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Mercoledì, 18 Maggio 2022
La linea gialla

Opinioni

La linea gialla

A cura di Matteo Scarlino

Il traffico, i vigili e il bisogno di farsi vedere di più: tornano le multe sul parabrezza

OPINIONE - Il traffico, invece di diminuire, aumenta e tutti, anche l'amministrazione, sembrano dare la colpa alla polizia locale. Il rimedio? Farsi vedere di più

A Roma il traffico nell'ultimo mese è diventato fuori controllo. Di per sè non è una novità, non è una notizia: accade da anni, specie nel periodo autunnale quando le piogge costringono i tanti centauri a lasciare lo scooter a casa e salire in macchina. La congestione delle auto sulle strade è però in aumento negli ultimi anni. Lo dicono anche i dati: secondo il Tom Tom index (indice più volte citato da esponenti pentastellati)  dal 2017 al 2018 Roma è diventata la città più trafficata d'Italia, sottraendo il primato a Palermo. In coda si perde il 40% del tempo, un dato in aumento del 2% dal 2017 al 2018, anni di gestione a Cinque Stelle.


Tutta colpa dei vigili?

Quando però la critica viene mossa al Movimento Cinque Stelle capitolino, che in campagna elettorale ha fatto della mobilità sostenibile e della diminuzione del traffico automobilistico la propria bandiera, il fatto diventa un problema. Quanto sta accadendo in questi giorni tra il Campidoglio e il comando dei vigili di via della Consolazione ne è la riprova. A rimetterci? Gli eterni capri espiatori dei problemi romani, ovvero i vigili, additati come i responsabili, eterne vittime sacrificali di una situazione che sembra però avere radici ben diverse.

Servono più vigili in strada

La polemica ha inizio con un comunicato stampa, di 10 giorni fa, del consigliere dem Marco Palumbo. "Servono più vigili in strada. I mezzi pubblici vanno a rilento, complice il maltempo. Le metropolitane vivono disagi sempre più quotidiani, tra scale mobili malfunzionanti e problemi ai convogli. Senza un’adeguata ed efficiente rete di trasporto pubblico, i romani finiscono per andare in macchina ovunque. Ecco perché la città è nella morsa del traffico costantemente". Il consigliere colpisce in poche righe alcuni pilastri dei vanti pentastellati: l'assunzione dei vigili e l'acquisto dei nuovi bus.

Il Comune ha assunto

A rispondere a Palumbo ci ha pensato il comandante del corpo Antonio Di Maggio. "In riferimento alle dichiarazioni del consigliere capitolino Marco Palumbo, occorre ricordare che il Corpo di Polizia Locale della Capitale può contare su 1000 nuovi agenti assunti da questa Amministrazione,  tutti dislocati in strada, come disposto dal sottoscritto, sulla base di un'analisi dei fabbisogni nei singoli territori. Spiace leggere queste polemiche su un Corpo che svolge la propria attività sul territorio 24 ore su 24, non solo con l'impiego dei neo assunti, ma con migliaia di uomini e donne che ringrazio per il lavoro che svolgono quotidianamente sulle nostre strade". Al fianco della Polizia Locale anche l'assessore al personale Antonio De Santis che attraverso diversi post su facebook si è posto a difesa dei caschi bianchi.

Le segnalazioni dei romani

La percezione di un traffico impazzito però non è un'invenzione del consigliere dem. In questi giorni alla nostra redazione, come a quelle degli altri quotidiani romani, le segnalazioni si moltiplicano: "tempi di percorrenza raddoppiati", "viviamo in mezzo al traffico, non se ne può più", "la città è impazzita", "impossibile usare i mezzi pubblici" etc etc. E le segnalazioni hanno evidentemente raggiunto anche la sindaca Raggi se è vero, come è vero, che la stessa prima cittadina ha chiesto conto al Comandante Antonio Di Maggio di cosa stesse accadendo al traffico cittadino. E' lo stesso comandante a renderlo noto in un nota riservata ai comandanti dei gruppi nella quale giustifica i provvedimenti richiesti come una risposta alle segnalazioni della cittadinanza alla sindaca in merito ad "uno scarso presidio della polizia locale".

Il traffico non diminuisce, anzi: un problema per il M5s

Il problema preoccupa, e non poco, l'amministrazione. La diminuzione del traffico è un mantra della campagna elettorale e di questi tre anni e mezzo di governo. Lo dimostrano i massicci investimenti in corsie preferenziali, sulle ciclabili, per l'acquisto dei nuovi bus. Gran parte del bilancio è su queste voci. Il tutto con un unico obiettivo: far sì che i romani lascino a casa l'auto e inizino ad usare i mezzi pubblici. Il traffico fuori controllo di questi giorni sembra dimostrare però che l'obiettivo non è stato centrato e farlo notare costringe a fornire risposte. 

La sindaca dà ragione a Palumbo?

E la sindaca, chiedendo informazioni a Di Maggio, sembra implicitamente dare ragione alle critiche di Palumbo: la colpa è dei vigili. Il Comandante, da uomo delle istituzioni quale è sempre stato, ha risposto impartendo un ordine di servizio per massimizzare i servizi su strada: "Nell'ambito della programmazione delle ordinarie attività di istituto", dice rivolto ai comandanti, "si chiede di predisporre il massimo impiego di personale nei servizi di Polizia stradale con riguardo alle attività di fluidificazione del traffico nei punti facenti parte del Piano operativo "Sostenibilità, sicurezza stradale, accessibilità e fruizione cittadina". 

Le soluzioni di Di Maggio

Di Maggio non si ferma qui. Consapevole, evidentemente, che le forze in campo sono numericamente quelle che sono (il corpo di polizia locale è, in base alla legge regionale, carente di quasi 3000 unità, ndr), punta ad aumentare la presenza percepita. Così, oltre all'ormai datata indicazione di tenere i lampeggianti accesi agli incroci per rendersi visibili, si aggiunge anche la disposizione di "sensibilizzare il personale impegnato nelle attività di contrasto alle soste irregolari all'utilizzo della modulistica cartacea per un'azione preventiva di maggiore evidenza". Tradotto: meno multe con i dispositivi tecnologici e più sanzioni con il caro vecchio blocchetto. Il foglietto sul parabrezza sarà un deterrente per la doppia fila. La lotta al traffico passa anche da questi espedienti. Evidentemente quanto messo in campo sinora dall'amministrazione non è bastato. 

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