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Venerdì, 14 Giugno 2024
Dove mangiare

Il giovane oste che ha riaperto la cantina del trisnonno ai Castelli Romani

La vicenda dell’apertura di Cantina Bonasera. Sulla piazza di Frascati arriva (o ritorna) un’enoteca con mescita dove i vini hanno una storia di emozioni e di famiglia

Divertente, quasi comico, appassionato di ristoranti come non mai e pieno di idee: questo è l’identikit breve di Antonio Benedetti, cresciuto tra le vigne dei Castelli Romani che apre un’enoteca con cucina tutta sua a Frascati, a Piazza Paolo III, un luogo ancora in costruzione ma con una magnifica storia alle spalle. Quella che viene snocciolata dal suo giovane proprietario, un po’ oste, un po’ cuoco, un po’ cameriere (nella sua vita tra Roma, da Mazzo per esempio, e il resto del mondo, è stato tutte queste cose).

Antonio Benedetti sotto l'insegna vintage

Dalla Cantina ai Castelli a un’altra cantina ai Castelli

Partiamo dal nome, dalle foto e dal bancone: Cantina Bonasera ha aperto il 17 giugno 2023. Dietro c’è una storia che ha quasi dell’incredibile: fu infatti il trisnonno di Antonio, il padre del padre di suo nonno, ad aprire una Cantina Bonasera proprio a Frascati. Lo testimonia la vecchia foto restaurata affissa alla parete, con i cartelli che dichiarano che si vendeva più o meno quello che si vende oggi da Antonio, per esempio vino e gazzosa. La cantina di Frascati, Bonasera, non è quella dove Antonio si trova oggi, ma di poco adiacente, in una zona ricca di locali e di vita, più adatta a un’attività come questa.

Gli interni e la selezione al calice

C’era poi una seconda Cantina Bonasera a Via Merulana, proprio a Roma, dove i vini dei Castelli si portavano col carretto (fatevi mostrare la foto, c’è anche quella), aperta sempre dal famoso trisnonno Luigi, passata poi al bisnonno e infine al nonno che, impegnato in affari più istituzionali – si chiamava esattamente come il nostro, Antonio Benedetti – tralasciò la vendita al dettaglio per altri tipi di lavoro nel mondo del vino. Fino al giorno in cui suo nipote ha raccolto questa eredità consapevole per farne un nuovo indirizzo.

Le Cantine Santa Benedetta e il vino ai Castelli

La foto d'epoca dell'esterno di Cantina Bonasera

Ma attenzione perché alle spalle c’è una storia nella storia, quella di Cantine Santa Benedetta, la più antica azienda vinicola dei Castelli Romani, vignaioli da 13 generazioni, 300 anni di vino su queste terre, che finiscono oggi sugli stessi scaffali di Cantina Bonasera, mentre l’azienda viene condotta dal padre di Antonio, Alberto Benedetti e da Fabia che gestisce anche la ristorazione dentro la cantina, un posto da visitare, eclettico come i suoi proprietari. Antonio però qui ha fatto da solo, con le foto di famiglia sì, i vini di famiglia sì, ma un gusto suo. C’è il bancone che è un vecchio coro di una chiesa, arrivato dal rigattiere di fiducia, poi i tavoli che ha lavorato personalmente, i vini che ha scelto lui, in base a una logica quasi emotiva. “Il 40% sono naturali, gli altri sono artigianali. Volevo portare i vini delle persone che conosco, dei luoghi che ho vissuto e delle emozioni che mi comunicano. Per me il vino ha questa forza evocativa” ci racconta “le aziende devono essere quelle che ho visitato, magari legati anche ad accadimenti importanti per me”. Così ci sono le bottiglie e alla mescita, capita di trovare Lazio, Trentino, ma anche il Sud Africa dove Antonio ha vissuto.

Cosa si mangia da Cantina Bonasera

Stesso discorso per ora sulla cucina, che cambierà con i lavori sulla corrente di cui l’attività è in attesa, per ora snacks e gastronomia (piatti tra i 6 e i 14€) dove però si fa già molto bene: con i formaggi caprini e ovini di un’azienda di Monte Porzio, la porchetta dei castelli, la pizza con la mortazza, la panzanella e la mozzarella fresca del micro caseificio Costanzo di Grottaferrata. Poi anche qui si viaggia, con “Grazie al Katz”, un piatto di pastrami con mostarda NY e cetriolini che Antonio ha fatto preparare da una macelleria in Toscana su ispirazione del pastrami sandwich mangiato da Katz proprio a New York, quello famoso di “Harry ti presento Sally”.

Il piatto con il pastrami

A breve ci saranno anche i tavoli fuori, per coprire tutti gli orari di apertura, dall’ora dell’aperitivo al dopocena. Della vecchia birreria che si trovava tra queste mura, è rimasto l’impianto delle spine, dove va il vino alla spina ma anche due cocktail in fusto preparati da Freni e Frizioni Draft. C’è una carta dei gin, una piccola fissazione di Antonio, e una piccola lista di cocktail, come il Rosatonic con vino rosato e tonica al melograno oppure il Mezzo e mezzo con il Frascati e la gazzosa. In attesa di una cucina più strutturata (ci sarà anche qualche piatto di pesce), dei tavoli fuori e dell’aumento di corrente, ci sembra già che questo posto abbia tutte le carte in regola per fari divertire il pubblico frascatano e romano.

Cantina Bonasera

Cantina Bonasera
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