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Redazione RomaToday

I Colori del Buio - I Caravaggeschi nel Patrimonio del Fondo Edifici di CUlto

Si è chiusa ieri, domenica 18 luglio, una interessante mostra a Palazzo Ruspoli su via del Corso. Si tratta dell'esposizione dedicata ai pittori caravaggeschi, più in particolare erano presentate opere appartenenti al FEC (Fondo Edifici di Culto) provenienti da varie chiese italiane. Si tratta quindi di artisti che furono influanzati in modo diverso dall'attività del noto pittore lombardo. E' molto interessante notare, durante il percorso, le varie declinazioni del caravaggismo a seconda dell'area geografica e dell'epoca.

    Sono esposte opere note e meno note, alcune senza l'indicazione precisa dell'autore, individuato solo dall'ambito geografico e cronologico. Il percorso espositivo inizia con il famoso Angelo Custone dello Spadarino cui è dedicata la prima sala, l'emblema di questa mostra poiché lo ritroviamo sul biglietto, sulle locandine e sulla copertina del catalogo.

    Il percorso è costituito da dipinti molto interessanti. Vorrei subito segnalare uno di quelli che più mi ha colpito: si tratta del San Lorenzo di Cecco del Caravaggio, in una posa quasi sensuale direi e abbigliato con un manto di un rosso così intenso da renderlo un'opera indimenticabile dopo averla vista anche solo una volta. Interessante nella sala precedente il San Matteo e l'Angelo di Guido Reni proveniente da una chiesa su via Veneto a Roma.

    Vi sono dipinti dello Spagnoletto, di Bartolomeo Manfredi (noto all'epoca come il falsario), quelli del nordico Gerrit Van Honthorst, di Mattia Presti. Non manca un dipinto del pittore - biografo Giovanni Baglione e diverse opere dell'artista, originario di Fossombrone, Giovanni Battista Guerrieri che dopo il suo soggiorno romano ad inizio secolo torna in patria, dove diffonde il verbo caravaggesco.

    Vorrei segnalare una copia secentesca della Cena in Emmaus che, a paragone con l'originale, evidenzia l'altissima perizia del Caravaggio e la qualità dei suoi dipinti, difficilmente riproducibili nella loro vera essenza anche dalla copia più fedele e dal copista più accurato.

    Il percorso si conclude con una sala dove viene proiettato un dvd in cui una voce illustra tutte le opere esposte: senza dubbio didattico ed utile anche se un pò noioso. Valuto positivamente l'esposizione nel suo complesso, dipinti ben collocati e ben illuminati ad eccezione di rarissimi casi. Purtroppo ormai la mostra si è chiusa ma può essere uno stimolo per seguire a Roma e nel Lazio, molte opere infatti provengono dalle province della regione, questa interessante stagione artistica.

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