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Balagan a Roma. Nuovo parco urbano estivo con cucina, brace, cocktail

A Roma, sulla Via Salaria ai piedi di una torre medievale, è arrivato un nuovo locale di 10mila metri quadrati. Cucina, chef, prezzi. E materie prime di gran qualità

Le giornate si allungano, le temperature salgono, segno che l’estate è ormai vicina. E, in questa piacevole atmosfera, a Roma ha aperto le porte Balagan, un locale di 10mila metri quadrati che ha tutta l’ambizione di diventare la destinazione protagonista dell’estate 2023.

Balagan, la novità dell'estate romana

Ristorante, cocktail bar, spazio eventi e concerti si uniscono in un’area molto vasta, tra Villa Ada e i Parioli, in una zona verde dominata dalla suggestiva Torre Salaria, struttura difensiva risalente al periodo medievale. Qui nel tempo si sono susseguiti diverse realtà destinate via via alla chiusura, Balagan, invece, sembra nascere con l’intenzione di accompagnare a lungo sia i romani che chi viene da fuori Roma. Lo conferma il fatto che il locale può contare su basi solide, quelle del gruppo imprenditoriale guidato da Izhak Nemni, già proprietario del ristorante Baccano a Fontana di Trevi e de La Zanzara, a Prati, che ha curato la trasformazione dell’area, durata oltre 2 anni e figlia di un ingente investimento, come risulta a CiboToday.

Gli esterni del locale sotto Torre Salaria

Il nuovo locale, che può contare su un grandissimo spazio all’aperto, si propone come un’oasi urbana, un luogo di rifugio dal caos cittadino, dove accomodarsi nella zona anfiteatro, in quella con tavoli in legno, teli e cuscini a terra, ombrelloni e luci oppure nel “private table”, il tavolo privato per chi vuole godere di un’esperienza appartata. Lo spazio è pensato per essere vissuto a 360 gradi, dall’aperitivo al dopocena (sabato e domenica è aperto anche a pranzo), con i requisiti e l’ambizione di imporsi come luogo di riferimento per l’estate romana, come nelle passate stagioni hanno fatto altri indirizzi articolati su uno stile simile, tra cui Parco Appio, The Sanctuary, Borgo della Mistica e Borgo Pigneto. Il nome del nuovo locale viene dall’ebraico e vuol dire caos, miscuglio, una “torre di Babele” che trova ordine ai piedi della Torre Salaria.

Balagan, il “fuoco” al centro

Un dettaglio del braciere di Balagan

Al centro della proposta gastronomica c’è il fuoco, come ci racconta il giovane chef Andrea Gallo, accompagnato dal sous chef Paolo Traini, che predilige tecniche di manipolazione decise come la brace, l’affumicatura e la cottura nella cenere. Oltre alla griglia però, c’è anche un enorme braciere circolare che lascia dialogare fuoco e materia prima nel più elementare dei modi. “La maggior parte dei piatti in menu” ci spiega lo chef “nasce dalla griglia e dal fuoco. Quella che proponiamo è una cucina mediterranea dove tutti i piatti, anche quelli non cotti direttamente sulla brace, sono rivolti in quella direzione. È il caso, ad esempio, della pappardella di grano verna al ragù di coniglio che viene accompagnata da una crema di carote cotte nella cenere”.

Un piatto di pasta da Balagan ph. Alessandro Barattelli

Ad esprimere al meglio l’identità della cucina sono però i secondi: “Il nostro pollo Balagan viene cotto prima a bassa temperatura in una soluzione salina e poi messo sulla brace”. L’ingrediente di base, il pollo è allevati allo stato brado niente meno che da Pulicaro, azienda agricola di eccellenza a Torre Alfina, nell’alto Lazio, sinonimo di una certa attenzione anche per i produttori oltre che per il piatto finito. Il pesce è della famiglia Galluzzi, le micro erbe e parte della carne sono di Fedro, un’azienda che raccoglie piccoli artigiani; i formaggi e il latte di capra (che lo chef utilizza per fare il gelato di latte di capra e datteri) sono de I sapori viaggiano nel tempo, azienda di Vetralla. “Questo è un locale dalle mille sfaccettature e dalle infinite potenzialità, ce la metteremo tutta” conclude lo chef.

Cocktail, aperitivi e menu da Balagan

Pezzo forte del menu, sicuramente l’aperitivo. Non formule concordate e buffet, ma una quindicina di piatti che stanno tra i 4 e i 25€. Qualche esempio? Alici marinate, olio e gel di limone, piatto di pata negra 100% bellota, ostriche, hummus, yakitori di verdure o babaganoush e pane naan fatto in casa. A completare questo momento, i cocktail che richiamano i cinque elementi: aria, terra, fuoco, acqua ed etere, l’elemento che compone la parte pura e luminosa dello spazio. Per ogni elemento in menu sono presenti due cocktail (tutti tra i 10 e i 15€) pensati da Cristiana Brunetti, che è anche bar manager de La Zanzara. Oltre ai drink della casa c’è anche una carta degli spritz, distillati, cocktail classici e vini.

La tartare di Balagan ph. Alessandro Barattelli

Per chi pensa invece alla cena, il menu - di cui abbiamo già anticipato qualcosa - propone una scelta molto ampia di proposte, una quarantina di piatti che vanno dagli antipasti, alle paste, i piatti principali, quelli dalla brace, contorni e dessert a chiudere (tra i 9 e i 45€). Tra le ricette c’è lo spiedo di agnello, il carpaccio di ricciola, lo spaghetto quadrato con salsa di pomodori alla brace, il tortello di faraona beurre blanc e tartufo, il pollo ruspante Balagan - pensato almeno per due persone – l’astice con salsa bernese di crostacei, il cardoncello aglio nero e anacardi o il maiale da latte con cavolo e fagiolina.  

Infine la musica, gli eventi e le performance artistiche chiudono il cerchio, rendendo Balagan un luogo dalle mille sfaccettature che raggiungerà, molto probabilmente, le sue massime potenzialità in estate ma che già gode di un vivace movimento a pochi giorni dall’apertura.

Balagan Roma
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