Mercoledì, 22 Settembre 2021
Storici Roma

Quando la giornalista sa cogliere i reali problemi delle persone

Le tante primavere sulle spalle e l'esperienza ultratrentennale sul campo ci consentono di affermare come Damiana Verucci, al momento sia tra i giornalisti più competenti e lungimiranti, che scriva di commercio romano, in tutte le sue declinazioni. Dalle cronache de "Il Tempo" si riesce ad avere spesso un dettagliato quadro degli argomenti trattati, siano essi le ricorrenti polemiche che riguardano le occupazioni di suolo pubblico di locali pubblici ed ambulanti oppure lo sviluppo, le dinamiche, i consumi del piccolo commercio sul territorio, per finire ai mercati rionali e di quartiere, che sono da lei oggetto dettato dalla contingenza, qualche volta, da riflessioni e servizi, che rappresentano uno "spaccato" reale della città. Il tutto sempre mai influenzato da quell'orientamento politico, che a volte si coglie, dagli articoli proposti da qualche suo collega.

Una "cronista" come ce n'erano in altri tempi e che qualche volta siamo costretti a rimpiangere. La brava redattrice de "Il Tempo", ieri con il mercato Trionfale, oggi con quello di Testaccio, esplora questo mondo caratteristico della città, partendo da quelle donnine anziane che lo frequentano, anche e soprattutto per cercare di risparmiare qualcosa, sulla quotidiana spesa alimentare; anch'essa duramente toccata dai venti di crisi, che un po' tutti stiamo vivendo. Noi che quei mercati abitualmente li frequentiamo, sappiamo bene quante Alessandra e Valeria (si chiamano così le protagoniste degli articoli), pensionate da poco più di 500euro al mese, trovino tra i banchi quelle poche occasioni, per far quadrare i conti della loro modesta realtà familiare. Alessandra e Valeria sanno che, quando si hanno a disposizione solo pochi euro, non ci si può permettere di andare al supermercato, dove ci si rischia di deprimere, per non potere comprare quanto si vorrebbe e non si trova quel rapporto umano che, da solo, basta a rincuorarle ed a garantire l'acquisto, di quel poco che basta per mettere insieme il pranzo con la cena.

L'apprezzata giornalista sa cogliere anche le reali difficoltà che gli operatori dei mercati vanno patendo, non solo per la drammatica recessione dei consumi. Nel caso di Trionfale e Testaccio, le doglianze sono molto per l'improvvido approccio che l'Amministrazione Comunale ha avuto (comprendendo anche le Giunte precedenti all'attuale) con i meccanismi che hanno portato all'utilizzo del project financing, per la parziale riqualificazione della rete mercatale. Oggi i rivenditori di questi due mercati debbono confrontarsi, da sub concessionari, con quei costruttori privati che sono abituati a dirimere le loro questioni, utilizzando tutti i mezzi propri di un'imprenditoria che bada poco o nulla ai rapporti inter-personali. Si appellano ad accordi pattuiti nelle segrete stanze del potere, nelle quali l'accesso agli operatori ed alle loro associazioni di rappresentanza è precluso.

Che anche i prossimi candidati a sindaco della città leggano gli articoli che raccontano di queste storie, se proprio questi luoghi non hanno il tempo di visitare. E' nelle stazioni della metro, nei pronto soccorso degli ospedali e tra i banchi di un mercato, che si toccano con mano le difficoltà e i reali problemi delle persone meno fortunate.

E' vero, il sindaco uscente ha iniziato il suo tour elettorale partendo dai mercati di Laurentino, Spinaceto e Tor de' Cenci. Ma lì ha potuto constatare solo in parte i problemi vissuti dai cittadini e dagli stessi piccoli commercianti interessati. Da loro ha sentito, essenzialmente, lamentele per il poco lavoro che c'è, non per la disattenzione con la quale la sua Giunta ha dimostrato di affrontare i nodi al pettine, che vedono coinvolta l'Amministrazione, in tema di mercati comunali. La gestione delle vecchie e fatiscenti strutture, l'esigenza di riqualificarle, di farlo in maniera condivisa con la categoria, di liberarla da quei tanti lacciuoli, che la burocrazia applica, dimostrandosi del tutto inadeguata alla realtà che stiamo vivendo.

Alemanno e i suoi concorrenti, i voti delle quasi 4mila famiglie che vivono delle attività di mercato, dovranno conquistarseli, affrontando questi problemi, senza lanciare promesse ed artifizi irrealizzabili, in quella che sarebbe la peggiore, per certi versi la più "scontata", delle campagne elettorali. Con la spina nel fianco rappresentata dal nuovo che avanza, da quel Movimento5Stelle che a Roma i mercati li fa frequentando già da un po' di tempo.

Antonello Giuffrida

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