Mercoledì, 22 Settembre 2021
Vendita e Affitto

Luce e gas, la novità in bolletta da gennaio 2019

Il prossimo anno gli oneri generali saranno più cari. L'Arera ha cercato di attutire l'aumento dei prezzi registrato ad ottobre contenendo il peso di queste voci, ma il mancato gettito andrà recuperato da gennaio. Ecco cosa dobbiamo aspettarci

Foto d'archivio

Come in molti sapranno, già da ottobre c'è stato un rincaro del 7,6% sulla bolletta della luce e del 6,1% per il settore gas. Tutto ciò, spiega l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti (Arera), "per effetto della forte crescita dei costi di acquisto della materia prima (+7,3%), oltre che ad un lieve adeguamento dei costi di dispacciamento (+0,3%)". Per far fronte ai forti aumenti dei prezzi l'Arera ha deciso  di rinnovare il blocco degli oneri generali di sistema che già a giugno erano stati notevolmente diminuiti per attutire l'impatto dei rincari. 

Luce e gas, nuovi rincari in vista da gennaio 2019?

In sostanza per non rendere ancora più pesanti la stangata, Arera ha deciso di "mantenere invariati gli oneri generali, al livello applicato a partire dallo scorso 1 luglio, rimandando l’avvio del percorso di adeguamento al rialzo degli oneri prospettato". Ma "il percorso di recupero del mancato gettito andrà, comunque, avviato a partire dal prossimo trimestre su un arco di tempo che, al momento, si stima dell’ordine di quattro trimestri". 

Tradotto: all'appello mancano circa due miliardi che andranno recuperati a partire da gennaio 2019 facendo leva sugli oneri di sistema. Se ne deduce che anche se il prezzo delle materie prima dovesse scendere, difficilmente (almeno per il prossimo anno) la bolletta sarà meno cara. 

Bollette, gli aumenti terranno conto dell'andamento dei prezzi

Arera comunque precisa che l'aumento degli oneri di sistema "potrebbe essere modulato sulla base dell’andamento del prezzo dell’energia, con la possibilità di utilizzare eventuali congiunture positive nel corso del 2019 per accorciarne la durata, senza nel contempo gravare in maniera eccessiva sull’andamento della spesa per il servizio elettrico di famiglie e imprese".

Che cosa significa? Che se il prezzo delle materie prime dovesse scendere sensibilmente, gli aumenti potrebbero essere spalmati su un arco temporale più breve. 

M5s pronto a intervenire: "Bisogna puntare sulle rinnovabili"

Della questione si sta occupando Gianni Girotto (M5s), presidente della X commissione del Senato (Industria e commercio). Secondo Girotto, "la composizione della bolletta energetica incide sul potere di acquisto dei consumatori, sulla competitività delle attività produttive e sull’indirizzo delle politiche energetiche del paese. Tenere a bada i conti della 'bolletta' pertanto è un dovere politico nazionale, di interesse parlamentare, affinché possa essere garantito il benessere sociale. Il modello centralizzato, alimentato da fonti fossili approvvigionate dall’estero con esternalità che sarebbe opportuno contabilizzare, ha generato distorsioni sul prezzo che vanno superate".

Che fare dunque? "Con regole chiare - ha spiegato l'esponente M5s - vogliamo creare una maggiore concorrenza con la creazione di un mercato che va liberalizzato rimuovendo gli ostacoli che limitano la reale partecipazione delle fonti energetiche rinnovabili. Dobbiamo favorire gli interventi di riduzione dei consumi e la creazione forme di nuove configurazioni di produzioni e consumo decentrate come l’autoconsumo. Non solo: ci sono da rimuovere gli ostacoli per favorire l’applicazione nel mercato dell’energia delle nuove tecnologie tenendo presente che le risorse devono essere gestite in modo razionale senza penalizzare settori produttivi e consumatori". 

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