Martedì, 22 Giugno 2021
La linea gialla

Opinioni

La linea gialla

A cura di Matteo Scarlino

La "sindaca delle periferie" che non dice mai nulla contro la Chiesa

Un teatro, unico spazio culturale di un quartiere di periferia, a rischio, con il Vicariato che non ha rinnovato il contratto di locazione. Dopo 40 anni il San Raffaele, al Trullo, rischia di chiudere. Il quartiere ovviamente non ci sta e al suo fianco scende in campo Elio Germano. E' successo ieri, domenica 30 maggio, ma la mobilitazione va avanti da almeno 20 giorni. Mobilitazione dei cittadini e della quasi totalità della politica locale. A far rumore è però il silenzio, almeno ad ora, della sindaca che si racconta delle periferie, ovvero Virginia Raggi. Insieme a lei tace anche la sua delegata alle periferie, Federica Angeli. 

Eppure l'argomento sarebbe perfetto per la propaganda grillina, quantomeno quella del 2016, quando il Movimento cinque stelle voleva far pagare l'Imu alla Chiesa e la sindaca, imbarazzata, nel confronto tv con Roberto Giachetti non sapeva cosa rispondere in merito alla propria fede. Un quartiere di periferia, dove il M5s ha raccolto un sacco di voti, con spazi culturali ridotti all'osso, con un pezzo da novanta come Elio Germano in campo per difendere il teatro. Insomma, manca solo la scritta movimento cinque stelle a questa battaglia, dove per una volta la sindaca potrebbe dire giustamente che è colpa degli altri. 

Ciononostante Raggi tace. Forse perché, così come si è giustificata sul ddl Zan, nessuno le ha chiesto di parlare. O forse perché dal 2016 ad oggi tanto è cambiato. Il  M5s ha mutato pelle, dimenticando le proprie origini e le proprie battaglie. L'Imu alla Chiesa è finito nel dimenticatoio delle promesse pentastellate. La sindaca, dal canto suo, sembra aver subito una vera e propria conversione, impuntandosi nel non firmare il riconoscimento di una bimba nata da due mamme (per poi farselo imporre dal tribunale), e nel pronunciarsi solo in modo vago e balbettante sul ddl Zan. 

Oggi tocca al Trullo, uno di quei quartieri di periferia che Raggi pone al centro della sua campagna elettorale. Un quartiere, come tanti, assetato di spazi culturali e dove appunto il San Raffaele rappresenta da 40 anni uno degli unici presidi. Servirebbe, forte, la voce della politica. Si assiste invece ad un silenzio imbarazzato e imbarazzante, nonostante la campagna elettorale porti a pronunciarsi su qualsiasi cosa, a piantare le proprie bandierine ovunque e ad attaccare chiunque.

La sindaca si è mostrata astuta e determinata politicamente con i suoi e il PD. Va detto però che, ormai da tempo, appare succube e sottomessa alla paura di dire qualcosa che possa infastidire la Chiesa. Un timore legato alla faticosa costruzione della lista (o di una delle liste) che dovrebbe supportare il suo tentativo di bis in Campidoglio. Una paura più forte della possibilità di perdere i voti del Trullo, dove il municipio pentastellato si è sgretolato e dove le preferenze e il successo del 2016 appare lontano, lontanissimo.


 

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