Martedì, 28 Settembre 2021
Laura Corrotti

Opinioni

Laura Corrotti

A cura di Laura Corrotti

Roma-Lido, quando la campagna elettorale viaggia su rotaie

Sono surreali, a volte, alcune dinamiche che si evolvono durante il periodo elettorale: da una parte proliferano cantieri ad ogni angolo della città per far dimenticare cinque anni di amministrazione in cui non si è fatto nulla per manutenere le strade di Roma; dall’altra, per un rimpallo di responsabilità tra partiti e istituzioni, si gioca a creare disagi ai cittadini col solo obiettivo di danneggiare la reputazioni di uno o di un altro partito, senza considerare minimamente le conseguenze che ricadono sulla quotidianità delle persone. Quest’ultimo caso è la Roma-Lido che negli ultimi giorni ha scatenato un dibattito tra Regione Lazio e Comune di Roma, attraverso i propri delegati alla Mobilità: una vera e propria gara su chi fosse meno collaborativo per far tornare la linea ferroviaria a livelli almeno decenti e fruibili da turisti, pendolari e residenti del Municipio X di Roma.

Per far capire a pieno di cosa si tratta, è utile ricordare che la Roma-Lido è riuscita a perdere dal 2014 ad oggi, a causa di queste inefficienze, il 45% dell’utenza passando di fatto dai 100mila ai 55mila viaggiatori al giorno. Un dato che sottolinea come i cittadini stiano perdendo fiducia nei confronti di un servizio pubblico che, col passare del tempo, trova sempre il modo di peggiorare. Inoltre, negli ultimi 18 mesi si è passati da 180 corse giornaliere alle attuali 132, con un taglio di 48 corse, pari al 26% del servizio svolto. Senza considerare i problemi di accessibilità per le persone con disabilità, o più in generale alle persone fragili, che la linea ferroviaria porta con sé: ben 16 impianti di traslazione su 30 esistenti risultano fuori uso.

La linea ferroviaria, che comprende tredici fermate, doveva inizialmente avere la disponibilità di undici treni ma ad oggi a causa di problemi di manutenzione e inefficienza gestionale, questi treni si riducono a quattro con attese che arrivano a più di 15 minuti. Attese che, ad oggi, aumentano ancor di più fino ai 30 minuti di questi giorni, a seguito del recente atto vandalico ad uno dei treni; evento che ha comporta anche il rischio di possibili assembramenti in orario di punta.

Su questo tema si sta scatenando nel mese di luglio un vero e proprio dibattito politico, mai come ora sulla pelle dei cittadini che rende loro la vita sempre più dura. Un “gioco” tra Pd e Movimento 5 Stelle: per un pugno di voti mettono in difficoltà migliaia di cittadini che vorrebbero, invece, solamente utilizzare il trasporto pubblico come in qualsiasi altra Capitale d’Europa. 

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