Martedì, 27 Luglio 2021
A teatro con Francesca

Opinioni

A teatro con Francesca

A cura di Francesca Ragno

Cechov a colori con i Nuovi Istrioni

Dal 6 al 18 aprile al teatro Tordinona di Roma, la compagnia teatrale I Nuovi Istrioni, diretta dal regista e musicista Paolo Ferrarelli e da sua moglie Marina Mercuri, porterà in scena “Cechov… a colori”, riadattamento dei tre atti unici “L’Anniversario”, “La domanda di matrimonio” e “L’Orso” scritti dal grande autore russo tra il 1884 ed il 1891.

Dal 6 al 18 aprile al teatro Tordinona di Roma, la compagnia teatrale I Nuovi Istrioni, diretta dal regista e musicista Paolo Ferrarelli e da sua moglie Marina Mercuri, porterà in scena “Cechov… a colori”, riadattamento dei tre atti unici “L’Anniversario”, “La domanda di matrimonio” e “L’Orso” scritti  dal grande autore russo tra il 1884 ed il 1891.

Perché “Cechov a colori”? Perché a partire da piccoli fatti, da particolari circostanze, questi scherzi o “vaudeville”, un genere teatrale in voga in Francia nel ‘700, sono in grado ancora oggi di riprodurre il meccanismo complesso, dettagliato e variopinto della realtà che ci circonda: i sentimenti, le passioni ed i tipi umani che popolano queste storie fanno di questo spettacolo un’opera universale, uno spaccato dell’eterna comédie humaine.

“Cechov a colori”, perché nonostante il suo umorismo garbato ma sottilmente ironico sia rivolto alle peculiarità della società russa del suo tempo, esso riesce perfettamente, attraverso immagini  vivaci  e molto colorite, a sollecitare l’immaginazione di un pubblico moderno e decisamente smaliziato, richiamandone l’attenzione verso le debolezze e le contraddizioni che da sempre e per sempre caratterizzano l’umanità.

Il testo, infatti, è intessuto di contenuti simbolici capaci di evocare, sorridendone, gli aspetti grotteschi del vivere quotidiano al di là di qualsiasi connotazione spazio-temporale.

Uno dei temi evocati è quello del rapporto uomo-donna di cui la regia ha voluto eviden­ziare alcuni momenti fondamentali: l’esplosione improvvisa ed incontrollata della passione (L’Orso), la richiesta matrimoniale (La domanda di matri­monio), il rapporto ormai consumato (L’Anniversario), tutti illustrati attraverso una speciale lente di ingrandimento costituita dall’occhio ironico dell’autore. L’ironia come strumento distanziatore diventa dunque una chiave di lettura del mondo ma anche una forma di difesa, di protezione da una realtà a volte cinica e senza scrupoli.

Anche per questa stagione teatrale I Nuovi Istrioni hanno deciso per una loro precisa scelta e vocazione artistica di confrontarsi con un’opera del teatro classico, interpretandola in maniera il più possibile fedele e aderente all’originale, ma cercando al contempo di veicolare al pubblico il loro specifico messaggio, la loro poetica

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