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Colori e fantasia, creatività e convenienza: alla scoperta dei mercati mensili

L'appuntamento quotidiano con il mercato rionale rappresentava un rito legato alla necessità, e lo stesso era il mercato settimanale che fin dalle prime ore del mattino animava le piazze; oltre a qualche banco di frutta e verdura, offriva un'ampia scelta di articoli: dall'abbigliamento alle calzature, stoffe, accessori, casalinghi e utensili per la casa e la cucina.

Uno dei primi articoli del blog introduceva l'argomento dei mercati rionali andando a ritroso nel tempo e rievocando i mitici anni '70, tempi in cui le abitudini e i costumi della società erano così diversi da quelli attuali che sembra quasi non si stia parlando dello stesso Paese.

Erano tempi in cui la vita delle donne che restavano a casa a badare ai figli e alla famiglia ruotava intorno al rituale quotidiano del fare la spesa, e l'occasione di uscire e recarsi al mercato rappresentava un momento importante della giornata.

Vi erano dei mercati a Roma (e che potete trovare ancora oggi anche se in location diverse) la cui fama si spingeva fino… ad Ostia. Il mercato di Testaccio e Piazza Vittorio erano dei miti per i Lidensi in fatto di qualità e convenienza. Per non parlare dello storico mercato di Campo de' Fiori, sempre così colorato, con le ceste di frutta e di verdura e i sacchi di juta pieni di legumi e frutta secca.

L'appuntamento quotidiano con il mercato rionale rappresentava un rito legato alla necessità, e lo stesso era il mercato settimanale che fin dalle prime ore del mattino animava le piazze; oltre a qualche banco di frutta e verdura, offriva un'ampia scelta di articoli: dall'abbigliamento alle calzature, stoffe, accessori, casalinghi e utensili per la casa e la cucina. Era anche l'occasione per fare qualche acquisto sfizioso, e in alcuni paesini lontani dalle città l'arrivo del mercato era l'unico modo per acquistare degli articoli utili ma che non si trovavano neanche all'emporio. Per le signore che si recavano al mercato era il punto di riferimento settimanale in cui incontrarsi, fare qualche chiacchiera e scambiarsi notizie e informazioni sulla famiglia, magari sfoggiando il vestito nuovo cucito in casa.

Tornando ai giorni nostri, nel recente passato questa forma di commercio ha conosciuto un periodo di crisi: era il periodo in cui si sono imposte e sviluppate le nuove forme di distribuzione, organizzate specialmente nei centri commerciali, cittadelle artificiali costruite ancora prima che intorno sorgesse il tessuto urbano. Contemporaneamente il cambiamento dello stile di vita e la trasformazione sociale hanno contributo al declino dei mercati: si dedicava sempre meno tempo alla spesa alimentare quotidiana preferendo recarsi una volta a settimana nei certi commerciali in cui oltre alla spesa nelle catene della grande distribuzione, si poteva trovare un'ampia offerta di negozi, ristoranti e attività di intrattenimento.

Attualmente lo scenario sta nuovamente cambiando: complice la crisi che ha diminuito drasticamente la popolazione attiva e prosciugato risparmi e portafogli, le persone hanno fatto di necessità virtù e sono tornati a frequentare i mercati. Non solo i mercati rionali alimentari da sempre garanzia del buon rapporto qualità/prezzo ma anche i mercati itineranti, quelli che si insediano nei nostri quartieri settimanalmente e mensilmente.

Come sempre ci piace andare a curiosare e segnalare quelle iniziative che si distinguono dalle altre per qualità e originalità. Nell'ambito dei mercati mensili di Roma merita attenzione il mercato che si svolge la seconda domenica di ogni mese a Casal Palocco, quartiere residenziale a sud di Roma. Il mercato si svolge all'interno di un centro commerciale all'aperto: niente a che vedere con le claustrofobiche mega strutture odierne. Il centro commerciale Le Terrazze è una piccola oasi pedonale all'interno di un quartiere verde, silenzioso e ben curato. E curato è anche il Centro che si snoda su due piani, i negozi sono situati ai lati mentre al centro la presenza di fontane e panchine rende più gradevole l'esperienza dello shopping. Il mercato mensile gode di questa cornice armoniosa ed è veramente rilassante e piacevole girare tra i banchi. Vi è una gran varietà di oggetti creati artigianalmente: i più originali sono dei curiosi orologi di legno con tazzine e caffettiera a fungere da pendolo, creazioni realizzate in lana cotta, dalle borse da passeggio ad insoliti porta-torte e t-shirt di cotone interamente cucite a mano. Tutti i banchi si distinguono per la cura e la qualità degli oggetti esposti. Colpisce lo sguardo un coloratissimo stand pieno di collane cromaticamente ordinate. Vi sono laboratori di ceramica e di pittura che espongono piatti, vasi e bicchieri oppure laboratori declinati al femminile che disegnano e realizzano capi e accessori in lana, per non parlare di chi intreccia fili e pietre e dà vita a monili originali e colorati. Non mancano gli stand dedicati alle specialità alimentari regionali che offrono ai visitatori dei cestini con piccoli assaggi delle loro prelibatezze. Il mercato è molto frequentato e apprezzato sia per l'originalità degli articoli offerti a prezzi ragionevoli che per lo scenario in cui si svolge. A far da sfondo ai banchi del mercato che rendono ancora più gradevole l'esperienza vi sono alcune attività commerciali del Centro che restano aperte, quali una piccola edicola, il fioraio, ed un forno ed una pasticceria che sfornano bontà. Inoltre, anche nei momenti di maggior affluenza si passeggia agevolmente tra i banchi grazie agli ampi corridoi e allo spazio tra gli stand.

Come abbiamo avuto modo di consigliare già dalle pagine di questo blog, approfittiamo del momento di crisi per ri-scoprire e re-inventare modi, stili e abitudini di vita sociale. Il mercato è parte della storia e dell'identità di un luogo ed è l'espressione del tempo che viviamo; rappresenta inoltre il ritorno ad una dimensione più umana dello scambio commerciale, un luogo in cui ci si reca per fare acquisti ma dove è possibile incontrare e conoscere chi sta al di là del banco. Scopriremo magari che sono proprio loro, i titolari delle piccole imprese con le loro attività e l'impegno quotidiano il punto da cui il Paese deve ripartire.

Maria Luisa Leo

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