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Le 11 migliori pizze estive di Roma e dove trovarle 

Una selezione di proposte stagionali dai locali più affidabili della Capitale: ricordi di grigliate e proposte vegane, piatti da gita fuori porta e freschissimi dessert

Nella Capitale, c’è chi da qualche anno parla di Rinascimento della Pizza (per dirla col bravo pizzaiolo Jacopo Mercuro, che ha intitolato così anche una parte del suo menù). E a ragion veduta, considerando il numero di aperture interessanti, valanghe di premi e nuovi locali firmati da maestri napoletani. Nei posti migliori, i menu non sono più quelli lunghissimi e uguali tutto l’anno, in barba a stagionalità e spesa fresca di mercato, ma enunciano proposte diverse in ogni stagione, proprio come succede nei grandi ristoranti. In questa estate rovente, abbiamo selezionato le 11 proposte più convincenti da altrettante buone pizzerie. Se resterete in città — o ci verrete in vacanza — avrete l’imbarazzo della scelta: dalle ricette tipiche dei periodi più caldi ai ricordi del barbecue (e molte vegane!), per terminare con le tonde in versione dessert

A Mazara — San Martino Pizza & Bolle

Alessio Muscas guarda al litorale siciliano per comporre una delle sue più amate interpretazioni stagionali. Si chiama A Mazara, ed è una base di focaccia bianca guarnita con ciuffi di stracciatella di Andria, gambero rosso crudo di Mazara del Vallo dop e bisque di gamberi. Poi zest di limone candito, una grattata di pepe fresco e foglie di menta. Buona da mangiare e molto bella anche da vedere.

San Martino Pizza & Bolle, A Mazara

Brooklyn Brew master Special — Berberè

Anche nella sede romana della grande famiglia dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe la pizza dell’estate la firma Garrett Oliver, il mastro birraio statunitense di Brooklyn Brewery. Per esaltare il gusto delle sue bionde c’è una proposta che remixa un paniere di ingredienti dai profumi mediterranei, con la crema di peperoni e le zucchine al forno che incontrano robiola di capra, salsa harissa e il tocco rinfrescante di menta e prezzemolo.

Berberè,  Brooklyn Brewmaster Special

Hypnotize — 180grammi

La scommessa dell’ex avvocato Jacopo Mercuro sulle potenzialità della romana “bassa e scrocchiarella” in chiave gastronomica può dirsi definitivamente vinta. Le sue tonde — così come i fritti e i tranci farciti — sono una giostra di ingredienti e preparazioni degne di un bravo chef. Come ad esempio la Hypnotize, una stratificazione equilibrata di pomodoro arrostito, cipolla in agrodolce, mozzarella di bufala, spianata romana piccante, miele alla ‘nduja e tabasco affumicato e provolone del monaco. In cima, basilico, menta e timo limone.

180grammi, la pizza Hypnotize

Yogurt, pesche e amaretti — A Rota

Anche quella di Sami El Sabawy è una pizza romana, stesa — come vuole la tradizione — esclusivamente al mattarello. Una cena nel suo locale di Tor Pignattara può concludersi felicemente con una proposta dolce: un doppio strato fine e croccante che abbraccia ciuffi di crema allo yogurt, pesche percoche saltate in padella, amaretti sbriciolati e qualche fogliolina di menta. Un accostamento classico, sì, ma l’avete mai assaggiato in pizzeria?

A Rota, pizza dolce yogurt, pesche e amaretti

Parmigiana de Noantri — L’Elementare

Ancora pizza romana e ancora una proposta che racconta l’estate. Magari un pranzo della domenica a casa di nonna oppure una gita fuori porta (sì, c’è chi portava anche la parmigiana di melanzane). All’Elementare di Trastevere — che in questo periodo raddoppia a Parco Appio — il super classico è rifatto “alla noantri”, con pomodori di selezione, melanzane fritte, stracciatella di burrata, pomodorini semi dry, basilico, parmigiano. Per finire, chips di buccia di melanzana bruciata.

L'elementare, Parmigiana de Noantri

Summer — Seu Pizza Illuminati

Vi abbiamo già raccontato della predilezione di Pier Daniele Seu per le pizze dolci. Il pizzaiolo romano, in effetti, è stato uno dei primi a sdoganare una fetta ben farcita anche a fine pasto, lanciando a suo modo una piccola tendenza. Sul nuovo menu la novità non può che chiamarsi “Summer”: una combinazione di namelaka alla banana, crema al cocco, e purea di limone ultimata con chips di banana, scorza di limone candita e cocco rapé. Per rendere il morso ancora più croccante, ci aggiunge una spolverata di crumble di arachidi.

Una pizza dolce di Seu Pizza Illuminati

Fake Beef — Extremis

L’abbiamo definita la pizzeria più estrema della città”, vuoi per la posizione un po’ decentrata, vuoi per l’interior design futuribile. Sul menu estivo, però, c’è una proposta che non è da meno. Preferenze vegane ma nostalgia delle grigliate estive? Nessun problema. Per voi c’è la Fake Beef, condita con una preparazione a base di ceci e piselli che riproduce la consistenza e il sapore del manzo, spaghetti di cavolo viola e un bel “reticolo” di maionese. Anch’essa, ovviamente, vegana.

Extremis, la Fake Beef

Caponata — Svario 

A Montesacro, la pizza contemporanea si mangia anche da Svario. Una delle loro ultime “romane” si ispira a un classico di casa, ideale per fare il pieno di verdure. Parliamo della caponata, che sulla carta estiva della casa è composta da crema di zucchine, melanzane fritte, peperone agrodolce, pomodorini confit, cipolla caramellata e basilico fresco. Che più estiva non si può. E, pure lei, vegana.

Svario, la pizza Caponata

Cicatun — Crunch

Non troppo distante, nel quartiere Talenti, le pizze e i fritti di Crunch brillano per creatività e un pochino di “spregiudicatezza”. Se questo inverno ci hanno stupito col “sushim’bocca” — un roll di saltimbocca alla romana — la loro pizza dell’estate è l’elegante Cicatun: un sottile carpaccio di scottona disposto sul disco, completato con zabaione salato, fonduta di parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi e un tocco aromatico di sommacco.

Crunch, la pizza Cicatun, ph. Giulio Di Gregorio

Puttanesca di tonno — Sant’Isidoro Pizza & Bolle

Come la condisci una pasta al volo, d’estate, quando hai poco tempo e il frigo mezzo vuoto? Con pomodoro, olive e capperi. La puttanesca, da Sant’Isidoro Pizza & Bolle, diventa di gran classe e atterra su un disco napoletano dal cornicione scioglievole e ben pronunciato. Qui però le olive sono in polvere, del cappero si usano i fiori e c’è qualche spot di salsa di prezzemolo. E anche dei consistenti filetti di tonno sott’olio, di alta qualità.

Sant'Isidoro Pizza & Bolle, la Puttanesca di tonno

Vegan Zen — Brucio

Che il futuro della pizza sia vegano? Anche da Brucio — a Piazza delle Coppelle, oltre che a Testaccio — una delle migliori proposte della stagione è priva di proteine animali. La loro Vegan Zen vuole “nutrire anche l’anima”, combinando profumi che arrivano da lontano: ci sono la crema di tempeh marinato alla spezia shichimi togarashi e le patate al nasi goreng, poi porri (stufati e fritti) e fagiolini. 100% green.

Brucio, la Vegan Zen

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