Giovedì, 29 Luglio 2021

Sandro Veronesi con "XY" tra i vincitori del Premio Flaiano 2011

Margaret Mazzantini con “Nessuno si salva da solo” (Mondadori), Aurelio Picca per “Se la fortuna è nostra” (Rizzoli) e Sandro Veronesi, con “XY” (Fandango), sono i vincitori del 38° Premio Flaiano di narrativa indicati da una giuria presieduta da Jacqueline Risset. Per l'assegnazione del Superflaiano 2011 decideranno 200 lettori della rivista "Oggi e Domani" domenica 10 luglio a Pescara al Teatro “G. d’Annunzio”.

XY è capace di tenere lettrice e lettore col fiato sospeso, ma non è un giallo. La differenza fra un libro giallo e
il castigo (di Dio) sta nel fatto che il giallo svela l’assassino e scioglie l’enigma. Il Castigo (di Dio) è l’enigma.
                                                                                                                              Adriano Sofri - La Repubblica

L’ho già scritto: Veronesi è il re Mida del romanzo italiano. Tutto quello che tocca diventa racconto a 24 carati.
E non sembra conoscere limiti. Massimo Onofri – Avvenire

A tratti sembra un thriller alla Stephen King, a tratti un romanzo drammatico alla Delitto e castigo di certo in XY c’è tutto quel che conta, ovvero il male, il bene, la colpa, il libero arbitrio, Dio e l’assenza di Dio.
Daria Bignardi – Vanity Fair

Veronesi ha una grande destrezza nel mantenere chi legge allacciato alla narrazione. Gioca come assi i suoi colpi di scena, li cala credibili e imprevisti fino alla fine.  Tratta la materia umana, delicata, dei moti interiori con una prosa avvolgente, sottilmente enfatica.
 Cinzia Fiori – Corriere della Sera

San Giuda il paese è metafora del Paese (l’Italia). Libro commovente, toccante, misterioso come il pianto del cavallo Zorro, testimone della strage, interrogato come la cavallina storna, che piange nello stesso modo in cui piangevano i cavalli di Achille nell’Iliade.
Antonio D’Orrico – Sette, Corriere della Sera
 

Un albero ghiacciato, di un rosso vivo, pulsante, intriso di sangue. È la prima immagine che appare a don Ermete, Zeno e Sauro. Una strage indicibile si è consumata ai piedi di quell’albero, e solo una prodigiosa nevicata ha lenito l’orrore di quegli undici corpi straziati da undici cause di morte diverse, avvenute contemporaneamente, in un lampo. I quarantadue abitanti di Borgo San Giuda, travolti dall’onda d’urto di quel massacro, si ritrovano al centro del mondo mediatico. Semplici testimoni del male, diventano i protagonisti dimenticati di questa storia, e tutti insieme scivolano nella follia. Don Ermete non può abbandonare la sua gente e insieme a Giovanna Gassion, giovane psichiatra della ASL in fuga da un amore finito, cercherà in tutti i modi di mettere in salvo quel mondo di poche anime perse e mute, che sembrano lontanissime ma che in realtà siamo noi. Pagina dopo pagina sembrerà di essere lì a calcare forte il passo per non essere spazzati via da quel vento che tira gelido e senza sosta, di entrare in quelle case modeste dove germina la follia, di incrociare quegli sguardi disperati e soli, e infine di sentirsi lievi e salvi, una volta arresi davanti al mistero. X e Y, uomo e donna, fede e scienza, si incontrano e si scontrano fin quasi a sovrapporsi in un’eroica liberazione dalla dittatura della ragione, umiliata dall’assurda danza del male. Dopo Caos Calmo, Sandro Veronesi torna con un romanzo profondo, sapiente, pieno di umana comprensione: la sua scrittura avvolgente, che disegna curve morbide e leggere come scivolando sulla neve fresca, ci regala altri momenti di esilarante bellezza e due nuovi personaggi indimenticabili – salvo scoprire alla fine che uno dei due lo conoscevamo e lo amavamo già.
 

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