Martedì, 28 Settembre 2021
Nella Converti

Opinioni

Nella Converti

A cura di Nella Converti

Come si sopravvive in una casa popolare dentro una torre nella quale i clan godono di impunità?

Lancio della spazzatura dal decimo piano, feci umane nell’ascensore per umiliare chi lo pulisce, spaccio h24 sui pianerottoli, pistole in bella vista, pentole di olio svuotate dalla finestra, sputi e sigarette per le scale. Nella stessa torre l’ascensore per disabili è rotto da giorni e le vacanze di ferragosto rendono impossibile ogni intervento.

Questo ogni giorno deve sopportare chi vive lì dentro. La maggior parte degli abitanti mette delle sbarre prima della porta di casa, ci si rinchiude dentro e sopporta sperando che prima o poi finisca.

Tre donne però hanno deciso di alzare la testa e affrontare i clan, perché la loro dignità non conosce paura. Ho trascorso gli ultimi giorni con loro e ho visto con i miei occhi la tensione nella quale sono costrette a vivere ogni giorno. Il 14 agosto in uno degli appartamenti va a fuoco qualcosa, il fumo riempie almeno altri 5 appartamenti.

Gli aeratori bruciano, i pavimenti sono ricoperti di fuliggine e dentro casa non si respira. Per fortuna nessuno si fa male. Chi pagherà i danni?

Le tre donne decidono di non arrendersi. Trascorrono ore e ore al telefono con amministratori, istituzioni, forze dell’ordine, giornalisti. L’ascensore viene aggiustato e qualcuno inizia ad interessarsi all’origine dell’incendio. Ma i clan sono ancora lì.

Perché i clan hanno occupato un appartamento 30 anni fa e continuano ad occuparne altri per “venderli”? Quando si tratta di sgomberare chi occupa per necessità la “giustizia” arriva immediatamente, in altri casi è un po’ troppo lenta.

Così le tre donne si sono ritrovate a dover affrontare una battaglia quotidiana contro la criminalità organizzata. “Figurati se ho paura!”. Mi dice una delle tre. “Questa è casa mia, secondo te da questa torre uscirò io o loro?” La risposta dovrebbe essere scontata, ma così non è.

Finché i clan rimarranno  in quelle case avrà un controllo diretto del territorio. E fino a quando eserciteranno  il loro potere sugli abitanti, questi vivranno nel terrore e certamente non riusciranno a liberarsene da soli. Stessa cosa vale per quelli che sono nel loro libro paga a causa della marginalità sociale ed economica nella quale vivono.

Riprendersi quei luoghi il prima possibile liberandoli dai clan è solo il primo passo per ripristinare la dignità di chi da anni subisce questa violenza e vede negati i suoi diritti.

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