La linea gialla

La linea gialla

No, non è l'arroganza di Calenda a sabotare le primarie

OPINIONI - L'annuncio della candidatura dell'ex ministro ha svegliato i dem romani. Le primarie, messe da parte dalla segreteria e umiliate dalle logiche di corrente, tornano buone per dare una parvenza democratica alla scelta, ma soprattutto per scacciare il candidato sgradito

L'annuncio della candidatura di Carlo Calenda per le comunali di Roma ha svegliato il partito democratico romano. Dormienti e silenti per quattro anni, incapaci di imbastire una minima alternativa all'amministrazione pentastellata, impegnati a scalzare il "nemico" di corrente per guadagnarsi uno scranno in Aula Giulio Cesare, i dem della Capitale da domenica sera sbraitano gridando contro l'autoinvestitura dell'ex ministro. Lo accusano di "arroganza", di "non avere voti", di "non conoscere Roma", di "aver ripudiato il partito e ora di cercarne il consenso", ma soprattutto di non essere democratico perché non accetta le primarie

Le primarie, il totem dem, a Roma più che altrove, sono tornate ad essere, da due settimane a questa parte, lo strumento imprescindibile per scegliere il candidato sindaco. Guarda caso da quando Calenda ha fatto trapelare l'intenzione di candidarsi. Da domenica poi senza primarie a Roma non si può proprio vivere e il leader di Azione è diventato il ducetto che soffoca la democrazia, impedendo ai romani di esprimersi e di scegliere liberamente il proprio candidato sindaco. 

Mettendo da parte le valutazioni su Carlo Calenda, giova però ricordare come la delegittimazione delle primarie venga da lontano e non sia opera del figlio di Cristina Comencini, ma dell'attuale dirigenza e soprattutto delle insane logiche, dure a morire, del partito romano. Non è un segreto per nessuno come la segreteria nazionale (che coincide oggi anche con il leader romano) puntasse sulla scelta di un nome forte. Enrico Letta, Paolo Gentiloni, Roberto Gualtieri, David Sassoli: nel corso dei mesi la corte ad ognuno di loro è stata piuttosto sfacciata. A turno, ognuno di loro, ha risposto "no, grazie" e da parte del partito o della coalizione nessuno (o quasi) si è posto delle domande, fosse anche la più sfrontata e romana: "Ma chi te l'ha chiesto...?". In realtà qualcuno (il Capo) l'aveva chiesto, in barba alle primarie sullo statuto.

Già, il nome forte. Altro che primarie. Per Roma da tempo è questa la ricetta dell'asse che governa oggi il partito, Zingaretti e Franceschini. Non le primarie, messe da parte, ignorate, magari buone solo per acclamare "il nome forte". Il problema è che se si evoca il nome forte, appare ovvio che chi forte si ritiene per grazia ricevuta (o per sondaggi commissionati) si proponga, con orgoglio e arroganza, anche lui senza passare dalle primarie.  

Primarie che appaiono a Roma l'abito democratico per vestire logiche di partito che di democratico non hanno nulla. Nel 2016 la segreteria Renzi chiese a Roberto Giachetti il sacrificio e lui si immolò nell'improba sfida a Virginia Raggi. Per trovare un contendente per le primarie passò del tempo ed il solo a farsi avanti fu Roberto Morassut per una contesa tanto surreale quanto inutile. Anche in quel momento, di fatto, si stava delegittimando lo strumento delle primarie, ma anche allora nessuno parlò. 

Primarie delegittimate (dalla storia, ndr) anche nel 2013, quando fu catapultato sulla Capitale un marziano, Ignazio Marino, che riuscì, senza aver mai fatto politica a Roma e per Roma, senza aver mai visitato una periferia, senza aver mai parlato con il partito romano, a battere David Sassoli e Paolo Gentiloni. Merito delle correnti e delle truppe cammellate che, ricevuti ordini dall'alto, in massa si sono catapultate a votare il chirurgo ligure al grido di "Daje!".

Quello stesso sindaco che però, dopo alcuni mesi, fu ripudiato dall'assemblea capitolina complice la mancanza di dialogo con il partito e i consiglieri. Quello stesso sindaco contestato per la sua assenza in periferia e costretto, due giorni prima dello scoppio di Mafia Capitale, a cospargersi il capo di cenere al Quirino. Due giorni dopo scoppiò Mafia capitale e il marziano diventò l'utile sindaco per tenere in sesto la baracca. E la settimana scorsa lo stesso Marino ha rinnegato l'utilità delle primarie. E tra chi allora lo votò, in maniera neanche troppo segreta, oggi c'è chi dice: "Forse avessimo scelto Sassoli la storia sarebbe stata diversa...".

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Commenti (14)

  • Come sia andata a roma lo sappiamo, possiamo fare tutte le analisi di questo mondo, ma il risultato sarebbe lo stesso, la sinistra si è suicidata mentre la destra non ha voluto neanche partecipare, visto che una parte ha votato meloni un'altra Marchini. Discutendo sull'oggi, possiamo solo dire che la situazione di Roma è peggiorata in tutti gli indicatori economico sociali, in quanto l amministrazione raggi,incapace e inefficiente, ha scontentato e deluso anche quelli che l hanno votata col consueto motto che oggi va di moda, proviamola, tanto non farà di certo peggio di marino. Ed invece l immobilismo della raggi, perché questa è stata la sua cifra politica, ci ha portato ed ha portato la politica a non saper cosa fare della capitale. In questa situazione in cui nessuno né a dx né a sx è stato in grado di tirar fuori dal cilindro un candidato decente, calenda è uscito allo scoperto mettendo in difficoltà il PD. Mi auguro solo che il PD non faccia l errore tragico già fatto a livello nazionale chiedendo ai grillini l alleanza a Roma e magari ingoiando la candidatura della taverna autodenominatasi "nun so na politica". Roma subirebbe la stessa siete di Cartagine, spero che ci risparmiano una seconda consiliatura di incapaci. Cordialità michele.

  • Ma voi lo fareste il Sindaco a Roma?

  • il pd e diventato un covo:;di ex dc.comunione e liberazione.socialisti.pdup.7 republicani.radicali.ecc ecc. provo un certo ribrezzo.farsi dettare le condizioni da un 3 % è imbarazzante. da tempo non mi riconosco in questo partito.dall'arrivo di Renzi tutto é cambiato. vogliono distruggere il pd per trasportare i voti altrove in una nuova a dc .lui non c'è riuscito . MA NON mollano lavorano da dentro e da fuori al partito??

  • allo scrittore un po' troppo sillogico vorrei far notare che Marino l'hanno votato i romani (poi) non solo il popolo delle primarie. Il popolo delle primarie s'era deturpato le gonadi di votare i soliti nomi altro che truppe cammellate,Marino e' caduto proprio sotto il XXXYXY amico del pd (remember panda rossa ?) le coop di buzzi ce le siamo dimenticate ? .Analisi superficiale e poco veritiera direi .

  • infatti piu' che arroganza parlerei di cialtronaggine visto che ormai qualsiasi sito fa bella mostra della sua autodichiarazione di quanto,appunto, sia cialtrone. Il paciarotto figlio d'arte non e' nemmeno del pd poi i e con i 5 stelle che non lo voterebbero nemmeno sotto tortura sta solamente cercando per l' ennesima volta di minare la coalizione di governo quando ormai anche un minus habens ha capito che senza i 5s (anche ad un ipotetico 10% il csx non governera' mai. Direi che considerando le percentuali da residuo fisso di acqua oligominerale del tipo tutta la questione si rivelera' poco meno " di un peto nell'aere "

  • Chiedere il parere delle persone credo sia il modo più democratico. Chi poi suppone che le primarie del PD siano poco trasparenti lo dimostri con i fatti, altrimenti non è altro che qualunquismo.

  • Almeno questi discutono TRASPARENTEMENTE a tutti i livelli ed in modo critico, democratico e PUBBLICO senza timori o paure !!! ... a VIRGINIA nei 5S chi l’ha scelta e approvata fra i loro elettori ???!!! Capite la piccola differenza ???

    • L’ha approvata chi l’ha votata, non ce l’ha messa nessuno

      • ... intendevo ... chi oggi ha approvato e confermato la sua RICANDIDATURA alle prossime elezioni !!! Mi sembra di capire che all’interno dei 5S su questo argomento ci sia una certa disapprovazione o perlomeno aspra discussione interna !! ... solo Dibba ha dato il suo consenso ma lui ora mi sembra un po’ marginale !

        • Robin ti sembra di capire male, i 5 stelle hanno fatto votare il superamento al vincolo del secondo mandato per i sindaci proprio per ricandidarsi la raggi....e l 80 % ha dato parere favorevole. se si fanno le comunarie vincerebbe. Calenda si è autocandidato dopo aver passato tutta la pandemia ad insultare e dire continue fake news contro il governo. senza mai mezza proprosta. è un cialtrone arrogante e sinceramente lo auguro a tutti voi.

    • a leggere l'articolo a me non sembra che le primarie del PD siano sempre state trasparenti e democratiche.... piuttosto, pilotate.

      • In politica la sicurezza della trasparenza non è mai stata garantita !!! .. ahimè !!

  • Dai toni usati e dai termini utilizzati , mi sembra che il “ giornalista “ che ha scritto il pezzo sia personalmente coinvolto.

  • A me sembra piuttosto che le primarie vogliano farle a tutti i costi perché sanno che non ci sarà nessun ‘nome forte’ e gli serve comunque spazio sui giornali per parlare di se stessi...

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