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Lunedì, 26 Settembre 2022
La linea gialla

Opinioni

La linea gialla

A cura di Matteo Scarlino

Cronache dall'iperuranio: nasce la "FT Roma 2019", sogno o incubo?

Una finestra sull'assurdo per aprire una riflessione sul rapporto tra Totti e i tifosi giallorossi

FT Roma 2019. Colori sociali giallo e rosso. Simbolo il Colosseo. A lanciare la nuova società Francesco Totti in una conferenza stampa. Un'operazione possibile grazie all'impegno economico di tre storici imprenditori romani che il Capitano non ha voluto ancora rivelare. Lo stadio? Un Olimpico da ristrutturare. La sede? Testaccio, con la riqualificazione di Campo Testaccio e la costruzione di un centro sportivo nel cuore della città.

Cronache dall'iperuranio, fantasie, invenzioni assurde. Ai tifosi giallorossi però chiediamo uno sforzo: accadesse davvero, cosa fareste? Seguireste Totti (che è la Roma senza essere nella Roma) oppure sempre e comunque As Roma 1927? Insomma, la FT (che sta, per quei pochi che non l'avessero capito, per Francesco Totti) Roma 2019 sarebbe un sogno o un incubo?

La finestra sull'assurdo apre ad un ragionamento: può un giocatore, un mito, un'icona, un Dio come Totti essere più importante di una squadra? La sensazione lasciata dalla conferenza stampa di lunedì per chi romanista non è, è proprio questa: senza Totti per i romanisti non c'è la Roma e questo, sempre agli occhi di chi romanista non è, è qualcosa di assurdo. Altri campioni, altre bandiere hanno lasciato o sono state cacciate dalle proprie squadre. Altri molleranno e saranno mollati con annesso strascico polemico. Si è protestato, si è pianto (si protesterà, si piangerà) ma nessuno ha messo mai (e metterà mai) in discussione la fede calcistica.

Invece, senza il numero 10, sebbene in giacca e cravatta, nulla ha senso per i romanisti. La Roma è Totti e senza Totti non c'è la Roma.

Si badi, non è un giudizio nel merito: Totti nelle sue esternazioni può avere (chi scrive pensa sia così) anche ragione. Il punto è il perverso rapporto tra Totti e il tifoso romanista. Un amore malato che ha spinto gli americani a dare una scrivania (senza responsabilità, ma anche  - va detto - senza che vi fossero particolari meriti) a Totti. Il Capitano come parafulmine, per far digerire tutto. Il Capitano per dire #famostostadio per mettere in difficoltà un'intera amministrazione a cinque stelle, paventando il divorzio nelle urne da una città intera: incredibile come ora, senza Totti in società, tanti romanisti (gli stessi di #famostostadio) si augurino il no di Raggi al nuovo impianto.

Il Capitano per dire che anche con gli americani e con la scellerata gestione Baldini, la Roma c'era e andava amata, non discussa. Il Capitano per mandare giù la cacciata di De Rossi e non rinnovargli il contratto. "Meno male che c'è Totti, è lui il nostro trofeo, il nostro orgoglio", era il ragionamento di tanti romanisti fino a lunedì.

Una fissa, una perversione, una malattia che oggi ne siamo certi porterebbe qualcuno a dire che la "FT Roma 2019" non è un incubo, ma un sogno. Totti presidente, De Rossi allenatore (Magara!) e chi mette i soldi poco conta: l'orgoglio giallorosso è tutto lì. Peccato però  non sia l'As Roma.

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