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A cura di Francesca Ragno

Marco Ciotti: giovane precario neo-laureato per i 150 anni dell'Unità d'Italia

L'attore Marco Ciotti interpreta un giovane precario neo-laureato nel video "Il Professionista" che la piattaforma Sky ha scelto per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Marco ha raccontato a Romatoday la sua esperienza nel dare volto a una generazione

 

marco-ciotti"Oggi ‘La Patria di tutti e la Patria per tutti’deve essere la Patria dei giovani, che hanno diritto a reali e diffuse opportunità di lavoro, di espressione dei loro talenti, di crescita sociale. ‘La Patria di tutti e la Patria per tutti’ deve essere la Patria del sapere, della scienza e della cultura che valorizza l'enorme giacimento di creatività e di conoscenza presente nel nostro Dna nazionale e che arresta la triste fuga di cervelli degli ultimi anni”

Così il Presidente della Camera Dei Deputati Gianfranco Fini nel discorso davanti al Parlamento riunito per le celebrazioni ufficiali dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Ma siamo sicuri che veramente questa Patria di tutti e per tutti in 150 anni di storia sia diventata a misura di giovani? Gli ultimi dati Istat sembrano darci una risposta negativa: disoccupazione giovanile al 29%, un record. Poi se anche sei giovane e hai la fortuna di trovare un lavoro è spesso un lavoro precario e magari dequalificato rispetto alle aspirazioni e alla preparazione ottenuta dopo tanti anni di studio.

Proprio questa è l’immagine con cui la casa di produzione Mente_ultima ha deciso di celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia con un cortometraggio dal titolo “Il Professionista”,  scelto dalla piattaforma Sky per il contenitore “Buon compleanno Italia” che per tutto il 2011 racconterà in diversi modi la nostra storia.
Protagonista del cortometraggio è il giovane attore Marco Ciotti, che in una giornata piovosa e piena di imprevisti, ha raccontato a Romatoday la sua esperienza nel video celebrativo dei 150 anni dell’Unità d’Italia in onda per un anno intero su Sky Uno e non solo…

Marco Ciotti, attore con diverse esperienze  tra fiction, cinema e teatro. Come nasce la tua passione per la recitazione?

La mia passione per la recitazione è nata più di dieci anni fa intorno al 2000. Ho iniziato a studiare con l’associazione teatrale Agora e poi da lì ne è scaturita un’escalation di eventi che mi ha portato a intraprendere questa professione. Per due anni mi sono affiancato a un actor coach per avvicinarmi al mondo del cinema.

Tu sei il protagonista del cortometraggio “Il Professionista” che Sky ha scelto tra i video  che raccontano i 150 di unificazione italiana. Te come vivi questo anniversario?

Bella domanda…150 anni dell’Unità d’Italia... mi chiederei “Ma siamo veramente uniti?”. Gli Italiani sicuramente lo sono, l’immagine che ci offre però il nostro Governo è un caos, non si sa se siamo o meno uniti. Personalmente io mi sento Italiano, voglio restare in Italia e voglio “vincere” in Italia, perché per me è un paese unito e voglio stabilire qui le mie radici, ma da quello che sta succedendo sembra tutt’altro.

Tu presti il volto e la voce a un giovane precario neo-laureato, rappresenti idealmente tanti ragazzi e ragazze italiani. Come ti senti a dover rappresentare una generazione in questo video che celebra l’Unità d’Italia?

Ho potuto comprendere realmente lo stato d’animo di tanti giovani, di tanti miei coetanei dopo anni di studio. Entrando nel personaggio ho avuto la sensazione di essere un vagabondo, ero un disoccupato che stava cercando di mantenersi. Una sensazione frustante, quella di un giovane senza uno spicciolo in tasca che cerca di sopravvivere e mantenere ciò che per lui è prezioso. Barcamenarsi per pagare l’affitto di una stanza, perché una casa difficilmente un giovane se la può permettere, cercare di mantenere un minimo di vita sociale per non isolarsi dal gruppo. Mi sono accorto che la prima cosa che si fa quando non si ha un lavoro e non si hanno risorse economiche stabili è il privarsi della fruizione della cultura: non si comprano più giornali, libri perché ti concentri sui bisogno primari come il cibo, la casa e l’automobile per spostarsi. Questo stato di fatto sta conducendo a una deriva della nostra società che il cortometraggio cerca di mettere in evidenza .

Tu sei un giovane attore e si può dire che sei anche tu un lavoratore precario. Come vivi personalmente questa situazione?

E’ una situazione molto particolare perché ci sono tante persone che si improvvisano nel campo, spesso ci si deve adattare a ricoprire ruoli e funzioni che non sono del proprio settore. Nonostante tutto si cerca di andare avanti con caparbietà sperando che qualcuno ti dia un assenso, ti dica un sì su quello che fai, cercando di spingere e puntare tutto sulla qualità.

Se dovessi dare un consiglio a tanti giovani che vogliono intraprendere la tua stessa carriera di attore, cosa diresti loro?

Il consiglio è quello di studiare e studiare tanto perché esistono tante scuole di disoccupazione e cercare di trovare la strada giusta e qualcuno che ti insegni a trasmettere le emozioni e imparare a relazionarsi e comunicare nella società. Inoltre bisogna credere in quello che veramente si vuole, di porte in faccia se ne prendono tante, ma alla fine qualcosa arriva.
 

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