Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Redazione RomaToday

"Chi ha resistito gli è fiorito il cuore" *

Di quante chiusure più o meno clamorose siamo stati spettatori nostro malgrado negli ultimi tempi? L'elenco è purtroppo lungo e dobbiamo risalire a giugno 2011 per registrare la chiusura della libreria "Bibli", nel cuore di Trastevere

Capita di camminare per la città e di non trovare più quel negozio. In centro come in periferia ci aggiriamo con senso di smarrimento e amarezza pensando che la crisi ci porta via anche le piccole certezze quotidiane, quelle legate ai nostri piccoli riti e alle nostre abitudini. Lo sgomento aumenta se a dover arrendersi alla crisi sono attività storiche, quelle che hanno caratterizzato il quartiere o un angolo di città e che con la loro scomparsa lasciano un vuoto che non è solo quello dello spazio occupato. Se la scure che si è abbattuta non ha risparmiato alcun settore, figuriamoci se si è salvato uno dei più interessanti, a detta di chi scrive: quello della cultura, qui rappresentato dall'editoria e più in particolare del mestiere del libraio.

Di quante chiusure più o meno clamorose siamo stati spettatori nostro malgrado negli ultimi tempi? L'elenco è purtroppo lungo e dobbiamo risalire a giugno 2011 per registrare la chiusura della libreria "Bibli", nel cuore di Trastevere . Una libreria indipendente e uno spazio culturale in cui si organizzavano dibattiti, presentazioni di libri, musica dal vivo, corsi e cicli cinematografici, il tutto accompagnato dall'offerta di un menu serale, di un brunch domenicale e di una pomeridiana pausa calda con dolci fatti in casa e thè, serviti nel chiostro giardino o in una sala interna. Eppure, nonostante il fascino e l'importanza culturale di un tale spazio, la libreria è stata costretta a chiudere a causa dell'aumento spropositato del canone di affitto dei locali e nulla hanno potuto appelli e petizioni per salvare l'associazione, con buona pace della giunta attuale e di quella precedente, che hanno sì assegnato dei nuovi locali alla proprietà della libreria, sempre in zona Trastevere, ma con un'assegnazione che prevede anche il restauro degli ambienti, i quali ammontano a circa 800 mila euro e risultano essere un onere che la proprietà non può sostenere.

E questa è stata la prima perdita.

La seconda arriva qualche mese dopo, a novembre dello stesso anno, mese in cui la storica libreria Croce, nella sede di Roma di Corso Vittorio Emanuele fin dal 1945 si arrende e cessa la sua attività, schiacciata dalla crisi, dalla concorrenza dei megastore e dall'introduzione a settembre della nuova legge sul prezzo del libro.

La libreria era stata fondata nel 1945 da Remo Croce la cui intenzione era quella di creare un centro culturale per la promozione e la diffusione dei libri e della cultura italiana. E così è stato: nei locali della libreria non si vendevano solo libri ma si organizzavano corsi gratuiti,incontri con gli autori e discussioni sui temi di attualità, un vero presidio culturale. La libreria ha rappresentato per anni un punto di riferimento per gli amanti del libro che apprezzano lo stile e l'atmosfera sobria e silenziosa di certi luoghi in cui sfogliare un libro, curiosare tra gli scaffali e scambiare consigli e pareri con il libraio riconciliano con la vita e con qualche giornata storta. E se al lettore capitava di uscire dalla quiete della libreria con un motivo in più per guardare alla vita in maniera positiva, lo stesso doveva accadere al personale addetto alla vendita, che dava consigli sulle letture, arricchendoli di commenti e punti di vista personali che si capiva, non erano frutto di strategie di marketing ma di passione per il proprio lavoro. La libreria offriva circa 40 mila titoli in 600 metri quadrati di negozio, un dedalo di locali in cui nella parte più decentrata si trovava la sezione dedicata ai libri di viaggi, alla politica e all'economia, uno spazio ancora più silenzioso e appartato in cui immergersi in letture e consultazioni. Una scala conduceva al piano superiore, dove erano esposti testi specializzati in discipline artistiche, libri e manuali illustrati per il tempo libero, dal giardinaggio al lavoro a maglia, allo sport e ai cataloghi fotografici, tutti in bella mostra su scaffali di legno e con una ringhiera anche essa di legno a delimitare lo spazio. Da lassù il mondo sembrava un posto migliore.

Per rendere chiara l'idea dell'entità della perdita subìta per la chiusura della libreria in termini di cultura ma soprattutto di cura delle relazioni umane, vero patrimonio da salvaguardare, pubblico il testo integrale della mail che la libreria Croce ha inviato il 28/11/2011 a tutti i suoi clienti tesserati, poche ore prima della chiusura definitiva dell'attività.

L'oggetto della mail: Chi ha resistito gli è fiorito il cuore

Gentile Lettore,
mercoledì 30 novembre
ultimo giorno di apertura al pubblico della Libreria Croce attiva a Roma dal 1945, che rischia di chiudere definitivamente.
Intervenite numerosi (in qualsiasi momento della giornata, siamo aperti dalle 10 alle 20) affinché le istituzioni, che già ci hanno mostrato il loro interesse, dimostrino che la loro solidarietà è fattiva.
Contro il degrado del centro storico, contro gli affitti di proprietari sconsiderati che consentono alle mafie la scalata ai locali del centro, contro la massificazione e omologazione delle librerie di catena, a favore delle realtà indipendenti, delle botteghe storiche, per il valore della cultura e delle relazioni umane.

Forse la nostra è una difesa romantica del libro, del libraio e della libreria ai tempi dei megastore e degli e-book però pensiamo che di cultura non ce ne è mai abbastanza. Se gli investimenti nella cultura non fossero considerate solo proposte snob ed elitarie potrebbero rappresentare una delle leve per risollevare le sorti del Paese che dispone di un immenso patrimonio culturale ed artistico. Purtroppo oggi la realtà è diversa: la cultura subisce i tagli più dolorosi e l'amministrazione di una capitale europea non attua forme di difesa per difendere le attività e le botteghe storiche che rappresentano la memoria e l'identità del luogo, lasciando che le luci di una vetrina culturale si spengano mestamente e si accendano quelle dell'ennesimo megastore.

Maria Luisa Leo

*Poesia di Edoardo Sanguineti con cui la libreria Croce ha salutato i suoi lettori

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