Fatta eccezione per il benzinaio, Largo Pannonia sembra il set ideale per stazionare all’aperto, uno di quei rari spazi di quartiere dove si incontrano le famiglie, si prende un caffè o un bicchiere di vino leggendo il giornale. Da qualche anno a popolare la proposta gastronomica di questo lato di San Giovanni, ci pensa Vicino, enoteca con cucina aperta dalle 11 del mattino all’1 di notte. I tavoli esterni sono piuttosto semplici, ma propendono sulla piazza permettendo agli ospiti di godersi l’aria aperta. In menu si trovano piatti accessibili, non banali ma senza eccessivi guizzi, in formati piccoli o più sostanziosi. Per accompagnare c’è una carta dei vini e dei bicchieri alla mescita.

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Si presenta come vineria con cucina, ma lo spazio è anche un po’ quello di un ristorante. Bei tavoli, sedie eleganti ed atmosfera posata fanno da contraccolpo alle bottiglie disseminate alle pareti. Sarà meno scanzonata e “funky” di altre – aggettivo caro agli appassionati di vino naturale – ma comunque offre un’interessante proposta enologica. La cucina è proprio una cucina: con piatti lavorati e pensati, non solo assemblati, fermentati o riscaldati. Si trova in zona Santa Maria Ausiliatrice.

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La creatura di Greta Bertoli ed Emiliano Cataldo ha superato anche la prova del fuoco della fase di rodaggio, posizionandosi come una delle più calorose aperture del 2023 e delle enoteche con cucina più riuscite a Roma, dove pure la competizione è acerrima. Ambiente informale ma curato, quell’aria in po’ naive da salotto di casa (del tutto voluta, come ci raccontarono gli stessi proprietari in fase di apertura), un giradischi, una cucina gestita da Chiara Sarra, bottiglie alle pareti costituiscono buona parte del successo della proposta ma non ne racchiudono comunque l’atmosfera. In menu si trovano sia proposte al calice che piatti con variazioni continue, tante proposte vegetali e lavorazioni di prodotti di grande qualità. Fanno anche il kombucha in casa (con cui potremmo suggerirvi di prendere un gin tonic).

La cucina di Ciaparat e Chiara Sarra

Negli spazi di una vecchia copisteria, allargandosi all’aperto con vari tavolini, Mauro Lenci e Fabio Macrì hanno avviato un interessante wine bar con vini naturali, oltre a un piccolo beer pub appena adiacente. C’è anche una carta di piatti da condividere piena di ingredienti di eccellenza, da fornitori locali. Sia in fatto di carni, di formaggi, che di verdure. Un posto ideale per un aperitivo robusto oppure, ordinando un po’ di tutto, una cena completa.


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Angelo Consorte firma il raddoppio della sua fortunata enoteca a Garbatella con il subentro a Monteverde. Al posto di Litro che per tanto tempo aveva animato le serate a Via Fratelli Bonnet, con il suo piccolo ma grazioso esterno, le architetture in stile bistrot e la proposta dei vini al passo con la contemporaneità, arriva La Mescita a dicembre 2022. La formula però non si discosta poi tanto, e neppure il locale. Una carta dei piatti firmata dallo chef Marco Bravin, per cui questo è una sorta di ritorno a casa (era il posto dove lavorava prima della Mescita a Garbatella), arriva al tavolo con cambi frequenti. Poi le bottiglie da scegliere direttamente dagli scaffali o alla mescita fanno il resto. Il clima rimane quello della Garbatella, pure se la scenografia è diversa: informale, rilassato e conviviale.

La Mescita Monteverde
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Tra le migliori insegne di Trastevere (qui la mappa dei ristoranti del rione da non perdere), c’è sicuramente anche questa enoteca con cucina, o viceversa. Non sapremmo infatti dire quale aspetto sia più bilanciato: nelle idee di Flaviano Pizzoli, che ha aperto il locale, entrambe le funzioni sono su piani importanti. Si beve scegliendo direttamente dallo scaffale e si mangia su sgabelli alti una grande cucina in modalità quasi da street-food. Si varia in continuazione perché il ristorante cambia spesso chef e con quest’anima un po’ vagabonda accoglie cuochi di talento che vengono da diverse parti del mondo. Per un’esperienza ancora più completa, ci sono i posti al bancone che danno direttamente sulla cucina.

Enoteca L'Antidoto
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Vi raccontiamo una piccola chicca parecchio apprezzata dagli abitanti del quartiere: l’enoteca Mostoqui e la sua selezione di vini, con una predilezione molto chic per i vini francesi, ma non solo. All’interno ci sono soltanto 2 o 3 tavolini, ambitissimi per l’aperitivo della prima serata, circondati da scaffali colmi di bottiglie che abbracciano la sala. Provate ad accaparrarvene uno e ordinate un calice alla mescita dalle proposte del giorno, stuzzicando qualche semplice snack in accompagnamento. Per occasioni speciali, o semplicemente per una buona bottiglia da portare a casa, affidatevi ai consigli sicuri del proprietario Francesco.

L'enoteca Mostoqui

Un’enoteca in zona Città Giardino con interni piuttosto eleganti, locandine vintage e sedie curvilinee dallo stile Art Nouveau. Sembrerebbe un po’ di stare a Parigi, non fosse per le innumerevoli etichette a scaffale, che parlano soprattutto italiano (ma c’è più di una chicca anche dall’estero). Settecinquanta è aperto dal lunedì al sabato per aperitivo e dopocena, con un menù che però invita a considerare anche un pasto completo. Stuzzichini, bruschette, formaggi e affettati (il plateau di salumi misti costa 10€) ma anche piatti completi di carne e pesce — come stinco di maiale (18€) e salmone alla fiamma (16€) — nonché proposte vegetariane. Mettete alla prova lo chef Romolo anche con il cannolo siciliano scomposto (6€) e il millefoglie alla crema (6€).

L'enoteca Settecinquanta

Sulle pareti bottiglie di vino ricoprono tutte le mensole disponibili e la sensazione è quella di trovarsi nella versione più curata di un’enoteca di quartiere. L’offerta è totalmente incentrata sulle etichette naturali, con un lavoro di ricerca continuo e portato avanti seriamente da anni. La cucina è semplice e confortevole, ma sempre ricercata nelle selezioni: formaggi, bruschette, crudi e salumi (anche di pesce), oltre a "main" più sostanziosi, che variano di frequente.

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Aperto nel 2022 nel quartiere Monteverde, una neo-area vocata per le enoteche, questo piccolo indirizzo di zona si presenta con un bellissimo e silenzioso esterno, dove godersi le bottiglie di vino esposte sugli scaffali del piccolo interno. Ci sono anche dei piatti da unire alle bevute, tra cose da wine bar (taralli ad esempio) e qualche piatto più ragionato.

Flor Vino in giardino
 
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Inaugurata a giugno 2023 da Antonio Benedetti, cuoco e cameriere esperto il cui background familiare ha radici nel mondo vinicolo da generazioni, Cantina Bonasera è un posto sul vino che mancava. Prende lo stesso nome del "vini e oli" gestito dal trisnonno di Antonio a Frascati, non molto distante da dove si trova oggi. Si viene qui soprattutto per bere vino e mangiare: spazio esterno a parte, gli interni sono rappresentati da un'unica sala con cimeli di famiglia e mobili vintage. Vini alla mescita (qualcosa di Cantine Santa Benedetta, la cantina di famiglia) e poi tante bottiglie della storia di Antonio. Da mangiare piatti da enoteca e anche qualcosa di più elaborato. La cucina si evolverà col tempo. 

Cantina Bonasera-2

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Novità del 2023, questa enoteca con cucina è arrivata in una piccola traversa di Via Gallia. Tante le etichette disponibili, tra cui alcune ben esposte negli spazi interni. Centro del locale, una grande tavolo sociale dove si mangia tutti assieme. Carta piccola, con produttori sia romani che non ben scelti e alcuni piatti speciali che vengono raccontati sul momento. Nonostante la proposta, è un locale che ha l’attitudine da ristorante, non fatevi ingannare dal nome.

Ruvido a Roma, il tavolo sociale - foto Alberto Blasetti

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Indirizzo indiscutibile per gli amanti del vino, la Rimessa Roscioli fa parte dell’universo Roscioli ed è il ristorante da consigliare in centro per chi vuole una cucina buona, non turistica e di una certa caratura. I posti esterni si trovano su Via del Conservatorio, in un punto defilato del centro storico particolarmente rassicurante. In menu si possono opzionare due percorsi a degustazione: uno è pensato per assaggiare i piatti della tradizione (65€), l’altro fa un giro nelle ricette del panorama italiano (75€). Alla carta ci sono antipasti, primi piatti, secondi tra carne e pesce e dessert. Proposta vini sconfinata, internazionale e particolarmente curata.

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Aperta della fine del 2023, Mantis è la vineria con cucina creata da chef Marco Martini e dall’esperto di vini Andrea Farletti (ne abbiamo parlato qui). Si trova direttamente su Viale Aventino, dove serve oltre le ampie vetrate sia bottiglie alla mescita, che cocktail che etichette italiane e internazionali ben selezionate. La cucina non è assemblaggio di piattini ma è una cucina vera, golosa, organizzata su una carta di starter da condividere (con molte fritture e qualche tocco internazionale) e alcuni piatti da ristorante, magari anche pensati per la condivisione.

Mantis Roma

Il motto di Metà è “sorsi e assaggi” e non potrebbe essere sintesi migliore per la sua filosofia. Un interno in stile minimale tutto legno, cemento e ferro, circondato da scaffali che espongono le bottiglie dal basso fino al soffitto. I sorsi in questione sono soprattutto di vino, rigorosamente naturale, ma non mancano i miscelati, con una propensione per spritz e gin tonic. Passando agli assaggi, si tratta in primo luogo di piccoli ma ben composti taglieri con salumi e formaggi di selezione locale. Ma attenzione, c’è anche il Saycheese Sandwich: pane in cassetta dell’azienda agricola Le Faeta e cheddar buccia nera filante, il tutto da intingere nel gazpacho di zucca affumicata (quando è stagione). Metà è aperto tutte le sere, tranne il lunedì, e di domenica si può andare anche a pranzo. Occhio al calendario per non perdere serate enologiche a tema.

Etichette dell'enoteca Metà

Avamposto del vino naturale quando ancora il vino naturale non era di moda come oggi, La Mescita gode dell’affaccio su una delle piazze più suggestive di Garbatella, quella che circonda la facciata porpora e ocra del Teatro Palladium. Se ne può approfittare da uno dei tavolini che dall’ora dell’aperitivo sono schierati davanti alle sue vetrine. Occhio all’attraversamento dei camerieri, che svelti consegnano calici, bottiglie e tapas interessanti. La cantina composta dall’abruzzese Angelo Consorte è eclettica e mai scontata; si concentra sul territorio ma si concede deviazioni francesi, greche e addirittura australiane. Chiedetegli qualche ragguaglio e sarà ben felice di darvene. Per decidere cosa mangiare è una buona idea sbirciare la lavagna, che viene ritoccata spesso e volentieri. Se lo vedete segnato, optate per un piatto di vitello tonnato.

Un calice dell'Enoteca La Mescita

Verso è un’enoteca inaugurata nel 2017 dal cremonese Giorgio Mansueti e da Marina Mazza, che offre anche una carta da vero ristorante. In uno spazio caldo e accogliente, tra scaffali affollati di bottiglie, si può ordinare qualche calice e accompagnarlo con piccoli snack — come le alici dorate con maionese al limone (7€) — oppure optare per una cena completa. Primi della tradizione romana (14€), secondi di carne e pesce (16-20€) e anche hamburger, preparato con patty di manzo, cheddar e salsa bbq (15€). Per l’aperitivo, invece, l’opzione ideale è sempre il tagliere con selezione di stagionati del salumificio reggiano Colprem (16€).


Enoteca Verso

Aperto nel 2022 questo locale ha preso il post del Rec23, nei pressi del ponte che collega Testaccio a Trastevere. Uno dei punti di forza è sicuramente la metratura, adatta anche a gruppi più estesi. Qui sono arrivati gli stessi creatori di Pastificio Cerere a San Lorenzo e hanno portato una ventata di eventi e collaborazioni. Il fil rouge è chiaramente il vino, come suggerisce il nome, in salsa naturale, a cui accoppiare una carta dei piatti. Ottimo per gruppi e serate a tavola sì, ma non troppo formali.

Vinificio Roma

Aperta alla fine del 2022, questa enoteca è diventata da subito il covo degli amanti del buon vino, tanto che nel giro di qualche mese era impossibile trovare un buco dove sedersi. Gestita da Grazia Trischitta, che per anni ha dominato l’enoteca Wine Concept al Colosseo, si è proposta per offrire bottiglie da scegliere dagli scaffali e una piccola cucina da affiancarci nel quartiere Esquilino. C’è un bancone dove si organizzano anche eventi, e poi una serie di tavolini dentro.

Machiavelli 64

 
Apri su Maps 3465177173 @ritmo.roma

Rimaniamo a Monteverde dove, a luglio 2022, ha aperto Ritmo. Dietro c’è un team fatto da ragazze e ragazzi che vengono dal mondo degli eventi. Lo si vede anche dalla presenza del giradischi che suona la sera all’ingresso del locale, dietro il quale riposano alcune bottiglie di vino naturale. Andrà a sostituire il bancone, che qui non c’è. Si fa tutto al tavolo, in un locale piccolino sì e un po’ chiassoso ma comunque riuscito. Mescita e bottiglie da una parte, carta dei piatti dall’altra. Sono proposte da condividere o da mangiare da soli. A differenza di altri posti, qui si punta sulla golosità sì, ma fa capolino anche la sostanza. Non bisogna stupirsi di trovarci anche un piatto di pasta oltre al toast con prosciutto e formaggio.

Ritmo Roma-2
 

Aperta ai primi di maggio 2023 da Sarah Cicolini, chef e proprietaria di SantoPalato, e dal socio Mattia Bazzurri, Avanvera è il posto giusto per condividere una bottiglia di vino artigianale — oppure un kombucha — e passare una serata ordinando da una carta con una quindicina di proposte, di ispirazione più cosmopolita rispetto alla linea della trattoria poco distante. La cucina c’è e funziona alla grande, consegnando hummus con fave croccanti servito con pane roti, falafel e salsa tahina, empanadas di agnello con pico de gallo e prosciutto di cuore con pan y tomate, per dirne alcuni. Fate spazio per il dessert, che non è quello che ci si aspetta in una “semplice” enoteca: craquelin con crema montata al caffè e visciole oppure crostatina di frolla con nocciole salate.


Avanvera-2