Martedì, 28 Settembre 2021
La linea gialla

Opinioni

La linea gialla

A cura di Matteo Scarlino

Il coraggio di Virginia Raggi, autoproclamata sindaca delle periferie

Se c'è una cosa che a Virginia Raggi non manca è il coraggio. L'ultima conferma è arrivata dall'evento elettorale di San Basilio nel corso del quale ha raccontato di essere stata definita "sindaca delle periferie" (da chi non è dato saperlo) e di "essere orgogliosa di tale definizione".

Un racconto di sé stessa coraggioso, non c'è che dire. Sì, perché una definizione di questo tipo corrisponderebbe ad una sindaca che ha cambiato il volto dei quartieri periferici di Roma. Una sindaca che, lì più che altrove, ha portato pulizia, trasporti, servizi. Una sindaca del genere, di diritto, entrerebbe nella storia della città, affiancandosi, anzi soppiantando, quel Petroselli che le borgate le ha riscattate.

Occorre coraggio perché un abitante di una qualsiasi periferia di Roma, nel leggere o vedere l'autoproclamazione della sindaca, non può che indignarsi, incavolarsi, sbroccare. Sì, perché nelle periferie oggi rispetto a cinque anni fa di opere capaci di cambiare la vita a chi le vive non se ne sono viste. Non ci sono più trasporti, non c'è più pulizia, non ci sono più servizi. Anzi. 

Sì, perché in periferia più che altrove Raggi e il Movimento cinque stelle hanno in questi anni fallito. Hanno perso il contatto con i cittadini, ne hanno deluso le aspettative, non ne hanno ascoltato i bisogni. Un vuoto per riempire il quale si è reso necessario assumere e pagare con i soldi dei romani una delegata, deputata appunto all'ascolto delle periferie, il compito che si erano dati, in maniera costitutiva, i grillini.

Una nomina che, come abbiamo scritto, rappresenta il fallimento stesso del M5s, nato dal basso, dai territori, dalle periferie e lì radicato. E che da lì si è sradicato, perché chi prima animava i meet up oggi siede su comode e remunerative poltrone, bloccando ogni iniziativa d'ascolto e presentandosi solo oggi per imporre il proprio candidato alla presidenza di un municipio.

Su 13 municipi amministrati dal M5s, alcuni di periferia estrema, altri meno, solo 2 candidati presidenti sono riconfermati. In questi anni quattro presidenti sono saltati (uno di questi è proprio il presidente del municipio di San Basilio), tutti sfiduciati. Nelle cosiddette roccaforti, X e VI municipio, i candidati presidenti cambieranno, lasciando il passo a facce nuove.

A San Basilio la sindaca è diventata presenza costante solo nell'ultimo anno, subito dopo la caduta del municipio grillino, dove 15 pentastallati su 15 hanno sfiduciato la fedelissima della prima cittadina Roberta Della Casa. Prima, in questo lembo estremo di Roma e del IV municipio, aveva raccolto solo proteste, segnando la propria presenza solo in rarissime occasioni. Gli ex grillini ne contano addirittura solo due, di cui una nella vicina San Cleto. Ed anche ieri, girando per il mercato, tanti erano i cittadini educatamente indignati smistati alla segretaria. La sola presenza non basta per rivendicare il riscatto e la rinascita di una periferia che tra l'altro, anche se fosse riscattata e rinata, sarebbe una e una sola. 

Esistono decine e decine di quartieri, anche a poca distanza da San Basilio, che in questi anni hanno vissuto la drammatica assenza dell'amministrazione. Pensiamo ad esempio a Casal Bruciato (a due chilometri da San Basilio), dove anziani e meno anziani, per intere stagioni fredde sono stati costretti a vivere senza termosifoni, riscaldadosi con il forno acceso. Il tutto perché le caldaie del Comune non funzionavano e nessuno andava a ripararle.

O ancora pensiamo a Centocelle, quartiere teatro di una serie di attentati e dove, dopo mesi di silenzio, il proprietario della libreria Pecora Elettrica urlava l'assenza delle istituzioni. E sempre restando a Centocelle, pensiamo a chi vorrebbe vivere in via dei Lauri, in un palazzo recuperato da una cooperativa di cittadini, ma che è stato sommerso di promesse e rimane ancora oggi in attesa che si sblocchi la pratica per poter entrare nelle proprie case. Oppure pensiamo a Rocca Cencia e ai quartieri limitrofi, concupiti con le promesse della chiusura immediata dell'odiato impianto Ama ed oggi presi in giro da una riconversione della struttura contraddetta dagli atti amministrativi portati avanti dall'azienda controllata da Raggi. 

Esempi che potrebbero essere infiniti e che non necessitano di una "sindaca con la bacchetta magica", ma semplicemente di una sindaca capace di mantenere fede ai valori di quel movimento che l'ha portata in Campidoglio. Ma si sa, anche per quello ci vuole coraggio. Quello vero. 

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