“Il primo bistrot del litorale romano” è aperto tutti i giorni sul canale di Fiumicino dalla colazione al dopocena. Parliamo di un bar, ristorante e locanda che si rifà ai piccoli locali parigini, dove rifugiarsi per un calice e qualche assaggio. Come dicevamo, però, qui si inizia con il brunch del mattino e il servizio di caffetteria, con proposte dolci e salate. Si passa poi al pranzo. Occhio al menù con i piatti del giorno: linguine con pesto e cozze (11€) o tonnarelli con vongole, carciofi e pomodorini confit (12€)? Chissà. Si prosegue con l’aperitivo con vini alla mescita e carta delle birre e si finisce con una cena a base — perché no — un buon hamburger. Un’insegna diversa dal solito.

La sala di Indispensa Bistrot
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Aperto nel 2022 nella trafficata Via della Giuliana, tra Prati e Trionfale, questo indirizzo permette di sedersi e godersi una colazione davvero per tutti i gusti. I caffè del giorno sono indicati su una lavagna che riporta i paesi d’origine. Il menu è molto ricco: da mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta: oltre a crostate, biscotti, cornetti e torte, c’è lo yogurt del Bio Agriturismo Valle Scannese della famiglia Rotolo, pancakes salati e un’intera carta delle uova. Poi piatti unici salati, bagel e diversi toast realizzati espressi, come il madame e il sandwich con verdure cotte a bassa temperatura. Ha anche tavoli all’esterno.

Mae-2

Al comparto della cucina tradizionale provvede questa osteria, al lavoro nel pieno di Montesacro dal 1989. La conduzione è famigliare, come da prassi, e i piatti vanno dritto al sodo. Qui si sforna anche la pizza (6,50-9€) e non manca qualche proposta di mare (ottime le alicette fritte in doppia panatura, 8€ e i ravioli di spigola, 12€), ma fossimo in voi ci concentreremmo sulle portate romane. Troverete rigatoni con pajata di vitella (9€) o all’amatriciana (9€), puntarelle aglio e alici (5€) e abbacchio al forno con patate (14€), fatti proprio come “a casa di nonna”. Anche i dolci — ci mancherebbe — sono in piena linea: lasciate perdere la cheesecake e buttatevi sul tiramisù (4€).

Pasta fresca dell'Hostaria Menenio Agrippa

Questa trattoria casalinga nascosta in una via residenziale di Centocelle ha goduto di una popolarità inaspettata quando Anthony Bourdain l’ha scelta come ottimo esempio di cucina romana autentica, durante uno dei suoi sopralluoghi nella Capitale, rendendo la chef famosa anche negli USA. Si prenota al telefono, si entra in una vera e propria casa e si sbocconcella un ‘aperitivo’ a base di frittini e bruschette espresse. Poi arrivano primi romani, polpette, arrosti e verdure ripassate, a seconda della fantasia del giorno. Prezzi più che popolari. 


A Casa di Rita-2
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Scordatevi l’aria popolare che si respira nel resto del quartiere e immergetevi nell’allure raffinata e un po’ retrò di questo locale in Piazza Biffi, dove il banco della pasticceria è circondato da ampie specchiere e divanetti rosa cipria. Se il nome dichiara un’ispirazione “d’altri tempi”, la proposta food&beverage è del tutto contemporanea. Il menu si rimodella dalla colazione alla cena rispondendo a varie necessità: waffles (7€), cinnamon roll e lievitati nostrani (2€) che mantengono vivo il genius loci (che prima era un forno), ma anche avocado toast (10€) e croque monsieur (12€) per chi di prima mattina preferisce le proteine. Sul menu che chef Andrea Castagna ha pensato per la cena vanno forte le paste ripiene (18-20€), ma ci si può fermare anche solo per un aperitivo, con proposte analcoliche non banali.

La sala di Bauhaus

Al Quadraro il Grandma è da anni un punto di riferimento di zona per cucina e atmosfera. Lo spazio esterno si allunga sulla silenziosa Via dei Corneli, dove d’estate praticamente risuona solamente il vociare dei clienti. In menu si trovano sia piatti da osteria che da bistrot internazionale, con amatriciane e carbonare che fanno coppia con ricette mediorientali e burger. Nel menu ci sono sia gli antipasti alla romana (tra i 5 e gli 8€) sia i mezè in stile mediorientale, i piattini da condividere, con hummus, felafel, okra stufata, fagottini di formaggio e verdure (tra i 6 e i 9€). Seguono i primi piatti alla romana, ma anche i piatti principali con riso, carni e verdure speziate (tutto tra i 10 e i 16€). Dall'inizio del 2024 ha aperto vicino al Grandma anche Bar Coppi, pure quello ha uno spazio esterno davvero piacevole. 

Grandma Roma

Negli anni questo enorme spazio dove sorgeva l’ex Mattatoio di Roma e va oggi sotto il nome di Città dell’Altra Economia ha visto alternarsi diversi progetti, non tutti longevi. Dal 2021 la gestione della nuova osteria, Collettivo Gastronomico, è affidata a Marco Morello (con già all’attivo diversi progetti) e Daniele Camponeschi di Menabò a Centocelle. Lo spazio esterno è particolarmente sconfinato, c’è anche il parcheggio interno e si svolgono spesso mercati ed eventi di ogni genere. In menu si leggono circa una ventina di piatti (comprese le proposte per i più piccoli) che stanno tra i 9 e 17€.

Collettivo Gastronomico Testaccio-2
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Un bistrot e vineria che mette tutti a proprio agio. Nel salire gli scalini e varcare il portone, oppure accomodandosi ai tavolini sotto gli alberi all’aperto, sembra di fare visita a casa di amici, con la garanzia, però, di bere e mangiare sempre bene. Da Comò prediligono i vini naturali e lo fanno da anni — ben prima che diventassero popolari come oggi — ma ci sono anche birre artigianali e cocktail da accompagnare a taglieri, panini (5-6€) e assaggi vari per un aperitivo sostanzioso. Il locale apre alle 16.00 e non disdegna nemmeno la merenda: troverete sempre torte fatte in casa e una pagina del menù tutta dedicata a tè e tisane.

Drink e assaggi da Comò Bistrot

Nonostante le dimensioni ridotte, questo localino riunisce diverse anime: pasticceria, ristorante, bar per dirne alcune. Tre soci, ovvero Valentina De Caro, Simone Romano e Francesco D'Agostino, sono i creatori di questo indirizzo inaugurato in zona San Giovanni nel 2021. Ogni mattina, nel laboratorio, vengono preparati croissant, pain au chocolat, veneziane e bignè. I lievitati sono molto richiesti, quindi è buona pratica non arrivare troppo tardi per non rimanere a bocca asciutta. A pranzo e a cena c’è un vero menu da ristorante, una piccola carta stagionale con piatti ben eseguiti da accompagnare alle proposte di bottiglie di Simone. Per concludere si può sempre ritornare al banco per un dolce. Ha anche alcuni tavolini esterni.

Gastromario

L'abbiamo raccontato: i cugini Alesio Congias e Simone Simeoni hanno aperto a fine novembre 2023 il loro Santì dedicandolo alla loro nonna, che si chiama Santina. Una trattoria 'aggiornata', si può definire, dove ci si può accomodare a un lungo bancone con vista cucina, oppure a una delle 16 sedute a tavolino. La squadra punta su un menu di piatti di casa, resi meno prevedibili da qualche tocco creativo e soprattutto preparati a partire da forniture selezionate. Nel menu piatti come la guancia di manzo, l’agnello, la pasta fresca fatta in casa, i funghi fritti, la zucca al forno, i formaggi (8-16€). Il loro must? La torta rustica con bieta e alici, uno dei piatti che preparava sempre la nonna. Buoni anche i dessert, come la classica torta di mele. 

Torta di mele di Santì

Il ristorante di Piazza Epiro gestito da Matteo Baldi ha avuto diverse vite. L’ultima, la più convincente, lo vede calato nelle vesti di una bella osteria contemporanea, con piatti della cucina romana (come la fettina panata da non perdersi, gli gnocchi oppure la mozzarella in carrozza) accompagnati da belle bottiglie di vino o proposte al calice. Lo spazio interno è piccolo e raccolto, la cucina è affidata alla mano di Michele De Chirico. Si può mangiare anche nel cortile esterno.

Epiro Roma-2

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Bagel bar e bakery votata al brunch: da Dondolo la giornata inizia alle 12, salvo nel fine settimana, dove si può venire per una colazione lunga e variegata a partire dalle 10. Una terrazza confortevole con vista sui tetti di Città Giardino, animata da lucine e — come dice il nome — sedie a dondolo, da godersi in pieno relax. In carta pepite di camembert fritto (7€), frittelle di mais (9€) e un ventaglio di bagel da imbarazzo della scelta (11-13€). Date un’occhiata anche ai dolci di ispirazione anglosassone, con pancake, cheesecake e banana bread (6€), e ricordatevi che si può venire altresì per un aperitivo o un cocktail dopo cena, anche a base di spiriti premium (6-10€).

La sala di Dondolo
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Classico che più classico non si può: da Osteria der Belli vi aspettano un servizio informale, piatti di pesce fresco (i secondi vanno dai 20 ai 30€), qualche rimando alla cucina sarda e qualche altro a quella romana. È un ristorante che fa contenti tutti grazie alla sua ampia scelta gastronomica e che si fa notare per l’accoglienza familiare e amichevole di chi ci lavora. Aperto sia a pranzo che cena.

Osteria Dar Belli

Sotto il pergolato di Via del Casaletto va da anni in scena l’apprezzata cucina dello chef e proprietario Leonardo Vignoli. La sua è una delle insegne più amate in città per assaggiare la gastronomia romana (senon qui anche “Da Cesare al Pellegrino” in centro a Roma), soprattutto d’estate all’aperto nello spazio antistante il ristorante. Il menu è sulla tovaglietta e spazia tra gli antipasti, i fritti, le paste romane, come la matriciana, o la pasta al sugo di involtini, oppure i primi con il pesce e il quinto quarto. Tra i secondi spezzatino, coratella e coda alla vaccinara. Le ricette più amate? Le polpette di bollito in salsa di basilico, gli involtini di manzo al sugo e la pasta alla carbonara.

Da Cesare Al Casaletto

Vini naturali e piatti espressi vista Circo Massimo fanno di questo indirizzo una meta abbastanza imperdibile per gli amanti dello stare en plein air. Circoletto è l’apertura dei fratelli Nicolò e Manuel Trecastelli (già proprietari di Trecca), che gioca sull’informalità e su un menu semplice e senza troppe rigidità. Si ordinano qui piatti di piccola e media grandezza, anche da mettere in centro tavola e dividere, tra cui il pastrami con la pizza bianca, le verdure, gli affettati. Si attinge anche dalla carta delle bottiglie, rigorosamente naturali, per bere qualcosa di divertente. D’estate chi non trova posto ai tavolini o alle sdraio esterne del locale, si accomoda direttamente dall’altro lato della strada, sul muretto che lambisce Circo Massimo.

Circoletto Roma-4

Nel 2023 l’Osteria Sette ha spento addirittura 70 candeline. Un traguardo non da poco, che premia una delle insegne storiche di Montesacro e la sua instancabile dedizione verso la cucina romana. Il locale, però, non dimostra affatto la sua età, con interni rivestiti da legno e ferro ben più moderni. A un primo sguardo la lavagna del giorno, aggiornata costantemente, dimostra che anche la cucina lavora in modo aggiornato, variando le proposte a seconda delle stagioni e del meglio che arriva dal mercato. Gli irriducibili dei classici non hanno tuttavia niente da temere, perché carbonara (8€), saltimbocca (12€) e crostata di visciole (5€) non usciranno mai dalla carta. Almeno per ora.

Risotto ai broccoletti con acqua di mare e gambero rosso dell'Osteria Sette

Nata dalla passione di due amici, questa osteria di Testaccio ha una lunga storia e solo di recente è stata ristrutturata per diventare più elegante e confortevole. Aperta sia a pranzo che a cena, il menu punta sulla cucina romana concedendosi ampie divagazioni, che consentono ai clienti di passare dal quinto quarto al pesce in una sola cena. C’è lo Spaghettone ajo, ojo e peperoncino (introvabile al ristorante) la carbonara ma anche la pasta con i fagioli che sta nell’ormai dimenticata sezione dedicata alle minestre, vero cuore della cucina romana che qui assume una nuova centralità.

Osteria degli amici
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Porzioni più che generose, rispetto ortodosso per la tradizione e accoglienza di cuore: così, in estrema sintesi, è Il Girasole: Dal 1981 romano ruspante. Un locale che da oltre 40 anni nutre gli abitanti di Garbatella un saltimbocca alla volta, dove la sosta è particolarmente felice per un pasto con vista sull’area verde accanto alla Regione Lazio, un po’ parco e un po’ orto urbano. Fate attenzione agli orari di apertura — solo a pranzo, tranne di venerdì; la domenica sempre chiuso — e arrivate a stomaco del tutto vuoto: la porzione standard di carbonara qui si fa coi “bombolotti”, supera i 2 etti e costa 10€.

La carbonara de Il Girasole
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L’indirizzo di Via Natale del Grande dove è possibile trovare una buona pizza accanto a una cucina di pesce (anche povero) è aperto anche a pranzo. Oltre alle pizze, tra cui sia le stagionali che quelle in carta tutto l’anno, c’è la possibilità di scegliere un percorso di tre piatti del giorno, preparati dallo chef seguendo la stagionalità a un prezzo contenuto, 15€.

Peppo al Cosimato-2

Aperto nel 2017, Moggio è vineria con cucina, che offre etichette soprattutto naturali e alcuni piatti per accompagnarle. Lo spazio dentro è piccolino ma per chi ha un po’ di curiosità dietro c’è anche un cortiletto dove trascorrere le sere estive. La scelta dei vini si fa tra bottiglie, di bolle, bianchi, rossi e rosati (alcuni macerati) italiani, da piccole aziende. Da mangiare invece, tielle, lasagne, fave e cicoria e tanti altri piatti da scegliere ma anche da condividere.

Moggio Vineria

Popolare e senza fronzoli, proprio come quelle dei Castelli, ma un po’ più vicina al centro di Roma. Così è la Fraschetta di Centocelle, aperta tutti i giorni dal 2009 a pranzo e cena (nessuno escluso). Taglieri e bruschette per iniziare, poi tutti i primi laziali, e secondi di pesce e di carne, con anche alcune opzioni vegetariane. Ci sono poi anche le pizze, le pinse e dei menu combinati a prezzi più che favorevoli a pranzo (12€ per antipasto, primo, contorno e caffè). Porzioni abbondanti e servizio spigliato.


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Il locale potrebbe perdersi nella sfilza di vetrine che si trovano su questa via del Pigneto ma dentro le piastrelle bianche e rosse, nonché le immancabili etichette colorate di vini naturali, attirano subito l’occhio. Tra sgabelli e tavoloni alti, si respira un’atmosfera informale, che agevola la scelta delle numerose bottiglie direttamente dalle pareti (o dal frigo). Ci sono anche cose divertenti da mangiare in abbinamento. I tavoli esterni finiscono invece dall’altra parte della strada.

Sospeso Enoteca
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Gli scalini da scendere sono sempre i soliti quattro, fin dalla fondazione del quartiere nel ventennio, quando qui c’era già un’osteria per le mescite del vino e un ritrovo popolare per il gioco delle carte. È il 1974 quando lo rileva la famiglia Chessa, ancora oggi al timone dopo una pausa di qualche anno nei primi duemila. La cucina è verace e casalinga, invariabilmente autentica con il suo antipasto all’italiana (15€), i tagliolini cacio e pepe (11€) e lo spezzatino coi carciofi (13€). Tenete un posticino a fine pasto per il tiramisu della casa (4€). 

L'ingresso de Li Scalini de Marisa
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Il 2023 è stato un anno importante per questa enoteca, che si è presentata al pubblico con una proposta di piatti più solida, un locale rinnovato che ora contiene una vetrata in vetro e ferro nero a delimitare l’area di cucina, e un cuoco, Luca Bizzarri, che propone piatti semplici, da enoteca, ma di gusto. Al timone ci sono saldamente i proprietari Vincenzo Caruso, Cecilia Rinaldi e Fabrizio Franzé. La carta dei vini in bottiglia è visibile direttamente sugli scaffali che avvolgono i clienti, spazia tra l’Italia e il resto del mondo, con una forte vocazione al vino naturale. Per chi preferisce ci sono i vini alla mescita, in continua rotazione. I tavolini sono anche all’esterno.

Vigneto Roma

Bisogna aspettarsi una cucina confortevole da questo piccolo ristorantino in zona San Giovanni, in una traversa pedonale della trafficata Via Appia. Aperto sia a pranzo che a cena, offre la cucina della chef Cristina che cura una selezione di piatti freschi, realizzati sul momento con ingredienti stagionali. Spuntano così proposte divertenti, come il filetto di seitan alla Wellington, il dahl di lenticchie rosse e il cannolo con spuma di cicoria. Si completa con i dolci e con le bevande della casa la proposta 100% vegana.

Veg Joy Roma

Mentre la sede storica è al lavoro dal 2011 a Viale Jonio, è più recente l’apertura di questa seconda insegna, che interpreta la cucina tradizionale cinese in chiave bistrot in un contesto dal design ricercato. Per il pranzo l’offerta è particolarmente abbordabile: un menu da condividere a 13€ a testa con ravioli, riso bianco, pollo o maiale in agrodolce e un contorno di verdure. Un’altra novità interessante è anche la merenda pomeridiana a base di bubble tea e l’aperitivo cinese con cocktail e assaggi estrosi. C’è anche uno spazioso dehors per la bella stagione.


Dao Chinese Bistrot
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Siamo davanti a un’osteria fedele al nome che porta, ma senza brutte sbrodolature. Si legge chiaramente in tutta l’esperienza una professionalità lunga decenni nell’ambito della ristorazione, che non dimentica tuttavia le radici abruzzesi della famiglia, ancora ben chiare in alcune delle proposte. Molto interessante, qui, è il lavoro sui vegetali, con una selezione di erbe selvatiche e spontanee incluse tra i contorni o declinate in varie pietanze. Ci sono anche la classica trippa alla romana, la coda alla vaccinara e l’abbacchio alla scottadito.

Piatto Romano-2
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A metà tra un bistrot e uno street food, il ristorante di Gianni Catani con il socio Jing Shan, suo maestro ed ex proprietario di Kaiyue, ristorante cinese a Piazza Vittorio oggi chiuso, è focalizzato in modo specifico sui dumpling (trai 5,50 e i 6€ circa), ma presenta anche altri piatti di cucina regionale cinese. Dalla cucina a vista arrivano diverse portate, realizzate sul momento e da prendere anche per l’asporto. Il locale è piuttosto semplice e spartano, con alcuni piatti serviti nei vassoi per l’asporto, ma la qualità e la cura delle preparazioni è indiscutibile. Forse non tutti sanno che ha aperto una sede anche a Bari.

Dumpling Bar

Altro riferimento per la cucina crudista a Roma è – come lo stesso nome suggerisce – Écru, non troppo distante da Castel Sant’Angelo. Bello l’indirizzo, realizzato con materiali naturali e ampie vetrate che rendono lo spazio luminoso. Ricca la proposta, che spazia dalla mattina alla sera tra piatti, bevande, pasticceria e vini naturali. In menu troviamo un po’ di tutto: dalla colazione agli snacks, dalle vellutate al sushi vegano. Giusto per citare qualche piatto: chips di verdura con maionese di miso e latte di mandorla, biscotto di castagna con crema di nocciole e cacao crudo, yogurt di anacardi fermentati con granola, hummus di ceci germogliati, sandwich con mousse acida di anacardi, avocado, pomodori secchi, erbette di campo, germogli di rucola, per finire raw crêpe ripiena di crema di nocciole e cacao crudo.

Ecru Roma

Questo bistrot vegano proprio dietro il mercato di Piazza Alessandra attivo ha conquistato dal 2013 più di un palato onnivoro. La formula a buffet è particolarmente comoda, nonché adatta ai tempi a volte contratti della pausa: ci si munisce di piatto, si sfila davanti al lungo bancone, si chiedono gli assaggi che più ispirano, poi si paga al peso, consegnando il tutto all’addetto alla bilancia. Per 3€ l’etto a pranzo (20 centesimi in più a cena), si possono provare ricette stuzzicanti del tutto prive di ingredienti di origine animale: polpettine di verdure, hummus con crudité e farinata di ceci, ma anche sostanziosi straccetti di seitan in umido e lasagne al ragù di soia. Vasta scelta di centrifugati e vitaminiche spremute fresche.


Ops!
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In una zona un po’ defilata tra i quartieri Tuscolano e Prenestino si trova Osteria Bonelli. Un indirizzo immancabile per assaggiare una cucina onesta e senza fronzoli, che va sempre dritta al punto. Il menu è scritto quotidianamente su una lavagnetta pronta a viaggiare attraverso la sala, con antipasti assortiti, tanti primi di pasta fresca e secondi che riescono a valorizzare anche i tagli più poveri (assaggiate il pannicolo di cavallo in padella, se vi va). Ottima anche la carbonara, prevalentemente a base di tonnarelli e comprensiva di una dose davvero generosa di guanciale.

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Dal 2017 Valeria Payero e Tommaso Pennestri sono al lavoro nella loro trattoria contemporanea a pochi metri da Via Ostiense. L’atmosfera qui è classica e informale, mentre nei piatti si trovano diversi spunti creativi. Senza mai trascurare la selezione dei fornitori e la stagionalità degli ingredienti. Buono l’antipasto a base di coniglio con giardiniera e origano (8€), poi le fettuccine con salsiccia, pesto di menta e pecorino (12€), e il maialino arrosto servito con chutney di mele e cicoria ripassata (16€). Ci sono sempre anche contorni di verdure e generosi dessert. 


Trattoria Pennestri-3

Su Viale Aventino c’è un piccolo format di cucina greca. Non si tratta di un vero ristorante, ma di una tavola calda e street food dove poter assaggiare piatti mediterranei, molto adatti anche per una veloce pausa pranzo o uno spuntino. Nel menu di Elleniko troviamo piatti completi, le salse, le specialità della casa, gli antipasti e poi i panini (gyros) realizzati con pane pita che avvolge salse, carni e verdure.

Elleniko Roma-2

Vetrine su strada, tavolini in legno e metallo, musica giusta e una lavagna aggiornata quotidianamente con piatti estemporanei. Così è il locale del fratelli Mirko e Tiziano Paolucci, aperto nel 2016 per portare nella Capitale una cucina che somiglia a poche altre. Massiccia la carta dei vini, con etichette esclusivamente naturali da piccoli produttori italiani e internazionali; poi ci sono le birre, con una bella scelta di acide, adatte per accompagnare i gusti decisi delle portate. Il menu, come detto, cambia spessissimo, e la cosa migliore è ordinare qualcuna delle pietanze del giorno e, possibilmente, condividerla. Da Barred sono bandite le distinzioni tra primi o secondi; come lo definireste, ad esempio, il cavolo nero con uovo e maionese alla salsa ponzu (12€)? Semplicemente un piatto buono. Il vegetale è spesso protagonista, ma ci sono anche portate di carne, come il diaframma di manzo con broccolo siciliano e cipollotto (18€). Interessanti pure i dolci, che quando vogliono sanno essere golosi: provate il millefoglie con crema di cioccolato arrosto e caffè (12€).


Barred
Apri su Maps 0697601552 @necci1924

Il posto che per anni, l’unico praticamente, ha tenuto banco al Pigneto facendolo conoscere a chi veniva anche da fuori è senza dubbio Necci. Sta lì dal 1924 certo, non in quella forma, che negli anni si è perfezionata diventando un locale attivo dalla prima colazione fino al dopo cena, gestito da Massimo Innocenti e Agathe Jauborg. Le sale interne sono piccole, dunque i clienti si riversano nel giardinetto esterno che si snoda a L tra piante e alberi. Nel 2022 è stato aperto al pubblico anche l’ipogeo, uno spazio sotterraneo che oggi è utilizzato come cantina e sala per le degustazioni ma in passato ha avuto diversi usi e si fa risalire addirittura all’epoca etrusco-romana. La mattina si mangiano torte e cappuccini, a pranzo il menu spazia tra primi, insalate e burger. C’è anche la formula brunch che permette di scegliere tra vari piatti completi e dolci al prezzo di 18€, nonché diverse altre formule di combo. Per cena i piatti si fanno da ristorante, con pasta fresca, pesce e carne.

Necci dal 1924-2

Come tanti dei locali in voga nella Capitale tra i Cinquanta e i Sessanta, l’Osteria da Marcello era pensato per i ‘fagottari’. I gestori, in pratica, mettevano a disposizione tavoli e vino sfuso, mentre gli avventori pensavano da sé al cibo, trasportato qui, appunto, chiuso in fagotti. Marcello Santececca e la moglie Alessandrina rilevarono questa piccola insegna di Via dei Campani nel ’61, cominciando via via a preparare le pietanze — per la clientela un po’ più abbiente — che ancora sono cavalli di battaglia. C’è la pajata, la coda alla vaccinara, la trippa alla romana e l’amatriciana; e ci sono ancora gli arredi dell’epoca, quasi tutti originali. Prezzi a portata di ogni portafoglio.


Osteria da Marcello

Alessandro e Francesco Mori hanno appena festeggiato i 20 anni di attività di una delle ‘trattorie moderne’ più affidabili di Roma, svelando un’opera di street art realizzata su commissione proprio dentro il locale. Consigliatissimi i primi classici — su tutti la Carbonara (13€) — ma si va sul sicuro anche con le polpette di bollito (16€) e la crostata ricotta e visciole di mamma Giuliana (7€). C’è chi la definisce ‘mitologica’.


Osteria Fratelli Mori-4
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La cucina giapponese è molto, molto di più che sushi e sashimi. Infatti da Umami — un bistrot orientale che somiglia alle izakaya nipponiche — semplicemente non ne troverete. Qui si preferisce la gastronomia più popolare e autentica, tra appetizer di radice di loto fritta (5€), alghe wakame con polpo e shiso (7€9 e cetrioli marinati (4€). I piatti forti, però, sono i gyoza di gamberi o carne (6€), i bun farciti con pollo fritto karaage (7€) e gli spiedini yakitori alla griglia (7€). Affidatevi ai consigli del sommelier per affiancare il sake più adatto.


Umami

Una trattoria di quelle genuine, con sedie impagliate e tovaglie a quadretti (pero bianchi e verdi), al lavoro nel quartiere Ardeatino dal 2011. Della triade romana non manca niente: carbonara, amatriciana e cacio&pepe. Certo, si fa anche la gricia, ma anche le fregnacce (lasagnette piatte, fatte in casa) con salsiccia e porcini, i tagliolini con totani e broccolo romanesco e i tagliolini aglio e olio. Poi involtini, spezzatino di pollo e polpette a profusione. Si termina con dolci della casa, vino sfuso e scontrino leggero. Tavoli all’aperto per la bella stagione.


Cotto e magnato