Romaneggiando

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Il vicolo che non esiste

Provate a chiedere a un romano dove si trova vicolo del Moro, vi risponderà: a Trastevere. In realtà il vicolo non esiste in nessuna parte di Roma e probabilmente non è mai esistito. Il vicolo che sta a Trastevere, infatti, si chiama via del Moro. Perché allora tutti la continuano a denominare “vicolo del Moro”? Con una certa probabilità, la confusione deriva dal popolare racconto drammatico di Americo Giuliani Er fattaccio der vicolo der Moro, del 1911, ambientato appunto nel vicolo del Moro: "Abbitavamo ar vicolo der Moro io, co’ mi’ madre e mi’ fratello Giggi…".

Una via camaleontica, non solo nel nome, ma anche nell’abilità di trasformarsi durante il giorno e nel corso dell’anno. Le passeggiate migliori sono consigliate la mattina presto, quando ancora Roma sonnecchia ed è popolata solamente dai residenti del quartiere, dai negozianti e dagli artigiani intenti ad aprire negozi e laboratori. La strada sembra avere bisogno di sonno e di riposo prima di animarsi con l’attività frenetica di ristoranti e pub. Sul tardi si trasforma in una delle vie più frequentate dalla movida notturna. Meglio arrivarci da piazza Trilussa, poiché dopo aver percorso pochi passi vi accoglie la fragranza del pane appena sfornato dal forno La Renella. Un profumo da meditazione che rallenta le funzioni della mente e porta lontano, in un altro luogo e in un altro tempo. Come l’incenso che brucia e crea un senso di sacralità. Il forno profuma la via e arricchisce l’atmosfera semplice e familiare. Entrando nel negozio scoprirete che possiede un altro ingresso su via del Politeama. Sulla destra una porticina spesso aperta fa intravedere il cuore del panificio: i forni, il fuoco, la farina e i panettieri che, vestiti di bianco come la farina che li ricopre, sfornano pagnotte e filoni.

Da Roma perduta e dimenticata libro di Claudio Colaiacomo


 

Romaneggiando

" Curiosità e sorprese a ""zonzo pe' Roma"". Frugando nell'universo della romanità ""dar bucatino a Giulio Cesare, dar Colosseo ar Sor Capanna"", porto in superficie quella Roma che da millenni è sempre li, in travertino e in carne ed ossa, teatro delle nostre terrene vicissitudini a cui poco s'interessa. Claudio Colaiacomo scrive di Roma per la Newton & Compton con cui ha pubblicato diversi volumi. "

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Commenti (12)

  • Vicolo del moro esiste, al civico 37 c’è anche un albergo.

  • ci sono nato a vicolo del moro c'era una clinica...58anni fa...trastevere rimane er core de roma..come la romanità de trilussa de proietti..grandi..

  • daje

  • un finto articolo di romanità pe fa la pubblicità ad una panetteria??? ridicoli veramente....

    • Secondo me il forno La Renella, di tutto ha bisogno fuorché pubblicità

  • Che rettifica fantastica e sconosciuta Duilio! Però mi sarei aspettato..."eravamo tutti trEsteverini.." 😀

    • Hai ragione ! Avrei dovuto scrivere tutto il post in dialetto ... ma ho preferito evidenziare maggiormente il tono distaccato (si fa per dire) e narrativo ! Grazie della risposta !

  • Duilio, sei uno delle poche e autentiche memorie storiche di Trastevere, Grazie

  • Grazie Duilio per le tue spiegazioni ed avermi fatto rivivere un pezzo della nostra vecchia e cara città eterna

  • Chi l'ha detto che vicolo del moro non esiste ? Mi spiego meglio: Esiste Via del Moro come strada definita, il vicolo del Moro era una stradina di fronte alla pasticceria Valzani andando verso Piazza Sant'Appollonia. Oggi questa strada non è più accessibile, perchè è chiusa da un grande portone, molto grande per essere un portone tipico di Trastevere. Entrando in questo portone a destra e sinistra ci sono delle scale per accedere agli appartamenti, proseguendo in avanti si arriva ad una piazzetta/cortile. Anticamente questa piazzetta/cortile era abitata da tutte famiglie nei pianterreni, ovviamente famiglie molto povere. Era una povertà ... nella povertà. Trastevere non dimentichiamo era abitato da famiglie povere, non c'erano i "radical chic" e nei pianterreni, come nelle mansarde, c'era ancora la più evidente povertà. La via che collega il portone di fronte alla pasticceria Valzani (non ricordo il numero civico) fino alla piazzetta/cortile era " Vicolo del Moro ". Dopo aver chiuso questo vicolo con un portone e dopo aver rivendicato una nuova appartenenza, ovviamente il vicolo è cessato di esistere come vicolo ufficialmente riconosciuto. La storia del fattaccio si è svolta li, nella più evidente povertà ! Posso testimoniare quanto sopra indicato perchè sono 63 che vivo a Trastevere e ho l'orgoglio di poter dire che fino al nonno di mio nonno eravamo tutti trasteverini. Dopo si perde nel tempo, ma credo che la generazione sia ancora trasteverina perchè a quei tempi si viaggiava poco, quindi la probabilità di avere dei parenti non trasteverini è molto bassa.

    • Questa sì che è Geografia Storica.

    • grande!!!

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