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Uno tra i migliori Smash Burger della Capitale? A detta di tanti, si mangia nel cuore di Trastevere. Sulla mappa delle insegne fidate del rione si aggiunge a buon diritto anche questa, che porta una ventata internazionale alla sua scena gastronomica e si concentra – diversamente dalle altre – unicamente su tale preparazione. Donts è aperto dall’inizio del 2023 e si è fatto notare per la cottura magistrale dei patty, succosi ma dalla rosolatura croccante, e per la buona qualità dei brioche bun. Ogni panino si può naturalmente ordinare singolo oppure all’interno del menu, completo di patatine fritte e bevanda a scelta (da 14,90€). Il classico della casa è fatto con doppio patty formato a mano e doppio cheddar, da farcire con vari topping. Segnaliamo anche le patatine stile cajun e, per terminare, cheesecake e brownie.
 

Il panino di Donts

Un tempo questo era considerato, a buon ragione, uno dei migliori quartieri di Roma per mangiare la pizza. Oggi sembra che le cose stiano tornando ad essere così. L'ultimo acquisto (fine estate 2023) in termini di impasti è l'arrivo de L'Elementare in zona, frutto dela lavoro di Federico Feliziani e Mirko Rizzo. Fritti, un po' di cucina, pizza bassa e croccante sono gli elementi base di questa pizzeria che per tutta l'estate gli abitanti del quartiere hanno potuto trovare anche a Parco Appio. Due classici intramontabili sono il supplì con i tonnarelli cacio e pepe e la pizza tonda con pomodoro, mozzarella di bufala a crudo e parmigiano reggiano. 

L'Elementare -4

La pizzeria di Jacopo Mercuro conta questo locale tra Villa Gordiani e Centocelle, una sede per il solo asporto e una terza sul punto di partire a San Paolo (qui la notizia in anteprima), sempre per il delivery e take away. L’ex avvocato con il pallino per la pizza è tra i fautori del cosiddetto Rinascimento della Romana — di che si tratta? Ne abbiamo parlato —, lavorando sulla qualità dell’impasto e ragiona senza sosta su farciture creative. Iniziate con uno dei suoi fritti particolari, magari la sfera di carciofo ripieno di coratella (8€), poi proseguite con un trancio di pizza bianca ‘co n‘botto de mortazza’ e assaggiate una tonda estrosa. Suggeriamo la Zuppa Thaiscana, a base di cavolo nero ripassato, fior di latte, crema di patate al latte di cocco e curry verde, poi cozze, coriandolo e senape fresca.


La pizza di Jacopo Mercuro da 180grammi
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Nata a Talenti nel 2022 e parte di un bel numero di nuove pizzerie che si concentrano anche sulla parte beverage, Crunch è stata fondata dai medesimi proprietari di Dazio, con Federico Del Moro, il pizzaiolo Davide Romano e lo chef Matteo Lo Iacono. La proposta, appunto, è quella in stile romano, con ottimi cocktail in abbinamento. Le tonde sono condite in modo poco convenzionale e suddivise tra “easy”, “medium” e “hard” (a seconda di quanto vi va di sperimentare). C’è ad esempio la creativa Salmone alla scapece, con salmone marinato homemade, zucchine alla scapece, fior di latte di Agerola, panna acida e mandarino. Invece, per iniziare, il Sushim’bocca, un roll di saltimbocca alla romana (7,50€) che fonde tradizione e ispirazioni orientali. Tenete presente che i dessert sono davvero invitanti, tra mousse di cremino alle nocciole e tartellette di frolla con ricotta e visciole (7€). I cocktail costano tra i 10 e 12€ e c’è anche una buona scelta di bollicine e birre artigianali.
 

Crunch

All’interno di Villa Agrippina, tra il monte Gianicolo, la Città del Vaticano e Castel Sant’Angelo, ha aperto Terrazza Mirador. Un’oasi urbana per staccare la spina dalla Roma frenetica e immergersi nel “Balearic state of mind”. Un salotto in giardino con vista su Castel Sant’Angelo, Mura Vaticane e Tevere dove gustare le proposte dello chef giapponese Koji Nakai, nato nella città di Kobe, uno dei principali porti del Giappone. Una cucina rigorosa e attenta alla tradizione giapponese, la sua, che strizza l’occhio anche alle contaminazioni, con proposte che sono una sorta di melting pot culinario. I signature drink sono attentamente studiati dai bartender della terrazza (tra le novità del 2023 al bar ci sarà anche il Limited edition cocktail replicabile solo in 123 “copie”, preparato in un bicchiere speciale, con relativo sottobicchiere numerato, che il cliente potrà portare via come “souvenir”). Un altro aspetto che rende la Terrazza Mirador uno degli indirizzi di punta dell’estate 2023 a Roma, è la presenza di una variegata di vegetazione: Dracaena Draco, Palma washingtoniana, Ficus australis, Elicriso sono solo alcune delle piante presenti in questo suggestivo giardino con vista.

Terrazza Mirador

Lo scorso marzo 2023, nella Capitale, ha fatto il suo arrivo Six Senses Rome, il primo urban hotel di Six Senses che solitamente ha alberghi più leisure in zone di villeggiatura e non nei centri storici. In uno degli angoli più belli di Roma, tra via del Corso e piazza Venezia, l’architetta e designer Patricia Urquiola ha realizzato il primo albergo all’interno dello storico Palazzo Salviati Cesi Mellini, in piazza di San Marcello. Un gioiello che inizia nella hall e culmina in Notos, la terrazza con vista a 360 gradi sui tetti di Roma. Un panorama sulle cupole, sui monumenti, sulle statue più belle della città fanno da sfondo a questo indirizzo. Da qui si scorge l’Altare della Patria, Montecitorio, la Chiesa di San Marcello al Corso e si può assistere a tramonti indimenticabili, tra piante aromatiche, ceramiche di terracotta, comode sedute e rinfrescanti cocktail. 

Notos Six Senses
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Aperto a fine luglio 2023 a due passi dal Mausoleo di Agosto e dall’Ara Pacis, Ninù è un ristorante che vive da mattina a sera inoltrata, incentrando la sua proposta principalmente sul pesce. Un dehors da molti posti sulla graziosa strada pedonale per fare il brunch, e un’articolazione di sale interne arredate con gusto dalla proprietaria Alessandra Marino. In partenza l’attività di b&b con tre stanze di design al piano superiore e la possibilità di affittare una cucina con tavolo sociale per eventi privati. Ma veniamo alla carta, firmata dallo chef romano di grande esperienza Marco Gallotta: arrivi freschi dal litorale laziale maneggiati con cura ma senza stravolgimenti e ricette che tengono al centro l’ingrediente senza però risultare noiose. I prezzi sono davvero competitivi per la qualità della proposta e la posizione in centro: gli antipasti viaggiano tra i 12 e i 18€ (un po’ di più per i crudi); i primi tra i 14 e i 18€ (a eccezione delle linguine all’astice, 30€) e i secondi tra i 18 e i 28€. Non manca una selezione di piatti “della tradizione” anche di carne, con fettuccine al ragù (14€) e saltimbocca alla romana (18€). Da non perdere? Il cannellone con brandade (baccalà stufato e patate), leggermente fritto e servito con gel di pomodoro (12€) e gli gnocchi a base di ricotta di bufala fatta riposare nella semola per concentrare la consistenza, serviti con crudo di mazzancolle, riduzione di crostacei e salicornia (18€).


La tavola del ristorante Ninù

Tra le insegne storiche per la pizza romana c’è sicuramente Il Grottino a Testaccio dal 1936. Anche il forno a legna, qui, è lo stesso di allora, e consegna pizze stese alla romana oppure, volendo, anche quelle dal cornicione soffice di stampo partenopeo. Dopo il classico repertorio di fritti e bruschette, si può optare per la rassicurante funghi e salsiccia (8€), la fiori e alici (8€) oppure la Grottino, con pomodoro, mozzarella, funghi, salsiccia, uovo alla Bismark e rucola (8,50€). Volendo, però, ogni pizza si può personalizzare a scelta dal repertorio di condimenti. I dessert sono quelli che ti aspetti da un locale tanto classico: tiramisù, sorbetto al limoncello, tartufo bianco e nero e semifreddo al torroncino.

Il Grottino
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Apertura molto apprezzata dell’estate del 2022, il Borgo della Mistica si trova all’interno di una porzione di campagna romana nel quadrante est della città. Una vecchia cascina è stata ristrutturata mantenendo la struttura esistente e aggiungendo la splendida piscina che si affaccia su una distesa di olivi da cui si godono magnifici tramonti. Nel ristornate si possono gustare i piatti da un menu da cui scegliere antipasti, fritti, burger, pasta fatta in casa, verdure e dessert, accompagnati da una carta delle pizze e da un menu di vini e drink pensati per godersi l’estate. Per la piscina c’è anche una parte pensata appositamente per i più piccoli.

Borgo della Mistica -2

I fratelli Massimo e Gianluca Nucilli hanno portato a febbraio 2023 nella Capitale una proposta che, prima di loro, era quasi del tutto assente: la pizza a portafoglio. Quella sempre tonda, ma un po' più piccolina e ripiegata due volte, perfetta per essere mangiata al volo anche per strada. Nel loro localino in zona Montagnola - tuffo forno a legna e bancone per gli impasti - le pizze vengono via a pochissimo: parliamo di 2€ per la rossa semplice, fino a un massimo di 4€ quelle più condite (la Carbonara, ad esempio). Se proprio ne sentite la mancanza, considerate che di sera l'impasto si può stendere anche un po' di più e consegnare in versione "romana".


La pizza a portafoglio della Pizzeria F.lli Nucilli

Con il Flora Rooftop Terrace del Rome Marriott Grand Hotel Flora siamo in Via Veneto, cuore della Dolce Vita, su un tetto dove concedersi un aperitivo o una cena con vista. Da qui si ammirano il verde di Villa Borghese, le vicine Mura Aureliane con la celebre Porta Pinciana. Non manca l’incredibile vista sulla Roma antica, che sconfina raggiungendo i cavalli alati dell’Altare della Patria, il Vaticano, il Colosseo. Quando il cielo è terso, si svela un assaggio delle vette che abbracciano Roma verso Nord, con il Terminillo che si lascia scorgere in tutta la sua maestosità. In cucina c’è lo chef Massimo Piccolo che propone un menu tradizionale composto di antipasti, primi e secondi di terra e mare (i piatti si aggirano tutti tra i 20 e i 35€), oltre alla parte mixology, curata dal barman Alessio Mercuri, con i grandi classici e una carta di signature cocktail e after dinner cocktail (tra i 15 e i 18€).

Aperitivo Flora Roof Restaurant & Cocktail Bar 6
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A maggio 2023 lo chef Davide Del Duca e il maître Andrea Marini, insieme a Manuela Menegoni e Luca Carucci — già squadra del fine dining Osteria Fernanda — hanno aperto un secondo locale in Prati (qui il racconto esteso). Bianca ha una sala informale e un servizio amichevole, e una cucina del tutto dedicata a ricette semplici e domestiche. Romane, ma non solo. La quota laziale è infatti ben rappresentata da polpette di bollito (12€), trippa alla romana (10€) e uno dei bucatini all’amatriciana più apprezzati della Capitale (14€). Ma ci sono anche i pici al burro d’Isigny e alici (13€), il baccalà con cavolfiore e limone (15€) e l’uovo in camicia con salsa al Parmigiano (13€). Buoni, e generosi, anche i dessert, tra ‘pane, burro e marmellata’ (7€), la torta di mele con gelato alla crema (9€) nonché la pannacotta al caramello salato (8€). Menu degustazione in 4 portate a 45€.

Bianca Trattoria-2

Fatta eccezione per il benzinaio, Largo Pannonia sembra il set ideale per stazionare all’aperto, uno di quei rari spazi di quartiere dove si incontrano le famiglie, si prende un caffè o un bicchiere di vino leggendo il giornale. Da qualche anno ad alzare il livello della proposta gastronomica, di questo lato di San Giovanni ci pensa Vicino, enoteca con cucina aperta dalle 11 del mattino all’1 di notte. I tavoli esterni sono piuttosto semplici, ma propendono sulla piazza permettendo agli ospiti di godersi l’aria aperta. In menu si trovano piatti accessibili, non banali ma senza eccessivi guizzi, in formati piccoli o più sostanziosi. Per accompagnare c’è una carta dei vini e dei bicchieri alla mescita.

vicino enoteca
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UnaHotels Trastevere Roma, hotel 4 stelle di Gruppo UNA situato nel cuore di uno dei quartieri simbolo di Roma Capitale, ha ufficialmente inaugurato la terrazza al settimo piano. È Vista Trastevere Roof Bar & Restaurant by “UNA cucina”, un rooftop che si affaccia sul centro storico di Roma e, grazie all’ampia copertura, è fruibile tutto l’anno. Gli arredi in rattan, corda e cotone si ispirano alla Dolce Vita romana. Il verde domina gli spazi con piante rigogliose e profumate, mentre la cucina esalta piatti tradizionali regionali e nazionali, nonché proposte internazionali che accontentano tutti i palati. Anche l’arte della mixology è in primo piano con cocktail classici e rivisitati, infusi e distillati artigianali.

La vista del Vista UnaHotels

Una delle ultime passioni degli attori italiani pare essere quella di aprire un ristorante. Lo abbiamo raccontato anche a proposito di Cristiano Caccamo, che lo scorso 7 gennaio ha scelto San Lorenzo per aprire le porte della sua Nena. Un’osteria accogliente e arredata con gusto, familiare ma curata, alla quale il reggino classe ’89 ha pensato insieme alla Zia Carmela, un asso in cucina. Tra spunti domestici e ricette di casa, qui però lavora uno chef di professione, Salvatore Greco, forte di esperienze - anche stellate - in Inghilterra. Classici e golosi, con qualche trovata innovativa, i piatti comprendono cacio e pepe con carciofi e bergamotto, maltagliati ceci e castagne, frittatina di pasta. Ma anche cavolfiore in pastella al caramello salato e, per dessert, sontuose coppe di tiramisù.


Nena mercato&cucina (1)
 
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Il 10 maggio 2023, Peppo ha aperto un nuovo locale a Cinecittà, che rappresenta il secondo indirizzo di Peppo al Cosimato. Dal 2018, il ristorante Peppo al Cosimato è noto per le sue pizze e piatti a base di pesce, che hanno animato le strade di Trastevere. Il nuovo locale a Cinecittà ha preso il posto del primo Sforno, situato in Via Statilio Ottato. Il nuovo locale di Peppo a Cinecittà offre lo stesso mix di specialità che si possono trovare a Trastevere, dalla pizza ai piatti della cucina (in particolare quelli a base di pesce povero). Le sale interne sono state ristrutturate e lo spazio esterno è particolarmente piacevole durante la stagione estiva.

Peppo Cinecittà_ Ph Giulia Blasi1

Aperto a Roma all’inizio del 2023, questo ristorante è stato il primo in Italia della più grande catena di ristoranti di cucina indiana e vegetariana del mondo (ne abbiamo parlato qui). Il locale è semplice e spartano, condito da un buon servizio e da un menu kilometrico dove poter assaggiare piatti della cucina indiana corredati da salse, a scelta tra diversi tipi di pani, risi, curry e condimenti. Ce n’è davvero per tutti i gusti e il conto si mantiene sotto controllo.

Saravanaa Bhavan

Ancora a Roma Nord, per l’esattezza a Montesacro, e ancora una recente apertura datata 2022. Ci hanno pensato i giovani Dario Gioco, Alessio Valloni, Irene Onofri e Gabriele Tomassetti, con un “pizza bar” dedicato alla tonda romana da accompagnare a ottimi drink. Prima di approcciare le pizze si comincia con un repertorio di fritti (c’è pure il cannellone, 6€) o qualche “conchetta”, il pezzo forte di Svario: un taco con base pizza farcito secondo fantasia. Qualche esempio? Con crudo e bufala (5€), maiale chashu sfilacciato (6€) oppure ragù di baccalà e terra di olive nere (5€). Si passa poi alle portate principali, che si dividono tra rosse (margherita, 8€, marinara, 7€ e rossa ai funghi, 8€), bianche (patate e cotto alla brace, 10€ e boscaiola, 9€) e speciali, con combinazioni gastronomiche invitanti. La Baccalà — con ragù di baccalà, patate schiacciate alle erbe, porro fritto e germogli, 13€ — vi verrà servita insieme a un Curtain Call a base di Martini — mentre la Manzo — una focaccia con battuta al coltello, stracciatella di bufala, cipolla caramellata e pesto di rughetta, 14€ — starebbe benissimo con una variazione di Americano. La conchetta di cui sopra diventa anche dessert. Come? Basta una generosa spalmata di Nutella (5€).
 

Svario
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Si presenta come vineria con cucina, ma lo spazio è anche un po’ quello di un ristorante. Bei tavoli, sedie eleganti ed atmosfera posata fanno da contraccolpo alle bottiglie disseminate alle pareti. Sarà meno scanzonata e “funky” di altre – aggettivo caro agli appassionati di vino naturale – ma comunque offre un’interessante proposta enologica. La cucina è proprio una cucina: con piatti lavorati e pensati, non solo assemblati, fermentati o riscaldati. Si trova in zona Santa Maria Ausiliatrice.

Lento Roma-2

Il Buchetto è aperto in Via Flaminia, a pochi passi dall’omonimo piazzale, senza soluzione di continuità dal 1929. Qui si comincia con un antipasto d’altri tempi (e non ci sono fritti in carta): la ciriola divisa in due e condita con aglio e salsa di pomodoro, con alici o ancora con prosciutto. Come dice il nome, il locale è tutto fuori che spazioso, quindi mettete in conto di prendere il numerino e attendere il vostro turno — ovviamente non è possibile prenotare — prima di sedervi ai tavolini in graniglia apparecchiati solo con tovagliolo e bicchiere. Proprio come una volta. Riceverete poi la pizza di Antonio Spanò, lievitata 24 ore, rigorosamente cotta a legna e che arriva a tavola sottile e scrocchiarella. Potete scegliere eventualmente anche un buon calzone. Prezzi popolari e accoglienza anche.
 

Il buchetto
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A giugno 2023 il gelatiere Marco Radicioni ha raddoppiato gli sforzi, affiancando alla storica (e amatissima) gelateria di Trastevere un locale particolare a Monteverde. Un po’, ancora, gelateria e un po’ bakery, anche caffetteria, per assecondare una passione personale condivisa con una clientela più attenta: il caffè specialty. Da Otaleg la selezione di chicchi è — senza esagerare — eccellente: di base si lavora con la torrefazione brianzola His majesty The Coffee, alla quale si aggiungono ogni mese realtà internazionali di alto livello (al momento la parigina Kawa, il mese scorso 19grams di Berlino). I monorigine sono serviti, come si converrebbe, esclusivamente in doppio espresso. Si trovano anche batch brew da Moccamaster ed estrazioni con V60, French press e aeropress. Poi ci sono proposte particolari, come l’infusione di cascara di caffè (ovvero la buccia) e, d’estate, l’espresso tonic. Ottimo anche il cappuccino, preparato col latte di Caterina Maceroni (questa la storia dell’allevatrice). Caffè anche nell’impasto dei lievitati e nei gusti gelato in carapina.


Marco Radicioni al bancone del nuovo Otaleg, ph. CoffeeAndLucas_myMediaStudio

Non esattamente sulla costa, dalla quale lo separano appena 3 kilometri, il ristorante e agriturismo Santa Lucia è un’oasi verde nel primo entroterra di Maccarese. O, per meglio dire, una residenza agricola con suite arredate con ricercatezza, due piscine di acqua salata, un solarium e una proposta enogastronomica all’altezza del contesto. Il ristorante èì aperto ai clienti esterni dal mercoledì al venerdì (solo a cena) ed è condotto da Daniele Lubei, executive chef classe 1985 con la passione per la sostenibilità e le filiere cortissime. I suoi menù sfruttano al massimo le produzioni agricole locali, con anche una degustazione vegetariana di cinque portate interamente dedicata (45€). Sulla carta dei primi segnaliamo il risotto alla vignarola (20€), da far seguire al pollo alla cacciatora (20€), per finire poi con la mousse di carote di Maccarese al miele e polline, gel ai frutti rossi e yogurt (8€). Cantina eccezionale.

La piscina di Santa Lucia Maccarese-2

Dimenticarsi per un po’ di vivere a Roma e salire su uno dei tetti più suggestivi della città. Siamo all’OrganicsSky Garden dell’Aleph Rome Hotel, a due passi da piazza Barberini e via Veneto, un indirizzo da segnare per una fuga dalla città rimanendo nel perimetro della Capitale. Stile contemporaneo e ricercato, design essenziale e dai colori neutri e una piscina a sfioro per concedersi momenti di relax e svago sono le caratteristiche di questo indirizzo. Protagonisti i signature cocktail di Lorenzo Politano, che mostra un’attenzione speciale al pianeta con “Shaker & Sustainability”, in cui la qualità e la sostenibilità rappresentano due priorità. Ad accompagnare i cocktail ci pensano i piatti della tradizione italiana reinterpretati in chiave contemporanea dallo chef Carmine Buonanno: dalla caponata di melanzane con polpo all’insalata, al maritozzo pastrami, cetriolini, senape e cavolo viola, fino ai bucatini all’amatriciana con guacamole croccante e alla frittatina di pasta con provola affumicata. Nel corso dell’estate, a partire dal 12 giugno, l’Organics SkyGarden diventerà anche cornice di appuntamenti speciali, in cui Politano sarà affiancato da bartender di livello come Marco Zampilli di Rude Centocelle, Davide Diaferia del Drink Kong e Joy Napolitano del The Barber Shop Speakeasy. E infine la musica, con resident dj che si alterneranno a sorpresa in terrazza.

Organics Garden  (3)-2

“Il primo bistrot del litorale romano” è aperto tutti i giorni sul canale di Fiumicino dalla colazione al dopocena. Parliamo di un bar, ristorante e locanda che si rifà ai piccoli locali parigini, dove rifugiarsi per un calice e qualche assaggio. Come dicevamo, però, qui si inizia con il brunch del mattino e il servizio di caffetteria, con proposte dolci e salate. Si passa poi al pranzo. Occhio al menù con i piatti del giorno: linguine con pesto e cozze (11€) o tonnarelli con vongole, carciofi e pomodorini confit (12€)? Chissà. Si prosegue con l’aperitivo con vini alla mescita e carta delle birre e si finisce con una cena a base — perché no — un buon hamburger. Un’insegna diversa dal solito.

La sala di Indispensa Bistrot

Ricordatevi di prenotare con largo, larghissimo anticipo per assicurarvi un tavolino alla trattoria di mare di Benny Gili, una delle insegne più amate in zona da sempre. Potrebbe capitarvi di pranzare a fianco di qualche chef “in borghese” nel suo giorno libero, il che è sempre ottimo indizio di qualità. Sono infatti molti i cuochi romani che vengono qui per un ottimo pasto a base di pescato del giorno e una bottiglia dall’ampia cantina della casa, completa di referenze da tutta Italia. In menù ci sono piatti ormai storici che fareste bene a ordinare, come la bruschetta con sarda affumicata e cipolle caramellate (8€), i gamberi rossi con stracciatella e crumble salato (12€) e la carbonara di mare (17€). Come si fa una carbonara così? Con uova, pesce spada affumicato, cozze sgusciate e pecorino. Quando i camerieri, alla fine, vi chiederanno se gradite il dessert, rispondete di sì e ordinate la crema catalana allo zenzero (8€). Dal 27 maggio 2023 La Baia ospita il progetto itinerante Soffio, in arrivo dall'Isola del Giglio: tapas, vini naturali, cocktail direttamente sulla spiaggia e tanta buona musica live.

Crudo di gamberi gobbetti de La Baia di Fregene

Aperto a marzo da Kevin Habib e Matteo Strano, questo locale (ne abbiamo parlato qui) in zona Prati/Delle Vittorie si è andato a innestare in una zona già gremita di locali e bar. I due, dopo importanti esperienze sia in Italia che all’estero, hanno deciso di puntare su un locale tutto loro. L’offerta qui però vuole essere diversa, con caffè specialty serviti al tavolo e non al banco, cappuccino realizzato con il latte di Fattoria Faraoni, prodotti dalla cucina interna. Il nome viene dal titolo della casa che i due avevano in Australia. Aperto dalla mattina fino a dopo pranzo, chiuso sabato e Domenica, ha un’offerta di specialty ancora in via di definizione. Siamo partiti intanto con La Cabra, una delle più importanti e note torrefazioni nord europee. 


Il cappuccino di Casa Matti a Roma
Apri su Maps @nitekong

Nel 2023 Patrick Pistolesi ha raddoppiato con una nuova avventura, Nite Kong. Insieme ai soci Richard T. Ercolani, Massimo Palmieri, Claudia Gianvenuti e Ilaria Valeri, è nato un locale che è un omaggio alla notte, ed è lo spin off laterale, con i suoi 130 metri quadrati di spazio e 30 posti, di Drink Kong. Al bancone troviamo Mattia Capezzuoli, che propone una cocktail list con i classici in testa, seguiti a ruota da una selezione di signature ispirati al mondo della notte, come Insomnia con vodka, espresso, pink grapefruit soda e pecan almond, oppure Buio con Campari, montelobos mezcal ensamble, 1757 vermouth di Torino rosso, rhubarb liqueur, agave nectar e angostura.

Nite Kong a Roma, Il bancone

Per mangiare il miglior pesce a Montesacro l’indirizzo da segnarsi è quello di Fish, in via Valsugana. Il titolare Francesco è originario di Vibo Valentia e lo cucina spesso alla maniera calabrese, con parecchie incursioni nel ricettario siciliano. Un locale non ampio ma curato e arredato con gusto moderno, che punta sulle proposte di crudi (il plateau misto costa 25€), su primi gustosi e veraci (come i tagliolini con gambero rosa di Mazara del Vallo e asparagi) e su secondi alla griglia, sempre freschissimi (21-23€). A dire il vero, però, tra i piatti più ordinati c’è l’immancabile frittura mista (20€).

Spaghettone con battuta di gamberi di Fish Da Francesco
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Il Dopo Lavoro Ricreativo (DLR è l’acronimo) è la destinazione dello chef Jacopo Ricci che, abbandonata la città e i suoi ristoranti (La Tradizione, Il Pagliaccio, Jacopa) è ritornato nella sua zona d’origine, i Castelli. L’ambiente è quello di una trattoria degli anni ’70, semplice e informale, la cucina invece è ben più elaborata. Alla base ci sono prodotti stagionali, ingredienti laziali o più spesso castellani, ricette della cucina italiana ma anche cose che non sono nulla di tutto questo, tecniche e modalità di preparazione che si incontrano spesso nei ristoranti gourmet in cui Ricci ha lavorato. Gli antipasti stanno tra i 12 e i 15€, i primi a 17€, i secondi tra i 20 e i 26€. Di solito la domenica c’è il pranzo con menu fisso.

DLR Dopo Lavoro Ricreativo a Frascati

Dario Fociani ha investito sul caffè specialty in tempi ancora non sospetti, inaugurando la sua caffetteria Faro nel 2016 a due passi da Piazza Fiume. Nel 2022 si è dedicato anche alla torrefazione in prima persona, avviando la roastery Aliena, che naturalmente rifornisce il locale. Ma ci sono molte altre referenze, anche da colleghi stranieri. Delle diverse tipologie di estrazioni non manca nulla. Allo stesso livello del caffè, ci sono i dolci della pasticciera Azzurra Florean (tipo il Kouign-amann).


La sala di Faro
Apri su Maps 065817281 @ivoatrastevereroma

Perché la pizza a Roma si chiama scrocchiarella? Perché deve fare "croc". Lo sapeva bene il signor Ivo, che aprì insieme alla moglie Romana il suo locale in pieno Trastevere quando ancora il rione era del tutto popolare. Correva l’anno 1960 e i due si occupavano soltanto di dolci da forno. Le pizze arrivarono poco dopo, costringendoli ad allargare il locale dove la terza generazione degli Stefanelli è ancora oggi al lavoro. Si comincia, volendo, con l’antipasto all’italiana, fritti e crostini, oppure si va dritti sulle pizze. Che sono divise tra rosse (Napoli, 8,30€, ai wurstel 9,50€, col salame piccante 9,20€) e bianche (la King, con mozzarella, porcini, guanciale, provola e speck, 9,50€; e la gricia, con guanciale, pepe, grana e pecorino, 9,50€). Non si prevedono sperimentazioni gourmet, ma “solo” tanta sostanza.
 

Ivo
Apri su Maps 0639915713 @follisristorante

Mattia MolicaFrancesco Matteucci e Marco Tosti hanno inaugurato a Fiumicino nei primi mesi del 2023 un ristorante che contiene, in 600 metri quadri, un’anima doppia. Anzi tripla. Da un lato c’è “Living”, la parte dedicata a una linea di cucina semplice e accessibile, con crudi di mare (16-28€), sauté di cozze (12€), fritture (18€) e grigliate del giorno (26€). Dall’altro “Slowly”, una zona dal design raffinato dove si servono menù degustazione più elaborati, firmati dallo chef Daniel Celso (allievo di Lele Usai, anche lui a Fiumicino con due insegne): le selezioni di mare e di terra (entrambe 70€), e quella più completa da dieci portate (100€). Cosa aspettarvi? Risotto al nero di seppia con ricotta e limone nero e polpo alle arance ed erbe amare, ma anche maialino arrosto con mele e cardi selvatici. A completare il profilo eclettico di Folllis provvede il comparto mixology, con il bancone presidiato da Samantha Parente.

La sala di Follis
Apri su Maps 3455479532 @arotapizzeria

Nel pieno del quartiere popolare di Tor Pignattara, A Rota è una pizzeria che ammette poche deroghe alla tradizione. L’ha aperta nel 2020 Marco Pucciotti, il quale ai suoi forni ha voluto il bravo Sami El Sabawy. Che abbiate voglia di una rossa coi funghi (7€) proprio come la mangiavate da bambini, o invece preferiate qualcosa di più robusto — come quella ripiena con provola affumicata, Parmigiano Reggiano, ragù bianco e cipolla fritta — qui vi sarà servita una pizza fina e ben cotta, tirata rigorosamente al mattarello. Tra gli antipasti, oltre ai romanissimi supplì (2-2,50€) e filetto di baccalà (4€), ci sono la mozzarella in carrozza (5,50€) e la frittatina di bucatini all’amatriciana (4€). E siccome la romana, si sa, è leggerissima, via libera anche al dessert, sempre a base di pizza: avete mai provato il tiramisù sulla tonda?
 

Pizza tiramisù di A Rota

La Scialuppa da Salvatore è uno stabilimento balneare e ristorante storico, punto di riferimento a Fregene da oltre 60 anni e aperto tutto l’anno. In cucina lo chef Fabio Di Vilio lavora con uguale dedizione pesce e prodotti dell’orto (dal terreno di famiglia a Maccarese), serviti d’estate all’ombra di ombrelloni di paglia o bungalow che guardano il mare. La cucina della tradizione è approcciata con creatività e tecnica e gestita spesso con un lavoro sui brodi, i fondi di cottura e le bisque. Antipasti freddi e caldi — ad esempio polpo verace con guanciale, salsa verde e patata dolce — primi piatti creativi e grandi secondi alla griglia. Poi l’immancabile frittura. Scontrino medio di 55€.

Crudo di gamberi e scampi de La Scialuppa da Salvatore

Vini naturali e biologici, buoni ingredienti del territorio e piatti con un guizzo attento anche all’estetica fanno di questo indirizzo una meta interessante per chi vuole pranzare o cenare lontano da Roma. Troviamo in menu un po’ di tutto: dal Maritozzo al cacao con cinghiale, emulsione di pecorino, cipollina borettana balsamica Agnoni e timo, oppure la selezione di salumi e formaggi e la lattuga arrostita, la cacio e pepe con il peperone crusco, ma anche i tuffoli al mascarpone con nero di seppia e carciofo croccante, il pannicolo con salsa al kiwi, lardo di Patanegra e patate al forno alle erbe ma anche l’ombrina lardellata con crema di peperoni, salsa yogurt, polvere di olive leccine e olio all’erba cipollina. Carino anche l’ambiente, non la solita trattoria, vera o presunta.

La Palazzina San Cesareo-2
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Ci spostiamo al sesto piano del The First Arte, dove – da anni – Acquaroof Terrazza Molinari è sinonimo di eleganza e vista strabiliante, che si estende dal Pincio alla Casina Valadier passando per Villa Medici. Se la vista è degna di nota, la cucina e la miscelazione non sono da meno sulla terrazza in via del Vantaggio. È il menu di chef Daniele Lippi - Executive Chef del ristorante Acquolina - a rendere speciale l’esperienza: cucina di pesce, con crudi, selezione di ostriche e caviale, una proposta che incontra la tradizione con una massima attenzione alla scelta delle materie prime. Punto di forza della terrazza è, inoltre, la cocktail list “Divina” ideata da Carlo Soriano Valle, bar manager di Acquaroof e ispirata alle divinità femminili.

Acquaroof Terrazza Molinari-2
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Aperto a febbraio 2023 (ne abbiamo parlato qui), Grani a Monteverde è il locale della brava Giorgia Roscioli, che ha portato in una dimensione tutto sommato piccola un’offerta estremamente trasversale, che spazia dai lievitati per la colazione, ai prodotti salati. Fino chiaramente alla caffetteria, vero fulcro del piccolo banco, incentrato tutto sugli specialty. E siccome lo spazio è piccolo, ricordatevi che qui la colazione si può prenotare per godersela davvero. 


Grani Farine e Caffè

Nel quartiere San Paolo, a dicembre 2022, ha aperto il primo microbirrificio della zona, che serve birre della casa insieme a una bella scelta di altre artigianali. Non mancano sidro e spiriti pregiati, e non manca nemmeno una cucina “di fuoco” — palese l’amore per la brace — più che interessante. Alla brace si prepara parecchio quinto quarto, con spiedini di cuore di manzo e chimichurri oppure di animelle alla cacciatora e za’atar (7€ l’uno). Ma si possono scegliere taglieri di salumi e formaggi pregiati (jason serrano e coppa piacentina tra i primi, poi Montasio Mezzano Dop e muffati francesi) oppure panini che mettono insieme suggestioni dal mondo. Come il KFC con pollo fritto laccato, kimchi e maionese al limone marocchino (10€) oppure quello con pollo fritto alla coreana, servito al piatto (8€).


Mashroom

Il pizzaiolo Stefano Callegari non ha mai fatto mistero della sua passione per la cucina a tutto tondo. Dopo Romané, una popolare trattoria romana, ha infatti aggiunto al novero dei suoi locali anche uno di pesce. Dimenticatevi le code nel traffico per andare “ar mare” e recatevi nel Rione Prati, per una proposta genuina e senza fronzoli. A crudi e interpretazioni gourmet Callegari preferisce la sostanza e quindi via con un menu riconoscibile e goloso, fatto di seppie e piselli (8€), supplì di palamita (7€), pasta mista ceci e baccalà (13€) e polpette di merluzzo (7€). La fine? Familiare — con tiramisù, tenerina al cioccolato e torta di cacio al forno (5€) — o più avventurosa: da assaggiare la “pectina panata”, una curiosa macedonia con uvetta e pinoli avvolta in pasta fillo, panata in uovo e granella di biscotti e infine fritta, servita con crema diplomatica (7€). Wow.


Armare

Al confine con il parco della Caffarella, Marta Maffucci ha portato la sua idea di cucina vegetariana di qualità. Misticanza è un bel locale, con un grazioso esterno, dove anche chi non ama la cucina vegetale, o meglio, chi non è venuto qui di proposito, potrà trovare una soluzione estremamente valida. Tutto si basa su un menu stagionale con piatti pensati per piacere in modo trasversale a partire da produttori selezionati oppure anche da preparazioni fatte in casa, come la pasta fresca o il seitan, di produzione propria. Da non trascurare nemmeno i dolci e le etichette proposte. Prezzi tra i 6,50 e i 14€.

Misticanza Roma-2

Al comparto della cucina tradizionale provvede questa osteria, al lavoro nel pieno di Montesacro dal 1989. La conduzione è famigliare, come da prassi, e i piatti vanno dritto al sodo. Qui si sforna anche la pizza (6,50-9€) e non manca qualche proposta di mare (ottime le alicette fritte in doppia panatura, 8€ e i ravioli di spigola, 12€), ma fossimo in voi ci concentreremmo sulle portate romane. Troverete rigatoni con pajata di vitella (9€) o all’amatriciana (9€), puntarelle aglio e alici (5€) e abbacchio al forno con patate (14€), fatti proprio come “a casa di nonna”. Anche i dolci — ci mancherebbe — sono in piena linea: lasciate perdere la cheesecake e buttatevi sul tiramisù (4€).

Pasta fresca dell'Hostaria Menenio Agrippa
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Aperto nel 2022 nella trafficata Via della Giuliana, tra Prati e Trionfale, questo indirizzo permette di sedersi e godersi una colazione davvero per tutti i gusti. I caffè del giorno sono indicati su una lavagna che riporta i paesi d’origine. Il menu è molto ricco: da mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta: oltre a crostate, biscotti, cornetti e torte, c’è lo yogurt del Bio Agriturismo Valle Scannese della famiglia Rotolo, pancakes salati e un’intera carta delle uova. Poi piatti unici salati, bagel e diversi toast realizzati espressi, come il madame e il sandwich con verdure cotte a bassa temperatura. Ha anche tavoli all’esterno.

Mae-2

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Storico indirizzo di riferimento per la cucina romana a Trastevere, Da Enzo al 29 è famoso almeno per due cose: i piatti e la fila. Qui infatti non si può prenotare e i coperti sono pochi tra interno ed esterno. La carbonara regna nel menu dei primi insieme ad altri piatti romanissimi. È realizzata solamente con i rigatoni selezione “Da Enzo”, una piccola bottega di prodotti a marchio del locale, poi guanciale di Amatrice IGP, pecorino DOP dell’Agro Romano, uova e pepe nero del Sarawak macinato al momento. Prezzo: 14€. 

Da Enzo al 29

In Via dell’Almone, vicino alla fonte dell’acqua Egeria ormai da diversi anni Parco Appio anima l’estate romana. Durante la stagione estiva qui spunta anche una sede completamente all’aperto della Pizzeria l’Elementare, dove poter assaggiare fritti e pizze romane, basse e croccanti del pizzaiolo Mirko Rizzo. A ogni estate arrivano anche delle novità: di solito, oltre al cibo, c’è spazio anche per bambini, eventi, dj-set, ma a tenere banco sono le birre artigianali, la pizza, la brace e le tavolate sotto il cielo. Consigliatissima la prenotazione.

Parco Appio-2
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Novità di settembre 2023, Gregorio è un ristorante con formula “all day long” attivo da colazione al dopo cena. La pizza però è centrale, e per la stesura del menu è stato coinvolto con una consulenza Luca Pezzetta della Pizzeria Clementina di Fiumicino. Si parte con il repertorio di fritti classici — supplì al telefono, 3€; alla carbonara, 4€; di coda, 9€ — e si prosegue con la pizza bassa tanto amata nella Capitale. Stuzzicante la proposta vegana, con caponata di melanzane, capperi, pomodori, olive, cacao crudo e basilico (16€). Ma non mancano ozpioni ancora più sostanziose, come l’omaggio alle fraschette: porchetta fatta in casa, provola dolce, sedano riccio e maionese al finocchietto (15€). Da bere ci sono i drink del manager Jacopo Salvati


Gregorio

Sul tetto del Double Tree by Hilton Rome Monti la vista è notevole e si può sorseggiare un cocktail elegante o fare uno sfizioso aperitivo presso il Mùn Rooftop Cocktail Bar. La terrazza all’ottavo piano dell’hotel nel contesto del Rione Monti, a due passi da Santa Maria Maggiore, coccola i clienti con piatti leggeri, drink contemporanei e tutto il meglio della mixology italiana. Ogni giorno al tramonto, dalle 17,30 alle 24, all’ultimo piano del DoubleTree by Hilton Rome Monti è “Cocktail time”: l’obiettivo del Mùn è quello di far gustare i sapori della Capitale con tutti e cinque i sensi. La terrazza, da fine maggio, diventa anche casa di importanti eventi gastronomici a 4 mani con chef importanti da tutta Italia.

Mun Rooftop
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All’arrivo si viene subito colpiti dalla bellezza del luogo: una grande casa immersa nel verde, Villa di Maggio, a ridosso di Grottaferrata con uno spazio esterno arredato con un tocco vintage. Dentro c’è una sala con il camino, l’esterno è composto di più aree che spesso accolgono ricevimenti. La cucina però non è di quelle polverose o stantie, ma un insieme di ricette abbastanza semplici, con qualche guizzo (antipasti tra i 7 e i 16€, primi tra i 10 e i 17€, secondi piatti tra i 10 e i 18€). Ci sono le polpette al sugo, la carne alla griglia, ma magari anche una pasta con il pesce. La sera si sfornano pizze, fritti e focacce.

Casa Maggiolina
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Di Luca Pezzetta, pizzaiolo classe ’89 cresciuto tra i Castelli Romani e Fiumicino, abbiamo già raccontato la tecnica magistrale con il pescato e la storia della pizzeria sul litorale romano. L’ha aperta sul Porto Canale di Fiumicino a dicembre 2021, occupando lo spazio del vecchio cinema della città e conquistando in breve i residenti e i romani, che lo raggiungono senza sforzi. Grandi impasti da un lato — focaccia agricola, al trancio e al padellino ma anche lievitati dolci — e pesce freschissimo da aste e pescherecci dall’altro, trattato abilmente a crudo, oppure sulla griglia. E ancora stagionato in casa, nelle celle a vista in sala. Nascono così altissimi esempi di cucina di mare su antipasti e tonde, come la Capricciosa, con terra di olive e petali di carciofo fritti, prosciutto di tonno o ricciola e uova di muggine (19€), o la Aragosta del Futuro, con aragosta arrostita, capperi di Salina, olive disidratate, origano, pomodori confit, maionese alle alici e fondo di aragosta (28€). Il repertorio degli antipasti è da imbarazzo della scelta: supplì classico (3€), quadro con spaghettone alla carbonara (5€), oppure il nuovo Murena Sandwich, proposto con il quadruccio di teglia romana ai cereali (12€). Cantina gestita da Daniele Mari con chicche italiane e straniere.
 

Porchetta alla diavola Clementina, Ph. Romanogmt
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L’abbacchio al tegame con i carciofi, la pasta cacio e pepe, lo spiedino con i saltimbocca alla romana, l’involtino al sugo di nonna oppure le mezzemaniche alla norcina, con panna, salsiccia, parmigiano, pecorino e pepe: sono solo alcuni dei piatti, le specialità della casa, che si possono assaggiare da Trattoria Zarazà, attività a gestione famigliare aperto verso la fine degli anni ’50 che è anche un’evoluzione di qualità delle tradizionali fraschette. I piatti sono quelli della tradizione romanesca ma in un contesto più accogliente. C’è anche una terrazza esterna da godersi in estate.

Trattoria Zarazà
 

Per la seconda stagione estiva, Pier Daniele Seu rinnova il patto con la catena di alberghi internazionali W, in particolare nella sede W Rome. La sua pizza sale all’ultimo piano sulla terrazza dell'hotel, con una piccola selezione di proposte lievitate e fritti. Per entrare più nello specifico, dopo il menu di crudi ci sono gli antipasti dalla friggitoria, come il supplì classico, le chips, la lasagna fritta e la crocchetta di patata (6€). Si passa poi alle pizze: nel menu sono 7 (tra i 14 e i 23€). Spaziano dalla margherita, all’assoluto di pomodoro, dalla Napoli alla crudo e burrata. A fare da contorno c’è una bella vista e la terrazza divisa in due: da un lato ristorante e cocktail bar, dall’altro la piscina con i lettini.

Seu Pizza con Vista-2

Non solo caffè di qualità ma anche tè arrivano da dietro il banco che Sergio Conti ha voluto per il suo locale nel quartiere Esquilino. Croissant, focacce, pane, torte e piatti spalmati per colazione, brunch e aperitivo condiscono il banco insieme con i caffè. Il locale sembra quasi estraneo al contesto romano, con uno spirito internazionale e un design asciutto, che ricorda negli arredi i locali della Scandinavia e il minimalismo nordico. Sul caffè il servizio si è affinato nel tempo, accanto alla proposta di tè che si può gustare direttamente al tavolo. Nel fine settimana, c’è da fare un po’ di fila. 


I Pain Suisse nel laboratorio di Forno Conti

Tra Villa Borghese e via Vittorio Veneto, in uno degli angoli più raffinati della città eterna, si trova la terrazza di Settimo, un altro scorcio mozzafiato da scoprire in città. Siamo all’interno dell’hotel Sofitel, nel ristorante che regala una vista davvero particolare su Villa Borghese e su tutta la città. A dirigere la cucina è lo chef Giuseppe D’Alessio che propone un menu a base di piatti della cucina romana e del Lazio, con ricette che strizzano l’occhio a tutta la tradizione italiana (si va dai 18 euro degli antipasti ai 45 euro dei secondi di pesce). Ma l’offerta è davvero variegata da Settimo, dove si può sostare per una colazione continentale (25 euro) o a buffet (38 euro), per un pranzo romano con proposte dello chef tra i 29 e i 41 euro, o, perché no, per un aperitivo con tapas e drink.

Settimo Restaurant-2
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È la terrazza dell’Hotel Chapter in centro, tra Ghetto e campo de’ Fiore, che ha aperto nell’estate del 2021. Incastonata nel cuore della Capitale si distingue dagli altri rooftop capitolini per il suo stile vivace e colorato, fatto di insegne al neon, cactus, fichi d’India e atmosfere messicane. Dalla cucina arrivano piatti messicani e più in generale di ispirazione latina da abbinare a cocktail vari. Per esempio tacos (tra gli 8 e i 12€), tostada (tra i 9 e i 10€), quesadillas (tra gli 8 e i 10€) con vari ripieni, di carne, di pesce, verdure e salse.

Hey Guey Terrazza Roma-2

“Trattoria” di nome, ma non esattamente di fatto. Aspettatevi infatti di pagare il giusto, in questa insegna di Monteverde che fa una cucina comunque raffinata in un contesto all’altezza. L’ha aperta nel 2011 Federico Circiello per proporre una materia prima che arriva direttamente dall’Argentario. Gli antipasti sono sia crudi che cucinati, con, ad esempio, parmigiana di pesce bandiera (10€) e trippa di rana pescatrice alla romana (10€). Volendo, si può optare per il misto, con sei assaggi a 18€. Tra i primi segnaliamo gli scialatielli trafilati al bronzo allo scoglio (13€), e poi si può proseguire con pesce bianco di paranza alla brace o all’acqua pazza. Saranno loro a consigliarvi i migliori arrivi di giornata. Anche il cannolo siciliano, tra i dessert, è fatto in casa.


Trattoria del Pesce

“Zero chiacchiere e pesantezza, solo grandi pizze, fritti e ottime birre artigianali”, recita il motto del locale. Serve altro? Secondo noi no. E dunque vale la pena farsi strada tra le frotte di turisti che sono tornati ad affollare Trastevere per prendere posto all’Elementare, il locale aperto nel 2020 da Mirko Rizzo e Federico Feliziani. Buoni per davvero i supplì, classici (si fa per dire, visto che ce ne sono anche con lasagna, 3,50€, e spaghetti ajo e ojo, 3,50€) e speciali (con provola e pepi, 4€, o la “Sfera de Mortazza”, con mousse di ricotta e mortadella, 4€). Date un’occhiata alle romane tradizionali, ma spingetevi verso le proposte più estrose. Come la Brindisi-Corfù sola andata, con fior di latte di Agerola, prosciutto cotto affumicato artigianale, peperoni e friggitelli arrostiti, poi ristretto di datterini, feta e polvere di finocchio (15€): un vero e proprio viaggio attraverso il Mediterraneo. Molto buona, come promesso, la carta delle birre. La pizza dell’Elementare ora si mangia anche al Tuscolano, con una nuova, recente apertura. 
 

L'Elementare-3
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La creatura di Greta Bertoli ed Emiliano Cataldo ha superato anche la prova del fuoco della fase di rodaggio, posizionandosi come una delle più calorose aperture del 2023 e delle enoteche con cucina più riuscite a Roma, dove pure la competizione è acerrima. Ambiente informale ma curato, quell’aria in po’ naive da salotto di casa (del tutto voluta, come ci raccontarono gli stessi proprietari in fase di apertura), un giradischi, una cucina gestita da Chiara Sarra, bottiglie alle pareti costituiscono buona parte del successo della proposta ma non ne racchiudono comunque l’atmosfera. In menu si trovano sia proposte al calice che piatti con variazioni continue, tante proposte vegetali e lavorazioni di prodotti di grande qualità. Fanno anche il kombucha in casa (con cui potremmo suggerirvi di prendere un gin tonic).

La cucina di Ciaparat e Chiara Sarra

Voia ha preso il posto di un grande casale, ormai dismesso e abbandonato, e ne ha valorizzato il parco di due ettari, collocando lì un grande spazio vetrato, immerso nel verde e luminoso. Una sede davvero unica, perfetta per sentirsi in campagna anche in un quartiere di Roma. Qui si servono tutti i giorni pranzi, aperitivi e cene, ma si ospitano anche mostre ed eventi culturali, che sfruttano a pieno le possibilità dell’ambiente. Dalla cucina arrivano antipasti semplici e buoni, come la panzanella con basilico e burrata (8€), primi genuini, come il tortello ripieno di patate, cozze e bufala affumicata (13€) e carni alla brace di qualità dalla macelleria Angelo Feroci. La carta dei cocktail enuncia tutti i classici, ma date un’occhiata anche ai particolari Voia Drink, che comprendono ricette intriganti. Ad esempio il Poires-Parler, una miscela di vodka, cognac alle pere, aceto di lamponi e sciroppo di vino rosso (10€)

Voia, la location
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Scordatevi l’aria popolare che si respira nel resto del quartiere e immergetevi nell’allure raffinata e un po’ retrò di questo locale in Piazza Biffi, dove il banco della pasticceria è circondato da ampie specchiere e divanetti rosa cipria. Se il nome dichiara un’ispirazione “d’altri tempi”, la proposta food&beverage è del tutto contemporanea. Il menu si rimodella dalla colazione alla cena rispondendo a varie necessità: waffles (7€), cinnamon roll e lievitati nostrani (2€) che mantengono vivo il genius loci (che prima era un forno), ma anche avocado toast (10€) e croque monsieur (12€) per chi di prima mattina preferisce le proteine. Sul menu che chef Andrea Castagna ha pensato per la cena vanno forte le paste ripiene (18-20€), ma ci si può fermare anche solo per un aperitivo, con proposte analcoliche non banali.

La sala di Bauhaus

Parliamo di un ristorante abbastanza unico nel suo genere. Qui lo chef Davide Leo ha preso il menu della trattoria romana tradizionale di famiglia e l’ha trasformato in una versione totalmente a base vegetale. Dopo anni di convivenza, dal 2023 la proposta è diventata completamente vegana, permettendo quindi di assaggiare tutti i piatti della cucina romana “tipica” in chiave veg. Non a caso qui si possono ordinare carbonare con il seitan, supplì e pizza vegane, scaloppine e tagliata di seitan, grigliata di carne realizzata con l’alternativa vegetale alla carne e tiramisù completamente plant-based.

Rifugio Romano
Apri su Maps 3517119383 @bootlegroma

Nata nel cuore di Città Giardino — una zona particolarmente verde di Montesacro — nel 2015, la creatura di Daniele Capece e Davide Cimaglia è un cocktail bar dall’aria vintage che si ispira agli anni ’20. Anche nel nome, che cita l’escamotage degli incalliti bevitori per aggirare il proibizionismo: nascondere l’alcool negli stivali. Scomodo, ma efficace. D’estate ci sono svariati tavoli all’aperto, comodi anche se sul marciapiede. I drink hanno costi contenuti per la media cittadina; si va dai 7 ai 9€ dei classici, mentre per i “premium” — che variano a cadenza stagionale, con una predilezione per il whisky di qualità — si arriva a 10€.

Un cocktail di Bootleg

È tra le novità dell’estate 2023: Maio restaurant & Rooftop, al sesto e settimo piano della Rinascente Roma via del Tritone. Un progetto che dalle guglie del Duomo di Milano ha inaugurato tra i tramonti di Roma. Alle spalle ci sono i fratelli Alessandro e Massimo Maio che portano nella Capitale un’offerta gastronomica per tutta la giornata. In menu prevalgono piatti freschi e stagionali, con un omaggio alla cucina romana preparati dallo chef Umberto Vezzoli. Colazione internazionale, a pranzo si leggono nel menu piatti freschi, sfiziosi che incontrano anche la tradizione romana. All’aperitivo spazio ad una selezione di cocktail distintivi e una lista di gin, tra i quali quello targato Maio con sentori di zafferano. A cena Maio cambia nuovamente volto, proponendo un menu che è un viaggio Milano-Roma: a spiccare su tutti i piatti, sono la classica costoletta alla milanese (32€) e il tonnarello ai tre pepi con pecorino romano (16€). Completano il menu le insalate i sandwich dal tocco internazionale, le pizze e i dolci. 

Maio Restaurant-2
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Aperto da pochi mesi giusto di fronte al teatro Palladium di Garbatella, lo Smile è un localino dagli interni colorati, poster vintage e un giradischi che non smette mai di suonare. La lista è concisa e fatta di una manciata di drink ideati da Riccardo GambinoBiagio Maurice Gennaro, che non tralasciano le opzioni analcoliche. In questo caso i miscelati sono spesso un tuffo nei ricordi. Potreste trovare, ad esempio, una rivisitazione della brasilena, la bevanda calabrese a base di soda e caffè famosissima al Sud ma quasi introvabile altrove. Qui, però, la fanno tutta in casa.


Il Gin Lemon coi limoni della Garbatella di Smile