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Redazione RomaToday

I Mirabili disinganni di Andrea Pozzo

Si è chiusa pochi giorni fa, il 2 maggio, la mostra dedicata all'architetto e pittore gesuita Andrea Pozzo, allestita in occasione del terzo centenario della sua morte.

    Ospitata in un location d'eccezione, la sede della Calcografia, è composta da poche sale che presentano pezzi interessanti sia per gli specialisti che per i non addetti ai lavori. Ovviamente un architetto o uno storico dell'architettura avrà molti più strumenti per leggerla e capirla.

    La prima sala, che ospita tra le altre cose il noto autoritratto dell'artista, che si immortala durante i lavori per la realizzazione delle volta di S. Ignazio, circondato da una serie di volumi che segnalano il suo status di pittore colto e architetto, espone una serie di bozzetti di mano dell'artista utilizzati per la realizzazione della volta della chiesa gesuita.

    Interessanti le numerose lastre in rame, affiancate all'incisione su carta ed in alcuni casi al disegno realizzato prima di preparare la lastra. Si tratta nella maggior parte dei casi di documentazione architettonica, dalle piante agli alzati, fino agli spaccati di importanti monumenti cittadini.

    Diversi erano i trattati d'architettura presenti in mostra, interessanti dal punto di vista documentario.

    Una delle sale ospitava una serie di macchine di legno che riproducevano quelle che nel XVII secolo gli architetti utilizzavano per realizzare i propri progetti.

    Nel complesso una mostra positiva che suggerisce la visita delle altre opere realizzate dal gesuita a Roma.

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