porto Canale di Fiumicino a dicembre 2021, occupando lo spazio del vecchio cinema della città e conquistando in breve i residenti e i romani, che lo raggiungono senza sforzi. Grandi impasti da un lato — focaccia agricola, al trancio e al padellino ma anche lievitati dolci — e pesce freschissimo da aste e pescherecci dall’altro, trattato abilmente a crudo, oppure sulla griglia. E ancora stagionato in casa, nelle celle a vista in sala. Nascono così altissimi esempi di cucina di mare su antipasti e tonde, come la Capricciosa, con terra di olive e petali di carciofo fritti, prosciutto di tonno o ricciola e uova di muggine (19€), o la Aragosta del Futuro, con aragosta arrostita, capperi di Salina, olive disidratate, origano, pomodori confit, maionese alle alici e fondo di aragosta (28€). Il repertorio degli antipasti è da imbarazzo della scelta: supplì classico (3€), quadro con spaghettone alla carbonara (5€), oppure il nuovo Murena Sandwich, proposto con il quadruccio di teglia romana ai cereali (12€). Cantina gestita da Daniele Mari con chicche italiane e straniere.
 

Porchetta alla diavola Clementina, Ph. Romanogmt

Per la seconda stagione estiva, Pier Daniele Seu rinnova il patto con la catena di alberghi internazionali W, in particolare nella sede W Rome. La sua pizza sale all’ultimo piano sulla terrazza dell'hotel, con una piccola selezione di proposte lievitate e fritti. Per entrare più nello specifico, dopo il menu di crudi ci sono gli antipasti dalla friggitoria, come il supplì classico, le chips, la lasagna fritta e la crocchetta di patata (6€). Si passa poi alle pizze: nel menu sono 7 (tra i 14 e i 23€). Spaziano dalla margherita, all’assoluto di pomodoro, dalla Napoli alla crudo e burrata. A fare da contorno c’è una bella vista e la terrazza divisa in due: da un lato ristorante e cocktail bar, dall’altro la piscina con i lettini.

Seu Pizza con Vista-2

“Zero chiacchiere e pesantezza, solo grandi pizze, fritti e ottime birre artigianali”, recita il motto del locale. Serve altro? Secondo noi no. E dunque vale la pena farsi strada tra le frotte di turisti che sono tornati ad affollare Trastevere per prendere posto all’Elementare, il locale aperto nel 2020 da Mirko Rizzo e Federico Feliziani. Buoni per davvero i supplì, classici (si fa per dire, visto che ce ne sono anche con lasagna, 3,50€, e spaghetti ajo e ojo, 3,50€) e speciali (con provola e pepi, 4€, o la “Sfera de Mortazza”, con mousse di ricotta e mortadella, 4€). Date un’occhiata alle romane tradizionali, ma spingetevi verso le proposte più estrose. Come la Brindisi-Corfù sola andata, con fior di latte di Agerola, prosciutto cotto affumicato artigianale, peperoni e friggitelli arrostiti, poi ristretto di datterini, feta e polvere di finocchio (15€): un vero e proprio viaggio attraverso il Mediterraneo. Molto buona, come promesso, la carta delle birre. La pizza dell’Elementare ora si mangia anche al Tuscolano, con una nuova, recente apertura. 
 

L'Elementare-3
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A due passi da Campo de’ Fiori, Emma è un locale dai molti volti: ristorante e pizzeria, ma anche gastronomia, salumeria ed emporio con enoteca molto attento al biologico. Supplì, crocchette di patate e fiori di zucca precedono il menu delle pizze, completo di tutte le referenze della tradizione, ma anche ricco di proposte speciali. Come quella omaggio allo chef Fulvio Pierangelini, con broccoletti e capesante bretoni al profumo di mortadella. Oppure la pregiatissima Pata Negra e bufala, con prosciutto spagnolo e mozzarella di bufala dop di Paestum. Il fornito bancone gastronomico ci mette naturalmente lo zampino. La carta dei vini è all’altezza e i miscelati sono ben fatti, da sorseggiare prima, durante o dopo la pizza.

Pizzeria Emma Roma

Difficile non vedere questo indirizzo sin dalla strada, considerate le file di lucine che si avvinghiano verso l’alto, facendo un po’ effetto matrimonio, un po’ Salento. In menu nel tempo la pizza ha visto un cambio di passo, grazie all’intervento di Franco Palermo, storico (anzi, mitico) panificatore e lievitista romano, che ha aiutato il locale a ridisegnare la pizza in direzione più qualitativa. Né bassa né alta è la sua cifra, mantenendo una vocazione abbastanza popolare. Margherita, crostino e marinara fanno il paio con altre proposte più creative. Precedono i fritti e alcuni piatti dalla cucina. D’estate è piacevole accaparrarsi un tavolo nel giardino esterno, anche se anche l’interno non lesina sulle metrature.

Pietralata Pizzeria-2

Nel 2023 Arnesano ha raddoppiato con un locale in Via Simone Martini, zona Serafico, più ampio come estensione e anche come proposta al banco. Si parte con la colazione del mattino con la linea di caffetteria, croissant e sfoglie pure in versione salata, passando al pranzo e all’aperitivo. Divertente il maritozzo cubico (omaggio al vicino Colosseo Quadrato), servito con panna o crema pasticciera. 


Lievito Francesco Arnesano

Poco lontano da Piazza Istria, il punto di ritrovo per l’aperitivo in zona Trieste, ci sono le lunghe vetrine con tendone vermiglio della pizzeria San Marino. La sala non prevede fronzoli ma è accogliente e ordinata e il protagonista è il forno a legna, responsabile della bontà di tonde basse e fragranti in pieno stile capitolino. Le focacce si possono condire con crudo e bufala dop (10€), bresaola, rucola e parmigiano (11€) oppure salmone e olive (11€), mentre tra le pizze — rosse e bianche — c’è un po’ di tutto. Oltre a una carta con anche primi e secondi, ci sono buoni, e sempre affidabili, dessert: crostata di visciole (5€), mousse al cioccolato (6€) e torta di mele calda con gelato (6€).
 

San Marino

Proprio all’imbocco del Parco degli Acquedotti, a pochi passi da dove di giorno scorrazzano bambini tra pista di pattinaggio e scivoli, c’è una pizzeria con cucina che da anni è un saldo riferimento per chi ricerca un po’ di frescura estiva. I tavoli sono posizionati per lo più all’esterno, rimanendo abbastanza semplici e spartani. Vi si assaggiano diverse pizze, con gusti semplici o più elaborati, senza eccessive complicazioni di impasti e condimenti. Fritti, birre e dolci fanno il resto.

Fermentum Roma-2

Recente apertura del 2023, Ruver è l’angolo della pizza in teglia creato dal suo fondatore, Alessandro Ruver, che ha militato nel laboratorio di Gabriele Bonci e da lui ha appreso i segreti della teglia romana. Li ripropone nel suo locale, aperto dalle 9 del mattino alle 9 di sera, dove spazia tra gusti più classici e altri più originali, ma sempre orientati al gusto e alla golosità. A differenza di come si usa nelle pizzerie romane, qui la teglia è venduta al pezzo e al peso.

Ruver Teglia Frazionata

Da uno storico locale di Grottaferrata, Peppa e Nando, ne sono nati due: Peppa Dolceria (per brunch e colazioni) e Nando in Pizzeria, per la cena. Proprio grazie a Nando in pizzeria si può assaggiare l’impasto della pizza romana basso e croccante collaudato dal pizzaiolo Mirko Rizzo (già L’Elementare a Trastevere e Parco Appio). Si comincia con le bruschette e i fritti per arrivare alla pizza al padellino, le pizze classiche (tra i 6,50 e i 10€) e le pizze di Nando, le speciali della casa a 14€. Posto sia all’interno che nel grazioso giardinetto esterno.

Nando in Pizzeria
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Esponente dell’‘avanzata della napoletana’ su Roma, a novembre 2022 il pizzaiolo campano Marco Quintili ha scelto la zona tra Montagnola e l’Eur per aprire il suo terzo locale nella Capitale. Dopo il punto al Mercato Centrale, la pizzeria a Furio Camillo e la sua prima, inaugurata a Tor Bella Monaca (attualmente chiusa per lavori). La tonda qui ha il cornicione pronunciato tipico della scuola contemporanea e arriva con farciture classiche, ma anche combinazioni ispirate al territorio laziale: tra la Carbonara e la Ariccia, con papaccelle, melanzane a funghetto e l’immancabile porchetta (da 8,00€). Da provare anche le nuvole di pizza con salumi e formaggi, come antipasto (4-5€).


I Quintili Montagnola-2
 
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Questa pizzeria è ormai divenuta un classico del quartiere Pigneto e il suo punto di maggior forza sta sicuramente nella presenza dell’ampio spazio esterno. Mentre all’interno lunghi tavoloni permettono agli ospiti di accomodarsi anche in gruppi numerosi, all’esterno trovano spazio altri tavoli, e una parte con i giochi destinati ai bambini. Il menu rispetta lo stesso canone di trasversalità: pizza, cucina, piatti di ogni genere, dalla pasta alle carni, dai fritti ai dolci, trovano luogo in una nutrita proposta piuttosto pop.

Rosti al Pigneto
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Sul pieno Viale della Piramide Cestia, in zona Aventino, questa pizzeria aperta verso la fine del 2021 può contare su un comodo spazio esterno, attivo d’estate e riscaldato anche d’inverno. Vi si assaggiano gli impasti semplici, ben realizzati dal pizzaiolo Giovanni Lombardi, che propone una pizza a metà tra la napoletana e la romana. In menu si trova una ricca proposta di fritti tra Roma e Napoli, nonché i gradini che danno anche il nome al locale, dei rettangoli di pasta lievitata farciti in modo creativo. Si arriva poi alle pizze: vera chicca del locale è rappresentata dalla carta delle margherite. Sono ben 6, difficile uscire da qui senza averne ordinata almeno una.

Baccio e i gradini-3

Indirizzo da tenere presente anche se ci si trova a cercare dove mangiare nei pressi della Stazione Termini, 50 Kalò è la creazione romana del pizzaiolo campano Ciro Salvo. La pizzeria è aperta tutti i giorni della settimana, 7 su 7, anche a pranzo. Qui sarà possibile assaggiare sia le pizze di Salvo che i fritti della tradizione partenopea.

La Margherita di 50 Kalò
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In pieno centro, a Piazza delle Coppelle, c’è Brucio. In tavola arriva pizza romana bassa e croccante ma anche cucina romanesca a completare l’offerta, insiema a insalate, crostoni e calzoni. Il locale ha anche una pizzeria gemella di Testaccio che fa pizza contemporanea, mentre quella di Piazza delle Coppelle si è specializzata nella romana. Tra le pizze segnaliamo anche qui un’ode alla romanità, con ingredienti e ricette del territorio.

Brucio La Romana-2

Pensavate che la pizza wurstel e patatine, le tovaglie di carta e l’antipasto a buffet si fossero ormai definitivamente estinti? Assolutamente no. Qui vivono e lottano insieme a noi, senza soluzione di continuità dal 1973. Aggiudicatevi un tavolino nel pergolato all’aperto — arrivando presto, ché non è possibile prenotate — e godetevi una tradizionale tonda bassa e scrocchiarella dal forno a legna. Vi verrà servita a tempo record. Non siate pretenziosi su vino e birra, ma provate la sbriciolata alla crema diplomatica della casa, che da sé vale il viaggio. Prezzi d’altri tempi (supplì 1,20€, margherita 5,50€).

Il pergolato de Er Panonto
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Piace tanto, nei quartieri più veraci di Roma, la tonda tradizionale. Succede anche a Testaccio, con la pizzeria Remo che è qui da quasi mezzo secolo, continuando imperterrita a sfornarne una pizza dopo l’altra. Non si prenota, ma si viene in cerca di un tavolo (non preoccupatevi, ce ne sono tanti e il servizio gira veloce), poi ci si arrangia sistemando il proprio coperto e segnando direttamente l’ordine sul foglietto a caselline. Fai da te? Un po’, ma poi la pizza sottilissima, condita il giusto e super leggera, mette tutti d’accordo. Per un flashback negli anni ’90 c’è la margherita coi wurstel (7,50€), oppure il jolly capricciosa (8,50€), la diavola (7,50€), l’immancabile Napoli (6€) e ancora il calzone ripieno (8,50€). Per arricchire il tutto, supplì, filetti di baccalà e bruschette.

Remo
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Un po’ più a sud dell’Eur, ovvero a Mostacciano (vale comunque la pena citarlo, per chi si trova in zona), a fine febbraio 2024 ha aperto un posto nuovo, dedicato alla pizza romana contemporanea. L’iniziativa è di Pier Daniele Seu, uno dei migliori pizzaioli della Capitale, già di successo con Seu Pizza Illuminati in zona Portuense che si è messo alla prova in una zona più periferica. E con la tonda, appunto, sottile e croccante, ‘thin and crunchy’. Un locale ampio, da molti coperti, tutto carte da parati colorate e colori fluo, dove scegliere tra fritti insoliti — tipo il SEUsar salad, con petto di pollo, pancetta affumicata, salsa ‘Seusar’, Parmigiano e lattuga (6€) — pizze classiche, o opzioni creative. Come quella condita con hummus di ceci e tahina, mortadella, primosale, crumble di ceci soffiati e foglie di senape (14,5€). È sempre disponibile almeno un’opzione del tutto vegana.


Tac Thin and Crunchy

Stefano Callegari è uno dei migliori pizzaioli italiani, nonché brillante imprenditore e inventore del popolare (anche all’estero) Trapizzino. È stato lui ad aprire nel 2011 questo locale a Montesacro, dove si possono assaggiare anche i triangoli di pasta-pizza imbottiti di pollo alla cacciatora, polpette al sugo, genovese o coratella e carciofi (5€). Dateci retta, però, e non esagerate, perché è impossibile passare di qui senza aver assaggiato la pizza con la quale Callegari si è imposto all’attenzione dei suoi clienti: la cacio e pepe, cotta in forno con un po’ di ghiaccio (per evitare che il cacio si sciolga oltremodo) e portata in tavola con tanto di macinino per pepe grattato fresco e a piacere. Costa 14€ e arriva già spicchiata, perfetta da condividere.

Una pizza di Tonda

Rimane ancora un indirizzo affidabile per mangiare una buona pizza in un quartiere un tempo piuttosto apprezzato proprio le sue pizzerie. La pizza di Moma non è né romana né napoletana, con un impasto che sta a metà fra le due strade, anticipato da supplì dalla cucina e altre proposte di fritti. È possibile mangiare sia all’interno in uno spazio tutto bianco, dove campeggia la lavagna con le proposte del giorno, o anche all’esterno in un piccolo dehors. Da non confondere con Moma il ristorante, che si trova in centro a Roma, vicino a Via Veneto.

Moma Pizzeria Romana
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Non di sole osterie vive l’uomo, per cui si va fuori anche per mangiare una buona pizza. È il caso dell’insegna di Fiano Romano guidata da Amelia Costantini, che porta in tavola una proposta ambiziosa con diverse lievitazioni e tipologie di impasto e cottura. Ci sono sia i fritti per partire che le pizze creative a base di pesce (salmone, spigola, polpo solo per citarne qualcuna, tra i 27 e i 29€), ma non manca nemmeno la margherita (15€) o la gricia con fiordilatte, pecorino romano, pepe di Sarawak e guanciale (17€). Curiosità: in menu c’è una carta degli oli da accompagnare alle pizze realizzate con lievito madre.

Mater Fiano Romano
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In questo buchetto sempre affollatissimo attivo dal 2014, regna la pizza napoletana, che viene consegnata anche a domicilio. All’ingresso sembra un negozio, non proprio una pizzeria, mentre nella seconda sala si mangia tutti insieme sui lunghi tavoli di marmo. I fritti del menu che anticipano le pizze sono tantissimi (da 1 a 4€), dai supplì romani ai diavoletti fritti, passando per il timballo di spaghetti, la mozzarella in carrozza, la montanara e il medaglione di patate. Aprendo il capitolo pizze, sono più di 30 le ricette disponibili (tra i 6 e i 10€) tra cui spiccano la Imperiale, con pomodoro all’ombra, stracciatella di Andria, prosciutto crudo e rucola o la Masaniello con provola fresca affumicata, patate al forno e ‘nduja. Alla faraonica offerta si aggiungono anche le pizze speciali come le pizze fritte ripiene. 

Pizzeria Loffredo

In questa pizzeria poco lontana da Piazza Bologna sul menu non c’è solo la tonda. Dai fritti della casa — che qui sono chiamati “sferette” e contengono pulled pork, coda o bollito con salsa verde (4€) — ai secondi di carne, ci si trova infatti una cucina completa che consegna anche bellissimi burger (11-12€). Le pizze sono comunque protagoniste, suddivise tra classiche e creative. Assaggiate la Golosa, con fiordilatte, patate al forno e pancetta (12€) e, se riuscite, il rocher alle pere con fondente e mandorle come dessert (6€).


Fornace Stella

La catena di pizzerie di qualità dei fratelli Aloe ha la sua sede romana in Via Mantova, nei pressi del museo Macro di Via Nizza. Qui si può mangiare a pranzo tutti i giorni, dalle 12:30 alle 14:30, l’unica differenza è che alcuni impasti speciali con diversi tipi di cereali vengono preparati solo a cena. È il posto giusto per mettere d’accordo anche quelli che la pizza a pranzo non la mangiano, perché ci sono sia alcuni antipasti, non solo fritti, da condividere, che una piccola carta delle insalate.

La pizza di Berberè, ph. Alberto Blasetti
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A due passi da Via Ostiense, ha aperto poco più di un anno fa Donna Cira, una pizzeria aperta anche a pranzo e dedicata alla napoletana contemporanea. Si trovano tutti i classici partenopei (Margherita a 8€) e anche le pizze ripiene, sia al forno che fritte (10,50€), ma anche versioni più creative come La Angioina, con fiori di zucca, fiordilatte campano, alici di Cetara, Parmigiano e Basilico (12€). È disponibile anche una proposta dalla cucina, sempre e tassativamente Made in Campania. Un esempio? I classici ziti alla genovese (11€).


Donna Cira

Della storia della famiglia Minna, partita con un locale a Talenti per solo asporto e delivery, l'abbiamo già raccontata qui. Da poco hanno raddoppiato anche in questo quartiere, forti di un brevetto che permette di mantenere la catena del caldo fino a casa, oltre che di una ricerca di un impasto che garantisce un risultato fragrante anche dopo qualche minuto. Si fa esclusivamente tonda sottile alla romana, ma anche dei fritti. Ad esempio il 'qubotto', una frittatina di pasta in varie ricette.

MT Pizza

Aperta durante l’estate 2023 (ne abbiamo parlato qui), la pizzeria che Enzo Coccia ha creato in collaborazione con la famiglia De Angelis, gruppo di ospitalità made in Italy, si trova proprio nel centro storico di Roma, a ridosso del Pantheon. Tra soffitti storici ed arredi d’antiquariato, va in scena un menu di pizze e fritti disponibili anche a pranzo da abbinare a una bella carta dei vini. Con un servizio elegante e curato.

Vico Pizza&Wine

La pizza al taglio, dal 1968, qui la prepara il signor Alberto. Un vero personaggio - a dir poco dalla battuta pronta - che soddisfa i suoi (molti) clienti finché di pizza ce n'è. Poi, tutti a casa. Conviene quindi arrivare sul presto e cercare di accaparrarsi la sua mitica pizza bianca, che non fatichiamo a dichiarare la migliore del quartiere. Niente farciture elaborate o sperimentazioni gourmet, le sue teglie sono condite alla vecchia maniera: rossa, margherita, funghi e crostino. La qualità della pizza, però, vi farà dimenticare l'attesa in fila e la scelta non amplissima. Leggera, croccante, unta il giusto e digeribilissima; di pause pranzo migliori di così ce ne sono poche.

Alberto dal 1968

Dal 2015 Il Ponticello si dedica alla pinsa. La focaccia oblunga è poi condita alla vecchia maniera — non resterete delusi se cercate margherita (7,50€), capricciosa (10€) o diavola (9€) — oppure con ingredienti stagionali, oltre a formaggi e salumi selezionati (quelli a base di maiale arrivano dal banco di Pork’n’Roll). Ma qui si viene anche per la buona birra, che scorre a pieno regime da dieci spine a rotazione. Birrifici laziali sempre in testa — Rebel’s e Ritual, ad esempio — ma non solo, e per corroborare la digestione ci sono la grappa e i liquori della distilleria ciociara Sarandrea.

La pinsa del Ponticello
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In zona Tufello/Bufalotta è arrivata una pizza romana pensata da un gruppo di amici e colleghi. Si chiama Santa ed è bassa e croccante, con diversi condimenti interessanti e anticipata da fritti, birre e bollicine. In menu si trovano sia le pizze classiche, che quelle “rivisitate” che quelle speciali (tra i 12 e i 16€) in mezzo alle quali si possono scovare alcune interessanti opzioni vegane, come la San Francesco con vellutata di barbabietola, fiori di zucca, zucchine, tofu affumicato, peperone crusco, besciamella allo zafferano, porro fritto e olio EVO.

Santa Pizza Tufello

Nella sala di Al Grottino, qualche scalino più in basso rispetto al piano-strada, l’atmosfera è quella delle pizzerie di vent’anni fa. Nessuna velleità chic per il proprietario Tony Vespa, che mantiene un locale accogliente e senza fronzoli, dove la pizza resta al centro. La tonda, qui, non è né troppo alta né troppo bassa, e si realizza rispettando i giusti tempi di lievitazione. Come da tradizione romana, non possono mancare i fritti, con qualche guizzo creativo: a base di tonnarelli all’amatriciana con guanciale croccante (4€) e cacio e pepe con lime e pecorino (4€). Le pizze si possono ordinare anche con impasto integrale, optando per le ricette classiche o invece le proposte gourmet. Tra le più recenti c’è la focaccia con prosciutto Saint Marcel, fichi freschi, stracciatella di burrata e riduzione di aceto balsamico.


Al Grottino-2

Alla fine di marzo 2023 il pluripremiato pizzaiolo Diego Vitagliano ha finalmente soddisfatto le attese che tenevano alta l’attenzione e aperto in zona Corso Francia il suo quarto locale. Dopo le pizzerie di Napoli, Pozzuoli e Doha ha portato anche nella Capitale la sua pizza napoletana contemporanea, dando però spazio, nel suo ampio locale — un intero palazzo in due livelli su Via Flaminia — anche a quella bassa e croccante (che lui chiama rustichella), agli impasti senza glutine e al comparto bevande, con una wine list importante e una buona selezione di drink e fermentati. I dessert, invece, li firma Giorgia Proia di Casa Manfredi. Il menù delle tonde è diviso in sette: dalle Marinare alle Margherite, dalle Speciali alle Old School, dalle Rustichelle alle croccanti, passando per le fritte e quelle al forno. Se volete capire bene di cosa si tratta, si può scegliere il menù degustazione: 60€ a persona per 7 assaggi, con calici in accompagnamento.

La margherita di Diego Vitagliano

A pochi passi dalla prima sede di Via Oslavia si è aggiunta una terza insegna dedicata allo street food romano per antonomasia: la pizza in teglia. La realizza Mauro Pedone, chiamato a completare un’offerta che soddisfa tutti — ma proprio tutti — i gusti e le inclinazioni. Cresciuto al fianco di Pier Daniele Seu, il giovane pizzaiolo classe ’92 prepara una pizza croccante da farine di grani antichi e con idratazione all’80%, affiancandola a una proposta che comprende un bel girarrosto per il classico pollo allo spiedo, come anche fritti e un bancone gastronomia popolato da salumi, formaggi e conserve ben selezionate. Non mancano, da bere, bollicine in formato lattina ready to drink, per assecondare la modalità “a portar via”. Cosa c’è sulla pizza? Fiordilatte, guanciale e crema di pecorino (la ricetta della gricia), carciofi alle erbe e guanciale, oppure pastrami con cetriolini sottaceto, misticanza e senape.

La pizza in teglia di San Biagio

Aperta nel 2020, questa pizzeria con tanti coperti è stato il nuovo indirizzo del pizzaiolo Marco Quintili dopo la sua sede di Tor Bella Monaca (a cui ne sono seguite altre, tra cui la collaborazione con Mercato Centrale). La sua proposta si concentra su pizza con ampio cornicione, condimenti molto ricchi e fritti della tradizione partenopea. Il locale, tutto in bianco, può accogliere diversi coperti. In menu comunque si trovano anche quattro pizze della tradizione napoletana, quelle a ruota di carro, che si vanno ad aggiungere alle altre in stile contemporaneo. Particolarmente famose la Carbonara con fiordilatte, crema di pecorino, in uscita dal forno guanciale croccante, tuorlo d’uovo grattugiato marinato grattugiato, crema di pecorino, pepe-Cuvee e basilico, oppure la Gricia in fiamme che viene letteralmente accesa al tavolo.

I Quintili Montagnola-2

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Il super pizzaiolo romano Stefano Callegari ha un avamposto anche a Maccarese, che conduce insieme a Fabio Benucci e Valerio Piccirilli. Grandissimi fritti, con supplì con vari condimenti che variano giornalmente (3 - 6€), e tonde dal cornicione misuratamente pronunciato. Sulla lavagna sono elencate tutte le interpretazioni fuori menu della tonda, che tengono conto della stagionalità spaziando su combinazioni mirabolanti. Potreste trovare la B.B.B. con bufala, bottarga e bourbon (15€), o l'Anacapri, con cinque varietà di pomodori, bufala e basilico (16€). Prima di partire con la degustazione, ricordatevi anche degli "scudi romani", dei bruschettoni che accolgono pollo alla cacciatora, coda alla vaccinara e altre tipicità locali (4€). La carta delle birre artigianali soddisferebbe qualsiasi publican.


Maccarè
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A metà settembre 2023, Cristiano Giacometti e Valerio Mazziotti hanno aperto una nuova pizzeria a Ostia Lido, poco lontano dal loro Capanno Beach Club. Interni arredati con gusto contemporaneo, un dehors abbastanza ampio, e l’idea di giocare con il concetto della pizza “a fette”. Sia al padellino che, appunto, secondo ricetta romana. Il pizzaiolo è il giovane David Boncompagni, che le realizza tonde nelle verisoni classiche (Marinara, Margherita e Napoli a 8, 9 e 11€), oppure spicchiate e farcite con la classica mortadella. O ancora con hummus e misticanza oppure cotto, emmental e fiordilatte. Bruschette dolci per concludere il pasto e abbinamenti tra pizza e cocktail signature.


Slice Ostia
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L’opzione migliore per chi si trova alla stazione Termini o nei suoi pressi e vuole provare la pizza di Marco Quintili, è sicuramente il suo locale all’interno del Mercato Centrale. Qui si può venire ad assaggiare la pizza dalle 10:30 del mattino fino a mezzanotte. Orario praticamente no-stop.

I Quintili Montagnola-2
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Giovanni GiglioMattia Lattanzio ed Edoardo Cicchinelli hanno aperto ad aprile 2022 la loro pizzeria a Pietralata, quartiere di Roma est, che vi abbiamo mostrato. Un mood un po’ alla Blade Runner distingue sia sala che menu (date un'occhiata al loro profilo Instagram per capire cosa intendiamo), entrambi proiettati nel futuro. La tonda di Extremis è quella di scuola napoletana, dal cornicione ben pronunciato, ed è declinata in versioni “remix” che incontrano la gastronomia creativa; come la Lasagna Carciofi, con fiordilatte e lasagnetta con crema di carciofi (13,50€) o la Scarola mbuttunata (con provola affumicata e scarola imbottita con uvetta e pinoli (13,50€). Sorprendenti i lingotti fritti (4,50€): ci trovate persino i tortellini doppia panna. Ottima scelta di bollicine e cocktail.

Una pizza di Extremis

Possiamo dire che Gino Sorbillo, con il suo orario continuato 12-23, abbia inaugurato la moda della pizza a pranzo anche nella Capitale, fino al 2019, anno dell’apertura di Lievito Madre a Piazza Augusto Imperatore, ancora piuttosto timida su questo fronte dell’offerta. Così ecco che le pizze di Sorbillo, i fritti e alcuni piatti si possono assaggiare nei pressi di Via del Corso e Piazza Augusto Imperatore. Praticamente no-stop tutto il giorno.

Gino Sorbillo Lievito Madre Roma-2

Pier Daniele Seu e Valeria Zuppardo hanno aperto qualche anno fa una pizzeria che ha cambiato la prospettiva sulla tonda a Roma. Tra Trastevere e Portuense, il loro locale ha un design moderno, con stampe colorate e luci al neon, così come è contemporanea la pizza, dal cornicione soffice e alveolato e una varietà di farciture che cambiano a ogni stagione. Seu è riuscito a far tornare di moda anche la pizza dolce, ispirandosi a dessert, gelati e merendine “effetto nostalgia”; ma stupisce anche per le ricette vegane — l’assoluto di cime di rapa, di crucifere, quello di funghi o zucca (16€) — e la rivisitazione di grandi classici. Come i pizzoccheri, che riesce a tradurre sulla tonda con crema di patate, verza saltata, cavolo nero e cipolla croccante (16€). Da assaggiare anche la La-Seu-Gnetta al nero di seppia (tra gli antipasti fritti, 7,50€) e il trancio di pizza Wheely al pastrami (7,50€). Mangiare al bancone è l’occasione per vedere la sua giovanissima squadra al lavoro, proprio davanti al forno.

Seu Pizza Illuminati

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Gegè è una piccola catena di pizzerie al taglio con sede e Via Cassia, Via Appia, Corso Francia e infine all’Eur. Tutto parte nel ’97 per iniziativa di tre fondatori, che poco a poco hanno investito sulla ricerca delle materie prime e un modo più contemporaneo di intendere la pizza. Impasti a lunga lievitazione, quindi, e materie prime ben selezionate per le farciture, disposte con abbinamenti tradizionali o qualche proposta più insolita. La loro pizza è piuttosto alta, croccante e ariosa, e soprattutto ben digeribile.


Pizza Gegè — Eur

Nata sulle ceneri di un locale molto amato del Pigneto, il ristorante Primo dello chef Marco Gallotta, Sant’Alberto è pizzeria e liquoreria. Fa capo a un marchio che gestisce una serie di locali a Roma, tra cui Rosti (poco distante), Porto Fluviale ed Ercoli. In menu sono presenti quattro diverse tipologie di impasti di pizza, romano, napoletano, kamut siciliano, pizza pane, accompagnate da cocktail, liquori e vini. Ci sono anche antipasti, fritti e bruschette e burger per chi volesse spaziare intorno al tema “pizza”, nonché uno spazio esterno dove sostare per mangiare. Le focacce ripiene stanno tra i 5 e i 12€, le pizze pane tra i 7 e i 7,50€, le pizze rosse e bianche si muovono tra i 6,50 e gli 11€, mentre per la pizza kamut si richiede una modifica dell’impasto con il sovrapprezzo di 1€.

Sant'Alberto Pizzeria

Ancora pizza in teglia, questa volta nel quartiere Coppedè, dove raramente aprono nuovi locali. Alta idratazione e lievitazione di almeno 48 ore dovrebbero far sperare in un buon prodotto: a taglio c’è la versione in negozio, dal banco al peso, mentre a casa arrivano le tonde (secondo una modalità comune ad alcune pizzerie al taglio). Loro però la chiamano La Tiella, perché ha una doppia cottura in teglia e poi sulla pietra, sempre nel forno. Arrivata a giugno 2022, per gli amanti del genere ha anche fritti e focacce ripiene.

Stacce Pizza in teglia

Francesca Sarra e Carlo Teodori si dedicano alla pizza in tutto e per tutto, in un locale da una quarantina di coperti che con la bella stagione si allarga nei tavoli all’aperto. A dir poco intransigenti sulla qualità di farine, ingredienti per farciture e tecniche di lavorazione, apparecchiano senza fronzoli — niente piatti; la pizza arriva su carta oleata, già tagliata e pronta da mangiare con le mani. Ma in fondo che importa? — e offrono un elenco sintetico di proposte fisse, alle quali si aggiungono una pizza e un calzone speciale ogni settimana. Farine naturali di Molino Sobrino e pasta madre viva per le lievitazioni, oltre a una ricerca gastronomica decisamente appassionata su pomodoro, olio, salumi e formaggi. Le pizze si ordinano in formato piccolo e medio (consigliamo di provarne più di una, e poi condividere), scegliendo tra le immancabili margherita, marinara, Napoli e Agreste con verdure di stagione ripassata, oppure chiedendo quali sono le specialità, sempre diverse. Da qualche tempo si fa anche la romana, spianata sottile a mattarello. Birre artigianali, vini naturali e conto medio popolare; il giovedì si sforna il pane con farine di coltivatori virtuosi.


Farinè
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Tra le nuove pizze si sta muovendo qualcosa anche sul fronte delle pizzerie al taglio (non è la sola pizzeria che citiamo qui). Una di queste è Lina, piccola ma graziosa pizzeria in zona Trionfale (l’area Bonci non è lontanissima) che sforna teglie di pizza fumanti e fritti da prima di pranzo a dopo cena (anche a domicilio). Tra le varie opzioni, che cambiano con i mesi, c’è la Super Pizza Rossa, con pomodoro San Marzano Dop e erbe dell’orto, oppure la Zucchina Romana con zucchina grattata, fior di latte stracciato a mano, pesto di zucchine e menta, olio EVO Cascina Bruno.

Lina la pizza in Teglia

La pizzeria si trova in Corso Rinascimento, a due passi da Piazza Navona (e con l’impasto studiato dal pizzaiolo e consulente Massimiliano Ceccarelli). Qui si lavora solo sulla pizza napoletana classica. In menu, oltre alle rosse e le bianche, con i grandi classici partenopei, non può mancare anche la parte di friggitoria che si può scegliere anche direttamente dal banco. Aperta con orario continuato dalle 11 della mattina fino a dopo cena, dunque anche a pranzo. 

Sofia Pizza Napoletana
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Aperta in un periodo non semplice per la ristorazione, a gennaio 2021, questa pizzeria si è inserita in modo positivo tra i locali del Pigneto. La proposta è incentrata sulla pizza che esce dal Forno Valoriani presentandosi come una napoletana in stile “contemporaneo”, con il cornicione pronunciato e una leggera croccantezza sui bordi. Ben guarnite le pizze (tra i 6,50€ e i 13€) che seguono diversi condimenti, così anche i fritti (tra i 2 ei 4,50€), ispirati sempre alla friggitoria napoletana ma anche romana con farciture molto cariche. In accompagnamento birre, vini e dessert. Il locale si estende quasi tutto all’esterno ma sempre al coperto.   

Bordo Pizzeria-2

Bisogna essere cauti, a Roma, parlando di pizza al taglio. Inserire Mario Panatta e Sara Longo tra i migliori artigiani in questo settore, però, non è affatto un azzardo. Il loro Pizza Chef ha conquistato la fiducia di molti clienti per la qualità dell’impasto, realizzato con farine selezionate e ottima tecnica. Poi ci sono le farciture stuzzicanti, con un repertorio di proposte che va dalla classica con mozzarella e patate alle proposte stagionali, come quella super autunnale con zucca, salsiccia e porcini. E non solo al trancio: qui si preparano anche tonde e calzoni (5,50-12€), in un locale di recente interamente rinnovato. In serata chi non abita troppo distante può usufruire della consegna a domicilio.


Pizza Chef

Questa buona pizzeria di quartiere non delude i locals con i suoi impasti e i condimenti golosi. Una stanza unica all’interno, alcuni coperti all’esterno, accolgono gli ospiti facendo assaggiare loro una pizza che ricorda la romana ma più alta e più spessa. Aperto solo a cena e disponibile anche per delivery e asporto, il menu spazia tra montanare, bruschette e fritti. Tra le pizze in carta troviamo i classici e qualche creazione della casa, come la Giulietta con fiordilatte, patate schiacciate, fiori di zucca, in uscita prosciutto cotto affumicato, granella di pistacchi o la Calabrotta piccante con fiordilatte, 'nduja piccante, pachino, cipolla rossa, bufala a crudo e origano. Ha anche hamburger e qualche piatto di cucina.

Favilla Roma

È il 2016 quando apre Sbanco, locale dedicato alla pizza, ai fritti e alla birra con la partecipazione di Stefano Callegari. La pizza qui si presenta in una forma contemporanea, cornicione pronunciato ma non troppo, impasto scioglievole. I topping invece cambiano con il corso dei mesi, con la possibilità di gustare sempre qualche proposta stagionale. I fritti sono uno dei pezzi di punta del locale, anche quelli in evoluzione durante il corso dei mesi. Ampia la selezione di birre alla spina, raccontate direttamente dal banco interno, dove si può anche mangiare.

La pizza caprese di Sbanco, Roma

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In Via Monte della Farina, al posto di Queen Bee, ha aperto a marzo di quest’anno una nuova pizzeria guidata da madre e figlio, Jenny Migliorelli e Alessio Iaci, che si sono affidati alla consulenza di Valentino Tafuri, pizzaiolo campano riconosciuto nel settore, per studiare una proposta di pizza napoletana contemporanea (ne abbiamo parlato qui). Il locale ha anche un banco gastronomia per ospitare salumi e formaggi, una carta dei cocktail e una proposta trasversale. Non manca lo spazio interno tra le numerose sedute.

La pizza baciata di Elysium
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La pizza, i fritti, i panini (super farciti) e i dolci accolgono gli ospiti nel grande locale dove si cucinano anche alcuni piatti senza glutine. Da Manforte la capienza non trova limiti e così è possibile accedere anche a un’area giochi per bambini. I servizi non finiscono qui perché in occasione dei brunch è possibile avere un menu fisso per i bambini (bisogna solo informarsi sulle date) e vengono allestiti anche dei menu appositi dedicati alle pizzate di classe di fine scuola.


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In zona San Basilio c’è un ristorante con pizzeria che viene molto apprezzato da una clientela eterogenea. Spazioso all’interno, offre sia pizza preparata alla brace, che fritti, che cucina anche in versione senza glutine, senza dimenticare i piatti con i prodotti del mese. E i bambini? Hanno una sala a loro dedicata con animazione tutti i giorni.


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“Una pizzeria d’altri tempi”, la definiscono i suoi clienti, affezionati a O’ Masto (‘il maestro’, in napoletano) da quando ha aperto a Montagnola nel 1990. Un locale da ben 250 coperti che prevede anche una proposta di cucina — antipasti di mare e di terra, primi laziali ma anche ricette di altre regioni, secondi di carne e fritture di pesce — ma che va fortissimo con la tonda. La cuociono in forno a legna nel repertorio classico, insieme a proposte speciali come la Croccopizza, con patate lesse, prezzemolo, prosciutto cotto e mozzarella (pizze da 6,50€). Montanarine e fritti misti per iniziare, e anche possibilità di impasto gluten free. 


O’ Masto
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Nei pressi della Fontana di Trevi c’è un’insospettabile pizzeria di qualità. Il nome non tradisce le aspettative: è davvero un buchetto questo indirizzo, con qualche tavolo esterno e un piccolo spazio interno. Ci troviamo però un’ottima pizza in stile contemporaneo, alveolatissimo il cornicione e ben ricco il condimento. Non prende prenotazioni e non di rado ci potete trovare davanti la fila. Oltre alla pizza poco altro, così ha voluto il proprietario Luca Issa. Aperta anche a pranzo.

Piccolo Buco

Lasciamo lo spazio del ristorante per entrare in una proposta più veloce e da street food. Troveremo una nuova tipologia di pizza, la pizza al padellino di tradizione abruzzese (ma anche a Torino non si scherza) incarnata a Largo dei Librari, a due passi da Campo de’ Fiori, da Amerina. Aperto nel 2020 questo formato ha portato su piccole pizze una proposta di qualità. Da gustare anche in compagnia.

Amerina La Pizzetta

La storica friggitoria di Napoli ha aperto a Roma nel 2020, per mano della nuova generazione di pizzaioli rappresentata da Cristiano Piccirillo. Qui la pizza fritta, vero must dell’insegna, è affiancata a quella tonda. Si può mangiare anche in uno spazietto esterno, oppure nella sala interna. Consigliate le pizze fritte, ce ne sono quasi venti tipologie. Tra cui anche qualche montanara e soprattutto battilocchi, il triangolo di pasta ripiena e fritta.

La Masardona Roma

Con forno e vetrine affacciate proprio su Via Ostiense, la pizzeria omonima è un punto di riferimento per la pizza romana in città. Non si prenota, e quindi capita di fare un po’ di fila, ma il servizio è agile e veloce. Si può partire con qualche fritto — tra supplì cacio e pepe (2€), crocchette e fiori di zucca (1,50-2,50€) —, poi andare avanti con una pizza crostino col cotto (8€) oppure una classica capricciosa (9€). Ci sono anche le tonde del mese e qualche piatto di pasta, così come una selezione di semplici secondi di carne, dalla cucina.


Pizzeria Ostiense