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Laura Corrotti

Opinioni

Laura Corrotti

A cura di Laura Corrotti

Roma non è una città per disabili

I disabili, costretti su una sedia a rotelle o con difficoltà motorie, sono ostaggio di una città egoista e superficiale. E’ questo il risultato di cinque anni di amministrazione a cinque stelle che ha prodotto solamente disagi e umiliazioni, non solo alle persone con disabilità ma anche ai più anziani o a coloro che devono girare col passeggino e sono costretti ad utilizzare i mezzi di trasporto pubblico.

L’efficienza delle metro, treni, tram e autobus non possono essere paragonabili a nessun’altra Capitale d’Europa: spostarsi, anche se accompagnati, diventa un vero e proprio incubo, ancor peggio se si ha intenzione di farlo in autonomia.

Lo sa Matteo, giovane studente di Roma Tre che a causa di guasti agli ascensori delle fermate di Marconi, Eur Magliana e Eur Fermi, non è riuscito a sostenere l’esame di spagnolo in tempo; o Luca, che per lo stesso motivo  è rimasto invece bloccato sulla banchina della stazione di Torrenova. Senza andare troppo indietro col tempo, lo scorso febbraio Dario è rimasto intrappolato a Termini e pochi giorni fa un altro ragazzo è stato bloccato a Battistini.

Tutte scene di ordinaria follia che si ripetono sempre più frequentemente e che fanno il giro del mondo, sotto gli occhi increduli di passanti e turisti. Episodi che comprimono il diritto all’eguaglianza, alla non discriminazione e all’inclusione sociale e che vengono ancor più evidenziati dai dati forniti dall’azienda municipalizzata: sono infatti quasi duecento, fra scale mobili, ascensori e altri impianti di traslazione, che non possono essere utilizzati oggi nella Capitale per i più svariati motivi. Per capire ancor meglio la difficoltà nell’affrontare la quotidianità da parte dei disabili ed i disservizi che vanno a sommarsi a quelli appena elencati, basta pensare che i bus che girano sulle linee che il Comune “garantisce” ai disabili sono invece privi di pedana e quindi inaccessibili a coloro che girano Roma in carrozzina.

Dal collasso delle scale mobili nella fermata metro di Repubblica, Barberini e Spagna, nulla è cambiato nel destino degli impianti delle metro romane con l’affidamento da quasi 20 milioni di euro da parte di Atac, già condannata in passato per discriminazione nei confronti dei disabili. Parliamo, più in generale, di una gestione che non può più passare inosservata se vogliamo essere all’altezza delle aspettative di una Capitale; non possono bastare le sole buone intenzioni, la discontinuità sul fronte dell’accessibilità e dell’abbattimento di tutte le barriere non deve ridursi a tema da campagna elettorale ma deve elevarsi a naturale senso civico delle istituzioni.

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