Domenica, 26 Settembre 2021
FAQ Rom

Opinioni

FAQ Rom

A cura di Danilo Giannese

Gasparri, il guano e i soliti luoghi comuni

Dal suo profilo Twitter, Maurizio Gasparri, senatore, vice presidente del Senato ed ex ministro della Repubblica, si è rivolto allo staff dell’Associazione 21 luglio, organizzazione impegnata nella tutela e promozione dei diritti umani di rom e sinti in Italia, definendolo «fango, anzi guano, viste le vie di Roma».

Il tweet di Gasparri è stato lanciato in risposta a un tweet dell’Associazione 21 luglio, la quale annunciava la propria presenza, insieme a molte altre associazioni, a Piazza Navona in occasione dell’iniziativa della Befana Solidale. 

 A destare indignazione non sono tanto le parole utilizzate dal vice presidente del Senato. Basta farsi un rapido giro sul suo profilo Twitter per rendersi conto che questo modo di rivolgersi agli utenti della rete che non la pensano come lui è la assoluta normalità.

Sia chiaro: da un rappresentante delle istituzioni e da un uomo politico, di qualunque versante egli sia, ci si dovrebbe aspettare un comportamento appropriato; così come sarebbe lecito aspettarsi un intervento “riparatore” da quelle stesse istituzioni o partiti politici che il diretto interessato rappresenta.

Tuttavia, quel che desta maggiore preoccupazione in chi è stato oggetto dei tweet di Maurizio Gasparri – e che dovrebbe far riflettere lettori e utenti del web, in qualunque modo essi la pensino – riguarda ciò che il vice presidente del Senato ha scritto nei suoi cinguettii successivi.

«Tra i rom percentuale ladri superiore rispetto ad altre etnie», ha scritto il vice presidente del Senato, senza però fornire alcun dato certo su cui fondare una affermazione tanto grave. 

Ha twittato «Aprite gli occhi, rom educano bambini all’illegalità», dimenticando o forse dimostrando di non sapere che la stragrande maggioranza dei rom nel nostro Paese (4 su 5) vive una esistenza come quella di ogni altro cittadino italiano o straniero in Italia, studia, lavora, va a scuola e all’università .

Dimenticando che circa 35 mila rom (1 su 5 in Italia)  vivono nei cosiddetti “campi” per effetto di politiche discriminatorie, escludenti e dagli elevatissimi costi economici (Mafia Capitale insegna…) volute da istituzioni nazionali e locali e caldeggiate da quelle parti politiche di cui lo stesso Maurizio Gasparri è rappresentante (vedi il Piano Nomadi del 2009 di Gianni Alemanno a Roma). “Campi” che non sono altro che veri e propri ghetti etnici (ovvero riservati a soli rom) in cui si producono violazioni dei diritti umani, esclusione sociale e, come è purtroppo inevitabile che avvenga in tali contesti, anche forme di illegalità, 
 
Il vice presidente del Senato – è questo ciò che allarma maggiormente piuttosto che il mero insulto ricevuto - ha dunque sciorinato senza freni i soliti stereotipi e luoghi comuni sui rom. Su tutti i rom, senza alcuna distinzione, alimentando odio e intolleranza nei confronti  di una intera popolazione e contribuendo a diffondere una visione distorta, o quanto meno molto parziale, di una realtà ben più variegata. 

Infine, rispedendo al mittente l’invito dell’Associazione 21 luglio ad approfondire la tematica dell’inclusione dei rom in Italia attraverso la campagna “Rom, cittadini dell’Italia che verrà” ha dimostrato una chiusura disarmante e una assoluta mancanza di disponibilità a leggere la realtà andando oltre gli stereotipi, che ci si potrebbe aspettare dal comune cittadino al bar ma non dal vice presidente della seconda istituzione dello Stato.

La lotta contro gli stereotipi e i discorsi d’odio dovrebbe avvalersi innanzitutto di un cambiamento culturale che coinvolga l’intera società, a partire da esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni. 

Per facilitare tale processo, sarebbero più che mai necessari strumenti dissuasivi efficaci per arginare tali derive del discorso politico, di cui tuttavia il nostro Paese non dispone in maniera sufficiente, facendo sì che l’utilizzo della retorica dell’odio possa cessare di essere proficua comportando, anzi, un caro prezzo da pagare, ad esempio in termini di isolamento politico.

I tweet in libertà di Maurizio Gasparri, tuttavia, dimostrano che la strada è ancora molto lunga… 

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