Sebastiano Celletti

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Sebastiano Celletti

A cura di Sebastiano Celletti

Taglio dello stipendio: ecco perché insieme a noi viene danneggiata tutta l'economia della città

La guerra tra poveri non lascia feriti tra gli schieramenti ma solo tante vittime di un sistema che continua ad ingrassarsi alle nostre spalle

Ho ricevuto nel mese di Aprile lo stipendio relativo alla prestazioni che ho effettuato a Marzo. La mia busta paga, al netto di tutte le trattenute, è stato di 1300€. Molti diranno: è troppo. Questa cifra è comprensiva di quel famoso ed ormai famigerato "salario accessorio" di cui tanto si parla. Ho fatto il conto di quanto mi resterebbe dopo il taglio voluto dall'amministrazione: 1040€.

Molti diranno: pure troppo. 7,2€ di retribuzione netta per ogni ora di lavoro, notti e domeniche comprese. La notte pagata quasi 5€ all'ora. Come la domenica. Non a pioggia ma spesso sotto la pioggia. Dopo moltissimi anni di servizio questo è quanto sarà il mio stipendio. Molti diranno sempre troppo.

Ogni dipendente comunale ha circa 550€ di spese dovute a prestiti o mutui per l'acquisto delle case in cui vivono. Molti diranno: "Beati voi". Facendo un rapido conto si tratta di una esposizione verso le banche di circa 160 milioni di €.

Con un taglio del genere ci può trovare di fronte solo a due soluzioni. Si sospendono i pagamenti alle banche e le stesse, usufruendo delle ipoteche, si appropriano delle case e mettono in emergenza alloggiativa le famiglie dei lavoratori.

Molti diranno: "ben gli sta". Si riducono le già contratte spese domestiche non spendendo più in palestre, telefonini, vestiti, libri, pizzerie e, come molti dicono, bar. Molti di noi diranno: "Ben gli sta". La guerra tra poveri non lascia feriti tra gli schieramenti ma solo tante vittime di un sistema che continua ad ingrassarsi alle nostre spalle.

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