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Giovedì, 18 Luglio 2024
Dove mangiare Castro Pretorio / Via Vittorio Veneto

Un'antica pasticceria di via Veneto si trasforma in un mega ristorante da 600 metri quadri

Si chiama Allegrìo il progetto di Sabrina Corbo ed è un inno all’italianità. Coinvolti artisti e artigiani di fama internazionale: “La storica pasticceria Palombi è la storia di Via Veneto, noi siamo il futuro”

Al civico 114 di via Veneto, che per anni è stata la casa della storica pasticceria Palombi (chiusa a novembre 2022), nasce Allegrìo. Non più le mitiche fette biscottate e le altre produzioni di Palombi, ma una nuova destinazione in città di 600 metri quadrati, dove arte, home decor e cibo si fondono per regalare un’esperienza armoniosa nella strada simbolo della Dolce Vita. In una via Veneto finalmente in fase di trasformazione dopo anni di incertezze, dove hotel inaugurano terrazze e nuove insegne della ristorazione trovano il loro spazio (Hotel Nobu, Hotel Edition, Hotel Rosewood, Hotel Intercontinental, Hotel W e si potrebbe continuare...), Sabrina Corbo, creative director italo-britannica con la passione per l’arte, l’architettura e l’interior design, ha voluto creare un concept tutto suo. Lo ha prima sognato - durante i mesi di chiusura pandemica - e poi lo ha realizzato proprio nel modo in cui tanto lo aveva desiderato.

Allegrìo, un’emozione per ogni sala

Il sole che è anche il logo di Allegrìo

Allegrìo deriva dalla parola allegria e nasce nel periodo più drammatico che tutti abbiamo vissuto” racconta a CiboToday Sabrina Corbo “Mi trovavo in Inghilterra, dove vivo, e ammiravo l’Italia e quella gioia di vivere che gli italiani trasmettevano al mondo, nonostante tutto. Questo ha fatto scaturire in me il desiderio di realizzare qualcosa di unico in Italia, non in un posto qualunque, ma in quella strada di Roma che è un simbolo nel mondo”.

Ad accogliere gli ospiti da Allegrìo è prima di tutto il logo dell’attività, un sole dalle quattro anime che accompagna gli ospiti nelle quattro sale del ristorante, ognuna delle quali rappresenta un’emozione. Sono Joyful, Lucky, Intrepid e In Love. Lucky è la sala che racconta la globalità della superstizione, quella serie di rituali che ogni italiano ha e che sono un’icona all’estero. Intrepid racconta lo spirito coraggioso degli italiani, Joyful è la sala più importante, la prima “perché ognuno di noi aspira alla gioia di vivere” dice Sabrina Corbo. E, non a caso, è stata riprodotta come un giardino di melograni. Infine, In Love è la sala che rappresenta gli italiani come un popolo passionale: “Innamorato di qualunque cosa, del proprio lavoro, di una persona, di un’idea, di un animale, è l’essere innamorato in generale”.

Gli artisti che hanno dato vita ad Allegrìo

Il progetto di Allegrìo non sarebbe stato realizzabile senza il contributo degli artisti e degli artigiani che vi hanno lavorato. Il sole di Allegrìo accoglie gli ospiti sulla parete centrale della Lounge, dove lo scultore bronzista Marco Riccardi ha realizzato il lungo bancone in legno e bronzo. Il progetto di illuminazione è opera di Massimiliano Baldieri. La luce dell’installazione “Where the Stars Align” è invece realizzata da Moritz Waldemeyer, light designer britannico-tedesco di fama internazionale.

Una sala di Allegrìo a Roma

Nella sala In Love spiccano le 500 rose di porcellana di Capodimonte realizzate dalla storica bottega napoletana Barra del 1922. In Lucky è l’arte di Lello Esposito a farla da padrona. Lo scultore ed artista partenopeo con la sua installazione site specific, rappresenta grandi e piccole sculture in bronzo dorato: ci sono il sole, le sirene, i corni, le maschere e San Gennaro. Importante il contributo delle decoratrici di porcellana Matilde Argiolas e Marie Daâge: Matilde ha disegnato e dipinto a mano le porcellane di Limoges, riproducendo con eleganza i decori presenti sulle pareti delle quattro sale; Marie Daâge, invece, con la sua collezione Tie Dye, ha arredato la tavola di Allegrìo con combinazioni di tinte morbide e forti.

Sabrina Corbo, proprietaria di Allegrìo

A completare l’home decor di Allegrìo sono le carte da parati: in questo caso Sabrina Corbo si è affidata ad un brand inglese. I decori e i disegni dipinti a mano sono ispirati ai diversi temi delle quattro aree, come i melograni per la stanza Joyful o le stelle dorate per quella dedicata alla fortuna. Italiana è invece l’azienda che ha realizzato la carta da parati per la Lounge, progettata con una tecnica digitale che riproduce la dimensione del colore dell’alba.

L’esperienza gastronomica: ad ogni emozione il suo menu

L’esperienza visiva ed emozionale nelle quattro sale di Allegrìo è completata da un’offerta gastronomica che celebra l’Italia e le sue tradizioni. Al mattino si inizia con la colazione del pastry chef Mario di Costanzo (che si occupa anche dei dolci presenti nei menu), segue il business lunch, l’aperitivo, fino ad arrivare alla cena ed a un dopocena con una drink list firmata da Alessio Navacci e Riccardo Martellucci. In cucina c’è l’executive chef Daniele Creti. Ogni stanza ha il suo menu che rappresenta al meglio quella determinata emozione, per una proposta praticamente immensa tra cui scegliere che va dalle carbonare ai piatti internazionali.

La carbonara di Allegrìo

Protagonista anche la pizza realizzata da Ivano Veccia e Peppe Aiello, che hanno creato l’inedita “pizza Matta”, risultato del connubio tra la tradizionale pizza romana e quella napoletana. Anche qui, numero sconfinato di proposte che vanno dalla semplice margherita a 12€ fino alla sontuosa Faraona Capricciosa (40€) con crema di zeus di Peppe Iaconelli, scarola riccia, pomodorino semidry, nocciola tritata, noci, rapa rossa, petto cotto a bassa temperatura e coscia scottata in padella della faraona di Laura Peri, scagli di zeus di Peppe Iaconelli, coulis di rucola, pepe e germogli.

La pizza di Ivano Vecchia da Allegrìo

Allegrìo e via Veneto, sguardo al futuro

Per un progetto che è un inno all’italianità, cercavo un posto speciale e cosa potevo desiderare di meglio di via Veneto per dare vita ad Allegrìo. Resta la via della Dolce Vita, un simbolo nel mondo”, ha spiegato Corbo che a CiboToday ha concluso: “Se Palombi è la storia di via Veneto, questo può essere il futuro di una storia italiana riconosciuta nel mondo”.

Un dessert dal menu di Allegrìo

Allegrìo
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