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Calcio a 5: la Futsal isola non muore mai: domata l’Olimpus

Tre quarti di gara sotto, in apnea. In sofferenza. L'Isola stava per capitolare. Per scivolare contro un'Olimpus che fino al cinquantesimo aveva giocato con il coltello in mezzo ai denti. Superando raramente la metà campo, vero, ma difendendo il risultato

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

È un'Isola che non muore mai. Una squadra costruita nel granito, d'acciaio, che non molla. Che sia in C1, juniores, under 21. Non si fugge. Per abbatterla servirebbero i bazuka. Anche quando sembra domata sta lì, che t'aspetta, pronta ad azzannarti. E quando pare che hai la vittoria in tasca, alzi lo sguardo e il tabellone dice sempre: Isola avanti. E lei lì, sopra l'Olimpo, a guardare tutti dall'alto in basso. Un rapace. Succede così anche nel pazzo turno infrasettimanale del martedì. Vittoria in rimonta contro l'Olimpus in C1, vittoria contro tutto e tutti, arbitro compreso, nella juniores. Gli Orange si sono presi il campionato. Ora comandano anche lì. Nell'under 18. Primi ovunque: C1, under 21, juniores. Dalla regola Orange quest'anno non si scappa. Nessuno esente: tutti a inchinarsi di fronte ai padroni del Lazio.

 

CAMPIONATO C1 Tre quarti di gara sotto, in apnea. In sofferenza. L'Isola stava per capitolare. Per scivolare contro un'Olimpus che fino al cinquantesimo aveva giocato con il coltello in mezzo ai denti. Superando raramente la metà campo, vero, ma difendendo il risultato come nessuna. Tenace, caparbia. I padroni di casa avevano colpito in ripartenza, con strappi improvvisi, lasciando il pallino del gioco e del possesso palla, sterile, agli Orange. Sembravano aver trovato l'alchimia giusta per imbrigliare la regina della C1 regionale. Asfissiando ogni fonte di gioco con un pressing forsennato. Facendo correre a vuoto la banda Lattanzi e colpendola in contropiede, con ripartenze fulminee e precisione al tiro vicina al cento per cento. L'Olimpus s'è però dovuta arrendere di fronte al carattere di ferro di questa squadra per la quale gli aggettivi non bastano più. Anche quando è brutta, smarrita, irriconoscibile, l'Isola non si fa domare. Quando hai Mike Guerra, capace di tirarti fuori la giocata in qualsiasi momento, un cecchino infallibile come Colaceci, capitan Imperato, l'ultimo a mollare. La carica di Veronesi, Verrone, Pavan, Montenero, Arribas, De Filippis, Ramos, la storia del futsal in panca, Lattanzi, nulla è impossibile. Eppure era iniziata malissimo. Isola morbida dietro e incapace di far male davanti. Tanto che l'Olimpus c'era andata a nozze, in vantaggio già al terzo dopo un contropiede velocissimo e la banda Lattanzi in bambola che beccava il secondo gol al ventottesimo, subendo un'altra ripartenza fulminea. Due a zero alla fine del primo tempo. E tre a zero (tripletta per Mariani) al primo del secondo tempo. Sembrava un incubo. Un incantesimo che nemmeno la magia di Guerra dopo 120 secondi, con un diagonale dalla sinistra che si insaccava, sembrava poter spezzare. Tanto possesso palla ma poca concretezza là davanti. Fino al cinquantesimo, quando l'Isola s'è svegliata, s'è ricordata chi era, di che pasta è fatta, e s'è mangiata un'Olimpus che dopo quasi un'ora di grande difesa e contropiede, si è sciolta. Prima Montenero in contropiede, poi ancora Guerra al ventunesimo, per il 3-3. Fino al letale Colaceci, che aveva sparato a salve, con il suo classico stop e girata dal limite, per il sorpasso, con palla all'angoletto basso. All'ennesima magia di un Guerra superlativo, pallonetto da area a area con portiere fuori dai pali. Un 5-3 magico. Speciale. Fantastico che regala all'Isola un pazzo martedì. E fa gridare il vicepresidente Poggio: "È una squadra fantastica, formata da grandi uomini. Una rimonta bellissima quando non ci credevamo più. Di fronte avevamo una grande Olimpus". "Abbiamo giocato il primo tempo sottotono - analizza mister Lattanzi -. Eravamo nervosi, precipitosi. Faticavamo a tornare dietro. Nel secondo è andata meglio. Siamo usciti alla distanza. L'Olimpus aveva speso tanto ed è calata, mentre noi siamo cresciuti. Una bella vittoria. Tre punti preziosissimi per continuare a correre". Per prendersi quel sogno B che ora tutti non vogliono farsi fuggire.

 

JUNIORES Lazio Calcetto-Isola. Era la partita dell'anno. Dentro o fuori. Non c'erano esami di riparazioni. Chi vinceva si prendeva un bel pezzo di campionato. La Lazio Calcetto c'è andata vicina ma non c'è riuscita. La Futsal Isola è stata più forte di tutto, dell'arbitro che nega tre rigori solari agli Orange e dirige a senso unico. Alla sfiga, a quella palla che sembrava non voler entrare. Alle istrioniche convinzioni di chi pensava d'aver in tasca il risultato e s'è accorto, che il tabellino diceva tutto l'opposto: Lazio Calcetto 5, Isola 7. Primi senza storie. La banda Sannino era pure andata sotto di due. Le aveva viste di tutti i colori: 3 rigori sul quale si era preferiti sorvolare, una gestione dei cartellini dubbia, decisioni spesso bizzarre che hanno rovinato una partita spettacolare, giocata da due formazioni incredibili, fortissime, zeppe di campioni che in futuro si faranno sicuramente strada: "Non sembrava una partita di diciottenni - ammette mister Sannino -. La qualità in campo era altissima. Loro hanno giocato con portiere di movimenti, avevano tanti schemi d'angolo. Due grandi squadre". L'arbitro l'ha pure buttato fuori: "Lasciamo perdere, meglio non commentare". È stata una grande Isola: "I ragazzi ce l'hanno messa tutta, hanno accettato i miei consigli, li hanno messi in campo e il risultato è venuto. Soddisfattissimo. È stata una prova importante, di gran carattere e personalità, contro una squadra molto forte, al completo". La banda Sannino era invece decimata: "Tra convocazioni per la prima squadra che giocava quasi in contemporanea e influenzati avevo i giocatori contati. L'importante è stato avere i pilastri di questa formazione in campo". È una squadra dalle mille risorse: "Se lavoriamo potremmo arrivare in alto a fine stagione, sicuramente tra le prime tre". I gol: cinquina di Nicoletti, un gol a testa per Fiorito e Bonanno.

 

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