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L’albergo più affascinante sul mare di Roma è una villa del ‘600 con orto e cucina laziale

La Posta Vecchia a Ladispoli ha una storia sensazionale che è difficile da racchiudere in poche righe. Ma tra tanti fasti, si mangiano anche carciofi fritti e ravioli di baccalà

Il mar Tirreno bagna la Posta Vecchia da tre lati: quello frontale e i due laterali. Uno dà sulla spiaggia pubblica, l’altro invece sul Castello Odescalchi, con cui un tempo la struttura era congiunta. Dietro un parco da 4 ettari, che ospita anche un orto. Località balneare apprezzata anche dagli imperatori romani, poi palazzo nobiliare, casa privata, residenza estiva di famiglia, dal 1990 albergo e chissà quante altre cose: le varie destinazioni, susseguitesi nell’arco di quasi 400 anni di storia - che in realtà furono molti di più come testimonia il museo archeologico posto al piano terra – hanno lasciato ciascuno la sua traccia nella bella struttura a Palo Laziale, una quarantina di minuti da Roma.

Un dettaglio di un tavolo del ristorante

Da dependance degli Orsini, a residenza di famiglia

E pensare che tutto sarebbe cominciato con una sorta di dependance per la servitù, voluta a partire dal 1640 dagli Orsini, che abitavano il vicino castello e avevano bisogno di alloggiare gli accompagnatori dei loro celebri ospiti. In un quadro del 1720 di Gaspare Vanvitelli, esposto all’ingresso della villa, le due strutture sono già rappresentate insieme. Negli anni la funzione di dogana ha lasciato traccia anche nel nome, ma c’è stato un lungo periodo in cui questo luogo di grande fascino rimase abbandonato, rischiando di finire inghiottito dallo stesso mare sul quale presidiava. Nel 1960 acquistò la tenuta (insieme con il castello), l’imprenditore dall’avventurosa vita Jean Paul Getty, che ne commissionò anche il restauro, da cui uscirono fuori i resti romani ancora visitabili di una villa romana del III secolo d.C.

Cocktail Bar Piranesi a La Posta Vecchia

Da piccolo marchio di hotel di lusso a un gruppo esteso in Italia

Negli anni ’80 acquista la proprietà Roberto Sciò, proprietario anche del Pellicano a Porto Ercole, che per 10 anni usufruì della villa come una residenza di famiglia. Dal 1990 la conversione ad hotel con 21 suites che mantengono lo stile (anzi gli stili) classici della struttura. Quello di Sciò, oggi gestito dalla figlia Marie-Louise, negli anni diventa un vero gruppo, con l’aggiunta oltre al Pellicano dell’hotel Mezzatorre di Ischia. Nel 2023 è stato reso noto che la proprietà si è unita al fondo Aermont Capital per sviluppare il segmento degli hotel Pellicano in altre sedi in Italia. “Cerchiamo delle strutture uniche, come questa. Anche in località meno affollate, per esempio l’Abruzzo” ci raccontano.

Il ristorante The Cesar. Cosa si mangia nella cucina di Antonio Magliulo

Il tramonto all'hotel La Posta Vecchia

Dentro la villa convive l’esigenza di mantenere lo spirito storico dell’edificio (che ha una splendida piscina interna con vetrate), quello sfarzoso che lo contraddistingue come casa vacanza di lusso, infine quello più legato al territorio, una chiave che si è cercato di interpretare bene con il menu del ristorante, The Cesar, che può contare anche sulla produzione interna di un orto, oltre che sui prodotti della campagna laziale. Nella cucina de La Posta Vecchia lo chef Antonio Magliulo ci è arrivato nel 2011 e da lì ha costruito un percorso basato anche sulla concretezza, non solo sul fascino di una incredibile terrazza sul mare (non a caso è una location molto apprezzata per matrimoni e ricevimenti privati).

La cucina laziale nell’albergo di lusso

L'affascinante piscina interna della Posta Vecchia

Questo processo di territorializzazione sta diventando sempre più marcato anche a partire dal 2024, quando nella carta dei vini sono entrate più bottiglie del Lazio e al menu del ristorante è stato aggiunto tutto un percorso pensato sul carciofo (così anche alcuni cocktail del bar Piranesi). Un tempo qui poi si allevavano le ostriche, che compongono l’aperitivo del ristorante, ma si uniscono a risotto fave e pecorino, ricotta di Bracciano, gricia, ravioli ripieni di baccalà alla Romana, polpette di fave e cicoria, torta di visciole e crema di ricotta. Sono tre i menu degustazione disponibili: Roma (in 5 portate a 120€), Mare (in 4 portate a 140€), da quest’anno anche Giardino (una proposta vegetariana in 4 portate a 90€). Ai percorsi si aggiunge la possibilità di ordinare alla carta, oppure il menu più stringato per il pranzo. In tavola arriva una cucina raffinata laziale, abbondante ma presentata in eleganti piatti Ginori su misura. È accessibile – su prenotazione – anche agli esterni e possiamo assicurare che questo particolare pastiche di stili funziona.

Ristorante The Cesar
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