A teatro con Francesca

Opinioni

A teatro con Francesca

A cura di Francesca Ragno

Un Edipo a suon di musica al teatro Vascello

"Oedipus on the top" è secondo il regista Duccio Camarini un racconto a bocca chiusa per attori e musica. In scena fino al 7 febbraio al Teatro Vascello di Roma, ha vinto nel 2008 il bando di drammaturgia del Comune di Roma ed è allestitito con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali

In scena fino al 7 febbraio prossimo al teatro Vascello di Roma “Oedipus on the top” racconta una delle storie più antiche del mondo in cui in una favola e nel mito si intrecciano temi come l’integrazione e la diversità, di come ci si possa sentire fuori luogo a casa propria, e a proprio agio chissà dove.

Per poter riscoprire questi temi di fondo della storia di Edipi, Duccio Camerini ha ideato uno spettacolo muto per provare a riavvicinarsi in punta di piedi. Un “Edipo” muto. O meglio, cadenzato da silenzi e musica rock. E dai corpi degli interpreti. Lo spettacolo ha avuto una lunga preparazione in un laboratorio su musica, performance e scrittura di scena realizzato col sostegno del Comune di Roma ed è stato realizzato ripercorrendo gli studi mitologici di diversi studiosi internazionali.

Il regista ha così descritto il suo Edipo: "Nel nostro racconto il personaggio di Edipo è un po’ diverso da come siamo abituati a conoscerlo. E’ uno “schlemihl-buster keaton-chaplin” attonito per tutto quello che gli capita, un piccolo essere manovrato dal destino, la cui forza è però di non lasciarsi mai spaventare dal male in cui viene immerso, e che da questo male uscirà forse migliorato, comunque cambiato. Un omino che mette alla prova il destino che lo perseguita. Un personaggio che non chiede spiegazioni. Perché sa che ciò che si spiega, perde letteralmente la sua piega”.




C’è stato un tempo, c’è, o ci sarà.

Un tempo in cui certe leggende vanno raccontate. Come quella del bambino che esce da casa sua. Non esce per una sua scelta. Esce a causa di superstizioni e ritorna solo molto più tardi. Quando non è più un bambino. Superstizioni.

Qualcuno parlava di una profezia. Ma in fondo ogni uomo - ogni bambino - è una profezia. Il punto è che nessuno sa quando si avvera. O se resta inavverata per i secoli dei secoli. Il bambino uscito di casa doveva morire. Ma per una serie di circostanze che i più istruiti chiameranno destino, continua a vivere e diventa un uomo. Cresce in una casa che non è la sua.

Con un nome che non è il suo. Ma cresce bene lo stesso. D’altronde, dove tutto era suo, non l’avevano più voluto. Cresce, eccolo, è cresciuto, ha vinto la sua battaglia. Però ne restano, da combattere, di più terribili. Battaglie per conoscere, svelare.

I segreti del mondo. I trucchi fabbricati prima della nascita, per scoprire qual è la tua origine. Qual è la casa da cui sei partito, e dove dovrai tornare ora che non sei più un bambino. Quando i bambini nascono si dice che cominci un viaggio, per inseguire, o precedere, per indicare o cercare, per vedere o essere visti. Ma queste, secondo molti, sono solo leggende.



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